Metà dei miei compagni di classe del liceo ha deciso di insegnare, forse ispirati da alcuni dei professori che abbiamo avuto all’epoca, che davvero nell’insegnamento ci mettevano anima e corpo. Quando hanno saputo che sarei stato per un paio di settimane nella mia terra natale, hanno organizzato una piccola rimpatriata, un po’ come nel famoso film di Carlo Verdone, ma senza tutto il dramma raccontato in quella pellicola. Giusto un gruppetto di amici che si rivedono dopo, ohibò, 30 anni, in un localino in riva al mare, a fare quello che loro hanno chiamato un apericena (io sono proprio un Matusalemme a non sapere queste cose!), ovvero qualche stuzzichino di frittura di mare, focaccine ed altre cose sfiziose. Guarda caso, proprio quella sera passava da quelle parti il nostro prof di matematica del liceo, e per qualche ora ci siamo messi a ricordare i bei tempi spensierati fatti di Timberland e Top Gun, di feste di fine d’anno e drammi adolescenziali. Leggi il resto di Com’è cambiata la scuola in Italia
Archivio degli articoli in salotto, pagina 15
L’agenda setting ed il Giappone
Era il lontano 2006 quando scrivevo per la prima volta di un fenomeno che avevo studiato in un corso di tecniche della comunicazione: la teoria dell’agenda setting. Secondo la quale i media non ci dicono cosa pensare, però ci dicono a cosa pensare. Negli anni ho osservato con amarezza il diffondersi di questa pratica. Ad esempio, noto che di Biden sui giornali si parla sempre poco, un evidente tentativo di nascondere tutti i problemi della sua amministrazione, cercando di distrarre l’attenzione pubblica con i palloni cinesi (che guarda caso si sono rivelati un fuoco di paglia). Ma il caso più lampante è la recente decisione del Giappone di liberare in mare tonnellate di acqua radioattiva usata per raffreddare il reattore di Fukushima, danneggiato dopo il disastro del 2011. Se ci fai caso, i media mainstream, come li chiamano quelli che hanno studiato, non stanno dicendo nulla in proposito. Ora, io non sono un complottista incallito, ma qualche sopracciglio questa situazione dovrebbe farlo sollevare, no? Leggi il resto di L’agenda setting ed il Giappone
Un’indigestione di chiacchiere
No, nel post di oggi non parlerò di quella volta in cui mi sono abbuffato del dolce tipico del periodo di carnevale che tutti conoscono. Vorrei piuttosto fare una riflessione sull’accoglienza che ci è stata riservata durante le nostre recenti vacanze nel Belpaese. Devo confessare che qui in America non sono mai riuscito a stringere molte amicizie come quelle che mi ero pian piano costruito in Italia dai tempi del liceo prima, dell’università dopo ed infine anche alcuni miei ex colleghi quando lavoravo in Italia. Amicizie che, pur con le difficoltà ed i paletti della distanza fisica, continuano a resistere ad ogni difficoltà (dico bene, Trap?). Qui la mentalità workaholic da un lato, e la propensione al culto del machismo della maggior parte degli uomini americani dall’altro, mi hanno fatto passare la voglia di andare oltre la superficie. Così ogni volta che torno in Italia, ho l’occasione per riallacciare vecchi legami ed assaporare il piacere di fare due chiacchiere (e ti pareva!) davanti ad un bel fritto misto. Leggi il resto di Un’indigestione di chiacchiere
Una settimana in Sicilia
Terza puntata di questa raccolta di appunti sparsi sul mio viaggio in Sicilia di qualche settimana fa. Oggi vorrei condividere la scaletta che abbiamo seguito, ed i posti che abbiamo visto in quei giorni, per darti un possibile spunto nel caso tu stia meditando di organizzare una vacanza in quest’isola che, pur con tutti i suoi difetti, ancora oggi conserva nella sua semplicità un qualcosa d’incantato, quasi come se il tempo si fosse fermato da quelle parti. Non penso di averne mai parlato qui sul blog, ma la zona dove abita la mia famiglia è in provincia di Ragusa, ed è quindi lì che abbiamo speso quei dieci giorni respirando l’aria salmastra portata dal vento che soffiava dal Mediterraneo, increspando il mare e facendo volar via qualche ombrellone. La zona non è particolarmente turistica, nel senso che la viabilità lascia un po’ a desiderare (ma c’è l’aeroporto di Comiso a due passi!), e le spiagge a volte non sono proprio pulite ed organizzate. In compenso il pesce è freschissimo, i costi sono abbordabili e la gente ti accoglie a braccia aperte.
Drivalia, autonoleggio inaffidabile
Come avevo promesso, continuo questa mini serie di post per conservare alcune riflessioni di ritorno dal nostro viaggio in Italia. Oggi in particolare vorrei soffermarmi sulla brutta esperienza che abbiamo avuto con la compagnia di autonoleggio che abbiamo dovuto scegliere giocoforza all’ultimo minuto. Già, perché per risparmiare qualche soldo, ci eravamo già messi d’accordo con mia sorella che ci avrebbe prestato la sua macchina, una volta giunti in Sicilia. Peccato che poi, del tutto inatteso, si è verificato un incendio all’aeroporto di Catania, che ha mandato in tilt per alcuni giorni l’intero traffico aereo verso l’isola. Io seguivo con trepidazione l’evolversi degli eventi, visto che il nostro volo sarebbe stato pochi giorni dopo l’incendio, e fino all’ultimo ho sperato che non ci avrebbero dirottato. Ma si vede che non era il nostro giorno fortunato: a meno di 24 dalla partenza, la Ryanair ci comunica che ci avrebbero portati a Trapani anziché a Catania. Leggi il resto di Drivalia, autonoleggio inaffidabile
Roma, Dublino e New York: aeroporti a confronto
E così, zitto zitto, sono da poco rientrato da un paio di settimane di vacanza in Italia (parlo al singolare perché Sunshine e le figlie invece sono rimaste per andare a trovare altri parenti ed amici). Come avevo scritto, mancavo dal Belpaese da ben sette anni, complice il lavoro prima e la pandemia dopo. In questi giorni abbiamo provato ad assorbire quante più esperienze possibili. Abbiamo fatto indigestione di rapporti sociali, andando a trovare amici e parenti che non vedevamo, in alcuni casi, da quasi 30 anni, riallacciando un filo che, in fin dei conti, non si era mai spezzato. Abbiamo riscoperto sapori e tradizioni che le salsette americane, a cui giocoforza ci siamo oramai abituati, avevano relegato in un angolino sperduto della memoria. Ci siamo crogiolati al sole rovente della Sicilia (con buona pace degli avvertimenti dei dermatologi), ci siamo tuffati nelle acque cristalline di Portopalo e Marina di Ragusa (Montalbano). Insomma, abbiamo ricaricato le batterie ed assaporato il piacere della convivialità e dei sentimenti genuini come non succedeva da tanto tempo. Leggi il resto di Roma, Dublino e New York: aeroporti a confronto
Pronti, partenza, via!
E così, dopo un’assenza dal suolo italiano di ben sette anni, è arrivato il momento di tornare a respirare un po’ d’aria tricolore per la famiglia Camu. A dire il vero, avevamo già quasi i biglietti fatti nel “lontano” 2020, e poi tutti sappiamo com’è andata a finire. In genere comincio a spulciare tra le offerte con largo anticipo, così dopo le vacanze di natale del 2019, avevo preso l’abitudine di consultare quotidianamente il fido Google Flights, per vedere quale compagnia aerea e volo fosse più conveniente, anche in base al calendario scolastico, alle ferie del sottoscritto e via dicendo. Poi però iniziarono ad arrivare le notizie dall’Italia di casi sospetti di una malattia fortemente contagiosa nei pressi di Codogno, e così decidemmo di aspettare un po’ prima di acquistare i biglietti. Ricordo ancora come qui in America la gente, a Febbraio di quell’anno, quasi prendeva in giro l’allarmismo europeo, e come nessuno portasse uno straccio di mascherina neppure sulla metro. Ma per me era chiaro che non si trattava di un fuoco di paglia. Leggi il resto di Pronti, partenza, via!
Crispr e l’homo evolutis
Correva il lontano 2009 quando il mio capufficio di allora mi girò il video di un intervento TED di Juan Enriquez, in cui si teorizzava l’evoluzione della specie umana in quello che lui aveva battezzato homo evolutis: un nuovo essere umano che s’impossessa del processo evolutivo e lo personalizza attraverso protesi atte a potenziare e migliorare le proprie caratteristiche. L’esempio che mi viene sempre in mente è quello di Oscar Pistorius e delle sue protesi alle gambe che gli hanno consentito di vincere tante gare in competizioni con altri corridori “normali”, se così possiamo dire. Quello che Enriquez non poteva immaginare era che qualche anno dopo avremmo assistito all’avvento della tecnica di modifica del DNA chiamata CRISPR, che ha segnato una vera e propria rivoluzione della genetica mondiale, ed ha permesso, tra le altre cose, l’accelerazione della ricerca sui vaccini contro il Covid. Leggi il resto di Crispr e l’homo evolutis