Premetto che, come non capitava da parecchi anni, questo post è sponsorizzato dall’azienda di cui parlerò nel seguito. Qualche settimana fa sono stato contattato da una delle responsabili marketing della società Canva. Mi chiedeva se fossi interessato ad un codice omaggio per provare il loro servizio aziendale Canva Teams. Così mi è venuta in mente l’idea di rispolverare una cosa che, negli anni d’oro della blogosfera italiana, andava particolarmente di moda: i contest (che a chiamarli concorsi a premi è meglio di no, perché si potrebbe incorrere in guai con la legge). In cui metto in palio il codice gentilmente donatomi, regalandolo ad un lettore che lascerà un commento qui sotto descrivendo il modo in cui userebbe il codice stesso. Tra i partecipanti, il vincitore verrà estratto a sorte usando il servizio Random.org, assegnando un numero sequenziale in ordine di apparizione dei commenti. Il contest si chiude il 31 Ottobre. Leggi il resto di In palio un codice omaggio per Canva
Articoli recenti
Colonialismo ed immigrazione clandestina
Leggevo l’altro giorno una poesia di Daniele sulla notizia dei cinquemila euro che gli immigrati clandestini possono pagare per essere liberi. Ciò che i governi fanno finta di dimenticare è che la situazione di disperazione di queste popolazioni a cui assistiamo oggi è il risultato del colonialismo inglese e francese degli ultimi cento anni, a cui si sono poi aggiunti gli americani, con il loro spavaldo desiderio di andare in giro per il mondo ad imporre quella che loro chiamano democrazia. Guardiamo a cosa è successo in Libia dal 2011, quando Gheddafi è stato tolto di mezzo ed il Paese è stato bombardato dalla Nato incessantemente per più di un anno. Già all’epoca dicevo che era un errore colossale, che ci stavano imbrogliando quando ci raccontavano che Gheddafi era il “cattivo” e che andava ucciso. Fast forward 12 anni, non mi ero sbagliato di molto. La verità è che lui voleva creare una confederazione di stati africani, e questo non piacque agli Stati Uniti ed alla NATO, e così fu fatto fuori. Però in pochi sembrano interessarsi a come oggi è ridotto il Paese. Ho persino visto un documentario dove mostravano come in Libia si vendono schiavi. Già, nel 2023 esistono persone che vendono altre persone come schiavi. Leggi il resto di Colonialismo ed immigrazione clandestina
Cucinando nella pace dei boschi
Il video che ti propongo oggi è in realtà un’astuta campagna pubblicitaria organizzata da una piccola azienda che fabbrica coltelli nello Utah, uno di quegli stati quadrati nell’America occidentale, a due passi da Las Vegas. Invece che mettere in piedi la solita televendita di coltelli dello chef Tony (qualcuno lo ricorda ancora?), questi hanno pensato di lanciare un canale YouTube di cucina in mezzo alla natura. Lo chef si porta tutti gli strumenti, ciotole, scodelle, taglieri, per la maggior parte naturali, ovvero ricavati da pezzi di legno o pietre, si mette vicino ad un ruscello per avere l’acqua, e comincia a prepare gli ingredienti per la pietanza del giorno. Ovviamente i coltelli sono messi in bella mostra, ma sempre in maniera semplice e armoniosa con il video. Ah, se ti stai chiedendo se questo sia un post sponsorizzato, la risposta è no 🙂 Semplicemente mi è piaciuta l’idea del loro ufficio marketing, e poi guardare quei video è molto rilassante, dopo una lunga giornata a combattere contro codici sorgente e diavolerie informatiche. Leggi il resto di Cucinando nella pace dei boschi
Perché a Google questo blog non piace più?
Una volta ero ossessionato dalle statistiche di accesso, tanto che avevo persino creato un plugin per WordPress per tracciare quanti più dati possibili sui miei visitatori. Ero giovane ed avevo molto più tempo a disposizione e meno responsabilità sulle spalle 😉 Oggi ho a malapena tempo per scrivere qualche post qui e là, figuriamoci andare a spulciare ogni giorno quanti click ha generato il mio blog. Anche perché l’euforia della blogosfera è oramai scemata da tempo, e Blogville conta solo pochi irriducibili appassionati che resistono nonostante tutto. Però ogni tanto mi piace andare a dare un’occhiata al pannello di Google Search Console per vedere che si dice di bello e capire se ci sono problemi da sistemare. L’altro giorno, guardando il grafico che tiene traccia di quante volte Google ha mostrato il mio sito tra i risultati di una ricerca, ho notato il lento declino da un anno a questa parte. Leggi il resto di Perché a Google questo blog non piace più?
La migliore gerontocrazia americana
Per coloro che si lamentano di avere Giorgia Meloni come Presidente in carica, vorrei solo ricordare che noi qui in America abbiamo un uomo che oramai non riesce neppure a mettere due parole in fila ad una conferenza. Il poveretto è oramai talmente perso nella sua malattia mentale che il suo stesso staff deve interrompere il discorso ancora prima che sia finito. Ma si può assistere ad uno spettacolo più triste di questo? E voi vi lamentate di Giorgia Meloni? Il solo pensiero che la prossima presidenza potrà essere affidata a lui oppure all’abbronzato arancione mi fa venire il voltastomaco. Non era certo questa l’America che sognavo quando sono emigrato dall’Italia 15 anni fa.
Ad un anno dalle elezioni politiche
Quasi quasi stentavo a credere che fosse già passato un anno dalle elezioni politiche italiane. All’epoca ho scritto uno dei post più controversi della storia di questo blog, che mi è costato, stando alle statistiche d’accesso, più di qualche visitatore abituale 😝. In quest’anno, il governo è passato dall’infanzia alla maturità abbastanza velocemente, e mentre a sinistra non si intravede nessuna alternativa valida in grado di catturare il consenso degli elettori, la presidente Meloni ha saputo incarnare quell’ago della bilancia tra le posizioni estreme di Salvini e di alcuni dei loro ministri, e quelle moderate di Forza Italia, adesso alla ricerca di una nuova identità, dopo la scomparsa del suo fondatore. Ancora ricordo con un sorriso l’inondazione di messaggi in rete di coloro che si strappavano i capelli gridando “fascismo!”, premonendo chissà quali scenari apocalittici per il Belpaese. Che ovviamente non si sono neppure lontanamente verificati. Leggi il resto di Ad un anno dalle elezioni politiche
Passeggiando per le vie della capitale
Si conclude oggi questa miniserie di appunti sparsi sul nostro recente viaggio in Italia. Il gran finale è andato in scena su uno dei palcoscenici più belli del mondo: Roma. Il piano originale prevedeva che io tornassi all’ovile, mentre Sunshine e le ragazze sarebbero rimaste qualche settimana in più, per visitare i suoi parenti a Benevento ed i nostri amici a Pisa. Il mio volo di ritorno per gli Stati Uniti era alle 11 del mattino, quindi avevamo deciso di approfittarne e partire dalla Sicilia il giorno prima, per passare il pomeriggio tra le stradine del centro storico romano. Poi la mattina dopo, ci saremmo diretti tutti alla stazione Termini: io sarei salito sul Leonardo Express e loro avrebbero preso un treno per Pisa. Sfortunatamente, l’incendio all’aeroporto di Catania ha scombinato i nostri piani, e così Sunshine e le figlie sono volate direttamente a Pisa, con un volo da Comiso che, guarda caso, era stato inaugurato proprio quella settimana. Io invece sono andato a Catania a restituire l’auto che avevamo noleggiato, e mi sono imbarcato per Roma per conto mio. Leggi il resto di Passeggiando per le vie della capitale
Sono tornato a donare sangue dopo 17 anni
Era il lontanissimo Novembre 2008 quando provai a donare sangue qui in America. Ricordo quel giorno molto bene: ero arrivato nel Paese a stelle e strisce da qualche mese, ed oramai il lavoro al Bronx andava bene. Un giorno ci arrivò una email dall’ufficio personale, in cui ci dicevano che l’equivalente dell’AVIS statunitense sarebbe venuta con il loro centro mobile (un pulmino equipaggiato di tutto l’occorrente) a raccogliere donazioni volontarie. Come i miei piccoli lettori di vecchia data forse ricorderanno, quand’ero in Italia ero un convinto donatore, vuoi perché lo sentivo come un dovere personale, dopo che mio nonno era morto anni prima di leucemia ed aveva ricevuto tantissime trasfusioni, vuoi perché mi davano la giornata libera al lavoro 😉 Così volevo continuare questa tradizione anche qui, e mi presentai alla porta del camioncino parcheggiato ad un paio di isolati dall’ufficio. Non immagini la mia delusione, come raccontavo nel 2008, quando mi dissero che non potevo donare perché ero vissuto in Europa durante il periodo della mucca pazza, e siccome non esisteva un test per il morbo di Creutzfeldt-Jakob, non potevano stabilire se il mio sangue fosse sicuro o meno. Leggi il resto di Sono tornato a donare sangue dopo 17 anni