due chiacchiere

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Non ci batte più il cuore

In questo giorno di festa per il Belpaese, vorrei pescare fuori dalla pila di spunti di riflessione un breve intervento di Gramellini di qualche mese fa, che si riallaccia a quella notizia che abbiamo letto di una classe di studenti che ha deciso di rintracciare il loro vecchio professore solo e malato:

Quante volte nello svolgere azioni quotidiane ci batte ancora forte il cuore? In giro si vedono assuefazione, ossessione e finta trasgressione, ma pochissima passione. Ormai sembra che la vita si possa affrontare soltanto così: con disincanto, cinismo e sarcasmo, il fratello sgraziato dell’ironia. Ci si definisce in contrapposizione a chi si odia e si chiamano passioni i propri pregiudizi.

Si parla con la testa ad altre teste, e con la pancia ad altre pance. La parola «cuore» è stata bandita dal lessico dominante per il suo elevato tasso di glicemia. Ma la meravigliosa storia del professor Gastaldi e dei suoi eterni allievi ci ricorda che noi riusciamo a lasciare un segno nella vita degli altri solo quando siamo trasfigurati da una passione. Quando cioè quello che facciamo ci fa battere forte il cuore.

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La giornata per portare i figli in ufficio

Per la curiosità di oggi (o per la precisione di ieri) dal Paese a stelle e strisce, vorrei parlare della Giornata in cui portare i propri figli in ufficio, ovvero Take your child to work Day, che quest’anno s’è celebrata appunto il 27 aprile. Una scusa per ragazzi grandi e piccini per saltare un giorno di scuole ed andare a conoscere i figli dei colleghi nell’ufficio di mamma o papà. Visto che io oramai lavoro da casa a tempo pieno, Sunshine ha deciso di portare entrambe le ragazze (guai a chiamarle bimbe, oramai!) con se a scuola, dove passeranno una giornata a giocare con gli studenti, grazie alle attività organizzate dalla scuola. Molti uffici allestiscono sale riunioni ed altri spazi con giochi e passatempi: ricordo quando lavoravo a New York, da noi c’era un funzionario dell’ufficio personale che faceva fare ai ragazzi un giro dell’edificio, ed in ogni stanza gli impiegati avevano caramelle o presentavano qualche piccola attività per spiegar loro di cosa si occupavano. Qualcuno regalava magliette, tazze ed altri ricordini vari. Leggi il resto di La giornata per portare i figli in ufficio

Cosa mi suggeriresti di guardare?

Come ho già detto in passato, approfitto dei fine settimana per guardare qualche film italiano (preferibilmente una commedia, dato che di roba drammatica ce n’è già abbastanza nella vita reale) mentre stiro camicie e pantaloni che uso nei giorni lavorativi. In genere do un’occhiata alla selezione disponibile su RaiPlay, ma ultimamente non riesco a trovare nulla di interessante, a parte i vecchi film di Totò che riguardo con piacere. Anche rivolgersi ai motori di ricerca per scovare qualche piccolo capolavoro è più complicato di quanto pensassi. Google mi ha suggerito Il grande salto e Belli ciao, ma non sono riuscito a finire nessuno dei due, non mi hanno ispirato ppè gniente. Il mio amico Josè, grande conoscitore della filmografia d’azione americana, è meno affidabile quando si parla di commedie, specialmente internazionali, quindi anche quello era un vicolo cieco. E così alla fine ho deciso di rivolgermi ai miei piccoli lettori qui sul blog, che di queste cose se ne intendono sul serio. Quale commedia italiana (anche non recente) ti è davvero piaciuta, e dici che valga la pena guardare?

La Cina è il leader globale dei veicoli elettrici

Mi sbaglio o questo fine settimana appena trascorso sembra aver visto pochissima attività per celebrare la Giornata Mondiale della Terra? Io intanto continuo oggi la traduzione dell’articolo di cui ti parlavo la settimana scorsa, in cui gli editori del MIT Technology Review ci raccontano di come la Cina, grazie ad una mirata politica di sostegno alle imprese ed ai contribuenti, sia diventata leader globale nel settore delle auto elettriche. Un approccio dal quale i governanti europei ed americani dovrebbero certamente prendere spunto, specialmente nell’ambito di fornire agevolazioni a coloro che vorrebbero acquistare un’auto elettrica ma non hanno le risorse economiche per gettarsi in quest’avventura. Anche perché, diciamolo chiaramente, forzare tutti a passare all’elettrico nel 2035, vuol dire esacerbare le disparità tra nazioni del vecchio continente: leggevo un esempio secondo cui se un olandese, con il suo stipendio, ci mette 6 mesi a pagare un’auto elettrica, in proporzione un italiano ce ne mette 18. E non parliamo del divario tra nord e sud del Belpaese: se un milanese ci mette 12 mesi, un siciliano ce ne metterà 24. Davvero è questo che vogliamo dall’Europa? Considerazioni a parte, eccoti la seconda parte dell’articolo del MIT. Leggi il resto di La Cina è il leader globale dei veicoli elettrici

La Cina e le auto elettriche

Le auto elettriche continuano ad essere argomento di discussione sia in Europa che nel Paese a stelle e strisce: da un lato il vecchio continente che voleva imporre un cambio radicale a partire dal 2035, senza nel frattempo incentivare la decarbonizzazione del parco auto esistente, e dall’altro il governo dell’Addormentato (meglio noto come Biden), che timidamente propone incentivi di qualche migliaio di dollari a chi acquista auto elettriche, ma ponendo tanti paletti assurdi su chi può beneficiarne (limiti di reddito, provenienza delle batterie, e via dicendo). Peccato che mentre l’Occidente arranca, la Cina, che i giornali mainstream tendono solo a demonizzare per i lati negativi, già da qualche decennio si sia incamminata sulla strada della massiccia conversione del loro parco auto verso un futuro più ecosostenibile, alla faccia dei tanti trattati farlocchi (da Kyoto a Parigi) che gli altri Paesi continuano a firmare. La Cina, da questo punto di vista, è quello che potrebbe essere l’America, se quest’ultima non indirizzasse quasi metà della propria finanziaria alle spese militari. Leggi il resto di La Cina e le auto elettriche

Il canarino e la miniera di carbone

L’altro giorno parlavo con alcuni genitori con cui discutiamo le faccende scolastiche dei figli che sono nella stessa classe. A differenza dell’Italia, non so se l’avevo già detto, qui ogni comune ha il suo provveditore agli studi, a cui fanno capo tutte le scuole della città. La nostra provveditora (si dice così? oramai non ci si capisce più nulla) non è molto amata dai genitori e dagli insegnati, è una con poca esperienza che ha fatto scappare un bel po’ di bravi insegnanti negli ultimi due anni. La sua gestione della pandemia è stata molto criticata, e così ho finito per aggregarmi ad un gruppo di genitori attivisti, se così possiamo dire, che fanno sentire le ragioni delle loro proteste ad ogni riunione del consiglio scolastico. Tutto questo preambolo per dirti come mi è venuta in mente la lezione d’inglese di oggi: durante la chiacchierata con i genitori, sono venute fuori alcune espressioni idiomatiche interessanti, che vorrei condividere su queste pagine. Così quando verrai in America, potrai fare una bella figura sfoggiandone un paio al momento opportuno. Leggi il resto di Il canarino e la miniera di carbone

Finalmente anch’io ho guardato Breaking Bad

Da mesi, se non addirittura anni, il mio fido amico Josè, che è meglio di IMDB quando si tratta di suggerirmi quali produzioni televisive americane vale la pena guardare in TV, mi consigliava di dare un’occhiata ad una serie di una decina d’anni fa, Breaking Bad. Stando al suo imperscrutabile giudizio, sebbene lui sappia che il genere drammatico noir non sia proprio il mio preferito, mi sarebbe piaciuta. Così un mesetto fa ho finalmente deciso di dargli retta e mi sono tuffato in una maratona durata alcuni fine settimane, tra una camicia da stirare e l’altra. E come volevasi dimostrare, ancora una volta Josè aveva perfettamente ragione. Visto che la serie ruota intorno allo spaccio di droghe, è proprio il caso di dire che si tratta di una produzione addictive, che causa dipendenza 😉 Ed ha avuto talmente tanto successo che hanno fatto un sequel, in cui si da una chiusura alla storia di uno dei due protagonisti. Il solito avviso ai naviganti prima di proseguire: nel seguito parlerò della trama e di particolari sui personaggi, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa fermati pure qui. Leggi il resto di Finalmente anch’io ho guardato Breaking Bad

Ho bloccato il www sul blog

Questa comunicazione di servizio è gentilmente offerta da… kOoLiNuS, che non si è lasciato sfuggire un cambiamento che avevo implementato sul blog quasi in punta di piedi. L’altro giorno mi ha fatto notare che il mio sito non funzionava più, e così dopo una breve perlustrazione, mi sono reso conto che era inciampato in un link che conteneva il www nell’indirizzo. Devi sapere che da qualche settimana, ho aggiunto una configurazione per far contento quel rompiscatole di Google Search Console, che continua a lamentarsi del fatto che questo blog è pieno di pagine duplicate, quelle con il www che reindirizzavano, prima del cambiamento, a quelle senza il www.

Allora ho inserito una riga nel file .htaccess, che restituisce adesso un errore 410, che è un 404 pompato con gli steroidi, per dire ai bot di Mountain View che quegli indirizzi se li devono scordare per sempre. Ovviamente, l’effetto collaterale è che i vecchi link al mio blog sparsi per la rete ora non funzioneranno più, e mostreranno un laconico messaggio invitando i naviganti a togliere il www. L’omino talebano non era molto convinto di quest’approccio drastico, e continua a sostenere che dovrei infischiarmene di quello che dice Google. Terremo sotto controllo le statistiche d’accesso per vedere se c’è un crollo colossale. Tu che dici, è una misura troppo drastica?

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