due chiacchiere

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Un’isteria di massa contro i russi

In questi giorni ho letto un bel po’ sulla guerra in Ucraina, per cercare di dare un senso a quello che vedo in televisione. Quello che affiora è che in tanti, almeno qui in America, stanno iniziando a confondere Putin con i russi in generale, ed i giornali già riportano i primi incidenti di xenofobia. D’altro canto, questo sentimento di disdegno verso la cultura russa, radicato nella mentalità americana sin dai tempi della cortina di ferro, non è mai scomparso completamente. A me viene sempre in mente Rocky 4, in cui il buon Stallone deve sconfiggere il “cattivo” Ivan Drago, incarnazione muscolosa dell’intollerante nazione rossa. Ovviamente i social non aiutano a migliorare le cose, e sono pieni di catene che circolano su Facebook invitando la gente a boicottare ad esempio i rifornimenti della Lukoil, o a vandalizzare ristoranti russi in giro per l’America. Come diceva qualcuno tanto tanto tempo fa, “a me, me pare na strunzat”, mi si perdoni il francesismo. Leggi il resto di Un’isteria di massa contro i russi

E se tutto diventasse virtuale?

Uno dei miei cavalli di battaglia, quando si tratta di immaginare futuri distopici o utopici che sia, è la fragilità e la precarietà del nostro corpo. Già tredici anni fa scrivevo:

Ho sempre sostenuto che il corpo di cui siamo dotati non è altro che un’appendice del nostro cervello. Un orpello di cui non possiamo fare a meno per il semplice fatto che finora il mondo è stato basato sulla fisicità. Ma la tecnologia apre nuovi allettanti scenari. Pensa un po’: non ti toccherebbe più prendere la macchina per andare al lavoro (ovvero zero inquinamento da trasporto), non servirebbe mangiare, al cervello basterebbe qualche millivolt per funzionare, con buona pace delle mucche che potrebbero pascolare felici.

Oggi, tra guerre, cambiamenti climatici ed avanzamenti della tecnologia, la mia speranza che l’umanità si muova in quella direzione è ancora più forte. Negli anni abbiamo avuto modo di assaporare varie interpretazioni cinematografiche di quest’idea, dal classico Il Tagliaerbe (uscito 30 anni fa!) a Matrix, dall’episodio San Junipero di Black Mirror a Il mondo dei replicanti con il buon Bruce Willis dei tempi d’oro. Leggi il resto di E se tutto diventasse virtuale?

Whole Foods, il supermercato d’elite

Dato che la scorsa settimana abbiamo visitato Walmart, una catena che si rivolge ad una clientela che preferisce prodotti economici (che so, un po’ come la Lidl in Italia?), oggi ti porto a scoprire il supermercato per i clienti più facoltosi e sofisticati: Whole Foods Market. Qui i prodotti costano un tanticchia di più che in altri posti, ma sono generalmente di buona qualità, biologici e spesso di nicchia. La leggenda narra che se stai cercando di acquistare casa, una delle cose che dovresti aggiungere alla tua lista è controllare se c’è un negozio di Whole Foods in zona, per farti un’idea di chi abita in quella città. Forse ne avrai sentito parlare qualche anno fa, quando l’azienda è stata acquisita da Amazon. In molti ci aspettavamo una rivoluzione nella piccola distribuzione alimentare, ma poco è cambiato da allora, se non il fatto che ora i pacchi di Amazon puoi farteli consegnare al supermercato. Rispetto a Walmart, questa catena è un’ordine di grandezza più piccola, con soli 500 negozi sul territorio nazionale. Leggi il resto di Whole Foods, il supermercato d’elite

Ho un blog ecologico, e tu?

In tanti ci proclamiamo ecologisti e propugnatori di un futuro più sostenibile, ma in quanti pensiamo seriamente all’impatto quotidiano che le nostre azioni hanno sull’ambiente? Non mi riferisco soltanto alle azioni nel mondo reale, ma principalmente a quelle del mondo digitale in cui siamo immersi 24 ore su 24. Spesso dimentichiamo che ogni post che scriviamo, ogni sito web che apriamo, ogni video che guardiamo, ogni telefonata che facciamo, consumano un po’ di energia. E non voglio neppure pensare alle criptovalute, per le quali alcune stime dicono che per “estrarre” un nuovo Bitcoin serve l’equivalente energetico consumato da una famiglia media in 6 settimane. Persino questo post è fisicamente memorizzato su un disco che ha bisogno di elettricità per funzionare, un disco che è collegato ad un server all’interno di una sala a temperatura controllata da grandi condizionatori d’aria. Tutta roba per la quale è stata spesa energia per essere prodotta, spedita ed installata, tutta roba che non viene facilmente riciclata a fine vita. Leggi il resto di Ho un blog ecologico, e tu?

La giornata internazionale delle donne

Le donne italiane oggi si vedono oggetto di attenzioni particolari, ricoperte di mimose e cioccolatini per la loro “festa”. Qui in America non è una tradizione altrettanto radicata, e molti neppure sanno che oggi si celebra la giornata internazionale della donna. D’altro canto, non sarebbe meglio celebrarle tutti i giorni? Ed in questo mondo dove la distinzione tra sessi diventa sempre più sbiadita, ha ancora senso mantenere questa ricorrenza? Viviamo in un’epoca in cui ogni orientamento sessuale erige fiero la sua bandiera per distinguersi dal resto e proclamare la propria indipendenza dagli stereotipi antiquati, e sono convinto che le donne che oggi escono con le amiche per andarsi a godere uno spogliarellista sul palco, sono complici di questo clima di divisione. Nell’era dell’ultra-individualismo da Covid, non ce n’è proprio bisogno. Leggi il resto di La giornata internazionale delle donne

Il racconto dell’ancella

A volte non capisco quali criteri usino i traduttori per adattare una parola, una frase o una conversazione dall’inglese all’italiano: com’è che handmaid è diventata ancella, quando sarebbe più appropriato domestica o cameriera? Forse perché la parola ancella fa pensare alle vergini vestali di romana memoria, non ad una persona sottomessa ai voleri di gente benestante senza scrupoli? Polemica a parte, prima che Hulu producesse Il racconto dell’ancella (disponibile su Amazon Prime in Italia), mi ero imbattuto nell’omonimo libro di Margaret Atwood.

Già sapevo che quest’autrice scrive proprio il genere di romanzi che piacciono a me, ed anche questa sua opera non mi ha affatto deluso. Così ero curioso di vederne l’addattamento per il piccolo schermo. Avevamo iniziato a guardare le prime puntate insieme a Sunshine, mia moglie, ma era troppo crudo e deprimente, per lei che in genere preferisce Downton Abbey e simili. In effetti la serie tv è alquanto fedele al libro, almeno nella prima stagione. Il solito avviso prima di proseguire è d’obbligo: cercherò di non svelare particolari cruciali della storia, ma se proprio non vuoi sapere di che si tratta, ti consiglio di non continuare la lettura di quest’articolo. Gallo avvisato, mezzo accoppato 😉 Leggi il resto di Il racconto dell’ancella

Schiacciata con patate e cipolle

Sebbene abitiamo negli Stati Uniti da oramai 14 anni, la nostra dieta è rimasta per lo più mediterranea, ed anche le nostre bimbe non sono ghiotte di hamburger, patatine e frullati alla vaniglia, per non parlare delle bibite gassate. Oggi ti propongo una ricetta che abbiamo preparato qualche giorno fa, un ricordo dei nostri anni in Toscana, dove Sunshine ed io ci siamo conosciuti. A quell’epoca andavamo spesso a mangiare in un localino nascosto tra i vicoli della città medievale dove abitavamo. Lì facevano una cecìna spettacolare, e delle schiacciate che ti facevano sentire i cori degli angeli ad ogni morso. Una focaccina di patate e cipolle facile e gustosa, che racchiude tutti i profumi mediterranei che noi esuli in terra straniera ricordiamo con un pizzico di nostalgia. Leggi il resto di Schiacciata con patate e cipolle

Walmart, il negozio del popolo

Continuiamo oggi il viaggio virtuale intrapreso un paio di settimane fa, nel quale ho deciso di portarti alla scoperta di varie catene di negozi americane, e condividere qualche curiosità utile ai turisti che gironzolano per il Paese a stelle e strisce. Dopo il supermercato e la farmacia, ho pensato che potesse essere utile visitare un ipermercato, dove poter acquistare dalle biciclette all’underwear (intimo), dalle aspirine agli zoccoli, dai bicchieri alle zucchine. Il negozio che meglio di tutti rappresenta questo modello di business è sicuramente Walmart: conosciuto in tutto il mondo, presente non solo negli Stati Uniti, ma anche in Canada, Messico e persino in Giappone. Presente in maniera capillare in ogni stato della federazione, conta più di 5.000 punti vendita principalmente distribuiti tra le coste est ed ovest del Paese. Leggi il resto di Walmart, il negozio del popolo

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