due chiacchiere

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Sto provando il vocabolario interattivo

Qualche anno fa il sito di Repubblica, se non erro, aveva una simpatica funzione che consentiva ai visitatori di evidenziare una parola con il cursore per ottenerne, in un comodo popup, la definizione ed altre informazioni estratte dal vocabolario. Quell’idea mi è sempre piaciuta, perché offriva all’avventore casuale l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo ogni volta che leggeva un articolo. All’epoca non arrivai mai ad implementarla, probabilmente anche perché la tecnologia non era matura, e non si trovavano soluzioni gratuite in giro per la rete. Ora, con l’avvento delle nuove funzioni API del sito Treccani, ho finalmente avuto il tempo per aggiungerla al mio sito. Mi piacerebbe avere il tuo parere in merito, anche per capire se funziona su tutti i browser: ti basterà fare doppio click su una qualsiasi parola di quest’articolo per vedere comparire la finestrella con la definizione, come mostra la foto qui sotto. Al momento non restituisce la definizione di parole composte (tipo incontrarla), e sto cercando di capire se e come si possa ovviare a questo problema. Ogni suggerimento è ovviamente più che gradito! Leggi il resto di Sto provando il vocabolario interattivo

Staples, la cartoleria per tutte le tasche

Allora, vediamo, finora abbiamo parlato di supermercati, farmacie, cinema ed ipermercati, che costituiscono la base di quello che potrebbe servirti quando verrai in vacanza in America. Oggi ti porto a visitare la catena di negozi di cancelleria più diffusa sul territorio nazionale, Staples. Letteralmente il nome indica quelle graffette che si usano per la spillatrice, un vero e proprio colpo di genio dell’ufficio marketing aziendale, direi. L’azienda, stando a quanto riportato da Wikipedia, ha aperto i battenti meno di 40 anni fa, e conta una presenza di più di mille negozi principalmente sulle due coste degli Stati Uniti. Un po’ come alla Buffetti in Italia, a Staples puoi trovare dalle sedie per ufficio ai quaderni, dalle stampanti al nastro adesivo, dai biglietti d’auguri al punto vendita UPS per spedire i tuoi pacchi. Se cerchi articoli per artisti (pennelli, tempere, tele e via dicendo), non li troverai qui, ma prometto di portarti a vedere il negozio che fa per te nelle prossime settimane. Leggi il resto di Staples, la cartoleria per tutte le tasche

Un esperimento sociale su scala mondiale

Più o meno dieci anni fa citavo un passaggio dal bellissimo film Quinto Potere del 1976, di cui avevo scoperto l’esistenza grazie a Sebastiano Barisoni del Sole 24 Ore, che ascoltavo religiosamente ogni giorno sull’autobus mentre tornavo a casa. Mi pare che le cose non siano cambiate poi tanto in tutto questo tempo, anzi casomai sono persino peggiorate. Così ho trovato un altro passaggio che mi sembra alquanto attuale. E mi è venuta voglia di guardare questo film per la terza volta.

Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati [..] e quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cavolate verranno spacciate per verità, qui. Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.

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Due chiacchiere con il meccanico americano

L’altro giorno ho portato la macchina dal meccanico per un cambio dell’olio ed una controllatina a freni e liquidi vari. Sin da quando ero in Italia e guidavo la mia fidata Yaris su e giù per lo Stivale, ho sempre considerato il buon stato di salute delle mie autovetture una priorità inderogabile. E così mentre aspettavo nella sala d’attesa che l’untuoso ometto completasse l’opera, mi è venuta in mente l’idea per la lezione d’inglese di oggi. Il tagliando qui si chiama tune up, ed in genere comprende oil change, tire rotation, visual inspection of brakes, brake fluid, radiator coolant and battery, e lascerà il tuo portafogli più leggero di una sessantina di dollari. Se il tizio sta cercando di spillarti qualche dollaro in più, potrebbe inventarsi qualche difetto che necessita una costosa riparazione: se ti parla di timing belt (cinghia di distribuzione), exhaust pipe (tubo di scappamento), alternator (alternatore) oppure di brake pads (pastiglie dei freni), saranno dolori per il conto corrente in banca. Prova a sentire un altro meccanico giusto per confermare che il primo non stesse cercando di approfittarsi di te. Leggi il resto di Due chiacchiere con il meccanico americano

È l’ora di smetterla con… l’ora solare

In America sono già due settimane che ci svegliamo un’ora prima grazie al passaggio al daylight savings time, ed ora si ritorna alle consuete 6 ore di differenza tra Roma e New York. Ogni anno si leggono sui giornali le solite tiritere su come quest’innaturale tortura per il nostro ritmo circadiano sia oramai antiquata e non porti nessun beneficio tangibile neppure per i contadini. Ma c’è un barlume di speranza che, almeno nel Paese a stelle e strisce, sia la volta buona che riusciamo a sbarazzarcene definitivamente. Pare infatti che in Senato abbiano votato una legge che abrogherebbe questo continuo spring forward, fall back (un modo facile per ricordarsi in che direzione spostare le lancette). Una lieta notizia per tutti coloro che ogni sei mesi devono assicurarsi di aggiustare le lancette degli orologi che fanno girare il mondo: come chiunque programmatore potrà confermare, lavorare con orari e calendari sono i due incubi peggiori per chiunque debba scrivere un pezzo di codice, con tutte queste eccezioni, anni bisestili, ore legali che non valgono in tutti gli stati allo stesso modo, e via dicendo. Io tengo le dita incrociate.

La dieta dei 30 giorni funziona davvero

Correva l’anno 2015 quando un mio collega al lavoro mi parlò di una nuova dieta chiamata Whole30, che lui e la moglie stavano sperimentando con l’obiettivo non solo di dimagrire, ma di ridurre l’infiammazione causata dalle varie tipologie di cibo che ingurgitiamo ogni giorno. La dieta è stata lanciata da due nutrizionisti americani, Melissa e Dallas Hartwig, che hanno anche deciso di monetizzare i loro sforzi pubblicando un libro in cui spiegano la filosofia alla base del loro approccio, e propongono una lunga carrellata di ricette per ogni occasione. L’idea di base è di invogliare la gente (specialmente nel Paese a stelle e strisce) ad alimentarsi in modo semplice, privilegiando le proteine, evitando i cibi confezionati e raffinati ed aggiungendo frutta e verdura. Tenendo lontani tutti gli alimenti che scatenano reazioni infiammatorie da parte dell’organismo, si contrastano sovrappeso e obesità, si eliminano le tossine e si riequilibra il sistema immunitario. Leggi il resto di La dieta dei 30 giorni funziona davvero

AMC, il cinema a due passi da casa

Quando abitavamo nella ridente periferia pisana durante gli anni dell’università, era consuetudine uscire il sabato sera per incontrarsi con gli amici e mangiare una pizza in compagnia, generalmente alle Scuderie, dove ancora oggi fanno la pizza al metro, che già mi viene l’acquolina in bocca al solo pensarci. Poi si facevano due passi per le vie del centro o sui Lungarni, a godersi il tepore primaverile spulciando tra bancarelle o ammirando qualche artista di strada. Qui in America il “passeggio” non esiste, a meno di abitare in una metropoli, e così i residenti delle colline del New Jersey vanno a farsi due passi al centro commerciale, che diventa il nuovo rinomato salotto multimediale cittadino. Perché al centro commerciale trovi davvero di tutto, dall’abbigliamento ai concessionari d’auto che espongono il loro modello di punta in uno dei corridoio (ma poi come fanno a farle entrare le macchine?), dai ristoranti al cinema. E visto che finora abbiamo parlato di cibi e medicine nelle puntate precedenti di questa miniserie, ho pensato che era il momento di andarsi a rilassare insieme a guardare una belle prima visione sul grande schermo. Leggi il resto di AMC, il cinema a due passi da casa

Aggiungere lo schema di Google al sito

Per il post scacciafighe di oggi vorrei parlare di indicizzazione del web. In questi ultimi anni di assenza dalle scene blogosferiche nazionali, ho notato come gli standard del web e tutti gli strumenti che vi ruotano intorno abbiano fatto senza dubbio grandi passi avanti. Strumenti come Google Webmaster Tools sono stati rimpiazzati da una più laconica Search Console, e Google Analytics richiede una laurea specialistica per poterlo usare. Tra le novità apparse sulla scena durante la mia assenza, lo schema infilato tra le pieghe del codice sorgente, è ciò che mi ha incuriosito di più. Ai miei tempi si usavano i meta tag per passare ai motori di ricerca qualche informazione sotto banco sul contenuto della pagina che stavano analizzando: dalle famose parole chiave (keywords), spesso abusate pur di attrarre i bot con loschi sotterfugi (tipo ripetere la parole sex un sacco di volte), fino ai dati di OpenGraph per aiutare i motori social a visualizzare le anteprime dei post in maniera informativa e ben articolata. Le limitazioni e la rigidità di questi approcci, comunque, erano chiare già all’epoca. Leggi il resto di Aggiungere lo schema di Google al sito

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