due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 22

Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli

Focus Economia è una trasmissione di Radio24 che seguo da quando ancora abitavo in Italia e dopo il lavoro andavo a farmi una nuotata alla piscina comunale. Grazie a Google Podcasts continuo ad ascoltare il buon Sebastiano Barisoni di tanto in tanto anche qui in America, perché a differenza delle tante testate giornalistiche di parte, è uno dei pochi che secondo me dice le cose come stanno, senza troppi fronzoli e senza sventolare bandiere politiche (anche se a volte gli ascoltatori lo etichettano come un leccapiedi di Confindustria).

Di tanto in tanto invita un ospite di eccezione per fare il punto economico della situazione, il professor Giulio Sapelli. Negli anni ho scoperto di essere molto in sintonia con quello che dice l’Uccellaccio (questo il soprannome dato all’accademico da Barisoni), e gioisco come un bimbetto di fronte al negozio di caramelle quando so che è ospite della puntata che sto ascoltando. La scorsa settimana i due parlavano della guerra in Ucraina e delle sanzioni a Putin. Sapelli, ancora una volta, ha echeggiato esattamente quello che io sostengo da tempo: le sanzioni non servono a nulla, la guerra va combattuta con le armi e con la diplomazia. Leggi il resto di Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli

Piero Armenti vuole farti scoprire New York

Quando si poteva viaggiare tranquillamente, prima del Covid, capitava di tanto in tanto che qualche amico mi contattasse per avere informazioni su dove alloggiare e cosa vedere durante il loro viaggio a New York. Per me erano sempre domande a cui non sapevo rispondere, dato che non sono mai stato in nessun albergo nella Grande Mela, ed a parte le solite attrazioni turistiche, non ho mai avuto modo di scoprire molti dei luoghi pittoreschi e meno frequentati dai turisti che la città nasconde tra le sue strade e viali. Poi un giorno ho scoperto il canale YouTube di Piero Armenti, e da allora indirizzo tutti coloro che mi fanno la fatidica domanda a guardarsi alcuni dei suoi video. Piero è un italiano che gestisce un’agenzia di viaggi americana, ma non la classica noiosa agenzia piena di volantini tanto belli quanto vaghi. Piero, infatti, ha deciso di metterci la faccia, come si dice in questi casi, curando un flusso di video informativi che farebbero invidia a Licia Colò dei tempi di Geo&Geo. Leggi il resto di Piero Armenti vuole farti scoprire New York

Il supermercato che vorrei

Nei primi mesi della pandemia qui in America, quella sensazione di surrealismo ovattato che ci circondava mi dava l’impressione di essere stato catapultato in uno dei romanzi distopici che a me piacciono tanto. Le immagini degli scaffali vuoti al telegiornale facevano paura: il non poter andare a comprare neppure la carta igienica aveva mandato in tilt la catena di distribuzione di questi generi di prima necessità. Così molti supermercati iniziarono a lanciare servizi improvvisati per ordinare la spesa da casa e farsela consegnare a domicilio o andarla a ritirare comodamente parcheggiati di fronte al negozio stesso. Non so in Italia come le grande catene di distribuzione si siano organizzate, ma qui nel New Jersey per lo meno, fatta qualche eccezione, sono pochissimi i supermercati che ti consentono di comprare insalata e carta igienica dalla poltrona del salotto. Leggi il resto di Il supermercato che vorrei

Tanti saluti dalla capitale americana

Le scuole americane hanno un calendario strutturato in maniera leggermente diversa rispetto alla loro controparte italiana. Mentre voi festeggerete la Pasquetta fra qualche giorno, qui molti distretti sono chiusi per tutta la settimana che si conclude con la giornata che noi cristiani celebriamo con tanta gioia. E così, approfittando di questa pausa, abbiamo deciso di fare una gitarella familiare fuori porta, destinazione Washington, DC. Da oggi siamo qui a respirare per qualche giorno l’aria che tira tra i palazzi del governo. Ma non temere, continuerò regolarmente le trasmissioni sul blog, anche in vista di raggiungere il traguardo dei 100 post, oramai a portata di mano. Intanto mi sento già un po’ come Beppe Severgnini nel suo libro Ciao, America! Leggi il resto di Tanti saluti dalla capitale americana

La formazione italiana che avanza

Il supermercato dove vado a prendere la spesa che ordiniamo tramite il computer si trova a circa 20 minuti da casa nostra. Il che vuol dire che, per ora che continuo a lavorare da casa, è una delle poche occasioni che ho per poter ascoltare i podcast a cui sono abbonato. In genere la mia scelta ricade su Focus Economia di Sebastiano Barisoni, ed in particolare sulla puntata del venerdì, quando racconta casi di ruberie, malasanità e cattiva amministrazione pescati dalla cronaca nazionale. Al fine di fornire un gastroprotettore virtuale agli ascoltatori, dopo aver snocciolato le varie notizie, il buon Barisoni conclude il segmento parlando di un’iniziativa positiva o di una qualche azienda giovane che prova a farsi strada nel panorama nazionale. Qualche settimana fa parlavano degli ITS, Istituti Tecnici Superiori, da non confondere con le scuole superiori con lo stesso nome. Per me è stata l’occasione per imparare una cosa nuova, dato che non ero a conoscenza di questa recente realtà didattica. Chissà, se fossero esistiti ai miei tempi, forse oggi non sarei qui in America. Leggi il resto di La formazione italiana che avanza

Quello che gli altri ricorderanno di noi

La morte è una di quelle cose a cui nessuno vuole mai pensare, e probabilmente il motivo per cui ci siamo costruiti un mondo che ci tiene sempre occupati, che ci spinge a correre e dimenticare il nostro ineluttabile destino. I mass media ci hanno anestetizzato all’idea della morte, che guardiamo passivamente in TV mentre accade in un contesto lontano e complesso. Finché non senti il soffio gelido del signore vestito di nero avvicinarsi alla tua famiglia ed ai tuoi cari. L’altro giorno è venuta a mancare una parente di mia moglie, zia Rosa, con cui abbiamo passato tante feste in allegria. Non è stato un evento improvviso: era già malata da tempo, e grazie a cure di vario tipo, era riuscita a trovare il suo equilibrio ed a convivere con quella malattia che molto lentamente la stava aggredendo dall’interno. Tutti sapevamo nelle ultime settimane che la fatidica telefonata sarebbe potuta arrivare da un momento all’altro. Eppure quando il telefono ha sussultato con un messaggino alle 5 del mattino, quel turbinio di sentimenti che t’investe in queste occasioni ha assestato ugualmente un bel pugno nel nostro stomaco. Leggi il resto di Quello che gli altri ricorderanno di noi

Un esperimento sociale su scala mondiale

Più o meno dieci anni fa citavo un passaggio dal bellissimo film Quinto Potere del 1976, di cui avevo scoperto l’esistenza grazie a Sebastiano Barisoni del Sole 24 Ore, che ascoltavo religiosamente ogni giorno sull’autobus mentre tornavo a casa. Mi pare che le cose non siano cambiate poi tanto in tutto questo tempo, anzi casomai sono persino peggiorate. Così ho trovato un altro passaggio che mi sembra alquanto attuale. E mi è venuta voglia di guardare questo film per la terza volta.

Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati [..] e quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cavolate verranno spacciate per verità, qui. Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.

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L’America che esporta ma non usa la tecnologia

Un commento di Emanuele di qualche settimana fa mi ha fatto venire in mente un argomento di cui volevo scrivere: lo stato della tecnologia “quotidiana” qui in America. Ad esempio, lo sapevi che in escluse le grandi metropoli, in molti paesini dell’interland le macchinette per il parcheggio si pagano ancora con le monetine da 25 centesimi? Altro che NFC ed app, qui siamo ancora ai tempi di Mosè. Vogliamo parlare della metropolitana? A New York tutt’oggi in molte stazioni non c’è neppure l’indicatore di quando arriverà il prossimo treno, robetta basilare, e ti puoi scordare di pagare la corsa con il cellulare, troppo futuristico, troppo Hollywood. Certo, non dico che dovremmo avere i sistemi avanzati del Giappone, ma per essere una nazione che esporta tecnologia in tutto il mondo, bisogna ammettere che siamo indietro su parecchi fronti. Leggi il resto di L’America che esporta ma non usa la tecnologia

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