Un commento di Emanuele di qualche settimana fa mi ha fatto venire in mente un argomento di cui volevo scrivere: lo stato della tecnologia “quotidiana” qui in America. Ad esempio, lo sapevi che in escluse le grandi metropoli, in molti paesini dell’interland le macchinette per il parcheggio si pagano ancora con le monetine da 25 centesimi? Altro che NFC ed app, qui siamo ancora ai tempi di Mosè. Vogliamo parlare della metropolitana? A New York tutt’oggi in molte stazioni non c’è neppure l’indicatore di quando arriverà il prossimo treno, robetta basilare, e ti puoi scordare di pagare la corsa con il cellulare, troppo futuristico, troppo Hollywood. Certo, non dico che dovremmo avere i sistemi avanzati del Giappone, ma per essere una nazione che esporta tecnologia in tutto il mondo, bisogna ammettere che siamo indietro su parecchi fronti. Leggi il resto di L’America che esporta ma non usa la tecnologia
Articoli recenti
Chissà se qualcuno si è pentito sul nucleare
Era il giugno del 2011 quando il popolo del Belpaese votava, per la seconda volta, contro l’uso dell’energia nucleare in Italia. Già all’epoca scrivevo un post volutamente polemico sull’argomento, visto che io non ho mai capito quest’ostinazione a non voler costruire centrali nucleari quando in tutta Europa siamo circondati. Beh, oggi ho voglia di essere un po’ polemico nuovamente: mi farebbe piacere chiedere a coloro che all’epoca si erano schierati contro quel tipo di politica energetica nazionale cosa ne pensano oggi, con la benzina che ha sfondato il tetto dei due euro al litro, e con una nazione che dipende da risorse naturali estere per la stragrande maggioranza del suo fabbisogno domestico. Intanto continuiamo ad inquinare e bruciare combustibili fossili, mentre i parrucconi dei piani alti insistono nel firmare protocolli, da Kyoto a Parigi, pieni di tante buone intenzioni e promesse che, diciamocelo chiaramente, nessuno mai vorrà davvero mantenere. Perché il tintinnio dei ricavi economici è più suadente ed attraente della salute del pianeta, in una cultura consumistica che sta facendo implodere l’occidente intero, come ci ricorda la piccola Greta Thumberg ogni giorno con le sue azioni di protesta. Nel frattempo, zitta zitta, la Francia si prepara a costruire 18 nuovi impianti di ultima generazione entro il 2050.
Il minestrone di Sunshine
Siamo alle porte della primavera oramai, le temperature iniziano ad essere più miti, ma ancora la sera un piatto caldo fa piacere gustarlo. Dato che al momento il sottoscritto lavora da casa mentre Sunshine esce tutti i santi giorni per andare a scuola a combattere con i suoi piccoli birbanti, sono io a preparare la cena che le bocche fameliche troveranno pronta al ritorno dalle loro varie attività extra-scolastiche. L’altro giorno mi sono state lasciate precise istruzioni per cucinare il minestrone, una pietanza che sembra mettere d’accordo grandi e piccini, con evidente soddisfazione della mamma per l’aver cresciuto due bimbe che non fanno le schizzinose di fronte ad un piatto di verdure. Leggi il resto di Il minestrone di Sunshine
Gli strati a cascata dei fogli di stile
Per controbilanciare la carneficina di collegamenti spezzati che sto poco a poco eliminando dal blog, vorrei rispolverare quest’angolo della mia casetta virtuale dove conservo collegamenti ad articoli, servizi e prodotti che mi capita di scovare durante le mie scorribande virtuali in rete. L’altro giorno è apparso nel mio feed di siti che parlano di sviluppo web un articolo che offre buoni consigli a chi si accinge a scrivere (o riscrivere) un foglio di stile web. L’autore introduce l’argomento così:
Una delle cause più comuni di confusione nei CSS è lavorare con la specificità delle definizioni in esso contenute. Ad esempio, quando ci si accorge che le modifiche del valore
displayper un elemento non funzionano perché un altro elemento le sovrascrive per via della sua specificità maggiore. O quando si comincia ad abusare della proprietà!important, cosa che di solito accade quando il codice cresce a dismisura senza una pianificazione ben precisa. In questo articolo, esploreremo come funzionano i livelli a cascata e come possiamo usarli a nostro vantaggio per scrivere un codice CSS più robusto e flessibile.
Target, un po’ di tutto, a prezzi accessibili
Questa settimana visitiamo un’azienda della grande distribuzione che si piazza a metà strada tra le due viste in precedenza, dato che si rivolge ad una clientela più sofisticata di quella che frequenta Walmart, ma che non ostenta il benessere economico di coloro che comprano a Whole Foods: Target. Alcuni forse la ricorderanno per essere stata alla ribalta delle cronache una decina d’anni fa come una delle prime grandi compagnie ad aver subito un attacco hacker su larga scala, in cui vennero trafugati milioni di numeri di carte di credito ed altre informazioni sensibili. Oramai l’opinione pubblica sembra essersi abituata, almeno qui in America, dato che almeno un paio di volte all’anno si sente dire di qualche società “bucata” da questi brutti ceffi armati di terminale nero e giacchetta con cappuccio. Anche in termini di diffusione sul territorio, Target si piazza a metà strada tra i due di cui sopra, con i suoi 1800 negozi negli Stati Uniti, presenti sia nelle grandi città che nell’interland, i cosiddetti suburbs. Leggi il resto di Target, un po’ di tutto, a prezzi accessibili
Aggiorna la tua sottoscrizione al mio blog
BlogVille, l’immaginaria ridente cittadina abitata da noi blogger, ogni giorno assomiglia sempre di più ad uno dei paesaggi inquietanti immortalati da Samuele Silva. Dopo Alexa, ho da poco scoperto che un altro pezzo di storia è stato messo in soffitta dai suoi creatori: Feedburner. D’altro canto c’era da aspettarselo: oramai la familiare iconcina con i due archetti non la si vede più da nessuna parte, segno che questa tecnologia è inevitabilmente annegata nel flusso sterminato d’informazione da cui siamo sommersi quotidianamente. Se sei uno dei pochi fedeli lettori che seguono questo blog tramite lettore RSS, vorrei invitarti ad aggiornare la tua iscrizione usando il feed nativo generato da WordPress: https://duechiacchiere.it/feed. Leggi il resto di Aggiorna la tua sottoscrizione al mio blog
Un’isteria di massa contro i russi
In questi giorni ho letto un bel po’ sulla guerra in Ucraina, per cercare di dare un senso a quello che vedo in televisione. Quello che affiora è che in tanti, almeno qui in America, stanno iniziando a confondere Putin con i russi in generale, ed i giornali già riportano i primi incidenti di xenofobia. D’altro canto, questo sentimento di disdegno verso la cultura russa, radicato nella mentalità americana sin dai tempi della cortina di ferro, non è mai scomparso completamente. A me viene sempre in mente Rocky 4, in cui il buon Stallone deve sconfiggere il “cattivo” Ivan Drago, incarnazione muscolosa dell’intollerante nazione rossa. Ovviamente i social non aiutano a migliorare le cose, e sono pieni di catene che circolano su Facebook invitando la gente a boicottare ad esempio i rifornimenti della Lukoil, o a vandalizzare ristoranti russi in giro per l’America. Come diceva qualcuno tanto tanto tempo fa, “a me, me pare na strunzat”, mi si perdoni il francesismo. Leggi il resto di Un’isteria di massa contro i russi
E se tutto diventasse virtuale?
Uno dei miei cavalli di battaglia, quando si tratta di immaginare futuri distopici o utopici che sia, è la fragilità e la precarietà del nostro corpo. Già tredici anni fa scrivevo:
Ho sempre sostenuto che il corpo di cui siamo dotati non è altro che un’appendice del nostro cervello. Un orpello di cui non possiamo fare a meno per il semplice fatto che finora il mondo è stato basato sulla fisicità. Ma la tecnologia apre nuovi allettanti scenari. Pensa un po’: non ti toccherebbe più prendere la macchina per andare al lavoro (ovvero zero inquinamento da trasporto), non servirebbe mangiare, al cervello basterebbe qualche millivolt per funzionare, con buona pace delle mucche che potrebbero pascolare felici.
Oggi, tra guerre, cambiamenti climatici ed avanzamenti della tecnologia, la mia speranza che l’umanità si muova in quella direzione è ancora più forte. Negli anni abbiamo avuto modo di assaporare varie interpretazioni cinematografiche di quest’idea, dal classico Il Tagliaerbe (uscito 30 anni fa!) a Matrix, dall’episodio San Junipero di Black Mirror a Il mondo dei replicanti con il buon Bruce Willis dei tempi d’oro. Leggi il resto di E se tutto diventasse virtuale?