due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 16

Non serve vietare l’intelligenza artificiale, anzi

La notizia secondo cui in Italia sia stata vietato l’uso di ChatGPT è arrivata persino qui in America, dove tutti i massimi “esperti” continuano a dibattere sulle conseguenze che queste nuove tecnologie avranno sul genere umano. E mentre il Belpaese adotta un atteggiamento proibizionista, in Cina qualcuno affida a queste piattaforme persino la direzione di un’azienda. Quello che secondo me in molti non capiscono è che non c’è modo di fermare l’avanzata di questi strumenti, perché già sono intorno a noi in tantissimi aspetti della nostra vita quotidiana, e non ce ne rendiamo neppure conto.

Dalle automobili imbottite di dispositivi di sicurezza per mantenere la distanza dal veicolo che ci precede, e che frenano quando si rendono conto di un pericolo, fino ai sofisticatissimi algoritmi che comprano e vendono azioni prendendo decisioni complesse (a volte clamorosamente sbagliate) in millesimi di secondo. Dai cellulari che rimuovono i difetti dalle fotografie che scattiamo, alle aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale in modi creativi, come la funzione “gomma magica” di Canva, che sfrutta algoritmi avanzati per rendere il ritocco delle immagini un gioco da ragazzi e permette di eliminare oggetti dalle foto in un solo click, ai cervelli artificiali che controllano ogni aspetto delle nostre interazioni sui social. Leggi il resto di Non serve vietare l’intelligenza artificiale, anzi

Celebriamo con i fatti, non con le parole

In questi ultimi giorni ho letto sia sulle polemiche sulla campagna Open to Meraviglia (eh già, perché quelli di memoria corta dimenticano che queste cose succedono sia a destra… che a sinistra) che sugli attacchi ad Elly Schlein per aver confessato in un’intervista su Vogue di avere una personal shopper da 300 euro l’ora (e quindi apparentemente lontana e distaccata dalla classe sociale che il suo partito dovrebbe difendere e rappresentare). Ho letto della kermesse sottotono che si è tenuta a Roma per la festa dei lavoratori, che più che un concerto, ogni anno diventa il luogo dove polemizzare a tutto spiano sull’operato del governo di turno. Invece non ho letto praticamente da nessuna parte che l’Italia, insieme alla Spagna, in questo primo trimestre del 2023, è tra le poche ad aver superato le previsioni degli analisti sul prodotto interno lordo, mentre la Germania arranca, e la Francia (altra cosa che i giornali stanno facendo di tutto per ignorare) da mesi si trova a fronteggiare una crisi interna ed uno scontento popolare senza precedenti. Insomma, come al solito la gente si lascia distrarre dalle cose stupide, per non pensare a quelle che contano davvero. Leggi il resto di Celebriamo con i fatti, non con le parole

Non ci batte più il cuore

In questo giorno di festa per il Belpaese, vorrei pescare fuori dalla pila di spunti di riflessione un breve intervento di Gramellini di qualche mese fa, che si riallaccia a quella notizia che abbiamo letto di una classe di studenti che ha deciso di rintracciare il loro vecchio professore solo e malato:

Quante volte nello svolgere azioni quotidiane ci batte ancora forte il cuore? In giro si vedono assuefazione, ossessione e finta trasgressione, ma pochissima passione. Ormai sembra che la vita si possa affrontare soltanto così: con disincanto, cinismo e sarcasmo, il fratello sgraziato dell’ironia. Ci si definisce in contrapposizione a chi si odia e si chiamano passioni i propri pregiudizi.

Si parla con la testa ad altre teste, e con la pancia ad altre pance. La parola «cuore» è stata bandita dal lessico dominante per il suo elevato tasso di glicemia. Ma la meravigliosa storia del professor Gastaldi e dei suoi eterni allievi ci ricorda che noi riusciamo a lasciare un segno nella vita degli altri solo quando siamo trasfigurati da una passione. Quando cioè quello che facciamo ci fa battere forte il cuore.

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La Cina è il leader globale dei veicoli elettrici

Mi sbaglio o questo fine settimana appena trascorso sembra aver visto pochissima attività per celebrare la Giornata Mondiale della Terra? Io intanto continuo oggi la traduzione dell’articolo di cui ti parlavo la settimana scorsa, in cui gli editori del MIT Technology Review ci raccontano di come la Cina, grazie ad una mirata politica di sostegno alle imprese ed ai contribuenti, sia diventata leader globale nel settore delle auto elettriche. Un approccio dal quale i governanti europei ed americani dovrebbero certamente prendere spunto, specialmente nell’ambito di fornire agevolazioni a coloro che vorrebbero acquistare un’auto elettrica ma non hanno le risorse economiche per gettarsi in quest’avventura. Anche perché, diciamolo chiaramente, forzare tutti a passare all’elettrico nel 2035, vuol dire esacerbare le disparità tra nazioni del vecchio continente: leggevo un esempio secondo cui se un olandese, con il suo stipendio, ci mette 6 mesi a pagare un’auto elettrica, in proporzione un italiano ce ne mette 18. E non parliamo del divario tra nord e sud del Belpaese: se un milanese ci mette 12 mesi, un siciliano ce ne metterà 24. Davvero è questo che vogliamo dall’Europa? Considerazioni a parte, eccoti la seconda parte dell’articolo del MIT. Leggi il resto di La Cina è il leader globale dei veicoli elettrici

La Cina e le auto elettriche

Le auto elettriche continuano ad essere argomento di discussione sia in Europa che nel Paese a stelle e strisce: da un lato il vecchio continente che voleva imporre un cambio radicale a partire dal 2035, senza nel frattempo incentivare la decarbonizzazione del parco auto esistente, e dall’altro il governo dell’Addormentato (meglio noto come Biden), che timidamente propone incentivi di qualche migliaio di dollari a chi acquista auto elettriche, ma ponendo tanti paletti assurdi su chi può beneficiarne (limiti di reddito, provenienza delle batterie, e via dicendo). Peccato che mentre l’Occidente arranca, la Cina, che i giornali mainstream tendono solo a demonizzare per i lati negativi, già da qualche decennio si sia incamminata sulla strada della massiccia conversione del loro parco auto verso un futuro più ecosostenibile, alla faccia dei tanti trattati farlocchi (da Kyoto a Parigi) che gli altri Paesi continuano a firmare. La Cina, da questo punto di vista, è quello che potrebbe essere l’America, se quest’ultima non indirizzasse quasi metà della propria finanziaria alle spese militari. Leggi il resto di La Cina e le auto elettriche

Una frenata monetaria troppo brusca

Ne parlavo già una quindicina d’anni fa, ed a quanto pare la storia si sta ripetendo in questi mesi: la politica monetaria delle banche centrali in giro per il mondo sta mandando l’economia in tilt, rendendo la metaforica barca impossibile da governare. Per anni, già da ben prima della pandemia, hanno praticamente regalato soldi a vagonate mantenendo gli interessi bassi (come dimenticare il famoso Whatever it takes di Mario Draghi nel 2015?). Il risultato? Un’economia drogata, un po’ come ai tempi della bolla di internet degli anni Novanta, in cui migliaia di aziende hanno aperto da un giorno all’altro, assumendo allegramente senza paura di finire in bancarotta, contando sul fatto di poter attingere a continui prestiti gratuiti per finanziare le proprie idee ed i propri fallimenti. La letteratura economica in quest’ambito è molto ampia, con studiosi da ogni parte del mondo a suonare campanelli d’allarme sui pericoli di questa politica così lassista. Poi è arrivata la pandemia, ed i tassi già bassi (che quindi lasciavano poche armi alle banche centrali per rianimare l’economia), sono stati forzati ad uno zero innaturale. Leggi il resto di Una frenata monetaria troppo brusca

La storia complicata del credito sociale cinese

Ho sempre notato una tendenza della stampa italiana ed internazionale a dipingere qualsiasi notizia che arrivi dalla Cina con un tono spesso sinistro e circospetto. Si, lo so che il partito comunista che comanda da quelle parti non eccelle in trasparenza e rispetto dei diritti umani, ma lo stesso vale per tante altre nazioni (vogliamo parlare di Israele e delle recenti elezioni di Netanyahu?). Eppure su queste nessuno punta i riflettori della grande opinione pubblica. Oggi vorrei condividere la traduzione di un articolo che ho letto su Wired qualche anno fa, in cui l’autore esplorava le varie sfaccettature di un particolare aspetto del modello sociale cinese, di cui pochi hanno sentito parlare: il cosiddetto credito sociale. Negli anni, il sistema su cui si basa è stato paragonato a Black Mirror o al Grande Fratello di Orwelliana memoria. Ma le cose non sono così semplici come questi stereotipi vogliono farci credere. Leggi il resto di La storia complicata del credito sociale cinese

Abbiamo rovinato un’intera generazione

Citavo qualche settimana fa un articolo sulla condizione psicologica di molti giovani italiani, i cosiddetti neet, ovvero coloro che non studiano e non cercano lavoro. Centinaia di migliaia di adolescenti che, stando all’autore, stanno attraversando una crisi esistenziale molto più drammatica di quella che abbiamo dovuto affrontare noi ed i nostri avi alla loro età. Ed a quanto pare il Covid stavolta non è neppure l’origine dei loro mali: il problema affonda le sue radici in una cronica mancanza di prospettive e di punti di riferimento culturali, religiosi e sociali. Ne avevo già parlato l’anno scorso, quando riflettevo su come noi genitori spesso finiamo per danneggiare i nostri figli insegnando loro che possono ottenere quello che vogliono sempre e comunque, anche quando non s’impegnano. La cultura del “vincono tutti”, che poi si scontra con l’amara verità dei fatti della vita adulta, lascia impreparati questi ragazzi ad affrontare emozioni come la sconfitta, il disappunto e l’accettazione di non essere perfetti. Leggi il resto di Abbiamo rovinato un’intera generazione

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