due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 22

Il movimento contro il lavoro

Il mondo del lavoro americano ha visto sorgere, da un annetto a questa parte, un movimento popolare d’insoddisfazione contro le condizioni salariali in cui versano molti settori. A differenza dei Paesi europei dove i sindacati hanno un solido potere contrattuale, qui nella nazione a stelle e strisce queste organizzazioni sono molto più frammentate, deboli e fatiscenti (con alcune ovvie eccezioni, come i metalmeccanici). E così nei decenni i salari delle categorie più basse non hanno tenuto il passo con il costo della vita, che è cresciuto ad un punto tale da diventare insostenibile per le generazioni attuali. Da qui nasce il discontento diffuso, etichettato ad un’analisi superficiale come una sindrome da scansafatiche (anche in Italia). La verità, però, è che queste persone sono schiacciate tra un’inflazione in continua crescita ed uno stipendio che non riesce a tenere il passo. Leggi il resto di Il movimento contro il lavoro

Un atteggiamento passivo nei confronti del presente

L’altro giorno, mentre davo un’occhiata a LinkedIn per vedere chi avesse trovato un nuovo lavoro, mi è capitato di ascoltare un passaggio estratto da un intervento di Sergio Marchionne del 2018, in cui riassume più o meno quello che penso della società contemporanea in cui viviamo. Una società che continua a produrre, da un paio di decenni oramai, una classe politica inetta e miope, che guarda soltanto al domani, ma raramente al dopodomani. Una società ossessionata soltanto dal proteggere il proprio portafogli, accartocciata su se stessa, non più in grado di produrre le grandi rivoluzioni che i nostri nonni ed i nostri padri hanno visto con i loro occhi. Una società in putrefazione, per usare le parole del Censis di qualche anno fa. E non parlo solo dell’Italia, anzi: le parole di Marchionne che riporto qui sotto si possono applicare benissimo a Stati Uniti ed occidente in genere. In cui tutti reclamiamo i nostri diritti, mentre accolliamo i doveri a quelli che ci stanno intorno. Leggi il resto di Un atteggiamento passivo nei confronti del presente

Siamo preoccupati soltanto per il portafogli

Già undici anni fa facevo il punto della situazione su come l’adozione delle energie rinnovabili si era rivelata un fallimento sotto vari punti di vista. Da allora sono stati firmati protocolli d’intesa, e sono stati versati fiumi d’inchiostro sulle tante buone intenzioni contenute in quei voluminosi documenti. Eppure proprio in questi giorni si discute di piani a lungo termine per il potenziamento di impianti per la gestione del gas. Ma non dovevamo pian piano svezzarci dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili? La verità è che, a parte le belle intenzioni, ai potenti del mondo poco o nulla interessa agire concretamente per salvare il pianeta. Anzi, dato che il cambiamento climatico potrebbe decimare la popolazione mondiale, sarà proprio quell’un percento dell’umanità a beneficiarne: dall’alto delle loro torri d’avorio, protetti dalle loro ingenti risorse economiche, guarderanno il resto del genere umano autodistruggersi per quella fame insaziabile di energia che ha sviluppato negli ultimi cento anni. Si è già visto con il COVID, quando i ricchi sono andati a rintanarsi nelle loro isole sperdute nell’oceano, mentre il resto della gente era allo sbando nel tentare di capire come reagire alla pandemia. Leggi il resto di Siamo preoccupati soltanto per il portafogli

James prende le richieste alla lettera

Qualche anno fa mi è capitato di scoprire il sito di James Fridman, un artista inglese che ha saputo mettere insieme la sua passione per Photoshop con il tipico senso dell’umorisomo che contraddistingue i sudditi della regina, che trascende lingue e culture diverse. A tutti noi è capitato di avere una bellissima foto scattata durante le vacanze o un evento speciale, rovinata da un piccolo dettaglio sullo sfondo, o da una mano fuori posto. Questo è proprio il servizio offerto da James ai suoi clienti: applicare il suo tocco magico per eliminare quelle imperfezioni. Solo che, di tanto in tanto, il dispettoso artista decide di seguire le indicazioni dei suoi clienti alla lettera, o di interpretarle in maniera diversa da quello che aveva in mente chi ha inviato la richiesta. Il risultato finale, come puoi già immaginare, è davvero spassoso e sagace. Leggi il resto di James prende le richieste alla lettera

Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli

Focus Economia è una trasmissione di Radio24 che seguo da quando ancora abitavo in Italia e dopo il lavoro andavo a farmi una nuotata alla piscina comunale. Grazie a Google Podcasts continuo ad ascoltare il buon Sebastiano Barisoni di tanto in tanto anche qui in America, perché a differenza delle tante testate giornalistiche di parte, è uno dei pochi che secondo me dice le cose come stanno, senza troppi fronzoli e senza sventolare bandiere politiche (anche se a volte gli ascoltatori lo etichettano come un leccapiedi di Confindustria).

Di tanto in tanto invita un ospite di eccezione per fare il punto economico della situazione, il professor Giulio Sapelli. Negli anni ho scoperto di essere molto in sintonia con quello che dice l’Uccellaccio (questo il soprannome dato all’accademico da Barisoni), e gioisco come un bimbetto di fronte al negozio di caramelle quando so che è ospite della puntata che sto ascoltando. La scorsa settimana i due parlavano della guerra in Ucraina e delle sanzioni a Putin. Sapelli, ancora una volta, ha echeggiato esattamente quello che io sostengo da tempo: le sanzioni non servono a nulla, la guerra va combattuta con le armi e con la diplomazia. Leggi il resto di Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli

Piero Armenti vuole farti scoprire New York

Quando si poteva viaggiare tranquillamente, prima del Covid, capitava di tanto in tanto che qualche amico mi contattasse per avere informazioni su dove alloggiare e cosa vedere durante il loro viaggio a New York. Per me erano sempre domande a cui non sapevo rispondere, dato che non sono mai stato in nessun albergo nella Grande Mela, ed a parte le solite attrazioni turistiche, non ho mai avuto modo di scoprire molti dei luoghi pittoreschi e meno frequentati dai turisti che la città nasconde tra le sue strade e viali. Poi un giorno ho scoperto il canale YouTube di Piero Armenti, e da allora indirizzo tutti coloro che mi fanno la fatidica domanda a guardarsi alcuni dei suoi video. Piero è un italiano che gestisce un’agenzia di viaggi americana, ma non la classica noiosa agenzia piena di volantini tanto belli quanto vaghi. Piero, infatti, ha deciso di metterci la faccia, come si dice in questi casi, curando un flusso di video informativi che farebbero invidia a Licia Colò dei tempi di Geo&Geo. Leggi il resto di Piero Armenti vuole farti scoprire New York

Il supermercato che vorrei

Nei primi mesi della pandemia qui in America, quella sensazione di surrealismo ovattato che ci circondava mi dava l’impressione di essere stato catapultato in uno dei romanzi distopici che a me piacciono tanto. Le immagini degli scaffali vuoti al telegiornale facevano paura: il non poter andare a comprare neppure la carta igienica aveva mandato in tilt la catena di distribuzione di questi generi di prima necessità. Così molti supermercati iniziarono a lanciare servizi improvvisati per ordinare la spesa da casa e farsela consegnare a domicilio o andarla a ritirare comodamente parcheggiati di fronte al negozio stesso. Non so in Italia come le grande catene di distribuzione si siano organizzate, ma qui nel New Jersey per lo meno, fatta qualche eccezione, sono pochissimi i supermercati che ti consentono di comprare insalata e carta igienica dalla poltrona del salotto. Leggi il resto di Il supermercato che vorrei

Tanti saluti dalla capitale americana

Le scuole americane hanno un calendario strutturato in maniera leggermente diversa rispetto alla loro controparte italiana. Mentre voi festeggerete la Pasquetta fra qualche giorno, qui molti distretti sono chiusi per tutta la settimana che si conclude con la giornata che noi cristiani celebriamo con tanta gioia. E così, approfittando di questa pausa, abbiamo deciso di fare una gitarella familiare fuori porta, destinazione Washington, DC. Da oggi siamo qui a respirare per qualche giorno l’aria che tira tra i palazzi del governo. Ma non temere, continuerò regolarmente le trasmissioni sul blog, anche in vista di raggiungere il traguardo dei 100 post, oramai a portata di mano. Intanto mi sento già un po’ come Beppe Severgnini nel suo libro Ciao, America! Leggi il resto di Tanti saluti dalla capitale americana

Torna in cima alla pagina