Si conclude oggi questa miniserie di appunti sparsi sul nostro recente viaggio in Italia. Il gran finale è andato in scena su uno dei palcoscenici più belli del mondo: Roma. Il piano originale prevedeva che io tornassi all’ovile, mentre Sunshine e le ragazze sarebbero rimaste qualche settimana in più, per visitare i suoi parenti a Benevento ed i nostri amici a Pisa. Il mio volo di ritorno per gli Stati Uniti era alle 11 del mattino, quindi avevamo deciso di approfittarne e partire dalla Sicilia il giorno prima, per passare il pomeriggio tra le stradine del centro storico romano. Poi la mattina dopo, ci saremmo diretti tutti alla stazione Termini: io sarei salito sul Leonardo Express e loro avrebbero preso un treno per Pisa. Sfortunatamente, l’incendio all’aeroporto di Catania ha scombinato i nostri piani, e così Sunshine e le figlie sono volate direttamente a Pisa, con un volo da Comiso che, guarda caso, era stato inaugurato proprio quella settimana. Io invece sono andato a Catania a restituire l’auto che avevamo noleggiato, e mi sono imbarcato per Roma per conto mio. Leggi il resto di Passeggiando per le vie della capitale
Articoli recenti
Sono tornato a donare sangue dopo 17 anni
Era il lontanissimo Novembre 2008 quando provai a donare sangue qui in America. Ricordo quel giorno molto bene: ero arrivato nel Paese a stelle e strisce da qualche mese, ed oramai il lavoro al Bronx andava bene. Un giorno ci arrivò una email dall’ufficio personale, in cui ci dicevano che l’equivalente dell’AVIS statunitense sarebbe venuta con il loro centro mobile (un pulmino equipaggiato di tutto l’occorrente) a raccogliere donazioni volontarie. Come i miei piccoli lettori di vecchia data forse ricorderanno, quand’ero in Italia ero un convinto donatore, vuoi perché lo sentivo come un dovere personale, dopo che mio nonno era morto anni prima di leucemia ed aveva ricevuto tantissime trasfusioni, vuoi perché mi davano la giornata libera al lavoro 😉 Così volevo continuare questa tradizione anche qui, e mi presentai alla porta del camioncino parcheggiato ad un paio di isolati dall’ufficio. Non immagini la mia delusione, come raccontavo nel 2008, quando mi dissero che non potevo donare perché ero vissuto in Europa durante il periodo della mucca pazza, e siccome non esisteva un test per il morbo di Creutzfeldt-Jakob, non potevano stabilire se il mio sangue fosse sicuro o meno. Leggi il resto di Sono tornato a donare sangue dopo 17 anni
Qualche aggiornamento al tema del blog
Era da un po’ di tempo che non mettevo mano al tema del mio blog, e stranamente persino l’omino talebano seduto sulla mia spalla è stato particolarmente taciturno, probabilmente soddisfatto dello stato attuale del sito. Dopo l’ultimo giro di aggiornamenti alla navigazione mobile, ho deciso di lasciar decantare il codice sorgente per qualche mese. Poi l’altro giorno ho avuto la malsana idea di andare a guardare cosa si diceva dalle parti di Google Search Console, e figurati se l’omino talebano non notava subito i problemi di performance messi in bella mostra sulla pagina principale. Così ho fatto due prove con Page Speed Insights. La diagnosi: grandi spostamenti del layout. Dovuti al fatto che uso due Google Font sul sito (rigorosamente scaricati, per non far tracciare nulla ai loschi figuri di Mountain View), che causano una reimpaginazione del testo non appena vengono caricati dal browser. Però, andando a guardare più approfonditamente, c’era anche un problema con i collegamenti esterni, affiancati da una piccola icona. Leggi il resto di Qualche aggiornamento al tema del blog
Com’è cambiata la scuola in Italia
Metà dei miei compagni di classe del liceo ha deciso di insegnare, forse ispirati da alcuni dei professori che abbiamo avuto all’epoca, che davvero nell’insegnamento ci mettevano anima e corpo. Quando hanno saputo che sarei stato per un paio di settimane nella mia terra natale, hanno organizzato una piccola rimpatriata, un po’ come nel famoso film di Carlo Verdone, ma senza tutto il dramma raccontato in quella pellicola. Giusto un gruppetto di amici che si rivedono dopo, ohibò, 30 anni, in un localino in riva al mare, a fare quello che loro hanno chiamato un apericena (io sono proprio un Matusalemme a non sapere queste cose!), ovvero qualche stuzzichino di frittura di mare, focaccine ed altre cose sfiziose. Guarda caso, proprio quella sera passava da quelle parti il nostro prof di matematica del liceo, e per qualche ora ci siamo messi a ricordare i bei tempi spensierati fatti di Timberland e Top Gun, di feste di fine d’anno e drammi adolescenziali. Leggi il resto di Com’è cambiata la scuola in Italia
L’ossessione per la raccolta differenziata
Incredibile a dirsi, ma è già passato più di un mese dal nostro viaggio in Italia. Eppure una cosa mi è rimasta particolarmente impressa: la presenza di contenitori per la raccolta differenziata un po’ ovunque, dai cestini attaccati ai pali della luce sul lungomare, ai contenitori opportunamente etichettati vicino alla spiaggia. I siciliani (e non solo?) sembrano essere ossessionati dal separare plastica, lattine, carta, umido e vetro. Mia sorella a casa mi faceva vedere il calendario della raccolta porta a porta: ogni sera gli addetti alla nettezza urbana passavano a raccogliere una tipologia diversa di rifiuti, e guai a sgarrare, sembra che partano multe salate, avvisi e segnalazioni varie. Poi però se andavo a guardare cosa c’era nella plastica, ad esempio, ci trovavo dalle buste del supermercato ai bicchieri monouso, dal cellophane in cui sono avvolti alcuni alimenti freschi alle bottigliette d’acqua. Leggi il resto di L’ossessione per la raccolta differenziata
I leoni di Sicilia, la storia della famiglia Florio
Proprio mentre ero in Italia, mi è venuta l’ispirazione per un post in cui ti parlavo di un libro che avevo letto qualche mese prima, Terroni, di Pino Aprile. L’ho anche condiviso su Reddit, dove ha ricevuto un’accoglienza tutt’altro che calorosa. Stando ad alcuni commenti, altri storici hanno dimostrato come le tesi dell’autore fossero infondate, o comunque esagerate rispetto a quanto riportato sui documenti storici dell’epoca. Un utente ha bollato quello che avevo scritto come “il solito piagnisteo napoletano”, con quell’insofferenza che da decenni scorre tra meridionali e gente del nord. Eppure, da quando ho letto quel libro, mi sono reso conto di come la storia che mi era stata raccontata a scuola, di Garibaldi che è venuto a salvarci, e del presidente Giolitti come uno dei più grandi statisti del Belpaese, forse avesse qualche crepa che qualcuno volesse far cadere nel dimenticatoio. Leggi il resto di I leoni di Sicilia, la storia della famiglia Florio
Impressioni dopo un anno con SupportHost
Mi ero segnato questa data sul calendario con l’intento di scrivere due righe quando sarebbe arrivato il momento, ed eccomi qui. Incredibile ma vero, è già passato un anno da quando decisi di abbandonare il provider che aveva ospitato questo sito sin dai suoi primi vagiti, e di spostare tutto su SupportHost. Un anno in cui ho avuto modo di mettere alla prova i loro vari servizi e strumenti, e di farmi un’idea sul rapporto tra qualità e prezzo, sulle prestazioni e soprattutto sulla bontà del loro servizio assistenza clienti. Già, perché un’azienda, qualsiasi cosa venda, può mettere sul mercato il prodotto più allettante del mondo, ma se poi non aiuta i propri clienti nel momento del bisogno, perde tutta la mia stima.
Con SupportHost, in questi 365 giorni ho inviato una quindicina di richieste ai loro tecnici, e sono sempre state lavorate nel giro di 24 ore. Inclusa una abbastanza complessa, in cui bisognava sbrogliare una matassa di record DNS che avevo messo in piedi quando ho attivato CloudFlare per qualche mese, e che richiedeva il loro intervento per resettare un parametro dietro le quinte. La ciliegina sulla torta, poi, è il fatto che si tratta di un’azienda gestita da personale italiano, a partire dall’amministratore delegato Ivan Messina, che sulla qualità del suo servizio ha deciso di metterci la faccia. Un novello Giovanni Rana tecnologico con la passione per i viaggi, e con l’affabilità di un amico con cui berresti volentieri una birra al bar sotto casa. Leggi il resto di Impressioni dopo un anno con SupportHost
L’agenda setting ed il Giappone
Era il lontano 2006 quando scrivevo per la prima volta di un fenomeno che avevo studiato in un corso di tecniche della comunicazione: la teoria dell’agenda setting. Secondo la quale i media non ci dicono cosa pensare, però ci dicono a cosa pensare. Negli anni ho osservato con amarezza il diffondersi di questa pratica. Ad esempio, noto che di Biden sui giornali si parla sempre poco, un evidente tentativo di nascondere tutti i problemi della sua amministrazione, cercando di distrarre l’attenzione pubblica con i palloni cinesi (che guarda caso si sono rivelati un fuoco di paglia). Ma il caso più lampante è la recente decisione del Giappone di liberare in mare tonnellate di acqua radioattiva usata per raffreddare il reattore di Fukushima, danneggiato dopo il disastro del 2011. Se ci fai caso, i media mainstream, come li chiamano quelli che hanno studiato, non stanno dicendo nulla in proposito. Ora, io non sono un complottista incallito, ma qualche sopracciglio questa situazione dovrebbe farlo sollevare, no? Leggi il resto di L’agenda setting ed il Giappone