Gli americani, non c’è dubbio, sono davvero pigri quando si tratta di parlare e scrivere, ed hanno la tendenza ad abbreviare quanto più possibile ogni aspetto della comunicazione quotidiana. Ne avevo già parlato dodici anni fa, condividendo una foto scattata durante un nostro fine settimana fuori porta. Qui persino gli insegnanti a scuola, anche per via delle varie culture che si mescolano e dei cognomi a volte impronunciabili, vengono chiamati soltanto con l’iniziale, come ad esempio Sunshine che è Mrs. D. per i suoi studenti. Per chi mastica tecnologia quotidianamente come me, le abbreviazioni sono all’ordine del giorno: un paio di settimane fa, ad esempio, un nostro collega ci stava spiegando una delle tanti funzioni di AWS, il servizio cloud di Amazon, ed ha cominciato a sparare acronimi a destra e sinistra, rendendo davvero ostica la comprensione di quello che ci stava facendo vedere. E così mi ha dato l’idea per il post di oggi, in cui vorrei condividere 10 acronimi che devi assolutamente conoscere se verrai in America. Leggi il resto di Dieci acronimi che devi conoscere
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Le barrette sfiziose ai datteri
Da quando Sunshine ha scoperto la dieta dei trenta giorni (che poi per lei è diventata una dieta permanente), le nostre abitudini alimentari sono cambiate in meglio: abbiamo ridotto i carboidrati, aumentato le verdure, ed abbiamo imparato a sostituire le “schifezze” (dolcetti, patatine, e merendine varie) con alternative più sane e che non contengono zuccheri raffinati ed altre sostanze nocive alla salute. Per esempio, per quelle volte quando la sera si ha voglia di una cosetta sfiziosa dopo cena, Sunshine ha trovato la ricetta di queste piccole barrette ai datteri da preparare in pochi minuti, e così ho pensato di annotarla qui sul blog a futura memoria. Al supermercato le vendono ai cereali, alle noci, alla frutta secca e via dicendo. Io una volta ne ero molto ghiotto, e le portavo sempre con me nello zaino, per quando mi veniva fame in treno durante il tragitto tra casa e lavoro. Poi ho deciso che lo zucchero raffinato non faceva più per me, e così ho smesso di mangiarle. Ora sono anni che l’ho eliminato completamente della mia dieta (anche perché ormai gli alimenti zuccherati mi fanno venire il mal di testa), ed ho imparato a sostituirlo con altri ingredienti, anche grazie alla pazienza di Sunshine. Leggi il resto di Le barrette sfiziose ai datteri
Un’alternativa gratuita a Photoshop
Nel corso degli anni ho avuto modo di usare spesso Adobe Photoshop, un ottimo programma per l’editing fotografico, per ritoccare le immagini da allegare ai post qui sul blog. Con il tempo, però, mi sono reso conto di aver bisogno di qualcosa di più leggero, portabile e pronto all’uso. Senza considerare il fatto che Photoshop è costoso e complicato, ed ha tonnellate di funzioni che non uso letteralmente mai. Così un paio d’anni fa mi sono messo a cercare un’alternativa con i seguenti requisiti: che fosse facile da usare, possibilmente online per poterlo usare a prescindere dal computer che uso (a volte scrivo i post sul portatile mentre aspetto che la figlia grande finisca la sua lezione di pallavolo), che offrisse funzioni di base come ridimensionamento, salvataggio in altri formati, ritaglio e via dicendo, e preferibilmente gratuito. Dopo una meticolosa ricerca, ho scelto Pixlr, di cui vorrei parlarti oggi. Nota per i più maliziosi: questo non è un post sponsorizzato in alcun modo. Leggi il resto di Un’alternativa gratuita a Photoshop
Che bello il protezionismo linguistico
Gli avventori di vecchia data che frequentano questo piccolo rifugio virtuale disperso nella rete sanno del mio disprezzo (si, direi proprio disprezzo) per le invasioni di parole inglesi a danno della nostra bella lingua. Nel mio caso, lavorando nel settore informatico, si è spesso trattato di una tortura quotidiana nel dover sentir pronunciare parole come shiftare, scrollare, backuppare e chissà quali altri inguardabili termini tecnici. Pare che negli ultimi decenni, la situazione sia peggiorata, ed ormai concetti come spending review, welfare, lockdown e smart working sono entrati a far parte del parlato comune da chiacchiere da bar. E pazienza se con questo intervento darò a chi è rimasto sdegnato dopo il mio post sul voto, più motivi di pensare che io sia soltanto uno sporco fascista. Leggi il resto di Che bello il protezionismo linguistico
Mi piace la nuova cadenza di pubblicazione
Sono già passate alcune settimane da quando ho deciso di rallentare la cadenza di pubblicazione dei post. Un modo, anche questo, per predicare bene e razzolare bene, dato che ho spesso criticato la società moderna che ci inonda di fuffa digitale inutile, ovunque ci giriamo. Non che mi manchino cose da dire, anzi: dalle continue curiosità sull’America alle ricette, dagli ultimi ritrovati nel campo dello sviluppo web alle riflessioni socio-politiche, gli argomenti da trattare sono sempre presenti in maniera copiosa. Gli spunti, ultimamente, mi arrivano dalla mia nuova routine quotidiana da smart worker: dopo aver accompagnato le figlie a scuola, torno a casa a rassettare un po’ in giro (qui è peggio di un ospedale psichiatrico con gente che corre e strilla a destra e sinistra ogni mattina) e ne approfitto per ascoltare qualche podcast, da Uno, nessuno, 100Milan a Focus Economia, e quelli americani che trasmettono su NPR, l’equivalente a stelle e strisce di Radio Rai. A volte prendo nota di uno specifico argomento e vado persino a ritagliare il pezzetto audio da quei podcast per conservarlo su queste pagine. E con la nuova cadenza, ho la possibilità di curare meglio i post. Leggi il resto di Mi piace la nuova cadenza di pubblicazione
E se Cospito fosse stato un fascista?
Leggo sbalordito i dibattiti sull’ultima notizia che anima i salotti (reali e virtuali) del Belpaese: lo sciopero della fame del brigatista Cospito. Leggo che ci sono scuole occupate da studenti simpatizzanti, proprio in questo periodo dove studiare è possibilmente l’unica cosa che può salvare i giovani dal baratro che si trovano davanti. Leggo le polemiche sul regime del carcere duro, e su come forse il 41 bis andrebbe abolito, perché non possiamo trattare in questo modo i poveri carcerati. Ma come, qualche settimana fa tutta l’Italia si ritrovava a gioire per l’arresto di Matteo Messina Denaro, ed ora è già acqua sotto i ponti, tutto dimenticato nel vorticoso fluire di notizie che ci frastornano ogni giorno? Quello che mi lascia basito, comunque, è la solidarietà mostrata da certi politicanti nei confronti di questo signore che ha gambizzato un uomo nel 2012, mica negli anni di piombo. Leggi il resto di E se Cospito fosse stato un fascista?
Rendere i video fluidi sul blog
Qualche tempo fa ti avevo chiesto di dare un’occhiata ai video presenti sul blog con il tuo cellulare, per vedere se le dimensioni si adattavano correttamente alle dimensioni dello schermo. Dalle mie prove con vari modelli di Android ed iPhone, grazie al servizio (semi) gratuito LambdaTest, mi sembra che ora sia tutto a posto adesso. La richiesta era legata ad un aggiornamento che ho effettuato al mio tema, che a quanto pare era in conflitto con la libreria MediaElement usata da WordPress per inserire il player all’interno degli articoli. Quando ho ripreso le trasmissioni, avevo deciso di mettermi in casa tutti i video che avevo fino a quel momento preso da YouTube, vuoi per motivi ecologici (ho già espresso la mia opinione in merito alla spazzatura digitale), vuoi per essere sicuro di non perdere questi reperti archeologici quando i tenutari di quei canali decidono di chiudere baracca ed emigrare alle Canarie. Leggi il resto di Rendere i video fluidi sul blog
La carne alternativa, che bontà
Da qualche anno, qui in America, anche i vegani possono addentare un bell’hamburger succulento e che s’avvicina molto, in termini di consistenza e sapore, al corrispondente prodotto derivato da proteine animali cresciute nel modo tradizionale che usiamo da una manciata di millenni a questa parte. Era il 2011 quando il signor Patrick Brown cominciava i suoi esperimenti per inventare quello che sarebbe poi diventato l’hamburger impossibile: un prodotto che replicasse tutte le caratteristiche tipiche della carne, incluso il metodo di cottura. Da qui l’esigenza di prestare attenzione anche ai dettagli, come la possibilità di una cottura al sangue, elemento che, sempre secondo il signor Brown, fa concretamente la differenza per convincere i più scettici e schizzinosi. Per ottenere questo risultato, i ricercatori hanno sviluppato un composto organico chiamato eme, derivato dal sangue, dove contribuisce al trasporto dell’ossigeno nel corpo. Leggi il resto di La carne alternativa, che bontà