due chiacchiere

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L’accademia dei supereroi giapponesi

Durante i mesi del lockdown, quando eravamo costretti a stare tappati in casa per la maggior parte del tempo, la televisione era diventata un indispensabile strumento per passare il tempo, insieme a giochi da tavolo vari che abbiamo avuto modo di riassaporare in famiglia. Grazie alle millemila app disponibile oggi sul mercato americano, da Netflix a FuboTV, da Hulu a Plex, abbiamo scoperto una manciata di nuovi programmi, ed è stata per me l’occasione di introdurre le figlie ai loro primi cartoni animati giapponesi. Noi ragazzi cresciuti a colpi di Bim Bum Bam negli anni ’80 abbiamo imparato ad apprezzare quell’impalpabile bellezza racchiusa nell’animazione del Sol Levante, con tutte le serie tv dell’epoca, da Gigi la Trottola a Lamù, dall’immortale Candy Candy ad Occhi di Gatto. Ai tempi dell’università cominciai a bazzicare il mondo dei manga, ed a guardare i primi lungometraggi come Akira e le opere di Miyazaki (di cui parlerò in un post a parte). Non vedevo l’ora di trasmettere questa passione alle figlie, che finora avevano solo guardato cartoni americani, e la pandemia mi ha aiutato non poco. Leggi il resto di L’accademia dei supereroi giapponesi

Quattro mosse per diventare indistraibili

Oramai lavoro da casa da due anni e mezzo, e devo ammettere che sin dall’inizio una delle difficoltà maggiori era quella di rimanere concentrato per portare avanti i compiti che mi venivano assegnati. Tra il frigorifero a portata di mano, la possibilità di pranzare in veranda approfittando del clima mite dei mesi primaverili, e gli altri abitanti della casa spesso dietro l’angolo a chiedermi qualcosa, mi ci è voluto un po’ per trovare il mio nuovo equilibrio. Così ho iniziato a leggere articoli in merito, ed a mettere in pratica qualche consiglio per aumentare la mia produttività casalinga invece di essere inghiottito per sempre in un vortice di cose da fare. Se anche tu hai notato questo problema negli ultimi anni, la traduzione di quest’articolo di Psychology Today potrebbe darti lo spunto giusto per rimetterti sulla retta via. Leggi il resto di Quattro mosse per diventare indistraibili

La crociata contro Cristoforo Colombo

Oggi qui nel Paese a stelle e strisce si festeggia una giornata particolare per noi italiani emigrati da questa parte dell’oceano: il Giorno di Colombo. Una festa dedicata alla cultura ed alla tradizione italiana, che risveglia l’orgoglio e la nostalgia di coloro che hanno lasciato il Belpaese alla ricerca di miglior fortuna. Come dice Wikipedia:

Gli italoamericani sentono molto questa festività e sono particolarmente orgogliosi del fatto che sia stato Cristoforo Colombo, un navigatore italiano, il primo europeo a scoprire il continente americano. Negli Stati Uniti il Giorno di Colombo le banche, uffici postali e uffici federali sono chiusi, così come gli uffici dell’ambasciata italiana a Washington D.C. e tutti i vari consolati italiani che si trovano nel Paese. L’Empire State Building di New York da vari anni usa accendere le sue luci, riproducendo così il tricolore italiano.

Fin qua nulla di strano, no? Perché chi mai si sognerebbe di criticare una ricorrenza del genere, che celebra l’ingegno e lo spirito di avventura di noi italiani? Sfortunatamente negli ultimi anni la febbre della cancel culture ha colpito anche questa giornata. Stando ad alcuni promotori del politicamente corretto, Cristoforo Colombo sarebbe da abolire perché ha causato lo sterminio degli indigeni americani. Persino quel rincitrullito di Biden l’anno scorso ha deciso di celebrare la Festa degli Indigeni anziché Columbus Day. Cose da matti. Leggi il resto di La crociata contro Cristoforo Colombo

Tocchetti di carne nell’insalata

Quand’ero in Italia, il concetto di piatto unico, almeno al sud dove sono cresciuto, non era particolarmente diffuso. Ogni pasto includeva sempre un primo ed un secondo, generalmente pasta o riso, e carne o pesce. Qui in America invece persino ai ristoranti ti servono soltanto un main course (il piatto principale), a volte preceduto da un antipasto, e seguito da un dolce. Considerando poi l’effetto del logorio della vita moderna, dove entrambi i genitori lavorano, e visto che non sempre si ha la nonna a portata di mano per cucinare appetitose pietanze, la tentazione di mettere in tavola qualcosa che si può preparare nel minor tempo possibile è forte. Oggi ti propongo una ricetta che trovammo anni fa su una rivista di cucina, salutare e gustosa, che unisce proteine e verdure in un tripudio di sapori mescolati in un bel piatto unico. Leggi il resto di Tocchetti di carne nell’insalata

Anche le automobili sanno tutto di noi

Qualche settimana fa Emanuele commentava che comprarsi un cellulare del gigante di Mountain View (meglio noto come Google, per i meno tecnologici) vuol dire legarsi a due mani agli impiccioni americani che vogliono sapere tutto di noi. E nella mia risposta mi ero ripromesso di scrivere un post in proposito. Poi quello stesso fine settimana, il caso ha voluto che uno dei podcast che ascolto mentre taglio il prato inglese fuori casa, 2024, parlasse proprio di questo tema. Da un punto di vista che in pochi, ancora oggi, considererebbero una fonte di preoccupazione per la riservatezza dei propri dati. Proprio per situazioni come quella descritta dal conduttore e dal suo ospite, io oramai ho rinunciato a combattere questa battaglia persa in partenza, perché mi sentirei quasi come un novello Don Chisciotte contro i mulini a vento della tecnologia mondiale. E non sono neppure un manicheo che considera la maggior parte di questi servizi come il diavolo in persona. La verità è che l’ingente messa in campo di risorse non si paga mica da sola, eppure la casalinga di Voghera non vuole scucire un soldo per usare queste piattaforme, dalla posta elettronica ai video su TikTok. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Leggi il resto di Anche le automobili sanno tutto di noi

Trasferire il saldo della carta di credito

Fra un paio di settimane dovremo sostituire il tetto alla nostra casa. Qui nella nostra zona i tetti spioventi sono ricoperti da tegole bituminose, più leggere di quelle di terracotta come si usano in Italia o nel sud degli Stati Uniti, dove devono resistere agli uragani e venti da più di 150 chilometri orari. Si tratta, come puoi immaginare, di una spesa importante, che richiede un paio di giorni di lavoro per rimuovere tutte le tegole vecchie ed installare quelle nuove. Sborsare tutti questi quattrini, specialmente con questi chiari di luna e l’inflazione galoppante, non era proprio quello che avevo in mente in queste settimane. Ma sapevo che, avendo il tetto superato i trent’anni d’età, prima o poi questo momento sarebbe arrivato. Così ho deciso di approfittare di un’offerta che avevo letto su un volantino che c’era arrivato per posta, ed ho aperto una nuova carta di credito che propone interessi zero sul saldo per 15 mesi, a patto di pagare un minimo ogni mese. In pratica una linea di credito “gratuita” fino a 15.000 dollari di cui approfittare per dilazionare certe spese nel tempo. Leggi il resto di Trasferire il saldo della carta di credito

Smetto quando voglio

Prima di trasferirmi negli Stati Uniti, ho bazzicato per qualche anno i corridoi dell’ateneo dove mi ero laureato, all’inizio come collaboratore coordinato e continuativo (ancora oggi non riesco a dare un senso a quel titolo) e poi come dipendente tecnico del dipartimento di Sistemi Elettrici ed Automazione della facoltà di Ingegneria. Lì ho avuto modo di fare amicizia con alcuni ricercatori intenti a costruire bracci meccanici e piccoli robottini in grado di infilarsi nelle fognature per stendere nuove linee di fibra ottica senza squarciare le già malridotte strade cittadine del Belpaese. Così quando RaiPlay mi ha suggerito di guardare Smetto quando voglio, non ho potuto fare a meno di pensare a quei ragazzi che, proprio come nel film, si facevano un mazzo ma ricevevano pochissima gratificazione dei professoroni che li seguivano. La trama è semplice quanto geniale: un gruppo di ricercatori si stanca di fare la gavetta, e decide quasi per caso di mettere le proprie conoscenze al servizio del crimine, sintetizzando una droga legale con la quale inondare il mercato e fare soldi a palate. Prima di continuare, il solito avviso ai naviganti: nel seguito si fa cenno ad alcuni dettagli della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, puoi anche fermarti qui. Leggi il resto di Smetto quando voglio

Il sogno elettrico del signor Whitney

La scorsa settimana abbiamo scoperto insieme l’inizio dell’affascinante storia di come le auto elettriche fossero state, quasi in maniera inimmaginabile oggi, davvero popolari alla fine del 1800, prima di cadere nel dimenticatoio per circa un secolo. Lo stimolo che spinse scienziati ed imprenditori ad investire in quella tecnologia, come abbiamo visto, era l’insostenibilità della locomozione equina, con tutti i problemi legati al letame ed in generale alla gestione di un parco animali così ingente. Problemi simili a quelli che ci troviamo ad affrontare oggi, tra inquinamento e cambiamenti climatici dovuti all’eccessivo quantitativo di anidride carbonica che la società moderna produce per le proprie attività. Chissà che ancora una volta l’auto elettrica non si riveli la soluzione a questi problemi, ammesso e non concesso che si riesca a studiare una tecnologia più efficace e meno inquinante del litio. Continuiamo allora il nostro viaggio storico alla scoperta del signor Whitney e del suo sogno di produrre milioni di auto elettriche. Leggi il resto di Il sogno elettrico del signor Whitney

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