due chiacchiere

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Aprire i link esterni in una nuova finestra

Quando ho riscritto il tema del mio blog da zero, qualche mese fa, mi ero dimenticato di quest’interessante discussione avuta con i miei lettori, in cui chiedevo un parere su come comportarmi per i collegamenti presenti nei vari post. Di acqua sotto i ponti da allora ne è passata un bel po’, ed oggi l’approccio che molti suggerivano, ovvero di aprire i link esterni in una nuova finestra, è diventato molto comune anche nei siti istituzionali. Così dopo una breve chiacchierata con l’omino talebano dell’accessibilità che siede sulla mia spalla, ho deciso di implementare questa funzione Javascript. Direi che è un buon segno il fatto che finora nessuno si è lamentato (o accorto) della novità.

document.querySelectorAll( 'a' ).forEach( link => {
  if ( link.getAttribute( 'href' ) &&
       link.hostname !== location.hostname ) {
    link.target = '_blank';
  }
});

Un fine settimana da scrutatore elettorale

Era dai tempi in cui abitavo in Italia che desideravo provare l’ebbrezza di essere dall’altra parte del tavolo durante le elezioni nazionali, ma a quanto pare la lista d’attesa nel Belpaese è così lunga che passano decenni prima che ti chiamino. Al contrario, qui ti prendono subito, perché a quanto pare nessuno vuole fare questo “mestiere” per la misera paga di 200 dollari (circa 13 dollari all’ora), specialmente i giovani che lavorano e devono bruciare un giorno di ferie. Così in genere vedi arzilli vecchietti in pensione che non hanno nulla di meglio da fare, e che a parte l’obolo per arrotondare la mensilità che ricevono dal governo, sfruttano l’occasione per fare qualcosa di diverso ed interessante un paio di giorni all’anno. Nell’ormai lontano 2017 spedii la domanda per essere inserito nelle liste degli scrutatori della mia provincia, e con mia grande sorpresa mi chiamarono immediatamente. Leggi il resto di Un fine settimana da scrutatore elettorale

La ristorazione veloce a stelle e strisce

Quando decisi di intraprendere questo viaggio tra i negozi americani in una notte buia e tempestosa di Febbraio (vabbè, lo sai che mi piace essere drammatico di tanto in tanto), non immaginavo di poter scovare così tanti spunti da condividere con i miei piccoli lettori. E così quella che era nata come una miniserie di pochi post si è trasformata in una nuova categoria del blog, che d’ora in avanti userò come scatola dei ricordi per tener traccia di curiosità sull’America in cui mi imbatto durante le mie perenigrazioni quotidiane. La volta scorsa abbiamo messo piede in un Olive Garden, che nell’immaginario americano rappresenta l’incarnazione della ristorazione italiana per eccellenza. Ma non tutti i turisti hanno la possibilità di sedersi a cena tranquillamente, nel ritmo frenetico imposto dalla tabella di marcia. Allora non rimane che entrare in una catena di fast food, sempre presenti nell’immaginario collettivo di come si alimentano gli americani. Leggi il resto di La ristorazione veloce a stelle e strisce

Versionare temi e plugin in WordPress

La scorsa volta abbiamo analizzato i passaggi per installare sul server dove girerà il nostro sito il cosiddetto boilerplate, ovvero la base standard su cui costruiremo il resto dell’architettura. Il filo conduttore, come dicevo, è rappresentato da Git, un sofisticato sistema che consente di tener traccia delle varie modifiche al codice, oramai ampiamente disponibile su vari servizi hosting di un certo livello. Se mi permetti una piccola marchetta, ti consiglio di provare SupportHost, che offre tutti gli strumenti di cui parlerò in questa guida. Il tassello del puzzle di oggi riguarda la gestione di temi e plugin. Supponiamo che tu abbia già un sito basato su WordPress: di sicuro avrai una manciata di plugin ed almeno un tema che vorrai cominciare a versionare. La prima cosa da fare è creare un profilo su una delle piattaforme Git esistenti sul mercato, ad esempio GitHub. Qui conserveremo tutto il nostro codice, anche se alcuni plugin e temi offrono accesso ai loro repository, credo sia più saggio crearne uno indipendente, in caso decidano di cambiare idea (come mi è capitato già un paio di volte). Leggi il resto di Versionare temi e plugin in WordPress

Due chiacchiere con il bibliotecario americano

Il mio caro amico Trap mi aveva suggerito tempo fa un’idea per continuare questa mini serie in cui stiamo esplorando categorie di parole inglesi associate ai vari mestieri. Ed ecco accendersi la lampadina mentre con le bimbe andavamo alla biblioteca comunale per prendere alcuni libri che avevamo ordinato. La prima cosa che mi è venuta in mente pensando a come approcciare l’argomento, è stata la differenza tra library and bookstore or bookshop (in inglese britannico). Da notare lo sgambetto che il falso amico library cerca di tirarti: in italiano corrisponde alla biblioteca, non alla libreria! La differenza è che nella prima i libri si possono prendere in prestito, nella seconda si possono acquistare. Anche qui come nel Belpaese, ogni comune ha la sua biblioteca (public library, not public bookshop), all’interno della quale troverai alcuni banchetti con dei computer per effettuare le ricerche nel catalogo provinciale (online catalog). Qui nel New Jersey, le biblioteche sono collegate tra loro, quindi se cerchi un libro che hanno in un comune a cento chilometri da casa tua, puoi ordinarlo comodamente da casa e sarà disponibile alla tua biblioteca nel giro di qualche giorno. Leggi il resto di Due chiacchiere con il bibliotecario americano

In viaggio a Washington, D.C.

Come forse ricorderai, durante le vacanze di Pasqua, l’allegra famiglia Camu ha deciso di passare qualche giorno fuori porta in quel di Washington, DC. Quattro giorni in cui abbiamo visitato i monumenti della capitale, ma anche esplorato i quartieri meno frequentati dai turisti. Come ad esempio Georgetown, una zona a pochi minuti di metropolitana dal centro, dove potersi rilassare passeggiando per i vicoletti d’ispirazione europea, tra i quali si nascondono piccoli tesori come la pizzeria Il Canale. Sunshine è sempre molto brava ad organizzare i viaggi fuori porta, e grazie a lei abbiamo potuto addentare la deliziosa pizza fatta dal signor Farruggio e dai suoi pizzaioli. Ecco dunque un riassunto di quello che abbiamo fatto. Leggi il resto di In viaggio a Washington, D.C.

Olive Garden, la cena italiana vista dagli americani

Tre settimane fa ti ho dato un elenco dei bar commerciali dove poter fare una buona colazione prima di affrontare la lunga e faticosa giornata da turista nel Paese a stelle e strisce. Dopo aver macinato chilometri a piedi gironzolando per le vie dei luoghi che stai visitando, non c’è nulla di meglio che mettere le gambe sotto un tavolino… italiano. Almeno stando a quello che gli esperti del marketing di Olive Garden vogliono far credere agli americani che vanno a mangiare in questa catena di ristoranti. A partire dalla facciata: tutti i ristoranti sono costruiti seguendo le stesse identiche linee architettoniche, dalla California al Maine, come mostra la foto qui sotto. Nata nei primi anni ottanta in Florida, oggi conta quasi mille location sparse su tutto il territorio nazionale, ed offre praticamente lo stesso menù ovunque, inclusi i famosi bastoncini di pane (non grissini) cosparsi di burro ed aglio, di cui puoi mangiarne quanti ne vuoi. Leggi il resto di Olive Garden, la cena italiana vista dagli americani

Il magone e l’impotenza

L’isolamento causato dalla pandemia deve aver proprio scatenato i tanti pazzi di cui leggiamo sui giornali americani in questi mesi, dal tizio che ha sparato all’impazzata nella metropolitana di New York un mesetto fa, all’ultimo caso di cronaca in cui sono morti 19 bambini delle elementari in Texas. Dal massacro nella scuola superiore a Columbine, il Paese a stelle e strisce sembra non avere avuto più pace, mentre annaspa nella fatica quotidiana di trovare una soluzione che non arriverà mai. Perché il diritto alle armi è scolpito nella Costituzione americana, ed il minimo accenno a cambiare quel sacrosanto paragrafo fa andare i Repubblicani su tutte le furie, e fa salire il sangue alla testa ai bifolchi che ancora vivono di retaggi del Far West, e non vogliono assolutamente che il governo tocchi le loro pistole. La politica ovviamente non vuole far nulla, perché è più facile rastrellare voti lamentandosi del problema, che risolverlo una volta per tutte. Ed intanto migliaia di innocenti continuano a perdere la vita per la stupida ottusità di un popolo di immaturi bambinoni viziati. Leggi il resto di Il magone e l’impotenza

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