Correva il lontano 2009 quando il mio capufficio di allora mi girò il video di un intervento TED di Juan Enriquez, in cui si teorizzava l’evoluzione della specie umana in quello che lui aveva battezzato homo evolutis: un nuovo essere umano che s’impossessa del processo evolutivo e lo personalizza attraverso protesi atte a potenziare e migliorare le proprie caratteristiche. L’esempio che mi viene sempre in mente è quello di Oscar Pistorius e delle sue protesi alle gambe che gli hanno consentito di vincere tante gare in competizioni con altri corridori “normali”, se così possiamo dire. Quello che Enriquez non poteva immaginare era che qualche anno dopo avremmo assistito all’avvento della tecnica di modifica del DNA chiamata CRISPR, che ha segnato una vera e propria rivoluzione della genetica mondiale, ed ha permesso, tra le altre cose, l’accelerazione della ricerca sui vaccini contro il Covid. Leggi il resto di Crispr e l’homo evolutis
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Una finestra di dialogo più accessibile
L’argomento di oggi non è certo di quelli che si discutono sotto l’ombrellone tra un sorso di mojito ed un’occhiata al bagnino fustaccio che osserva imperscrutabile i bagnanti allegri che si fanno cullare tra le onde stanche del mare. Cosciente del periodo dell’anno in cui ci troviamo, cercherò di alleggerire il tema di oggi quanto più possibile, sperando nel contempo di incuriosire chi passasse da queste parti a saperne di più. L’idea mi è venuta qualche giorno fa, quando il mio collega, il cui lavoro è quello di monitorare l’accessibilità del sito d’ateneo e di tutte le risorse collegate (dai documenti PDF ai vari sistemi per la gestione dei contenuti che usiamo), ci raccontava nella sua periodica “pillola della settimana”, l’esistenza dell’elemento HTML dialog, di cui pochi conoscono l’esistenza, a giudicare dal suo scarso utilizzo in giro per il web. Il sito della Mozilla dedicato agli sviluppatori è sicuramente un buon punto di partenza. Ma che c’azzecca, si chiederanno i miei piccoli lettori, questo elemento con la possibilità rendere il web più accessibile ai disabili? Leggi il resto di Una finestra di dialogo più accessibile
Sunshine parteciperà ad una giuria popolare
Spesso vediamo nei film che hanno a che fare con avvocati e cose legali, che nell’aula di tribunale, a lato del bancone del giudice siede una giuria popolare che emette il verdetto di assoluzione o colpevolezza dell’imputato. Personalmente lo considero un retaggio dei tempi del Far West, quando gli immigrati inglesi si arrangiavano come potevano per applicare la neonata costituzione a stelle e strisce, e non c’erano abbastanza giudici togati in grado di risolvere gli inevitabili problemi di quella società in fermento. Quest’argomento mi è venuto in mente l’altro giorno, quando a Sunshine è arrivata una cartolina sospetta (e qui ci starebbe bene il tipico suono con gli acuti del violino) proveniente dall’ufficio del giudice della nostra provincia. Che la convocava a presentarsi la prossima settimana per un colloquio per essere inserita in una giuria popolare per chissà quale delitto. Eh già, qui tutti i cittadini americani maggiorenni, un po’ com’era con la leva in Italia, hanno l’obbligo di presentarsi, quando ricevono la notifica, per il cosiddetto jury duty. Non vorrei gufarmi da solo, ma in più di 12 anni da cittadino americano, io non sono mai stato chiamato. Leggi il resto di Sunshine parteciperà ad una giuria popolare
Crostata di mele e crema
Mi sto facendo proprio vecchio, ed i primi acciacchi cominciano a farsi vedere in maniera più prominente. Qualche anno fa, ad esempio, il mio medico mi ha diagnosticato quella che in italiano si chiamerebbe sindrome idiopatica postprandiale, un nome complicato che in soldoni vuol dire che non potrò mangiare zucchero per il resto della mia vita, e che se sgarro, devo beccarmi un paio di giorni di mal di testa debilitanti che mi costringono a letto finché l’organismo non è ripulito da ogni minima traccia di sostanze zuccherine. Non ti nascondo che a principio è stato molto difficile accettare questa sentenza così drastica, per un siciliano come me, abituato a gustare un cannolo dopo il pranzo della domenica, o qualche bignè o torta alla crema in occasione di compleanni e ricorrenze varie. Pian piano ho imparato ad apprezzare il gusto della frutta ed a limitare gli “sgarri” ad una punta di cucchiaino del dolce di turno, rubata di nascosto e con la speranza che il mio cervello non ci faccia caso. Tutto questo per dire che la ricetta di oggi non è stata certo facile da scrivere (e anche per farti notare che ho quasi smesso di proporre dolci in questa rubrica), ma a detta di coloro che hanno avuto il piacere di assaggiarla, è una sfiziosa sorpresa per le cene estive con parenti ed amici. Leggi il resto di Crostata di mele e crema
Una parola inglese davvero versatile
Oramai le scuole sono finite da qualche settimana, i maturandi sono diventati più maturi, e la gente ha attivato la modalità estate, e si gode le meritate ferie e la bella stagione. Ed allora, per rimanere con un argomento leggero, adatto ad essere consumato tra una fetta d’anguria ed un bagno nelle acque cristalline delle spiagge d’Italia, ho pescato fuori il video qui sotto dalla lista di argomenti sulla lingua inglese. In cui Osho Rajneesh, un famoso filosofo indiano, ci racconta della versatilità di una ben precisa parola inglese, che ha un qualcosa di magico. Non ti anticipo nulla per non rovinarti la sorpresa. Dico solo che guarda caso, ne avevo già parlato quasi lo stesso giorno del lontano 2009. Ho pensato che fosse un modo divertente per allenare uno dei quattro componenti di una lingua straniera, l’ascolto. Ovviamente, se hai domande o idee specifiche, non esitare a farti vivo nei commenti. Leggi il resto di Una parola inglese davvero versatile
Tre mesi con i fogli di stile separati
Come forse ricorderai, a fine marzo (ammappa come passa il tempo!) avevo annunciato di star conducendo un esperimento sul blog, per capire se servire i fogli di stile e le funzioni JavaScript in un file a parte piuttosto che infilati direttamente nel codice sorgente della pagina, facesse alcuna differenza in termini di prestazioni e soprattutto risparmio di banda consumata sul server. Il verdetto dopo tre mesi? Nessuna differenza, a dimostrazione del fatto che la maggior parte dei visitatori che approdano in quest’angolino sperduto nella rete sono occasionali, giusto due de passaggio, per usare la famosa frase di Mario Brega nel film Borotalco.
In altre parole, una ragione per cui i fogli di stile in genere sono definiti a parte è perché il browser li conserva in un angolino (la cache, per usare il termine tecnico) e poi quando carica nuovamente la pagina, non deve farseli spedire dal server un’altra volta, risparmiando sulla quantità di dati che vengono trasferiti in rete. Ma se il visitatore è occasionale, la cache sarà sempre vuota, ed ecco che il trucchetto non funziona più, anzi: ogni pagina genererà richieste multiple al server per scaricare tutti i pezzi. Impacchettando un bel fagottino che contiene tutto e mandandolo al browser in un solo colpo si rivela, allora, una soluzione migliore. Tutto questo per dire che da questo mese ho reimpostato tutto come prima. Fammi sapere se noti qualche problema.
Siamo stati la generazione più felice
L’altro giorno, durante un momento di pausa, scorrevo distrattamente tra le cavolate che mi proponeva il mio feed di Google, e sono inciampato in un intervento che già dalle prime righe ha colto la mia attenzione. Una riflessione agrodolce di un autore sconosciuto sulla spensieratezza della generazione a cui appartengo, quella dei nati negli anni ’70. Un breve viaggio tra i bei ricordi d’infanzia che ancora oggi sono conservati in uno specialissimo cassetto della memoria che tutti, chi più chi meno, custodiamo gelosamente per il suo valore inestimabile. E così ho pensato di conservarlo anche su queste pagine, per poterlo apprezzare in futuro, quando mi capiterà per caso nuovamente tra le mani. Leggi il resto di Siamo stati la generazione più felice
Il Titanic delle pensioni italiane
Questo post non c’entra nulla con i recenti eventi dei 5 poveri disgraziati morti in fondo all’oceano. Durante una recente puntata della trasmissione radiofonica Uno, nessuno, 100Milan, il conduttore si è fatto una bella chiacchierata con Sergio Rizzo, editorialista del Corriere della Sera e vicedirettore di Repubblica, per parlare del suo ultimo libro Il Titanic delle Pensioni. L’annosa questione del futuro del sistema previdenziale italiano ritorna, di tanto in tanto, sotto i riflettori, quando questo o quel governo apporta delle modifiche all’età pensionabile, ai contributi necessari e via dicendo. In pochi, però, si rendono effettivamente conto della spirale perversa nella quale i nostri nonni ed i nostri genitori ci hanno lasciato. Da un lato si sono scritti regole per avere lauti benefici una volta raggiunta l’età prescritta (sistema retributivo, ti dice nulla?), e dall’altro non si sono preoccupati di mantenere un ricambio generazionale che potesse sostenere e pagare le loro pensioni. Leggi il resto di Il Titanic delle pensioni italiane