due chiacchiere

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Dal produttore al consumatore

Il caro frutta è un problema difficile da risolvere? I prezzi vanno alle stelle e non sai come risparmiare e mangiar bene allo stesso tempo? In America hanno trovato una geniale soluzione al problema: raccogli da solo la tua frutta in campagna, e la paghi un quarto del suo prezzo al supermercato. Perché in Italia iniziative del genere non esistono proprio? Gli agricoltori si lamentano sempre che loro guadagnano pochissimo, e che i lauti ricavi del prezzo finale vanno tutti nelle tasche dell’indotto: trasportatori, commercianti, grandi catene di distribuzione. Bene, allora basta saltare tutta la filiera ed offrire direttamente il prodotto ai consumatori: non solo si risparmia, ma si può cogliere l’occasione per una bella passeggiata tra gli alberi di pere, pesche e altra frutta. La moglie ed io siamo andati lo scorso fine settimana, in una fattoria qui vicino: con 10 dollari abbiamo portato a casa quasi 6 chili tra pesche e mele. Leggi il resto di Dal produttore al consumatore

Le mie vacanze intelligenti

Mentre l’intera popolazione Italiana è andata in vacanza per il classico ferragosto, io già da qualche anno preferisco optare per la vacanze (doppiamente) intelligenti a inizio o fine estate: perché rimanere in ufficio quando non c’è nessuno “che rompe” è una vera pacchia, e perché andare nei luoghi di vacanza quando tutti sono tornati al lavoro, è ancora meglio. Lo so, non tutti se lo possono permettere: spesso il periodo di ferie viene assegnato dai superiori, senza possibilità di negoziazione. Nel mio caso allora mi ritengo fortunato: senza che tu te ne sia accorto, sono appena rientrato da 5 giorni di vacanza. Passati a crogiolarmi al sole sulla spiaggia a mezz’ora da casa mia. Ecco spiegata la mia poca attività nel rispondere ai commenti, negli scorsi giorni. Ma sto recuperando, lentamente. Leggi il resto di Le mie vacanze intelligenti

Potresti farcela in inglese

Nelle precedenti puntate, abbiamo arricchito un pochino il vocabolario inglese: credo fosse la cosa più indispensabile per le vacanze, sia che tu abbia deciso di trascorrerle sulla spiaggia a due passi da casa, oppure in qualche sperduta isoletta greca a caccia di avventure. Oggi però ti parlo di un paio di modi di dire, raccolti dalla vita quotidiana. Il primo, in particolare, è da sfoggiare quando si vuole dare l’impressione di una buona padronanza del linguaggio: you could do with. Letteralmente: potresti farcela con. Ma in realtà significa semplicemente you need. Dopo una corsetta al parco, rientrando tutto sudato, qualcuno ti dirà sicuramente you could do with a shower. Ma non nel senso “potresti farti una doccia” bensì: hai bisogno di una doccia. Le due espressioni need e could do with sono intercambiabili. Leggi il resto di Potresti farcela in inglese

Blogday 2008: i miei cinque siti

Ed eccoci al quarto appuntamento di questa manifestazione virtuale che si svolge in giro per il mondo: milioni di blogger sono invitati a segnalare 5 siti che ritengono particolarmente meritevoli di essere conosciuti. Sempre in questi giorni si svolgono i Macchianera Blog Awards ed il concorso per il miglior sito 2008 bandito da Hosting Talk. Per me sono un’occasione per far valutare dai diretti interessati (i lettori di questo spazietto) la qualità dei miei contenuti: perché, diciamocelo seriamente, nessuno crede alla frase “io scrivo un blog per me stesso, per tenere traccia dei miei pensieri, e non m’importa di quello che pensano gli altri” perché se fosse così, sarebbe più comodo un file di Word (o di Google Docs, se proprio sei all’avanguardia). Leggi il resto di Blogday 2008: i miei cinque siti

Sulla inutilità del blogroll

Da quasi un mese ho attivato sul blog la funzione che mi consente di tracciare, sfruttando le statistiche di Google Analytics, i link in uscita: in questo modo posso capire dove cliccano i miei visitatori quando decidono di andar via da questo piccolo angolo della blogosfera. Pur non facendo di mestiere l’ottimizzatore per motori di ricerca (meglio noti come SEO), una cosa salta all’occhio, guardando i risultati: il blogroll nel menu di navigazione è completamente inutile. Un sospetto che, in effetti, avevo già da qualche tempo, e che adesso mi è confermato dalla triste realtà dei numeri. In fondo, diciamocelo chiaramente, quanti si prendono la briga di andare “oltre” la lettura dell’articolo, quando visitano un blog? Leggi il resto di Sulla inutilità del blogroll

Il paradiso a Santorini

Sono già passati tre anni da quando la moglie ed io, volendoci prendere una pausa dal trambusto della vita quotidiana, abbiamo fatto le valigie e ce ne siamo andati per 10 giorni a Santorini. Ma difficilmente il tempo cancellerà dai miei ricordi i profumi, i sapori, le immagini di Santorini. Un’isola incantata dove mangi una grigliata di pesce per 10 euro, in riva al mare ascoltando le tipiche musiche greche in sottofondo. Un puntino nel Mediterraneo da girare con uno scooter noleggiato per 20 euro (a Capri volevano 90 euro per l’intera giornata, non so se rendo l’idea). O con l’autobus sgangherato che percorre strade sterrate per arrivare alla spiaggia dove persino il Presidente della Grecia va a fare il bagno. Si, è vero che l’ultimo giorno abbiamo patito per l’indigestione di gyros della sera prima, ma ne è valsa comunque la pena. Leggi il resto di Il paradiso a Santorini

Una grande tastiera sul palmare

Sto provando un nuovo programma che simula la tastiera dell’iPhone sul mio antiquato palmare IPaq Rx1900 della HP. Se cerchi un accessorio utile per il  tuo Pocket Pc, PcMKeyboard non può mancare tra quelli indispensabili. Questo articolo lo sto scrivendo proprio usando la tastiera “allargata” messa a disposizione dal programma. Certo il mio palmare fuori moda non ha il fascino del cugino californiano, e la tastiera che sto usando non ha il completamento automatico in italiano (l’autore lo fornisce in inglese e francese) ma il costo di questo “aggiornamento” è gratuito, non ho dovuto spendere 500 euro per averlo.

Eppure sul mio catorcio ci posso ascoltare gli mp3, ci posso navigare su internet, leggere gli rss preferiti, consultare la mappa della metropolitana di New York (statica, s’intende), telefonare con Skype in wifi e persino scrivere gli articoli per il blog. Un anno e mezzo fa l’ho pagato 320 dollari, circa 280 euro al cambio di allora. Non poco, ma sicuramente meno di quanto costa oggi il suo cugino blasonato. Leggi il resto di Una grande tastiera sul palmare

Staybridge, un mondo comodo

Mi vengono in mente le parole di Beppe Severgnini in La testa degli Italiani, per iniziare questa recensione: parlando di alberghi del Belpaese, dice infatti che a differenza di quelli americani, i nostri sono la festa del “non standard” in ogni senso. E non posso che dargli ragione: finora mi è capitato di girare una decina di alberghi qui negli Stati Uniti, e la prima cosa che ho notato subito entrando in ognuno di essi è la familiarità dell’ambiente. Dallo stesso profumo (indescrivibile, dolciastro, tendente alla cannella), allo stesso interruttore della luce in camera, posizionato nello stesso punto. Dallo stesso distributore del ghiaccio nel corridoio, alla stessa attenzione per i dettagli. Leggi il resto di Staybridge, un mondo comodo

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