Quest’immagine l’avevo salvata sul mio desktop qualche mese fa, pescata da un blog che adesso non riesco più a rintracciare che nei commenti qui di seguito m’hanno fatto ricordare 🙂

Quest’immagine l’avevo salvata sul mio desktop qualche mese fa, pescata da un blog che adesso non riesco più a rintracciare che nei commenti qui di seguito m’hanno fatto ricordare 🙂

Terza ed ultimo appuntamento con l’angolo del sesso spiegato attraverso le penne biro. Per allietare ancora una volta il tuo venerdì! Ti ricordo che se vuoi puoi andare alle puntate precedenti usando il comodo menù di navigazione qui a fianco. L’ultimo riquadro l’ho aggiunto io, in seguito allo stupendo suggerimento di Caigo.

Ho già esposto in varie occasioni il mio pensiero riguardo al recente incontro di Copenaghen tra i grandi della Terra per discutere dei cambiamenti climatici e del futuro del nostro pianeta. Un articolo apparso sul Guardian (autorevole giornale britannico), noto per le sue prese di posizione critiche e certo non asservite al “potere” di turno, m’ha fatto riflettere su quello che è successo in quell’occasione. Consolidando ancora di più le mie convinzioni che gli Stati Uniti, da molti additati come coloro che non fanno mai abbastanza, non sono più la fonte di molti mali come ci vogliono far credere. Abbiamo un nuovo gigante economico, una potenza mondiale che deve iniziare a prendersi le sue responsabilità: la Cina. Perché non si può pretendere che l’occidente “strozzi” le proprie aziende con rigidi vincoli, quando alla Cina viene lasciata libertà assoluta di inquinare come e quando vuole. Se vogliamo salvare il mondo, ognuno deve fare la sua parte. Eccoti alcuni passaggi del lungo articolo del Guardian qui di seguito. Leggi il resto di Il disastro di Copenaghen
Sessantacinque! No, non sono gli anni che compirò quest’anno: magari lo fossero, vorrebbe dire che me ne potrei andare in pensione e dedicarmi tutto il giorno al blog. Sono invece le interviste doppie “andate in onda” su queste pagine, da quando ho deciso di partire per quest’avventura. Centotrenta blogger intervistati sugli argomenti più vari ed inconsueti. Un piccolo traguardo, il risultato di una cernita paziente e (non sempre) attenta della blogosfera italiana. Spesso non quella che “conta”, quella delle classifiche o delle star, ma dei piccoli gioielli nascosti che vorrei contribuire a far scoprire. Perché, come entrambi i miei ospiti di oggi confermano, in Italia ancora oggi se dico blog, non dico molto. Vediamo cosa m’hanno detto Alberto La Rocca e Collezione di Uomini.
Nuovo venerdì, nuova lezione di sesso con le penne 🙂 E se ti sei perso la puntata precedente, dai un’occhiata al menù di navigazione qui a fianco!

Mi è capitato, in passato, di ripubblicare lettere inviate al Corriere, di giovani che non erano emigrati per disperazione. Oggi, un nuovo appello dettato dalla disperazione, arriva direttamente sotto forma di commento ad un mio articolo. Ho deciso quindi di ripubblicarlo qui, perché ritengo sia giusto evidenziare lo stato in cui versano molti ambienti lavorativi ed “educativi” italiani: affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità e faccia, nel suo piccolo, qualcosa per migliorare la situazione. Perché è facile dire “gli altri non fanno mai nulla” o dare la colpa ai politici o alla società in generale. Ma è molto più difficile, quando si ha il controllo del potere (dirigenti, direttori d’azienda, capi reparto, funzionari pubblici), agire in prima persona. Eppure, se si continua così, l’unico rischio è di demotivare la gente e alienare la creatività del Belpaese! Leggi il resto di I giovani disperati italiani
A volte, lo ammetto, me le vado proprio a cercare. Come per l’intervista doppia di oggi, in cui ho voluto accostare due scrittori di diari che, a giudicare dal loro modo di scrivere, sono molto diversi tra loro. Ho seguito per alcuni giorni i rispettivi blog, prima di invitarli. E volevo vedere (come cantava qualcuno) l’effetto che fa, ovvero che risposte avrebbero dato alle mie domande strampalate. Di sicuro un effetto originale, qualcosa che di certo nella blogosfera non s’era mai visto prima. In coma è meglio incontra La ragazza con la valigia. Entrambi non “gattically correct”, a modo loro.
Il fine settimana, lo dimostrano anche alcuni studi americani (se proprio ce n’era bisogno), è il momento in cui ci sentiamo più attivi e positivi verso tutto ciò che ci circonda. Per aumentare questo stato di euforia, eccoti la prima puntata di una miniserie in tre episodi su come spiegare il sesso usando delle comunissime penne biro. L’articolo da cui prendo spunto è di Sophieboop, a cui va il merito di aver pescato queste divertenti immagini da Facebook. Io non ho fatto altro che tradurre le didascalie in Italiano, per rendere più semplice e comprensibile l’interpretazione 🙂
