due chiacchiere

Archivio degli articoli in ingresso, pagina 7

Una marea di collegamenti spezzati

Mentre rileggo vecchi articoli del mio blog, un po’ per ricordare com’ero ed un po’ per far pulizia, sto notando che tanti collegamenti, sia negli articoli che soprattutto nei commenti, puntano a siti inesistenti o trasferiti. Chissà come farà il povero algoritmo di Google a dare un senso a questa ragnatela a brandelli che oramai è la blogosfera italica. Nel mio piccolo, vorrei contribuire a ridurre questo problema. Anche perché, pur dopo quasi due anni d’assenza, i motori di ricerca generano ancora circa duemila accessi al giorno al mio blog (ancora adesso, cercando determinate parole chiave, sono al primo posto nei risultati di ricerca di Google). Dopo aver sfoltito i vari Splinder e indirizzi malformati, sono arrivo ad una lista di circa 750 indirizzi da controllare. Leggi il resto di Una marea di collegamenti spezzati

Ritocchi primaverili al tema mobile

Sebbene la mia frequenza di pubblicazione stia calando nel tempo, ciò non vuol dire che sto abbandonando questo piccolo appartamento virtuale nella rete al suo destino. Al contrario, dietro le quinte i lavori non finiscono mai, e se anche il visitatore occasionale non se ne accorge, i lettori più attenti hanno già notato qualche cambiamento. Chi accede a questo sito da un dispositivo mobile di ultima generazione, si sarà accorto che la barra di navigazione in cima alla pagina è ora fissa e non scompare più quando il lettore scorre la pagina. In questo modo la funzionalità di ricerca e l’accesso alle varie stanze è possibile in qualsiasi momento, senza dover tornare in cima. La vista delle stanze, una volta attivata, segue anch’essa lo scorrimento (in alto) della pagina, così da non spiazzare l’utente. Altre minuscole limature hanno riguardato la dimensione del font, le spaziature tra i paragrafi e cose del genere. Il prossimo passo? Il riconoscimento di gesti di swipe del dito a destra e sinistra, per andare all’articolo precedente o successivo in maniera più intuitiva 🙂 Stay tuned!

Cinque anni in America

Ricordo l’ultimo giorno in Italia come se fosse ieri. La moglie era partita da alcune settimane, per iniziare la caccia al lavoro nel nuovo Continente in modo che almeno uno dei due potesse portare la pagnotta a casa, in questa fase di transizione. Io dal canto mio avevo iniziato la frenetica ricerca di un impiego, spedendo curriculum a destra ed a manca, e racimolando un cospicuo bottino di 5 colloqui nelle prime due settimane, tutto tramite Internet (benedetto sia chi l’ha inventata). L’appartamento che ci aveva ospitati per 5 anni in Italia era oramai completamente vuoto, l’automobile era stata venduta (portarla qui in America costava 3000 dollari, più tutte le pratiche per l’omologazione), gli amici erano stati salutati. Tutto era pronto, insomma, per questo salto nel buio.

In realtà tanto buio non era: mia moglie, essendo nata e cresciuta in America, non era certo sprovveduta. Il mio datore di lavoro italiano, a sua volta, mi concedeva un’aspettativa non retribuita di 1 anno per motivi personali: una rete di protezione non indifferente, a ben pensarci. Ed infine il cambio favorevole (per me) tra euro e dollaro, che gonfiava magicamente i risparmi che avevamo da parte. Insomma, non ero certo l’immigrato con la valigia di cartone che s’imbarcava alla ricerca di miglior fortuna.

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Bye bye, pubblicità di Google

Era da tempo che notavo un lento ed incessante calo nei profitti che questo blog racimola grazie alla pubblicità di Google Adsense. L’età dell’oro è stata intorno al 2008, quando il mio posizionamento era molto più in alto anche a livello di pagerank, ma da allora la media è scesa sotto i dieci dollari al mese. Ecco così che deciso di rimuovere, dopo esattamente sette anni di presenza, il bannerino discreto in calce ad ogni articolo. Una mossa probabilmente in controtendenza, in un’epoca in cui tutti, da Facebook al piccolo blog di periferia, cercano di monetizzare i propri servizi. I lettori ne guadagnano in velocità di caricamento delle pagine (e Google PageSpeed mi promuove in media con un buon 96/100), e per me è un grattacapo in meno quando è tempo della dichiarazione dei redditi 🙂

A chi piace lungo, a chi piace corto

Questa mattina spulciavo, come faccio di tanto in tanto, i dati raccolti da Google Webmaster Tools sullo stato di salute del mio blog. Un po’ come ci si allarma quando il dottore ci dice che il colesterolo è schizzato a 300, allo stesso modo ho avuto un piccolo sussulto quando ho notato l’impennata di errori 404 riscontrati dai robottini di Mountain View che analizzano ogni singolo dettaglio di questo sito. La colpa, lo sapevo già, era da attribuire al cambio nella struttura dei permalink messo in atto un mese fa. A quanto pare, i miei sondaggi (a colpi di ricerche sul motore californiano) per cercare di capire quante persone ancora puntassero ai vecchissimi permalink con il solo numero, mi avevano portato fuori strada. Leggi il resto di A chi piace lungo, a chi piace corto

Il numerino va in pensione dopo 6 anni

Era da qualche settimana che volevo farlo: rimuovere il numerino presente negli indirizzi web degli articoli di questo blog. Si trattava di un residuo primordiale dell’epoca in cui la mia casetta virtuale nel web aveva iniziato a prendere forma. Un’appendice mai rimossa, una rimanenza mai cancellata dall’evoluzione attraversata in questi anni. Già nel 2009, in realtà, avevo condotto una prima operazione chirurgica in tal senso, dietro suggerimento di alcuni lettori esperti di ottimizzazione per i motori di ricerca. All’epoca, comunque, non ero stato abbastanza radicale, anche perché gli strumenti a mia disposizione non mi consentivano un taglio netto e pulito con il passato, ma richiedevano di mettere pezze a destra e sinistra per puntellare la nuova struttura. Leggi il resto di Il numerino va in pensione dopo 6 anni

Fra qualche ora si torna alle origini

Sembra ieri che abbiamo aperto le bottiglie di spumante per brindare al nuovo anno, e già ci siamo liquidati il mese di Gennaio. Di questo passo l’estate arriverà prima che ce ne rendiamo conto. Vabbè, per consolarti ti ricordo che da domani andranno “in onda” i colori del mese di Febbraio. Se sei nuovo da queste parti, devi sapere che il mio sito cambia colore con il passare del tempo. Per il mese in arrivo, qualche anno fa, alcuni lettori di vecchia data dissero di avere nostalgia dei colori originali, quelli con cui questo spazio è nato più di sei anni fa. Decisi così di esaudire la loro richiesta: un modo per ricordarmi da dove sono venuto 🙂 Vediamo che effetto fanno sul nuovo template.

Open sans, il font più pulito che ci sia

Il mio spirito creativo sempre pronto a sperimentare non trova mai riposo, questo s’era già capito da un pezzo. E così, prendendo spunto da una chiacchierata con il mio amico Trap, ho introdotto un nuovo font per il testo degli articoli. Sfogliando la libreria messa a disposizione da Google Web Fonts, ho fatto diversi esperimenti prima di decidere quale carattere si sposasse meglio con il resto del tema. Da anni il buon vecchio Trebuchet MS aveva svolto egregiamente il suo compito, e mandarlo in pensione non è stato facile. Cercavo un font senza grazie (o sans serif, come dicono quelli che hanno studiato), dato che molti studi associano a questa categoria una leggibilità maggiore, quando si tratta di pubblicazioni per il web. La pulizia anche sui dispositivi mobili era un’altra caratteristica, e la crenatura (o comunque il suo equivalente digitale) che non volevo troppo compatta. Alla fine ho scelto Open Sans, che mi sembra dare una sensazione di respiro profondo, di ariosità e freschezza, senza ammassare caratteri insieme come in altri casi. Che ne pensi? Leggi il resto di Open sans, il font più pulito che ci sia

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