due chiacchiere

Lo sapevi che l’asinello di Shrek…

Spero vorrai perdonare il titolo clickbait di oggi, forse influenzato dal fatto che ne vedo sempre di più durante le mie scorribande quotidiane in giro per la rete. Per l’angolo dell’inglese, ho pensato che ogni tanto sia bene allenare la comprensione della lingua a stelle e strisce parlata, perché quando verrai in vacanza nel Paese dell’aquila calva, potrai pure avere una padronanza impeccabile della grammatica e del vocabolario, ma se appena entrerai in un bar non riuscirai a decifrare le poche parole che ti rivolgerà il commesso, tutto il resto sarà inutile. Il video qui di seguito, che ho trovato su un canale Facebook in cui l’autore si diverte a scovare piccole curiosità all’interno dei film Disney e Pixar, unisce l’utile al dilettevole: ti consente di allenare l’ascolto ed allo stesso tempo ti rivela un dettaglio della storia di Shrek a cui in effetti non avevo mai fatto caso prima 🤯. Leggi il resto di Lo sapevi che l’asinello di Shrek…

Il principe di Roma

Devo ammettere che, quando ho guardato Il principe di Roma con Marco Giallini qualche settimana fa, non ho né letto le recensioni, né guardato il trailer. In questi giorni d’afa estiva volevo solo rilassarmi spaparanzato sul divano e godermi una pellicola in italiano in santa pace. Così ho chiesto a San Google di darmi qualche consiglio, e questo film di Edoardo Falcone era tra quelli suggeriti. Che io abbia un debole per Giallini non è un segreto: da Perfetti Sconosciuti a Rocco Schiavone, ho sempre apprezzato tutti i suoi personaggi, principalmente per quel lato bonario che si cela sotto la scorza ruvida che lui riesce ad interpretare così bene. E così ho premuto il tasto play e mi sono lasciato trasportare nell’Italia dei primi del 1800, quell’Italia già raccontata nei Leoni di Sicilia, che tanto avevo apprezzato all’epoca. Solo che stavolta ci troviamo a Roma (altro mio grande amore!), dove vive l’avido Bartolomeo. Leggi il resto di Il principe di Roma

Il sottile confine tra reale ed artificiale

Il guest post di Daniele di un paio di settimane fa mi ha fatto riflettere su un tema a me molto caro. Di acqua sotto i ponti ne è passata da quando abbiamo cominciato a chiacchierare con Siri ed Alexa, ed oggi le applicazioni di questa tecnologia si sono moltiplicate esponenzialmente, dalla medicina alla politica. Un argomento che però sembra essere ancora un tabù è quello delle implicazioni etiche. Ovvero i sentimenti che proviamo quando interagiamo con sistemi artificiali che rendono sempre più sfumata la distinzione tra uomo e macchina. Riflettevo su quest’argomento mentre leggevo di un uomo in Canada che, proprio come nel film Her, si è veramente innamorato di una fidanzata fatta di bit. Carl Clarke stava attraversando un brutto periodo dopo che il suo matrimonio era finito in pezzi, così un amico gli ha suggerito di provare una app in cui ragazze virtuali, generate dall’intelligenza artificiale, erano pronte ad ascoltarlo. E no, questo non è un post sponsorizzato. Leggi il resto di Il sottile confine tra reale ed artificiale

Bricks, un editor visuale snello e flessibile

Di tanto in tanto mi capita che qualche amico mi chieda di aiutarlo a sistemargli il sito web, dai piccoli lavoretti di pochi minuti, al rifacimento del sito aziendale. In genere, tempo permettendo, cerco di non dire mai di no, specialmente se la richiesta in questione mi consente di arrotondare lo stipendio con qualche lavoretto extra. Di recente, ad esempio, ho dovuto tradurre i concetti stilistici del restyling di un sito ideati da un’agenzia immobiliare in codice per WordPress. Certo, nulla a che fare con la grafica spartana di questo blog. Era dunque evidente che servisse usare un sistema modulare, per non dover scrivere tutto da zero. Ad oggi esistono vari di questi cosiddetti page builder, da Gutenberg nativo al celeberrimo Elementor, passando per Beaver Builder, Divi e tanti altri. Partendo dal presupposto che Gutenberg, a mio parere, non ha ancora raggiunto quel livello di sofisticazione necessario per fronteggiare certe sfide, mi sono rivolto a varie comunità di sviluppatori per avere un parere su cosa usare. Ed alla fine ho scelto Bricks Builder. Leggi il resto di Bricks, un editor visuale snello e flessibile

Il prodotto interno lordo non misura la felicità

Qualche settimana fa in un podcast di economia è venuto fuori il discorso di come, sempre di più, il prodotto interno lordo e gli altri parametri che i giornali ci rifilano tutti i giorni, serva solo a darci l’impressione che la società in cui viviamo non vada poi così male. Un argomento che mi trova assolutamente d’accordo, specialmente in questi ultimi anni in cui, come ho avuto modo di scrivere già in passato, il portafogli è diventato in maniera sempre più prepotente il dio da adorare, il catalizzatore di una vita sintetica ma felice, una vita in cui ci circondiamo di oggetti inutili solo per avere l’illusione di sentirci realizzati. La cosa è particolarmente evidente qui negli Stati Uniti: tutti gli indicatori economici, dal tasso di disoccupazione agli adeguamenti salariali ed al prodotto interno lordo, ci dicono che il Paese a stelle e strisce va a gonfie vele. Poi però vai a guardare nel quotidiano, e trovi ragazzini che si fanno di fentanyl, gente che non arriva a fine mese, sparatorie nelle scuole, e via dicendo. Proprio in quest’ottica, il podcast ha fatto ascoltare un discorso di Robert Kennedy pronunciato nel lontano 1968. La contemporaneità di quelle parole fa venire la pelle d’oca. Leggi il resto di Il prodotto interno lordo non misura la felicità

La coppia quasi perfetta

Avevo un paio di crediti extra nel mio account Audible, e visto che la stagione della manutenzione del prato inglese è già cominciata da un po’, cerco sempre qualcosa da ascoltare mentre taglio l’erba, strappo le gramigne dalle aiuole e concimo i fiori vicino alla cassetta delle lettere. Gli algoritmi intelligenti del servizio di Amazon hanno oramai capito che sono un appassionato del genere scientifico distopico, e così tra le letture consigliate c’era The One, ovvero La coppia quasi perfetta, per chi volesse leggerlo in italiano. Il solito avviso ai naviganti: nel seguito parlerò della trama del libro, quindi non proseguire la lettura se non vuoi rovinarti la sorpresa. Trama imperniata sulla fantastica scoperta di una scienziata inglese, in base alla quale, tramite l’analisi del nostro DNA, potremmo finalmente scoprire chi sia la nostra vera anima gemella, la persona con cui vivere come nelle favole, felici e contenti per il resto della nostra esistenza. Leggi il resto di La coppia quasi perfetta

Strombòli prosciutto e formaggio

Vorrei precisare subito che l’accento nel titolo non è un refuso, ma indica la pronuncia americanizzata della ricetta che ti propongo oggi. Che tanto mi ricorda, per forma ed ingredienti, le focacce siciliane che hanno allietato tante feste durante la mia infanzia. Lo strombòli si distingue dal calzone sia per la forma a portafogli, sia per il ripieno, e sia per le origini, visto che nasce a Filadelfia negli anni 50 dalla fantasia di immigrati italiani, al contrario del buon vecchio calzone di origini meridionali. Proprio per questo dilemma, non sapevo se conservare il post di oggi in cucina o tra le curiosità del Paese a stelle e strisce. Comunque sia, se stati cercando un’idea sfiziosa per il ponte del 2 giugno, questa focaccia ripiena penso possa fare proprio al caso tuo. Leggi il resto di Strombòli prosciutto e formaggio

Non ti auguro di romperti una gamba

Mi sono reso conto che è da un po’ che non mi avventuro nella giungla della lingua inglese per andare a caccia di curiosità da condividere su questi schermi. L’altro giorno stavo guardando un video del Dottor Mike su YouTube, un canale che ho scoperto grazie alla figlia piccola, in cui un medico veste i panni di influencer, commentando in maniera clinicamente attendibile e divertente le varie minchiate che ogni giorno si trovano sui social. Prima del video, c’era una pubblicità in cui un pupazzo si nasconde perché non vuole andare alla noiosa riunione con il direttore, ed allora la segretaria gli fa shake a leg, the meeting is about to start in the board room. Ovviamente la signora non gli sta suggerendo letteralmente di scuotere una gamba, ma gli sta intimando di sbrigarsi per la sua presentazione ai capoccioni dell’azienda. Così mi è venuta l’idea per la lezione d’inglese di oggi. Leggi il resto di Non ti auguro di romperti una gamba

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