due chiacchiere

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Un colabrodo al posto dell’asfalto

Ecco, dopo tante lodi al “sistema America” nel suo complesso, è arrivata l’ora delle prime critiche: in fondo nessuno è perfetto, meno che mai gli Stati Uniti. Partirei con la manutenzione delle strade: gli Italiani si lamentano di come sono tenute certe vie di paese, di qualche buca o dei sampietrini mancanti lungo le vie romane. Beh, a quanto pare non hanno visto come sono ridotte varie strade, anche ad alto traffico, dall’altra parte dell’oceano: le ruote delle macchine sono messe a dura prova quotidianamente, insieme alle doti di provetto guidatore ed esperto sciatore da slalom, da vere e proprie voragini che s’incontrano, neppure tanto di rado, lungo le “interstates” del Nuovo Mondo. Dico io: invece che buttare fiumi di dollari nella guerra, perché non rifate le strade in casa vostra? Leggi il resto di Un colabrodo al posto dell’asfalto

Un piatto di pasta contadina

Qualcuno scherzosamente, dopo aver letto del mio arrivo nel Paese a stelle e strisce, mi diceva che d’ora in poi avrei pubblicato soltanto ricette di “schifezze” americane a base di burro di arachidi (che tanti non riescono a mangiare neppure qui), salsicciotti e creme varie. Per dimostrare che continua a valere l’esatto contrario, ti propongo oggi un primo tipicamente povero: un bel piatto di pasta con fagiolini, patate e tonno. Come sempre, l’ingrediente segreto è però la semplicità: nessuna operazione complessa, basta pulire le verdure e metterle insieme in pentola. Per non avere troppe pentole da lavare, dopo cena. Leggi il resto di Un piatto di pasta contadina

Mi sono fatto una bella rete

Da tempo desideravo mettere in piedi una piccola rete domestica, come oramai ce l’hanno in tanti. Finalmente è arrivato il momento di coronare questo sogno: il router che mi connette all’ADSL ce l’avevo già grazie alla compagnia telefonica che lo fornisce gratuitamente insieme all’abbonamento (costo mensile, 19 dollari per un megabit in download, poco rispetto alle offerte italiane, ma perché qui molti hanno tv ed internet via cavo, una sorta di fastweb italica). Ho comprato uno switch da 8 porte, alcuni cavi di rete, due scatole per dischi di rete sui quali effettuare i salvataggi periodici dei dati più importanti. Me la sono cavata, cambio alla mano, con 80 euro. Eccoti una piccola recensione dei componenti usati. Leggi il resto di Mi sono fatto una bella rete

I commercianti vendono bene

Non c’è nulla da fare, certe cose le dobbiamo proprio venire ad imparare qui nel Paese dell’Aquila calva: specialmente per quanto riguarda lo spirito del commercio, siamo ancora molto indietro rispetto ai cugini d’oltreoceano. Prendiamo i saldi italici per esempio. Si fanno due volte l’anno, sono pieni di fregature, e vengono presentati come un percorso ad ostacoli che mette il consumatore a dura prova: dopo l’acquisto hai 7543 secondi per riportarlo indietro, ma l’etichetta deve essere intatta, l’indumento piegato e stirato, lo scontrino immacolato, e devi fare quattro volte il giro del palazzo. Inoltre non ti ridanno mica i soldi, ma un buono che può essere usato entro altri 7543 secondi. Chiaro che, a queste condizioni, la gente ha paura a comprare e quindi il tutto si risolve nel solito flop stagionale. I commercianti si lamentano, la gente rimane delusa, persino il piatto del Fisco piange. Leggi il resto di I commercianti vendono bene

Emilio, comunicatore furbo

Nei giorni prima della partenza per il Nuovo Mondo, ho deciso di fare un’abbondante scorpacciata, ai limiti del rischio demenza, di televisione italiana. Come già dicevo in un precedente intervento, la mia serata iniziava con i vari telegiornali, per concludersi sul divano con i film in palinsesto. Proprio sull’offerta di informazione e cronaca, vorrei riflettere stamattina: due anni or sono di questi tempi, parlavo della teoria dell’agenda setting, ed ora è possibile vederne una continua applicazione pratica in ogni telegiornale e programma di approfondimento. In breve, per eludere la cosiddetta “par condicio”, basta tacere su alcuni fatti ed enfatizzarne altri: non passa giorno senza un allarme sul rincaro dei prezzi, sulla famosa terza settimana senza stipendio, e via dicendo. Leggi il resto di Emilio, comunicatore furbo

C’è l’acqua alta in bagno

La mia nuova avventura sulla costa occidentale dell’oceano atlantico, porta con se un lungo elenco di cose a cui mi dovrò abituare, e che probabilmente finiranno per dar vita ad una nuova sottocategoria del mio ripostiglio. Una di queste, ad esempio, è l’acqua che riempie fino quasi al bordo la tazza del water. C’era anche un famoso episodio dei Simpson in cui Bart chiamava in Australia per scoprire se il mulinello che si forma quando si “tira la catena” girasse nella stessa direzione di quello americano, oppure no dato che gli australiani si trovano dall’altra parte del mondo. La prima volta può apparire una bizzarria se non addirittura un difetto dello scarico che non lascia defluire l’acqua. Poi ci si rende conto che l’idea è tutt’altro che eccentrica: in questo modo si evitano sgradevoli odori… dopo l’uso. Non starò qui a spiegare i particolari, ma a buon intenditore poche parole!

Euro ricco, mi ci ficco

Ho sempre creduto di essere assistito da una forza soprannaturale, che nasconde dietro le coincidenze della vita quotidiana, un disegno ben preciso di crescita interiore e materiale. Non è il caso di elencare qui la lunga serie di fatti apparentemente casuali che mi hanno aiutato ultimamente, ma ora che mi trovo dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, guardo ad esempio al rapporto di cambio tra euro e dollaro. Proprio nel giorno della mia partenza ha toccato il nuovo picco storico sfondando la soglia di 1,50: vuol dire che 100 dollari spesi qui, per me “costano” soltanto 67 euro. Guardando in grande, un’automobile che costa 20 mila dollari, io la pago “soltanto” 13 mila euro, un bel risparmio oserei dire. Leggi il resto di Euro ricco, mi ci ficco

Al di là dei confini italici

Primo giorno da residente americano, per il sottoscritto. In una cittadina il cui nome avevo provato a suggerirti con questo (eccessivamente) criptico intervento: Springfield, ma non quella dei Simpson come dico sempre a tutti. Chissà, probabilmente a forza di stare qui mi trasformerò nell’Homer di turno oppure incontrerò qualcuno che gli somiglia: di certo già uscendo di casa è pieno di “amici di Apu” ultimamente. E parlano davvero come il loro alter ego animato dei cartoni. Fuori dalla finestra della camera dov’è il computer, vedo la tipica strada alberata che si vede in tanti film, con le villette ai lati e le macchine parcheggiate nel vialetto. Uno dei vicini possiede una Limousine (o Limo, come l’abbreviano qui), chissà se è privata o la usa per i matrimoni come in Italia. Forse stasera nevicherà un po’, il che per me è un bel benvenuto perché io adoro la neve, mi fa sempre tornare bambino. Leggi il resto di Al di là dei confini italici

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