Probabilmente i più giovani che leggono il titolo di questo post penseranno d’istinto all’assistente digitale di casa Amazon, la vocina racchiusa in quei piccoli altoparlanti intelligenti che oramai tutti abbiamo persino in bagno. Ad andare in pensione non è la suadente voce che ti snocciola le previsioni meteo a comando, ma piuttosto un servizio che noi vecchi bacucchi della blogosfera usavamo quasi quotidianamente per studiare le mode, le tendenze e per conoscere il nostro piazzamento all’interno di questa fantomatica classifica mondiale di gradimento. Già, noi che avevamo quelle piccole immaginette (non ricordo più come le chiamavano) nel piè di pagina ad indicare i vari standard a cui si affidava il blog, la licenza aperta e spesso il famigerato Traffic Rank calcolato proprio da Alexa Internet. Leggi il resto di Alexa va in pensione
Articoli recenti
Una guerra che ancora non capisco
Per oggi avevo pianificato un post leggero, per chiudere il fine settimana in bellezza, condividendo la ricetta di un cocktail portoricano da sorseggiare in compagnia di amici mentre si celebra spensieratamente il carnevale. Ma l’invasione dell’Ucraina da parte dei russi mi ha spinto a cambiare programma, ed a condividere i miei pensieri in merito. Iniziando dal fatto che mi sembra di essere sott’acqua in questi giorni: tutte le voci che parlano di questa guerra giungono alle mie orecchie come ovattate e rimbombanti, ed ho la sensazione di vivere in una realtà parallela, come quelle narrate dalle serie tv distopiche che mi piacciono tanto. È proprio una sensazione strana, difficile da descrivere, quasi surreale. Nulla pare avere senso, ed il mio cervello, che di neuroni ne ha persi parecchi in questi anni, non riesce a trovare una logica nelle immagini che mi scorrono davanti. All’epoca ho impiegato mesi a capire i motivi che avevano portato alla guerra in Siria, ed ora, come in un deja-vu, mi ritrovo a pormi la stessa domanda di fondo: perché? Io mica l’ho ancora capito cos’è che vuole Putin. Leggi il resto di Una guerra che ancora non capisco
Le espressioni gergali in inglese
Guardavo l’altra sera un film con Edoardo Leo (che recensirò nei prossimi giorni), e mi sono reso conto come nell’italiano parlato abbiamo la tendenza ad usare espressioni gergali per esprimere quello che ci passa per la testa: dai malati a bizzeffe alla pioggia a catinelle, dall’essere in un mare di guai al dover stirare una montagna di panni. Tutte espressioni che il mio amico Josè, che sta cercando di imparare l’italiano su Duolingo, non potrebbe certo capire. Ed allora mi è venuta la curiosità di andare a cercare l’equivalente opposto, e di condividere i risultati di questa ricerca con i miei piccoli lettori. Così quando verrai in vacanza a New York e ti diranno che hai una big mouth, saprai che vogliono semplicemente dire che stai parlando troppo, mentre se ti consigliano di don’t blow all your money at the casino, non stanno letteralmente dicendo di soffiare sui soldi, ma piuttosto di non sperperarli. Leggi il resto di Le espressioni gergali in inglese
CVS, la farmacia d’America
Secondo appuntamento con questa nuova rubrica in cui ho deciso di portarti a spasso con me. La scorsa settimana abbiamo scoperto insieme i supermercati dello ShopRite, così quando verrai in vacanza in America, se ti serve comprare un po’ di latte, sai dove andare. In ordine d’importanza, credo che subito dopo il cibo venga la salute. Mentre in Italia siamo abituati alle piccole farmacie comunali spesso a conduzione familiare, nel Paese a stelle e strisce sono convinti che le dimensioni facciano la differenza, e così anche la distribuzione dei farmaci diventa un business liberalizzato e ben organizzato su scala nazionale. La seconda più grande catena si chiama CVS: qui potrai acquistare sia farmaci da banco che quelli che necessitano di una ricetta medica. La principale differenza con l’Italia è che questi negozi sono un misto tra la farmacie classiche e le botteghe di paese, dove trovi dalle bottiglie d’acqua ai biscotti, dai biglietti per augurare buon compleanno ai cioccolatini. Leggi il resto di CVS, la farmacia d’America
Fullremote, trovare un lavoro smart è facile
“Accattatevillo!”, mi pare dicesse una volta Sofia Loren in una pubblicità (del Parmacotto, mi suggeriscono dalla regia). Sebbene io non abbia le forme sinuose della Loren nazionale, oggi vorrei suggerirti di dare un’occhiata al servizio recentemente lanciato da Francesco Napoletano, FullRemote. Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un post che ne parlava su LinkedIn, e così sono andato a curiosare, sempre felice di vedere una creazione made in Italy, specialmente di questi tempi. L’idea è tanto semplice quanto efficace: nell’era del lavoro smart, in cui le aziende iniziano a capire che far lavorare i propri dipendenti da casa non è poi la fine del mondo, Francesco ha lanciato una mailing list settimanale tramite la quale promuove una lista curata di offerte di lavoro da casa. Nulla di formale o pomposo: persino il sito è molto essenziale ed minimalista. Ma in fondo nell’epoca del bombardamento digitale, tutti sentiamo la necessità di qualcosa che vada subito al sodo, senza troppi fronzoli e ammennicoli vari. Allora cosa aspetti? Accorri numeroso ad iscriverti!
La trasformazione sociale innescata dal Covid
Oggi ricorre il secondo anniversario della scoperta del primo caso accertato di Covid in Italia. Tutti vorremmo dimenticare questo periodo delle nostre vite, la tristezza, l’amarezza, la rabbia, le paure e l’incertezza che ci hanno accompagnato in questi due anni. Eppure sono convinto che ricordare, al contrario, è un modo per rimarginare le ferite, per imparare dai nostri errori e capire come possiamo costruire una società migliore da qui in avanti. Il mondo intero, per la prima volta dall’ultimo evento che ha coinvolto un così gran numero di nazioni, emerge trasformato sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, politico e psicologico. Ci siamo riscoperti più cinici, più distaccati, più individualisti. Se nelle fasi preliminari della pandemia la società ha reagito con senso di responsabilità ed un rinnovato spirito collettivo (come dimenticare i cori dai balconi delle città?), i lockdown ci hanno forzato a pensare in maniera egoistica, ed a dubitare sia della scienza che dei ciarlatani del web. Ma cominciamo dall’inizio. Leggi il resto di La trasformazione sociale innescata dal Covid
Non perdere il treno per New York
Sebbene ancora mi stiano dando la possibilità di lavorare da casa, un paio di mesi fa sono andato in ufficio per prendere alcune cose che mi servivano. Era da parecchio tempo che non mi recavo in stazione, e tutto sembrava così strano, quasi surreale. Prima di avviarmi, avevo diligentemente controllato sul sito quali fossero i nuovi orari: di questi tempi non si capisce più nulla, e non volevo rimanere su una panchina ad aspettare per ore. Un treno sarebbe dovuto essere lì alle 7.20 del mattino, per giungere alle 8.10 alla Penn Station sulla Trentatreesima strada. Verso le 7.10, una voce gracchiante ci comunica dagli altoparlanti che the 7.20 train to Manhattan has been cancelled. Essendo una persona positiva per natura, invece che inveire contro la situazione, mi son messo a pensare a questa lezione d’inglese. D’altro canto, come dicono gli americani, se la vita ti manda limoni (l’equivalente delle nostre “ciofeche”, facendo una traduzione non letterale), tu facci una bella limonata, ovvero fai del tuo meglio con quello che la vita ti offre. Leggi il resto di Non perdere il treno per New York
ShopRite, il rito della spesa nell’America dell’est
Dopo più di 16 anni di onorato servizio, la popolarità di questo blog è legata principalmente ad alcuni articoli “per viaggiatori”, come ad esempio le medicine americane per i turisti e la serie su cosa serve per venire a lavorare nel Paese a stelle e strisce. Così, nell’ottica di fornire un servizio a questa comunità di potenziali visitatori, ho pensato di inaugurare una nuova rubrica per parlare delle catene di negozi più amate dagli Americani. In modo che, quando vieni qui e ti serve acquistare qualcosa, saprai esattamente dove andare e non sembrerai un turista sprovveduto dell’ultima ora. Ho pensato che la prima necessità di un visitatore in terra straniera sia il cibo, quindi oggi ti porterò a scoprire una catena di supermercati molto popolari in alcuni stati della costa orientale americana: ShopRite. Un po’ come l’Esselunga o la Coop in Italia, i vari negozi hanno più o meno tutti la stessa configurazione e vendono la maggior parte dei beni di prima necessità di cui potresti aver bisogno appena arrivato: dai cerotti alla pasta Barilla, dalle verdure ai marshmallow. Leggi il resto di ShopRite, il rito della spesa nell’America dell’est