due chiacchiere

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Inglesi contro americani

Abitando in Italia, sicuramente sarà più probabile che tu vada in Inghilterra che non negli Stati Uniti. Allora ho pensato di dedicare una lezione alle tanto “chiacchierate” differenze tra l’inglese britannico e quello americano. Nulla di difficile, ma qualche incomprensione si potrebbe creare, usando la parola sbagliata nel contesto sbagliato. Per esempio, se qui dici take the lift and go to the third floor, ti guarderanno con aria perplessa: lift è l’ascensore britannico, che diventa elevator in America. Oppure quando vai a fare il pieno di benzina, al distributore inglese dirai petrol, mentre qui sarà il gasoline (spesso abbreviato come gas). Ma il più divertente, che crea qualche confusione, è il verbo to hire: assumere una persona in americano, noleggiare (in genere un’automobile) per i londinesi. Quindi non dire mai I want to hire a car all’autonoleggio dell’aeroporto di New York, il tipo ti prenderebbe per matto. Leggi il resto di Inglesi contro americani

La musica di sottofondo

Tempo di acquisti al centro commerciale virtuale della rete. Ero in giro per cercare spunti per un tema che mi hanno commissionato, e curiosando nei siti di chi la grafica la fa “di professione”, ho trovato un collegamento (non più attivo) ad un servizio di radio online, come lo desideravo io: semplice da usare, senza dover scaricare per forza tutti i brani sul proprio server, personalizzabile. Detto fatto, ho letto le istruzioni per inserirlo nel mio blog, e l’ho sostituito al precedente sistema (non più attivo) che avevo. Clicca sull’icona con il disegno delle note musicali nel menù scorrevole qui a destra per provare il nuovo gadget.

Il servizio ti consente di creare una personale lista di brani che vuoi ascoltare o far ascoltare ai visitatori del tuo blog. L’archivio a disposizione è davvero molto ben fornito, e si spazia dal jazz alla musica da discoteca, dalla new age agli autori italiani. Ad esempio, ho trovato un paio di brani di Simone Cristicchi, e li ho subito inseriti nella mia lista. Scegliere un brano è molto semplice: basta registrarsi al servizio, cercare il brano per titolo o autore, e poi aggiungerlo alla propria playlist. Che ne pensi della mia scelta musicale?

Heroes? No, zeroes

Non ho commentato ancora il ritorno sul piccolo schermo (americano) della serie televisiva Heroes, forse perché già in rete si è detto tutto quello che c’era da dire. Molti scettici, come sempre, non capiscono che gli autori usano sempre la stessa tecnica: molta confusione all’inizio, che pian piano viene spiegata. In fondo se la serie deve durare qualche anno, non si può pretendere di sapere subito tutto. Il tempo dell’Uomo da 6 milioni di dollari o di Starsky e Hutch è finito: il nuovo canovaccio usa tecniche diverse. Ad ogni modo, io confermo tutta la fiducia agli autori. Intanto, per la serie “oggi è venerdì”, ti propongo una parodia di Heroes, quasi più spassosa dell’originale. Leggi il resto di Heroes? No, zeroes

Un Grillo più accessibile

Il blog di Beppe Grillo, che ti piaccia o no, è uno dei più famosi del panorama blogosferico italiano. Ammirato, criticato, invidiato, seguito: da qualsiasi parte tu lo guardi, ammetterai che ha fatto e continua a fare tendenza. Non voglio esprimere qui la mia posizione in merito ai contenuti di quel sito, quanto segnalare una piacevole novità apparsa sui suoi ultimi video: i sottotitoli. Forse nessuno si è accorto, infatti, che da circa un mesetto YouTube ha attivato la possibilità di caricare un documento di testo con i sottotitoli associati ad un video. Ed il rispetto della redazione che cura il blog di Beppe Grillo, nei confronti dei disabili, non ha fatto attendere i risultati. Come vorrei che tante altre iniziative (VideoMarta, Salvatore Aranzulla, e via dicendo) prendessero esempio in questa direzione. Perché l’accessibilità del web, nell’era della multimedialità, non significa soltanto avere una pagina che “passa” i controlli del validatore automatico. Leggi il resto di Un Grillo più accessibile

Licenziate il governatore

Va bene, io di economia non ci capisco nulla: non l’ho studiata all’università, non ho seguito corsi o approfondito l’argomento più di tanto. Però mi piace ascoltare (grazie ai podcast) le trasmissioni sull’argomento, specialmente in questo periodo di grandi sconvolgimenti. E già quattro mesi fa avevo scritto il mio parere sulla mossa di Trichet, il Governatore della Banca Centrale Europea, di alzare i tassi di interesse in Europa. Poco tempo prima, in America, il capoccia della Federal Reserve li aveva invece abbassati: anche in quest’ambito l’approccio conservatore del Vecchio Continente, si distingue da quello più agile e moderno dell’economia a stelle e striscie. Finalmente, come apprendo dal Corriere della Sera, il vecchio bacucco di Bruxelles ci ha ripensato, ammettendo implicitamente lo sbaglio: ma credo che neppure lui, come i tanti banchieri spregiudicati che ci hanno portato a questo punto, pagherà mai per il suo errore. Mentre l’Italia, per la terza volta da quando è Repubblica, quest’anno sarà tecnicamente in recessione. Un applauso a Trichet.

Fringe, la nuova serie del mistero

Va bene, oramai ne hanno parlato tutti. Almeno tutti quelli che vanno appresso a queste cose. Come quali cose? Le serie televisive americane, quelle che ci raccontano di poveri disgraziati perduti su un’isola da qualche parte, o di gente che si sveglia al mattino e si accorge di saper volare. Anche quest’anno la stagione è ripresa, in grande stile direi, perché gli Americani non si fanno mancare niente: dalla Brutta Betty all’Anatomia di Grey, dal Dottor Casa alla Collina con un solo albero. Più ovviamente una manciata di nuovi arrivi. Di questi ho deciso di seguire Fringe, l’ultima creazione di J.J. Abrams, il tizio che s’è inventato Lost. Finora hanno trasmesso tre puntate, e devo dire che, sebbene stia ancora scaldando i muscoli, questa serie mi sta appassionando. Leggi il resto di Fringe, la nuova serie del mistero

Un rettangolino vale una vita

L’altro giorno, non trovandomi il portafogli nella “solita” tasca, mentre ero in giro per New York, mi è venuto un attimo di panico. Per fortuna pochi secondi dopo mi sono ricordato di averlo messo nell’altra tasca. La mia paura non era tanto di aver perso i due spiccioli che avevo, ma tutto il resto: il mio abbonamento per l’autobus, la mia carta d’identità, la possibilità di tornare a casa insomma. Infatti senza spiccioli non avrei potuto comprare un biglietto, o chiamare qualcuno per venirmi a prendere (ho il cellulare cronicamente scarico) o chiedere ad un poliziotto di aiutarmi: non avrei potuto farmi identificare. Leggi il resto di Un rettangolino vale una vita

Lacapa incontra Fulvia Leopardi

Nuovo lunedì, nuovo appuntamento con le interviste doppie. Questa settimana hanno risposto alle mie domande altre due donne della blogosfera italiana: lacapa (nel seguito L) e fulvialeopardi (indicata dalla lettera F). Della prima mi sono piaciuti, ultimamente, i dialoghi botta e risposta (che già in tempi passati si concretizzavano con una professoressa o con altri personaggi), mentre della seconda è ben famoso il pensiero di mamma-di-fulvia. Poi con una delle due condivido l’amore per la stessa squadra di calcio. Come sempre, grazie ad entrambe per aver partecipato e dedicato un po’ di tempo alle domande. Leggi il resto di Lacapa incontra Fulvia Leopardi

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