Lo confesso, ascoltando di tanto in tanto il telegiornale italiano che trasmettono sulla Rai International, mi viene proprio da sorridere: ma ancora i ministri di questo Paese stanno a discutere quale sia la valenza dell’inno nazionale, se la schiavitù citata sia quella messa al bando dalle convenzioni internazionali o cos’altro. Se proprio volessi aggiungere un ennesimo motivo alla lunga lista che mi ha portato ad andarmene dall’Italia, questo è uno di quelli buoni: la scarsa passione per i simboli della patria. Se qui in America un ministro si permettesse di parlare male della bandiera o dell’inno, prima lo manderebbero via a calci nel sedere, e poi lo farebbero espatriare. Qui sono talmente attaccati a questo che non puoi fare un passo senza scorgere una bandiera americana da qualche parte. Leggi il resto di Ancora sui simboli nazionali?
Articoli recenti
L’abito fa il monaco
Abbiamo tutti sentito sempre dire che la sostanza è ben più importante della presentazione. Estendendo questa “saggezza popolare” ai siti web, si potrebbe argomentare che un sito venga giudicato sulla base di ciò che esprime, non per come le idee sono rappresentate visivamente sullo schermo. In questa serie di interventi, vorrei provare a ribaltare questa concezione un po’ antiquata: sebbene il contenuto sia importante, nell’era della cultura dell’immagine è sempre più importante il ruolo visivo nella percezione di un contenuto veicolato attraverso un sito web. Alcune ricerche, infatti, suggeriscono che non basta assumere talentuosi sviluppatori, analisti ed esperti di statistiche d’accesso: il grafico deve essere una figura chiave, con cui tutti gli altri possano interagire, per veicolare la fedeltà dei visitatori. Leggi il resto di L’abito fa il monaco
La bibita che non s’illumina
Non molto tempo fa, un video ha fatto il giro di tutta la blogosfera: stando alle istruzioni dell’autore, bastava mescolare un po’ di Mountain Dew, acqua ossigenata e bicarbonato di sodio, per ottenere un incredibile effetto fosforescente. Per la cronaca, la Mountain Dew è una bibita che in Italia non esiste, simile alla Sprite, nel gusto. A differenza della Coca cola con le Mentos, la rete però si è spaccata sulla veridicità di questo esperimento: alcuni dicevano che era vero, altri mostravano che si trattava soltanto di un clamoroso falso, architettato ad arte solo per farsi notare (o per far notare la bibita, dicevano i più maliziosi). Allora ho deciso di replicare anch’io l’esperimento, nel bagno di casa mia. E come puoi immaginare, non è successo nulla 😉
Come fare a lavorarsi la strada
Va bene, il titolo sembra un po’ ambiguo, ma mi serve per introdurre la lezione d’inglese di oggi. Se al ristoranti senti chiacchierare le due cameriere ed una dice all’altra I worked my way up to this, non devi fraintendere: la tipa non pratica certo un secondo “equivoco” mestiere, dopo quello al ristorante. Questo modo di dire, invece, si utilizza quando si vuole esprimere di aver lavorato duramente e con fatica, per raggiungere un obiettivo. Un po’ a tutti è capitato di mettere da parte un po’ di soldi alla settimana, per ritrovarsi un discreto gruzzoletto alla fine dell’anno: ecco, in inglese direi che you worked your way up to that money. Leggi il resto di Come fare a lavorarsi la strada
Mi piace il nuovo Blogbabel
In queste ultime settimane, leggendo in giro per la blogosfera, ho notato che in tanti si sono schierati “contro” la rinascita di Blogbabel, il cuginetto italiano di Technorati. Sono in tanti a dire che… a loro le classifiche non interessano, e scrivono solo per il piacere di scrivere e bla bla bla. Personalmente non è che io ne sia molto convinto: quale altro motivo ci sarebbe, se non una nascosta voglia di socialità (e quindi di collocazione all’interno di una classifica sociale), nel pubblicare un diario pubblico. Se davvero le classifiche non ti interessano, scrivi un diario privato, magari in un documento di Word sul tuo computer, e non pubblicarlo in rete. Io, per lo meno, pur dicendo che non mi straccio le vesti per queste cose, confesso di darci un’occhiatina ogni tanto (altrimenti non avrei gli antipixel a fondo pagina). Leggi il resto di Mi piace il nuovo Blogbabel
Un controllo per lo schermo
Breve nota di servizio: da qualche giorno ho attivato una nuova funzione che controlla la risoluzione del tuo schermo. Se si accorge che è abbastanza larga, ti apparirà un messaggio che ti consiglia di usare la versione “larga” del mio tema, per sfruttare meglio lo spazio che hai a disposizione sul video. Dalle statistiche, vedo che già alcuni hanno approfittato dell’avviso per scoprire la mia versione “ampia” delle pagine. Se tu non sei tra i fortunati, pur avendo un bel video da 40 pollici, ti consiglio di svuotare la cache del tuo browser e di ricaricare la pagina. Oppure puoi semplicemente cliccare sul pulsante con le freccine verso l’esterno che trovi qui sopra, subito sotto la barra di navigazione.
Io l’ascolto mentre canta
Spero di non urtare la sensibilità di nessuno pubblicando, doverosamente nella zona notte, un altro spunto che viene dai gruppi di discussione. Come già detto nell’articolo In vino veritas, sono un lettore (non troppo assiduo, per ovvi motivi di tempo) di alcuni gruppi che affrontano temi “impegnati”, qual è ad esempio quello dei sentimenti: it.discussioni.sessualità. Nel lontano 2000, l’utente Asimov pubblicò un intervento di quelli che mi hanno fatto riflettere. Leggi il resto di Io l’ascolto mentre canta
Lo specchio umano a New York
Quei mattacchioni di Improve Everywhere ne hanno combinata un’altra delle loro. Forse ricorderai quando lo scorso febbraio tutti i giornali italiani hanno parlato di quello che successe a Grand Central, una delle due stazioni principali di New York: tutto d’un tratto un centinaio di persone si fermarono. Completamente immobili, come congelate e sospese nel tempo. Per cinque minuti, tra lo stupore generale di tutti quelli che si trovavano lì in quel momento. Non era una cosa casuale: tutto organizzato per attirare l’attenzione in maniera pacifica e divertente. Forse i napoletani che non vogliono le discariche dovrebbero prendere esempio, invece che fare le barriere umane davanti ai cancelli. Leggi il resto di Lo specchio umano a New York