Da un paio d’anni a questa parte, da quando entrambe le figlie hanno scoperto TikTok e Snapchat (che fino ad allora avevamo cercato in tutti i modi di vietare), è come se le avessi perse in questa lotta impari contro la dipendenza da social. Leggo sui quotidiani italiani che la situazione è drammatica anche in Italia, e nessuno sembra riuscire ad arginare questo fenomeno. Il proibizionismo, è ovvio, non funziona, perché anzi rende l’agognato oggetto del desiderio ancora più forte. In Cina sembrano voler tentare la strada dell’educazione, per incentivare un uso consapevole di queste tecnologie, ma non è chiaro se quell’esperimento funzionerà. Intanto, anche a scuola, almeno qui in America, le maestre sono oramai disperate, trovandosi di fronte ragazzi spesso disconnessi dalla realtà. Ecco una testimonianza che ho trovato l’altro giorno su Reddit. Leggi il resto di Immersi in un mare virtuale di dopamina
Articoli recenti
Nuovo comune, nuova donazione
Dati i cambiamenti epocali degli ultimi mesi nella mia vita personale, il mio impegno da donatore di sangue era caduto un po’ in secondo piano, dopo l’ultima piacevole esperienza in Italia. Ora che pian piano le cose cominciano a stabilizzarsi, ho finalmente trovato il tempo per prendere un appuntamento presso la Croce Rossa americana, che qui svolge lo stesso compito dell’Avis in Italia. In realtà, quando ripresi a donare nel lontano settembre del 2023, mi ero iscritto ad un’altra associazione, la New York Blood Center. Sfortunatamente, pare che non abbiano eventi o sedi nella zona rurale in cui mi sono trasferito, che invece è coperta appunto dalla Croce Rossa.
E così, dopo aver prenotato il mio appuntamento online, mi sono presentato al palazzo del Comune per la mia quinta donazione. “Al Comune?”, diranno i miei piccoli lettori. Si, devi sapere che qui spesso queste associazioni non hanno una sede propria, e quindi si appoggiano alle istituzioni, che mettono a disposizione le loro sale riunioni in determinati giorni. Stanze che vengono appositamente allestite con macchinette portatili e sedie. Non ho mai capito come mai non si appoggiano all’ospedale di zona. Leggi il resto di Nuovo comune, nuova donazione
Concorso Bisarca 2025
Vista la mia partecipazione all’iniziativa di Giuseppe Marino, mi è stato suggerito di dare un’occhiata ad un altro esperimento letterario bandito da Gianni sul suo blog: il concorso Bisarca. Secondo te potevo lasciar cadere nel vuoto il gentile invito? Specialmente cosciente di poter portare una ventata di internazionalità (ma esiste, questa parola?), che non fa mai male. Il tema di quest’anno è l’acqua, in qualsiasi sua forma ed espressione. Così ho deciso di partecipare con un mio vecchio racconto di gioventù, dato che il pezzo non deve essere per forza inedito. Già m’immagino sul palcoscenico degli Oscar, a piangere e ringraziare tutti, in stile The Mask 😅. Perché non ti unisci al gruppo anche tu?
Ho deciso, prendo la patente per la moto
Si vede che sto attraversando la mia personalissima crisi di mezza età? 😅 Prima l’auto sportiva, poi l’intervento per togliermi gli occhiali ed ora… la patente per la motocicletta. Quand’ero in Italia avevo il mio fidatissimo scooter Piaggio, un Liberty 50 che mi scarrozzava a destra e sinistra, in giro per la città. Da adolescente, i miei erano troppo apprensivi, e così mentre buona parte dei miei compagni di classe era dotata di patente A e Cagiva, al sottoscritto venne proibito questo privilegio. Da allora, deep deep inside, come direbbero gli americani, ho sempre coltivato quel desiderio di poter guidare una moto, ed andarmene in giro per le vie della zona in un lungo fine settimana spensierato. Qui nel New Jersey, se hai già la patente per l’auto, ti basta seguire un pallosissimo corso online e fare circa 6 ore di pratica presso una scuola guida, per ottenere quello che loro chiamano l’endorsement per le moto. Mi ero già convinto a farlo nel 2020, ma poi sappiamo tutti com’è andata a finire quell’anno. Leggi il resto di Ho deciso, prendo la patente per la moto
Ma dunque, questo referendum sul Jobs Act?
Devo ammettere che quando ho ricevuto le schede elettorali a casa qualche giorno fa, ero completamente impreparato su cosa avrei dovuto votare. Sui giornali online e sui social, a 8000 chilometri di distanza, ho visto davvero poco in merito. Così, anche grazie ai link del mio amico Trap, ho cominciato a documentarmi un po’ meglio, per esprimere un voto un briciolo più consapevole. A dire il vero, non capisco ancora come mai il governo abbia deciso di seguire la strada del silenzio e, da quel poco che ho capito, dell’astensionismo. Mi rendo conto che si tratta di una questione complessa: tutti vogliamo chiaramente più diritti per i lavoratori, ma se poi quei diritti finiscono per mettere troppa pressione sulle spalle delle piccolissime imprese, spingendole a chiudere, allora non va bene. Leggi il resto di Ma dunque, questo referendum sul Jobs Act?
Io non pago le accise
Uno dei motivi per cui qui in America c’è molto astio nei confronti di coloro che guidano un’auto elettrica è il fatto che, non acquistando carburante, di fatto non pagano l’obolo per la manutenzione delle strade, ovvero le cosiddette accise (ma chi ha coniato questo nome era per caso di Napoli?). Già avevo espresso la mia opinione in merito l’anno scorso, proprio di questi tempi, e continuo ad usare quell’argomento ogni volta che mi prende lo sgiribizzo di trollare qualcuno sui social. Il consenso del governo Meloni, come mi ricorda il mio amico Trap, continua a crescere, cosa mai vista nella recente storia della Repubblica Italiana. Eppure su questo fronte mi pare di capire che continuino a fare orecchie da mercante, e non ci rendiamo conto che servono investimenti pesanti, se vogliamo arrivare al fatidico 2035 preparati. Leggi il resto di Io non pago le accise
Come mi manca questa spensieratezza
Spulciando nell’archivio del blog, mi è capitato tra le mani l’altro giorno un video che avevo condiviso nel lontano 2009, ben 16 anni fa. In cui un gruppo di attori improvvisa un piccolo musical tra la gente incuriosita all’interno, pensa un po’, di Trump Tower. Era l’America in cui sarei voluto vivere per sempre, un Paese sereno che pian piano avrebbe corretto i suoi errori del passato. Invece quei tempi oggi sembrano così lontani. Immagino già la scena se una cosa del genere venisse tentata ai nostri giorni, e per lo più all’interno del palazzo del Presidente supremo: qualche repubblicano chiamerebbe subito la polizia, che non perderebbe tempo ad arrestare i poveretti senza risparmiare loro un po’ di sana e meritata violenza, per aver turbato la quiete pubblica. Un Paese in cui la gente comune non sorride più in maniera spensierata. Leggi il resto di Come mi manca questa spensieratezza
Fiori di loto bianchi in Sicilia
Un amico siciliano mi parlava tempo fa di questa serie televisiva, The White Lotus, e della seconda stagione che hanno girato nientepopodimeno che dalle parti di Taormina. E così, un po’ per sano orgoglio nazionale di vedere la propria terra come palcoscenico di una produzione americana, un po’ per la curiosità di uscire dal canone delle serie distopiche che seguo spesso, in questi giorni ho fatto un po’ di binge watching mattutino (si potrà tradurre in italiano, questo modo di dire?) ed ho appena finito di guardare la seconda e la terza stagione. Forse sarò di parte, ma mentre quella ambientata in Sicilia mi è tutto sommato piaciuta per l’ironia tricolore che permea le varie storie, quella ambientata in Thailandia mi ha lasciato abbastanza deluso, per la narrazione lenta, le colonne sonore deprimenti, e le storie quasi scontate. Leggi il resto di Fiori di loto bianchi in Sicilia