Siamo in tanti gli italiani emigrati e residenti all’estero, me ne accorgo ogni volta che esco di casa. L’altro giorno ad esempio, al supermercato ho comprato dei filetti di baccalà, altrimenti noto come cod fish qui in America. Il cassiere, un uomo sulla sessantina, lo passa per il lettore e mi fà “baccalà!” in maniera del tutto inattesa. Non poteva sapere che io fossi italiano, ma subito gli ho fatto i complimenti per aver indovinato il nome italiano di quel pesce. E così, mentre passava allo scanner il resto della mia spesa, ha cominciato a raccontarmi di suo padre, emigrato da di Napoli, e della storia della sua famiglia. Episodi come questo me ne capitano di continuo, specialmente qui nel New Jersey, dove esiste una grande comunità di emigrati del Belpaese (come c’insegnava Jersey Shore). A me fa sempre piacere scambiare due chiacchiere (e ti pareva!) con qualche paesano per sbirciare per qualche minuto nella sua storia. Ma quanto si possono considerare ancora veri italiani gli italo-americani? Leggi il resto di Gli italo-americani sono davvero italiani?
Articoli recenti
Microplastiche? Ne abbiamo piene le… scatole
Il titolo velatamente volgare del post di oggi è in realtà un riferimento ad un recente studio pubblicato sulla rivista Toxicological Sciences, che ha testato 23 testicoli umani e 47 testicoli di cani da compagnia, trovando un’elevata presenza di microplastiche in ogni campione analizzato. Eh già, la quantità di minuscoli frammenti (da pochi micron fino a 5 millimetri) nei testicoli umani è pericolosamente in crescita, e questo sta avendo un impatto innegabile sulle capacità riproduttive dell’uomo: lo studio riesce infatti a dimostrare una correlazione tra le due cose, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per avere una certezza oltre ogni ragionevole dubbio. Recentemente sono state scoperte microplastiche anche nel sangue, nella placenta e nel latte materno, indicando una contaminazione diffusa del corpo umano. L’impatto sulla salute è ancora sconosciuto, ma non penso facciano proprio benissimo. Leggi il resto di Microplastiche? Ne abbiamo piene le… scatole
Benvenuta modalità scura
Come preannunciato, dopo aver completato nel fine settimana le ultime prove di rodaggio della nuova modalità scura del tema di questo blog, oggi si va ufficialmente in onda. Sia io che l’omino talebano siamo soddisfatti del risultato finale, che mi ha visto rinchiuso nel mio laboratorio da scienziato pazzo per qualche giorno a dare martellate e pennellate a destra e sinistra per ottenere la forma desiderata. Fin quando, come nella famosa scena in Frankenstein Junior, ne sono uscito vincitore urlando si… può… fareee! Sono rimasto qualche minuto ad ammirare la mia creazione, e poi mi son messo a far tutte le prove per assicurarmi che ogni pezzo funzionasse correttamente, dalla paginazione in basso alla versione per cellulari. A te lascio l’arduo compito di scovare malfunzionamenti o errori che necessitino di essere sistemati. Leggi il resto di Benvenuta modalità scura
Stranizza d’amuri
Il debutto alla regia di Beppe Fiorello con questa pellicola, trae ispirazione da un tragico episodio di cronaca che colse di sorpresa l’Italia dei primi anni 80: il delitto di Giarre, un duplice omicidio in cui persero la vita Giorgio Agatino Giammona, venticinque anni, e Antonio Galatola, detto Toni, dieci anni più giovane. A quanto pare i due erano fidanzati, ed erano stati il bersaglio di un bullismo ottuso e conservatore da parte della comunità in cui vivevano. Già, le cose erano molto, ma molto diverse, quarant’anni fa in Sicilia. Il contesto di omofobia ed omertà in cui avvenne il delitto provocò un’ondata di indignazione in tutta Italia. Il nipote di Toni, minorenne e quindi non imputabile, si dichiarò colpevole, sostenendo di essere stato costretto a sparare dai due ragazzi. Tuttavia, pochi giorni dopo, ritrattò la sua confessione, affermando di aver subito pressioni dai carabinieri. Leggi il resto di Stranizza d’amuri
Che ne pensi dei siti in modalità scura?
Era da un po’ che l’omino talebano sulla mia spalla non mi stuzzicava con una delle sue idee malsane su come migliorare l’aspetto grafico di questo angolino sperduto nella rete. Sembravamo aver raggiunto una tregua duratura, ed io usavo lo stratagemma di accontentare le sue piccole richieste per tenermelo buono. Ma si deve essere accorto che con l’arrivo dell’estate e la scarsità di impegni (attività sportive delle figlie, inviti di amici e parenti, ecc), ho più tempo a disposizione. Così, complice un articolo sull’uso delle variabili in CSS che stavo leggendo durante un momento di relax, gli è venuto in mente di farmi notare che sarebbe bello se questo blog avesse una modalità scura, attivata automaticamente in base alle impostazioni del browser. “Visto che ti vanti tanto di avere un blog ecologico…”, ha aggiunto sornione quasi con tono di scherno. Secondo te potevo far finta di nulla? Leggi il resto di Che ne pensi dei siti in modalità scura?
Scopri le differenze
Mentre tutti siamo giustamente impegnati a guardare le olimpiadi (niente male le partite di pallamano, uno sport che conoscevo solo di nome), Trap mi segnala una notizia che meriterebbe il meme di Vince MacMahon, il tizio che gestisce il wrestling americano: Giorgia Meloni in visita in Cina. Un fatto che, come avrai intuito, unisce due cose che mi appassionano particolarmente, in questi ultimi anni. Così, mentre guardavo qualche video dell’accoglienza riservata ad una carica istituzionale dall’amministrazione asiatica, mi è tornato in mente il tipo di accoglienza che invece gli americani, ed in particolare il Nonno d’America, hanno dato alla nostra presidente del consiglio qualche mese fa. Lo so, come dicono in inglese, non c’è motivo di colpire un cavallo già morto, però siamo davvero sicuri che con Harris o Trump, il Paese a stelle e strisce sarà ancora un partner affidabile? Leggi il resto di Scopri le differenze
La fine della stazione spaziale internazionale
Dall’ormai lontanissimo 1969, quando l’umanità riuscì a mettere piede sulla Luna (checché ne dicano i complottisti), siamo arrivati in un’epoca dove lo spazio ha perso quel fascino e quella patina di mistero che fu l’ispirazione di tanti film e serie televisive dell’epoca. Specialmente per gli Stati Uniti, che prima si sono dovuti affidare ai sovietici e poi hanno dato in mano ai privati il controllo dei vettori per portare in orbita i loro strumenti, dopo aver tirato la spina sul programma Shuttle che tanto ci ha fatto sognare da bambini. L’ultima notizia in questa direzione è di qualche mese fa, ed annuncia il definitivo smantellamento della stazione spaziale internazionale. D’altro canto, impegnati come siamo a combatterci gli uni con gli altri sulla Terra, nessuno dei Paesi occidentali sembra più prestare attenzione all’esplorazione del cosmo in maniera seria ed organizzata. Leggi il resto di La fine della stazione spaziale internazionale
Mettere i gravatar dei commenti in cache
Sono felice di annunciare che la conservazione casalinga di tutti i pezzi che compongono le pagine di questo blog è finalmente completa. Dopo aver seguito il consiglio di Emanuele di non caricare il font del blog dai server di Google, c’era ancora un tassello che dipendeva da qualcun’altro: la piccola immagine accanto al nome di chi lascia un commento, altrimenti nota come Gravatar. WordPress genera automaticamente il link in base all’indirizzo email che si utilizza per scrivere il proprio commento, ed io non mi ero inizialmente posto il problema in merito alla questione. Poi però ho notato che le pagine del blog impiegavano qualche fastidiosissimo secondo a finire di caricarsi, specialmente quando si saltava direttamente ai commenti. Il colpevole? Il server mondiale dei Gravatar. Leggi il resto di Mettere i gravatar dei commenti in cache