due chiacchiere

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Il canarino e la miniera di carbone

L’altro giorno parlavo con alcuni genitori con cui discutiamo le faccende scolastiche dei figli che sono nella stessa classe. A differenza dell’Italia, non so se l’avevo già detto, qui ogni comune ha il suo provveditore agli studi, a cui fanno capo tutte le scuole della città. La nostra provveditora (si dice così? oramai non ci si capisce più nulla) non è molto amata dai genitori e dagli insegnati, è una con poca esperienza che ha fatto scappare un bel po’ di bravi insegnanti negli ultimi due anni. La sua gestione della pandemia è stata molto criticata, e così ho finito per aggregarmi ad un gruppo di genitori attivisti, se così possiamo dire, che fanno sentire le ragioni delle loro proteste ad ogni riunione del consiglio scolastico. Tutto questo preambolo per dirti come mi è venuta in mente la lezione d’inglese di oggi: durante la chiacchierata con i genitori, sono venute fuori alcune espressioni idiomatiche interessanti, che vorrei condividere su queste pagine. Così quando verrai in America, potrai fare una bella figura sfoggiandone un paio al momento opportuno. Leggi il resto di Il canarino e la miniera di carbone

Finalmente anch’io ho guardato Breaking Bad

Da mesi, se non addirittura anni, il mio fido amico Josè, che è meglio di IMDB quando si tratta di suggerirmi quali produzioni televisive americane vale la pena guardare in TV, mi consigliava di dare un’occhiata ad una serie di una decina d’anni fa, Breaking Bad. Stando al suo imperscrutabile giudizio, sebbene lui sappia che il genere drammatico noir non sia proprio il mio preferito, mi sarebbe piaciuta. Così un mesetto fa ho finalmente deciso di dargli retta e mi sono tuffato in una maratona durata alcuni fine settimane, tra una camicia da stirare e l’altra. E come volevasi dimostrare, ancora una volta Josè aveva perfettamente ragione. Visto che la serie ruota intorno allo spaccio di droghe, è proprio il caso di dire che si tratta di una produzione addictive, che causa dipendenza 😉 Ed ha avuto talmente tanto successo che hanno fatto un sequel, in cui si da una chiusura alla storia di uno dei due protagonisti. Il solito avviso ai naviganti prima di proseguire: nel seguito parlerò della trama e di particolari sui personaggi, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa fermati pure qui. Leggi il resto di Finalmente anch’io ho guardato Breaking Bad

Ho bloccato il www sul blog

Questa comunicazione di servizio è gentilmente offerta da… kOoLiNuS, che non si è lasciato sfuggire un cambiamento che avevo implementato sul blog quasi in punta di piedi. L’altro giorno mi ha fatto notare che il mio sito non funzionava più, e così dopo una breve perlustrazione, mi sono reso conto che era inciampato in un link che conteneva il www nell’indirizzo. Devi sapere che da qualche settimana, ho aggiunto una configurazione per far contento quel rompiscatole di Google Search Console, che continua a lamentarsi del fatto che questo blog è pieno di pagine duplicate, quelle con il www che reindirizzavano, prima del cambiamento, a quelle senza il www.

Allora ho inserito una riga nel file .htaccess, che restituisce adesso un errore 410, che è un 404 pompato con gli steroidi, per dire ai bot di Mountain View che quegli indirizzi se li devono scordare per sempre. Ovviamente, l’effetto collaterale è che i vecchi link al mio blog sparsi per la rete ora non funzioneranno più, e mostreranno un laconico messaggio invitando i naviganti a togliere il www. L’omino talebano non era molto convinto di quest’approccio drastico, e continua a sostenere che dovrei infischiarmene di quello che dice Google. Terremo sotto controllo le statistiche d’accesso per vedere se c’è un crollo colossale. Tu che dici, è una misura troppo drastica?

H&R Block, anche per le tasse esiste una catena

E così anche per quest’anno è arrivato il momento di presentare la dichiarazione dei redditi nel Paese a stelle e strisce. Lo zio Sam batterà cassa lunedì prossimo: di solito la scadenza è il 15 aprile, ma dato che nel 2023 casca nel fine settimana, ci hanno regalato, bontà loro, un paio di giorni in più per pareggiare i conti con il fisco. Io in realtà non aspetto mai fino all’ultimo momento, anche perché in genere tra deduzioni e detrazioni, va a finire che ci mandano un parziale rimborso di quanto ci è stato trattenuto in busta paga durante l’anno precedente, quindi perché far godere quei lauti compensi allo Stato? L’impostazione generale è abbastanza simile a quella italiana, con sconti per i figli a carico, per le spese mediche ed un lungo elenco di altre cose. Per la preparazione del modello 1040 ci si può rivolgere ad associazioni locali, ma sfortunatamente non esistono servizi come il CAF, e quindi spesso tocca parlare con un commercialista per navigare le varie opportunità per tenere qualche soldo extra in tasca. Leggi il resto di H&R Block, anche per le tasse esiste una catena

Una frenata monetaria troppo brusca

Ne parlavo già una quindicina d’anni fa, ed a quanto pare la storia si sta ripetendo in questi mesi: la politica monetaria delle banche centrali in giro per il mondo sta mandando l’economia in tilt, rendendo la metaforica barca impossibile da governare. Per anni, già da ben prima della pandemia, hanno praticamente regalato soldi a vagonate mantenendo gli interessi bassi (come dimenticare il famoso Whatever it takes di Mario Draghi nel 2015?). Il risultato? Un’economia drogata, un po’ come ai tempi della bolla di internet degli anni Novanta, in cui migliaia di aziende hanno aperto da un giorno all’altro, assumendo allegramente senza paura di finire in bancarotta, contando sul fatto di poter attingere a continui prestiti gratuiti per finanziare le proprie idee ed i propri fallimenti. La letteratura economica in quest’ambito è molto ampia, con studiosi da ogni parte del mondo a suonare campanelli d’allarme sui pericoli di questa politica così lassista. Poi è arrivata la pandemia, ed i tassi già bassi (che quindi lasciavano poche armi alle banche centrali per rianimare l’economia), sono stati forzati ad uno zero innaturale. Leggi il resto di Una frenata monetaria troppo brusca

Arancine in 15 minuti

Per non perdere l’allenamento con il mio dialetto d’origine, seguo di tanto in tanto il canale video di Stefano Piazza, comico e monologhista palermitano che ha fatto della veracità siciliana il suo cavallo di battaglia più importante. Da tempo si diverte ad andare in giro per le città dell’isola intervistando i passanti su temi d’attualità, ma anche per sviscerare il significato di alcune parole dialettali e modi di fare tipici di noi isolani che il resto d’Italia e del mondo difficilmente potrà mai capire. A volte si diverte a scimmiottare, in maniera secondo me esilarante, i programmi di cultura come quelli sfornati dalla famiglia Angela, dando un tocco unico all’argomento trattato. Oggi ti propongo uno dei suoi video pubblicato durante il picco della pandemia, quando tutti eravamo intenti a produrre lievito madre per fare il pane in casa, in cui ci spiega come fare delle buonissime arancine (o arancini?) in soli 15 minuti. Riuscirà il nostro eroe nell’ardua impresa? Leggi il resto di Arancine in 15 minuti

Mi spoglio anche nel 2023

L’ho fatto l’anno scorso, e dato che gli organizzatori del CSS Naked Day anche nel 2023 propongono la loro iniziativa, ho deciso che aderirò questo fine settimana e mostrerò il body del mio blog come mamma, ehm… papà l’ha fatto. Un modo divertente ed originale per attirare l’attenzione su un problema che, oramai da anni, affligge il web moderno: l’uso eccessivo di orpelli di ogni tipo per abbellire, spesso in maniera inutile e superflua, le pagine web che visitiamo ogni giorno. Una delle principali frustrazioni di coloro che navigano in questo mare virtuale è proprio la velocità di caricamento della pagine, che negli anni sono cresciute, stando ad un articolo di Michael Gearon del 2020, da una dimensione media di 700 kbyte nel 2011 fino a 2 mega e mezzo nel 2017, e questo trend è continuato a crescere in questi ultimi cinque anni, con l’uso indiscriminato di video decorativi nelle homepage che sono diventati così di moda.

Giusto per dire, quando mi regalarono il primo personal computer, il disco rigido a bordo aveva una capienza di 20 mega in tutto. Mi chiedo spesso se davvero serva sprecare tutta questa banda (ed elettricità, e risorse hardware) per fornire un’esperienza più coinvolgente per il visitatore. E noi addetti ai lavori dovremmo essere i primi a passarci la mano sulla coscienza, e renderci conto che forse la prossima fase del web è di tornare alle origini, e di esplorare modi per rendere i servizi online più fruibili e piacevoli, ma senza il peso e lo spreco a cui assistiamo oggi.

Il social security number americano

L’articolo sul credito sociale cinese mi ha dato l’ispirazione per l’incursione di oggi tra le curiosità della vita quotidiana nel Paese a stelle e strisce. L’anno scorso avevo parlato di come in America in realtà esista già da decenni un sistema simile (sul quale però nessuno si strappa i capelli gridando al complotto di Stato), che misura il grado di affidabilità finanziaria di una persona, tracciando i saldi di tutte le linee di credito, i pagamenti in ritardo e via dicendo. Il perno di tutta la baracca è rappresentato dal cosiddetto social security number,  l’equivalente del codice fiscale italiano, che identifica in maniera univoca una persona fisica all’interno del sistema. La principale differenza è che qui, almeno in teoria, questo numero è segreto, e leggenda vuole che se un estraneo ne entra in possesso, possa facilmente fingersi di essere quella persona ed aprire linee di credito, acquistare proprietà e assumere debiti senza troppi problemi. Leggi il resto di Il social security number americano

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