due chiacchiere

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Windows e Linux vanno finalmente a braccetto

Che io sia da sempre stato un fan dei prodotti Microsoft non è poi un gran segreto. Sebbene in ufficio fossimo tutti dotati di postazioni Mac che costavano più della mia vecchia automobile, ho sempre ritenuto Windows più che sufficiente per le mie esigenze domestiche da spippolatore della domenica, come mi dicevano in Toscana. Dal media center precursore dei più moderni Firestick e Roku, al server VPN domestico, negli anni sono riuscito a piegare il sistema operativo di Redmond alle più svariate esigenze con poco sforzo. Negli anni, probabilmente grazie al vento della concorrenza di Cupertino, ho notato un lento ma inarrestabile miglioramento dell’ecosistema a cui ero tanto affezionato. Ora sul computer di casa ho Windows 11, e devo dire che soddisfa completamente tutte le mie necessità di sviluppo software, smart working, e passatempo. L’avvento di PowerShell, in particolare, ha portato una massiccia dose di benefici ed ha colmato definitivamente quella lacuna con MacOS di cui tutti eravamo consapevoli. Leggi il resto di Windows e Linux vanno finalmente a braccetto

Affilare le lamette del rasoio

Qualche settimana fa, mentre mi facevo la barba, ho notato che la lametta faceva un po’ fatica a scivolarmi sul volto. In tempi normali, non avrei pensato due volte a cambiarla con una nuova, d’altro canto sono quasi due mesi che la stavo usando. Ma con i chiari di luna ed i prezzi da capogiro che ci troviamo di fronte ogni volta che andiamo al supermercato, ho deciso di rivolgermi a San YouTube, che mi ha suggerito un trucchetto per estendere la durata di questo piccolo ma prezioso oggetto. Così ho deciso di conservare il video qui sul blog a futura memoria, e di cogliere i proverbiali due piccioni con una fava, sfruttando l’occasione per la lezione d’inglese di oggi, che si concentra sul listening. Già anni fa avevo usato quest’espediente per insegnarti come sbucciare correttamente una banana, quindi ho pensato di usare lo stesso espediente in quest’angolino di pubblica utilità quotidiana. Leggi il resto di Affilare le lamette del rasoio

Everything everywhere all at once

Accidenti, sono già passati tre mesi da quando Sunshine ed io abbiamo guardato gli Oscar a stelle e strisce in TV, ed abbiamo scoperto un po’ di film interessanti da guardare (quando riusciamo a non addormentarci sul divano dopo una lunga giornata a correre a destra e sinistra). Uno dei film che ci ha incuriosito di più, avendo vinto un sacco di statuette, è stata Everything everywhere all at Once (a quanto pare il titolo non è stato tradotto in italiano), e così abbiamo deciso di guardarlo qualche sera dopo. Giusto io e lei spaparanzati sul divano, dato che alle figlie questa roba non sembra interessare molto. I primi venti minuti sono stati un po’ confusionari, specialmente per Sunshine che sospettava si trattasse di un film distopico, di cui lei non va certo matta come me 😉 D’altro canto non avevamo letto recensioni o guardato nessun trailer, giusto per non rovinarci la sorpresa. Poi però a poco a poco abbiamo cominciato a capire di cosa si trattasse, e ad apprezzare lo stile narrativo scelto dai registi. Solito avviso prima di proseguire: qui nel seguito parlerò della trama del film, quindi non proseguire la lettura se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Everything everywhere all at once

Mettiamo alla prova il backup

Da qualche decennio oramai, lo slogan ufficiale della Pirelli è il famoso “la potenza è nulla senza controllo”, che tutti almeno una volta abbiamo visto scritto su un manifesto o ascoltato in una delle pubblicità d’un tempo. Ed è proprio questo slogan che mi risuonava in mente l’altro giorno mentre facevo alcune prove di ripristino del backup di questo blog, in cui simulavo un attacco hacker che aveva compromesso il database. Già, perché avere un backup salvato da qualche parte non basta a mettersi l’animo in pace: in quanti non hanno mai provato ad usarlo per vedere se davvero funziona come dovrebbe? Il nostro sistemista all’università dove lavoravo prima aveva la buona abitudine di condurre un disaster recovery test ogni sei mesi, chiamando all’appello tutti gli interessati per fare la propria parte nel ripristinare la funzionalità delle applicazioni a loro affidate. Così ho deciso di fare lo stesso sul mio blog personale, mettendo alla prova i potenti mezzi di Supporthost in questo frangente. Leggi il resto di Mettiamo alla prova il backup

Il regime di isolamento nelle carceri americane

Ricordo ancora quando, qualche mese fa, il signor Cospito portò all’attenzione dell’opinione pubblica la severità del regime del carcere duro in Italia. Senza voler rispolverare il polverone di polemiche che si alzò in quell’occasione, vorrei fare una riflessione su come siamo messi qui in America, e sul fatto che come disse qualcuno tanto tanto tempo fa, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Già, perché da un lato facciamo presto a puntare il dito contro le pratiche dittatoriali cinesi, che tanto scalpore destano ogni volta che qualcuno viene buttato in cella in condizioni disumane, ma dall’altro ignoriamo la trave conficcata nell’occhio di molti sistemi carcerari occidentali, che certo non brillano per il rispetto dei diritti umani dei detenuti (ad eccezione dei Paesi del nord Europa, come al solito). Dell’inefficacia di quello che gli americani chiamano solitary confinement, ne aveva parlato qualche mese fa persino John Oliver nel suo show che seguo religiosamente ogni settimana. E se non bastasse, nientepopodimeno che le Nazioni Unite hanno confermato che il trattamento americano è equiparabile ad una tortura psicologica. Leggi il resto di Il regime di isolamento nelle carceri americane

Le parole dialettali più arcane

L’altro giorno Sunshine ed io commentavamo lo spreco e l’abbondanza a cui sono abituati spesso gli americani: nei ristoranti è quasi maleducazione finire tutto il cibo che si ha nel piatto, molte famiglie hanno due o tre SUV con sette posti, anche se poi li usano solo per andare alla stazione a prendere il treno per recarsi in ufficio, e via dicendo. Mentre si chiacchierava, Sunshine ha usato una parola che sua mamma era solita tirar fuori per esprimere proprio quest’opulenza ostentata: la rascia. Non è dato sapere se sia una vera parola del dialetto campano che lei parlava, Google non mi è stato molto d’aiuto in tal senso. Però mi ha fatto venire l’idea per il post di oggi, in cui vorrei coinvolgere i miei piccoli lettori, per condividere quelle parole del proprio dialetto così inusuali ed incomprensibili. D’altro canto, ho sempre avuto un debole per i dialetti del Belpaese: m’inebrio di suoni ogni volta che sento parlare un abruzzese o un veneto, un pugliese o un romano verace (dè Latina! per citare il film Paparazzi con Abatantuono). Leggi il resto di Le parole dialettali più arcane

Questo Pixel 6a mi ha stufato

Come forse ricorderai, l’estate scorsa ho deciso di approfittare di una promozione molto allettante per aggiornare, dopo quasi tre anni di onorato servizio, il mio datato Pixel 3a con il suo fratellino nuovo di zecca, il Pixel 6a. Già in quell’articolo che scrissi dopo aver messo alla prova in lungo e largo il nuovo cellulare, non ero particolarmente entusiasta dei compromessi che la casa di Mountain View aveva fatto per tagliare i costi: dall’impossibilità di caricare il cellulare senza fili, alla scarsa sensibilità del lettore di impronte digitali sotto il display, che faceva notare un netto cambio di passo rispetto al nonno che l’aveva preceduto. Ho cercato di chiudere un occhio e di sopportare queste mancanze, consolandomi con il fatto di avere una buona fotocamera (che mi ha finalmente convinto a vendere la mia reflex Nikon, che oramai prendeva solo polvere nell’armadio). Poi l’anno scorso a natale, Sunshine aveva bisogno di un cellulare nuovo, così le ho regalato un Samsung S10+ ricondizionato con batteria fresca fresca. Ed ho iniziato a notare quanto quel dispositivo fosse superiore in tanti aspetti, sebbene costasse (ricondizionato, s’intende) un terzo in meno del mio 6a. Leggi il resto di Questo Pixel 6a mi ha stufato

Che la terra ti sia lieve, Presidente

Ieri mattina, appena svegliato, ho acceso come al solito il cellulare per leggere qualche notizia dall’Italia. Mi aspettavo di leggere della sconfitta della Under 20 alla finale dei mondiali di calcio, mi aspettavo di leggere gli ultimi aggiornamenti sulle schermaglie ucraine, mi aspettavo di leggere dell’ennesima caduta (non nel senso metaforico del termine) di quell’addormentato di Biden. Tutto mi aspettavo, tranne che la notizia che tutti i giornali hanno riportato a caratteri cubitali. Non che sia stato un fulmine a ciel sereno: già i bollettini medici, dopo il recente ricovero di Berlusconi in ospedale, non lasciavano sperare nulla di buono. Ma non si è mai preparati abbastanza, e l’annuncio arriva puntuale come un colpo allo stomaco. Specialmente per la mia generazione, i cinquantenni nati e cresciuti all’ombra del Drive In e del Maurizio Costanzo Show, che hanno visto il Milan crescere fino a conquistare tutto il possibile negli anni d’oro di Sacchi e Van Basten. Berlusconi è stato uno dei pochissimi uomini che, nel bene e nel male, ha lasciato un segno indelebile nella cultura e nella politica del Belpaese degli ultimi quarant’anni. Un imprenditore che, ai tempi del liceo, mi ha inspirato tanto per la sua energia e l’approccio semiserio in qualsiasi ambito della vita. Ora andrà a portare il vento del cambiamento anche in cielo. Leggi il resto di Che la terra ti sia lieve, Presidente

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