Una delle caratteristiche che il nuovo tema del sito ha ereditato dal suo predecessore è la rotazione mensile di colori e sfondo. Ricordo ancora quando annunciai per la prima volta questa piccola rivoluzione nella mia casetta virtuale, realizzai persino un video (molto amatoriale) per l’occasione. In omaggio ai tempi d’oro, ho deciso di preservare alcuni degli stili originali (Gennaio, Luglio, Settembre e Novembre), ed ho rinnovato gli altri. Ho anche cambiato idea sul fatto di non voler rilasciare il codice sorgente del tema: sebbene sia ancora convinto che per spiccare nel web bisogna cercare di essere originali sia nell’aspetto che nei contenuti, nel desolato panorama blogosferico di oggi non ha più senso essere così guardinghi, ed è meglio seguire lo spirito dell’open source che mi ha sempre guidato in tanti altri progetti, secondo cui la conoscenza dovrebbe essere un bene comune. Se vuoi, puoi dare una sbirciatina ai colori degli altri mesi aggiungendo ?colors=nome-del-mese-in-inglese all’indirizzo di qualsiasi pagina (ma non dirlo a nessuno, mi raccomando). Si accettano suggerimenti e critiche sulla collezione che ho creato. Leggi il resto di Dodici mesi, dodici vestiti
Articoli recenti
Ma tu vorresti davvero vivere per sempre?
Il 2022 oggi fa sentire i suoi primi vagiti, o piuttosto botti, in giro per il mondo. Tutti ci ritroviamo un anno più vecchi, e sebbene cerchiamo di non pensarci, abbiamo in linea di massima accettato il fatto che il tempo trascorre inesorabile e che prima o poi arriverà il momento di dire addio a questo mondo terreno. Si lo so, oggi bisogna essere allegri, spensierati, festeggiare l’anno nuovo e gozzovigliare alla faccia di tutto e tutti. Ma a me i capodanni hanno sempre fatto quest’effetto nostalgico, ed ora che ho ripreso le trasmissioni su queste pagine, era scontato che avrei voluto condividere questi sentimenti con te. In realtà l’ispirazione per questo intervento mi è venuta qualche settimana fa, dopo aver letto un articolo in cui si analizzano i risvolti etici ed economico-sociali del voler vivere più a lungo. In breve, il punto dell’autore è: va bene spendere miliardi per cercare di allungare la vita, ma avete visto cosa succede all’economia nei Paesi dove si vive di più e ci sono meno nascite? Pensiamo davvero che la qualità della vita sarebbe migliore se tutti vivessimo fino a 150 anni? Leggi il resto di Ma tu vorresti davvero vivere per sempre?
Una chiesa al passo con i tempi
Leggevo oggi un articolo su come quasi un terzo dei giovani americani si dichiari non affiliato a nessuna religione. E così mi veniva da pensare alla mia esperienza personale in merito. Sin da piccolo, la religione cattolica è sempre stata parte integrante della mia vita. Vuoi perché all’epoca mia nonna era molto praticante e aveva piacere che i nipoti si coinvolgessero in un modo o nell’altro, vuoi perché la cultura siciliana nella quale sono cresciuto era ed è tuttora indivisibilmente legata alle tradizioni religiose tramandate da secoli. Basti pensare a come i meridionali abbiano esportato persino in America le processioni di santi e madonne, espandendole a vere e proprie feste popolari di folklore ed occasioni per incontrare i propri connazionali.
Dapprima furono gli anni da chierichetto e di partecipazione all’Azione Cattolica, di cui ho ancora piacevoli ricordi per le varie attività che svolgevamo durante l’anno. Ma finito quel periodo, imparai ad accettare passivamente il rito di andare a messa la domenica, di recitare a memoria tutti i passaggi e di eseguire la ripetitiva gestualità di contorno quasi come un automa. Mi mancava l’entusiasmo dell’oratorio, ed ogni volta che varcavo la soglia uscendo dalla chiesa, mi rendevo conto di non star portando con me nulla di nuovo: a stento avevo fatto attenzione all’omelia del prete, sempre vaga e raramente legata all’attualità, e dopo pochi minuti già non ricordavo neppure cosa avesse detto. La morale, era in fondo sempre la stessa: fate i bravi e non fate del male al prossimo. Leggi il resto di Una chiesa al passo con i tempi
Dieci anni di Google Wallet
Durante le incursioni serali nel mio archivio digitale, mirate a ripulire i vecchi video, sto riscoprendo un sacco di roba, e rileggo con piacere l’emozione che provavo quando veniva lanciato un nuovo luccicante servizio. Come Google Wallet, di cui scrivevo più o meno dieci anni fa. A quei tempi le aspettative per una rivoluzione del commercio mondiale sembravano davvero tante. Io avevo ricevuto da poco il mio primo smartphone aziendale, e non vedevo l’ora di usarlo con questa nuova tecnologia. Non so in Italia, ma qui dieci anni dopo le cose non sono cambiate poi così tanto. Stando ad una ricerca di Pew, gli americani ancora sembrano prediligere il contante per i loro acquisti, seguito da carte di credito e bancomat. Le transazioni online, rispetto al decennio scorso, ovviamente fanno la parte da leone oggi, con buona pace di coloro che odiano Amazon e Bezos. Tuttavia, lo studio di Pew ha anche scoperto che, di generazione in generazione, i consumatori rimangono scettici nei confronti dell’uso del telefonino per i pagamenti in negozio. Leggi il resto di Dieci anni di Google Wallet
La pandemia e la democrazia
Siamo in questa pandemia da oramai quasi due anni, ancora non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel, ed io non riesco a capire come mai. Quando il mondo fu infestato dall’influenza spagnola all’inizio del secolo scorso (un debutto in grande stile, non c’è che dire, del virus H1N1), morirono un sacco di persone, ma se ne uscirono nel giro di un paio d’anni. Eppure non avevano accesso alla conoscenza, tecnologia ed organizzazione internazionale che abbiamo a disposizione nel 2021. Ai giorni d’oggi riusciamo a mandare robot su Marte e sparare missili che attraversano l’intero oceano Pacifico per colpire obiettivi con precisione millimetrica, eppure i governi non riescono a mettere insieme un piano d’azione coeso (si dice così, vero?), e continuano a brancolare nel buio e nell’incertezza. Forse perché non abbiamo, scusami l’espressione, politici con le palle come c’erano nel 1920. Non solo in Italia ed in America, sia chiaro, ma a livello mondiale, con qualche rara eccezione. Leggi il resto di La pandemia e la democrazia
Giochiamo al piccolo archeologo digitale
Ora che il tema del sito ha raggiunto una certa stabilità estetica, posso iniziare la seconda fase dei lavori di ristrutturazione, e dedicarmi alla pulizia dei contenuti. Eh già, perché dopo tutti questi anni, le tecnologie del web sono cambiate eccome, e qui siamo ancora all’età della pietra. Basti pensare che quando questo blog è nato, l’iPhone ancora neppure esisteva, e che un codice di Macromedia Flash era l’unico modo per inserire video all’interno di un sito. La tecnologia XHTML 1.0 si stava ancora espandendo, e tutti eravamo a parlare del cosiddetto Web due-punto-zero. Quanto ciarpame, quanto vecchiume! Così mi sono tuffato in questa missione da archeologo digitale, per scovare, scrostare e restaurare quel centinaio di articoli che ancora usano codici antiquati, e che quindi non funzionano più (come appunto il tag Macromedia di cui dicevo). Nel frattempo ne sto approfittando per mettermi in casa alcuni dei video in questione, attualmente ospitati su YouTube. Leggi il resto di Giochiamo al piccolo archeologo digitale
I nuovi mostri
Manco dal panorama blogosferico italiano da parecchi anni oramai, ed ho praticamente perso traccia dei superstiti che hanno saputo resistere all’attrazione fatale di Instagram, TikTok e compagni. Davide ha già notato che son tornato e si è fatto vivo in un commento. Per gli altri che frequentavano la mia dimora virtuale, ho spulciato tra i link nei commenti per vedere chi fosse ancora in onda, ed ho solo trovato una manciata di blog saltuariamente attivi: il Caigo, Emanuele, EvilRipper, Colti Sbagli, Andrea Beggi, per citarne alcuni. Tra i pochi felicemente attivi, come mi è stato fatto notare nei commenti, sono rimasti Samuele Silva e FiordiCactus. Mentre la mia mente è assorbita dai lavori di ristrutturazione, pensavo già di riattivare il mio vecchio account Feedly, creato dopo la triste scomparsa di Google Reader, ma non vi ho trovato molto materiale utile. Dei tanti nomi famosi dell’epoca d’oro della blogosfera italiana (Ninna, Larvotto, giusto per citarne un paio che mi sovvengono così su due piedi) mi pare che oramai si siano perse le tracce. Così ti chiedo: chi vale la pena seguire al giorno d’oggi che non sia un blog commerciale o di notizie prefabbricate in massa per monetizzare il traffico? Esistono ancora blog che raccontano in maniera romantica e genuina la quotidianità e le peripezie dell’Italiano medio?
Ricominciare dopo sette anni di silenzio
Immagino di pronunciare queste parole all’interno di un’immensa sala vuota, con il rimbombo della voce tra le pareti a rendere più drammatica quest’introduzione. L’ultima volta che mi ero fatto sentire su questi schermi era il lontano 2015: Obama era ancora Presidente degli Stati Uniti, in Italia si parlava di legge elettorale Italicum, ed alcuni superstiti lettori ancora speravano che prima o poi avrei ripreso la mia produzione stabile di articoli. L’illusione durò solo pochi mesi, poi di nuovo il nulla. Intanto, anno dopo anno, qualche settimana prima di Natale, il provider che ospita questo sito mi inviava la puntuale comunicazione chiedendomi se volessi rinnovare il dominio. Puntualmente ogni anno, mentre guardavo sconsolato il terreno incolto infestato di gramigne virtuali che era divantato questo blog, mi chiedevo se fosse il caso di staccare la spina definitivamente. Leggi il resto di Ricominciare dopo sette anni di silenzio