due chiacchiere

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Le parole dialettali più arcane

L’altro giorno Sunshine ed io commentavamo lo spreco e l’abbondanza a cui sono abituati spesso gli americani: nei ristoranti è quasi maleducazione finire tutto il cibo che si ha nel piatto, molte famiglie hanno due o tre SUV con sette posti, anche se poi li usano solo per andare alla stazione a prendere il treno per recarsi in ufficio, e via dicendo. Mentre si chiacchierava, Sunshine ha usato una parola che sua mamma era solita tirar fuori per esprimere proprio quest’opulenza ostentata: la rascia. Non è dato sapere se sia una vera parola del dialetto campano che lei parlava, Google non mi è stato molto d’aiuto in tal senso. Però mi ha fatto venire l’idea per il post di oggi, in cui vorrei coinvolgere i miei piccoli lettori, per condividere quelle parole del proprio dialetto così inusuali ed incomprensibili. D’altro canto, ho sempre avuto un debole per i dialetti del Belpaese: m’inebrio di suoni ogni volta che sento parlare un abruzzese o un veneto, un pugliese o un romano verace (dè Latina! per citare il film Paparazzi con Abatantuono). Leggi il resto di Le parole dialettali più arcane

Questo Pixel 6a mi ha stufato

Come forse ricorderai, l’estate scorsa ho deciso di approfittare di una promozione molto allettante per aggiornare, dopo quasi tre anni di onorato servizio, il mio datato Pixel 3a con il suo fratellino nuovo di zecca, il Pixel 6a. Già in quell’articolo che scrissi dopo aver messo alla prova in lungo e largo il nuovo cellulare, non ero particolarmente entusiasta dei compromessi che la casa di Mountain View aveva fatto per tagliare i costi: dall’impossibilità di caricare il cellulare senza fili, alla scarsa sensibilità del lettore di impronte digitali sotto il display, che faceva notare un netto cambio di passo rispetto al nonno che l’aveva preceduto. Ho cercato di chiudere un occhio e di sopportare queste mancanze, consolandomi con il fatto di avere una buona fotocamera (che mi ha finalmente convinto a vendere la mia reflex Nikon, che oramai prendeva solo polvere nell’armadio). Poi l’anno scorso a natale, Sunshine aveva bisogno di un cellulare nuovo, così le ho regalato un Samsung S10+ ricondizionato con batteria fresca fresca. Ed ho iniziato a notare quanto quel dispositivo fosse superiore in tanti aspetti, sebbene costasse (ricondizionato, s’intende) un terzo in meno del mio 6a. Leggi il resto di Questo Pixel 6a mi ha stufato

Che la terra ti sia lieve, Presidente

Ieri mattina, appena svegliato, ho acceso come al solito il cellulare per leggere qualche notizia dall’Italia. Mi aspettavo di leggere della sconfitta della Under 20 alla finale dei mondiali di calcio, mi aspettavo di leggere gli ultimi aggiornamenti sulle schermaglie ucraine, mi aspettavo di leggere dell’ennesima caduta (non nel senso metaforico del termine) di quell’addormentato di Biden. Tutto mi aspettavo, tranne che la notizia che tutti i giornali hanno riportato a caratteri cubitali. Non che sia stato un fulmine a ciel sereno: già i bollettini medici, dopo il recente ricovero di Berlusconi in ospedale, non lasciavano sperare nulla di buono. Ma non si è mai preparati abbastanza, e l’annuncio arriva puntuale come un colpo allo stomaco. Specialmente per la mia generazione, i cinquantenni nati e cresciuti all’ombra del Drive In e del Maurizio Costanzo Show, che hanno visto il Milan crescere fino a conquistare tutto il possibile negli anni d’oro di Sacchi e Van Basten. Berlusconi è stato uno dei pochissimi uomini che, nel bene e nel male, ha lasciato un segno indelebile nella cultura e nella politica del Belpaese degli ultimi quarant’anni. Un imprenditore che, ai tempi del liceo, mi ha inspirato tanto per la sua energia e l’approccio semiserio in qualsiasi ambito della vita. Ora andrà a portare il vento del cambiamento anche in cielo. Leggi il resto di Che la terra ti sia lieve, Presidente

Jambalaya, un piatto dalla Louisiana

Qualche mese fa, in occasione della finale del campionato di football americano, il cosiddetto SuperBowl, alcuni amici ci hanno invitato a cena per passare un po’ di tempo insieme. Invece che sederci tutti a tavola, i padroni di casa hanno imbandito un buffet con varie pietanze ed ognuno degli ospiti decideva cosa assaggiare prima di tornare in salotto dove la televisione trasmetteva l’evento. C’erano le penne alla Vodka, tocchetti di carne e pollo arrosto (così non serviva il coltello), insalate varie, ed altri cibi più o meno riconoscibili. Poi in una grande ciotola c’era una pietanza che non avevo mai visto prima, somigliante vagamente ad una paella spagnola come solo a Tenerife la sanno fare. Avendo notato la mia faccia perplessa, la nostra amica mi ha spiegato che si trattava del jambalaya, un piatto creolo tipico dello stato della Louisiana. E così ho deciso di conservare la ricetta sul blog a futura memoria. Leggi il resto di Jambalaya, un piatto dalla Louisiana

Ecco cosa pensa ChatGPT di se stesso

A margine di uno dei post che ho condiviso anche su Reddit, quello su come prepararci all’avvento dell’intelligenza artificiale, una persona si è presa la briga di andare a chiedere proprio a ChatGPT cosa pensa accadrebbe se mettessimo tutto in mano a questi strumenti. Ho deciso di conservare la sua risposta testuale, tradotta in italiano, a futura memoria.

Se l’IA dovesse occupare la maggior parte delle posizioni lavorative, potrebbe portare a significativi cambiamenti nel nostro modo di vivere. Ecco alcuni modi in cui l’IA potrebbe migliorare la vita delle persone e influenzare il nostro stile di vita:

  • Automazione di compiti banali: L’IA può gestire compiti ripetitivi e banali con precisione ed efficienza. Ciò libererebbe il tempo delle persone e consentirebbe loro di concentrarsi su attività più creative e intellettualmente stimolanti. Ad esempio, l’IA potrebbe occuparsi di lavori amministrativi, analisi dei dati e supporto al cliente, consentendo alle persone di dedicarsi a attività più gratificanti e innovative.
  • Aumento della produttività ed efficienza: L’IA può ottimizzare i processi, razionalizzare i flussi di lavoro e rendere le imprese più produttive ed efficienti. Ciò potrebbe portare a uno sviluppo e una consegna più veloci di prodotti e servizi, migliorando complessivamente la soddisfazione del cliente. Di conseguenza, le persone potrebbero godere di prodotti di migliore qualità, tempi di consegna più rapidi e servizi migliorati.

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Inaccessibilità delle notifiche sulla privacy

Il bannerino per accettare o negare il consenso sui cookie, qualunque sia la tua opinione al riguardo, è oramai un fastidioso accessorio praticamente onnipresente sui siti europei. Ciò che tanti sottovalutano, però, sono le implicazioni legali dal punto di vista dell’accessibilità. Oggi vorrei prendere spunto da un articolo su Smashing Magazine, in cui un esperto delle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) condivide alcuni dei problemi introdotti da questi bannerini, e quali soluzioni possiamo mettere in campo per ritrovare la retta via e restituire alle persone con disabilità visive il controllo delle pagine web che stanno navigando. Premesso che già l’agosto scorso avevo espresso la mia opinione in merito a questo requisito introdotto alcuni anni fa dalle Linee Guida europee per la protezione dei dati personali, oggi mi concentrerò principalmente sulla questione tecnica. Leggi il resto di Inaccessibilità delle notifiche sulla privacy

Rocco Schiavone, un vice questore controverso

Come ho già detto varie volte, sto attraversando una fase della mia vita in cui mi sono stancato del machismo dei personaggi americani sempre armati fino ai denti, pronti a salvare la situazione tra salti improbabili da un grattacielo all’altro ed esplosioni teatrali altrettanto inverosimili. Così, quando mi stendo la sera sul divano a digerire la cena luculliana preparata da Sunshine, approfittando del fatto che le figlie adolescenti vanno a rinchiudersi nelle loro stanze e non monopolizzano più la TV del salotto come facevano da piccole, mi ritrovo sempre più spesso ad aprire la app di RaiPlay per soddisfare quella voglia di qualcosa… di buono, come diceva la pubblicità una volta. Un paio di mesi fa ho letto sui giornali italiani della polemica scatenata da una serie TV che non conoscevo, Rocco Schiavone. E così ho iniziato a guardare per curiosità il primo episodio. Leggi il resto di Rocco Schiavone, un vice questore controverso

Le feste comandate americane

Dato che oggi nel Belpaese si celebra la festa della Repubblica, mi è venuta l’ispirazione per la curiosità americana del giorno: le holidays del Paese a stelle e strisce. Prima di tutto, bisogna sapere che al contrario dell’Italia, qui non esistono i “ponti”, fatta eccezione per il Giorno dell’Indipendenza e Natale. Infatti, le altre varie ricorrenze non si celebrano mai in una data specifica, ma cadono il lunedì o talvolta il venerdì più vicino alla data ufficiale, con buona pace dell’omologo americano di Maurizio Landini. Così ad esempio, la festa dei caduti (il famoso Memorial Day) è sempre l’ultimo lunedì di maggio, e la festa dei lavoratori (meglio nota come Labor Day) è il primo lunedì di settembre. Queste due date, in particolare, marcano in maniera non ufficiale rispettivamente l’inizio e la fine della bella stagione. Leggi il resto di Le feste comandate americane

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