Il supermercato dove vado a prendere la spesa che ordiniamo tramite il computer si trova a circa 20 minuti da casa nostra. Il che vuol dire che, per ora che continuo a lavorare da casa, è una delle poche occasioni che ho per poter ascoltare i podcast a cui sono abbonato. In genere la mia scelta ricade su Focus Economia di Sebastiano Barisoni, ed in particolare sulla puntata del venerdì, quando racconta casi di ruberie, malasanità e cattiva amministrazione pescati dalla cronaca nazionale. Al fine di fornire un gastroprotettore virtuale agli ascoltatori, dopo aver snocciolato le varie notizie, il buon Barisoni conclude il segmento parlando di un’iniziativa positiva o di una qualche azienda giovane che prova a farsi strada nel panorama nazionale. Qualche settimana fa parlavano degli ITS, Istituti Tecnici Superiori, da non confondere con le scuole superiori con lo stesso nome. Per me è stata l’occasione per imparare una cosa nuova, dato che non ero a conoscenza di questa recente realtà didattica. Chissà, se fossero esistiti ai miei tempi, forse oggi non sarei qui in America. Leggi il resto di La formazione italiana che avanza
Archivio degli articoli in salotto, pagina 23
Quello che gli altri ricorderanno di noi
La morte è una di quelle cose a cui nessuno vuole mai pensare, e probabilmente il motivo per cui ci siamo costruiti un mondo che ci tiene sempre occupati, che ci spinge a correre e dimenticare il nostro ineluttabile destino. I mass media ci hanno anestetizzato all’idea della morte, che guardiamo passivamente in TV mentre accade in un contesto lontano e complesso. Finché non senti il soffio gelido del signore vestito di nero avvicinarsi alla tua famiglia ed ai tuoi cari. L’altro giorno è venuta a mancare una parente di mia moglie, zia Rosa, con cui abbiamo passato tante feste in allegria. Non è stato un evento improvviso: era già malata da tempo, e grazie a cure di vario tipo, era riuscita a trovare il suo equilibrio ed a convivere con quella malattia che molto lentamente la stava aggredendo dall’interno. Tutti sapevamo nelle ultime settimane che la fatidica telefonata sarebbe potuta arrivare da un momento all’altro. Eppure quando il telefono ha sussultato con un messaggino alle 5 del mattino, quel turbinio di sentimenti che t’investe in queste occasioni ha assestato ugualmente un bel pugno nel nostro stomaco. Leggi il resto di Quello che gli altri ricorderanno di noi
Un esperimento sociale su scala mondiale
Più o meno dieci anni fa citavo un passaggio dal bellissimo film Quinto Potere del 1976, di cui avevo scoperto l’esistenza grazie a Sebastiano Barisoni del Sole 24 Ore, che ascoltavo religiosamente ogni giorno sull’autobus mentre tornavo a casa. Mi pare che le cose non siano cambiate poi tanto in tutto questo tempo, anzi casomai sono persino peggiorate. Così ho trovato un altro passaggio che mi sembra alquanto attuale. E mi è venuta voglia di guardare questo film per la terza volta.
Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati [..] e quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cavolate verranno spacciate per verità, qui. Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.
L’America che esporta ma non usa la tecnologia
Un commento di Emanuele di qualche settimana fa mi ha fatto venire in mente un argomento di cui volevo scrivere: lo stato della tecnologia “quotidiana” qui in America. Ad esempio, lo sapevi che in escluse le grandi metropoli, in molti paesini dell’interland le macchinette per il parcheggio si pagano ancora con le monetine da 25 centesimi? Altro che NFC ed app, qui siamo ancora ai tempi di Mosè. Vogliamo parlare della metropolitana? A New York tutt’oggi in molte stazioni non c’è neppure l’indicatore di quando arriverà il prossimo treno, robetta basilare, e ti puoi scordare di pagare la corsa con il cellulare, troppo futuristico, troppo Hollywood. Certo, non dico che dovremmo avere i sistemi avanzati del Giappone, ma per essere una nazione che esporta tecnologia in tutto il mondo, bisogna ammettere che siamo indietro su parecchi fronti. Leggi il resto di L’America che esporta ma non usa la tecnologia
Chissà se qualcuno si è pentito sul nucleare
Era il giugno del 2011 quando il popolo del Belpaese votava, per la seconda volta, contro l’uso dell’energia nucleare in Italia. Già all’epoca scrivevo un post volutamente polemico sull’argomento, visto che io non ho mai capito quest’ostinazione a non voler costruire centrali nucleari quando in tutta Europa siamo circondati. Beh, oggi ho voglia di essere un po’ polemico nuovamente: mi farebbe piacere chiedere a coloro che all’epoca si erano schierati contro quel tipo di politica energetica nazionale cosa ne pensano oggi, con la benzina che ha sfondato il tetto dei due euro al litro, e con una nazione che dipende da risorse naturali estere per la stragrande maggioranza del suo fabbisogno domestico. Intanto continuiamo ad inquinare e bruciare combustibili fossili, mentre i parrucconi dei piani alti insistono nel firmare protocolli, da Kyoto a Parigi, pieni di tante buone intenzioni e promesse che, diciamocelo chiaramente, nessuno mai vorrà davvero mantenere. Perché il tintinnio dei ricavi economici è più suadente ed attraente della salute del pianeta, in una cultura consumistica che sta facendo implodere l’occidente intero, come ci ricorda la piccola Greta Thumberg ogni giorno con le sue azioni di protesta. Nel frattempo, zitta zitta, la Francia si prepara a costruire 18 nuovi impianti di ultima generazione entro il 2050.
Un’isteria di massa contro i russi
In questi giorni ho letto un bel po’ sulla guerra in Ucraina, per cercare di dare un senso a quello che vedo in televisione. Quello che affiora è che in tanti, almeno qui in America, stanno iniziando a confondere Putin con i russi in generale, ed i giornali già riportano i primi incidenti di xenofobia. D’altro canto, questo sentimento di disdegno verso la cultura russa, radicato nella mentalità americana sin dai tempi della cortina di ferro, non è mai scomparso completamente. A me viene sempre in mente Rocky 4, in cui il buon Stallone deve sconfiggere il “cattivo” Ivan Drago, incarnazione muscolosa dell’intollerante nazione rossa. Ovviamente i social non aiutano a migliorare le cose, e sono pieni di catene che circolano su Facebook invitando la gente a boicottare ad esempio i rifornimenti della Lukoil, o a vandalizzare ristoranti russi in giro per l’America. Come diceva qualcuno tanto tanto tempo fa, “a me, me pare na strunzat”, mi si perdoni il francesismo. Leggi il resto di Un’isteria di massa contro i russi
E se tutto diventasse virtuale?
Uno dei miei cavalli di battaglia, quando si tratta di immaginare futuri distopici o utopici che sia, è la fragilità e la precarietà del nostro corpo. Già tredici anni fa scrivevo:
Ho sempre sostenuto che il corpo di cui siamo dotati non è altro che un’appendice del nostro cervello. Un orpello di cui non possiamo fare a meno per il semplice fatto che finora il mondo è stato basato sulla fisicità. Ma la tecnologia apre nuovi allettanti scenari. Pensa un po’: non ti toccherebbe più prendere la macchina per andare al lavoro (ovvero zero inquinamento da trasporto), non servirebbe mangiare, al cervello basterebbe qualche millivolt per funzionare, con buona pace delle mucche che potrebbero pascolare felici.
Oggi, tra guerre, cambiamenti climatici ed avanzamenti della tecnologia, la mia speranza che l’umanità si muova in quella direzione è ancora più forte. Negli anni abbiamo avuto modo di assaporare varie interpretazioni cinematografiche di quest’idea, dal classico Il Tagliaerbe (uscito 30 anni fa!) a Matrix, dall’episodio San Junipero di Black Mirror a Il mondo dei replicanti con il buon Bruce Willis dei tempi d’oro. Leggi il resto di E se tutto diventasse virtuale?
La giornata internazionale delle donne
Le donne italiane oggi si vedono oggetto di attenzioni particolari, ricoperte di mimose e cioccolatini per la loro “festa”. Qui in America non è una tradizione altrettanto radicata, e molti neppure sanno che oggi si celebra la giornata internazionale della donna. D’altro canto, non sarebbe meglio celebrarle tutti i giorni? Ed in questo mondo dove la distinzione tra sessi diventa sempre più sbiadita, ha ancora senso mantenere questa ricorrenza? Viviamo in un’epoca in cui ogni orientamento sessuale erige fiero la sua bandiera per distinguersi dal resto e proclamare la propria indipendenza dagli stereotipi antiquati, e sono convinto che le donne che oggi escono con le amiche per andarsi a godere uno spogliarellista sul palco, sono complici di questo clima di divisione. Nell’era dell’ultra-individualismo da Covid, non ce n’è proprio bisogno. Leggi il resto di La giornata internazionale delle donne