In questi giorni ha fatto il giro del web la notizia secondo cui il parlamento americano sta discutendo se vietare o meno l’uso della famigerata app TikTok sul territorio nazionale. Per me sarebbe una manna dal cielo, ed un modo per convincere la figlia grande a staccarsi per qualche minuto dal suo inseparabile iPhone. Scherzi a parte, la prima cosa che ho pensato quando ho sentito la notizia in radio l’altro giorno è che ci vuole proprio una bella faccia di bronzo a portare avanti una proposta del genere giusto per stuzzicare i cinesi. Ma ricapitoliamo un po’ i fatti. La camera dei rappresentanti ha approvato a larga maggioranza, con 352 voti favorevoli e 65 contrari, la proposta di legge che apre la strada al divieto ad usare la app dei balletti e delle sfide a base di detersivo dei piatti negli Stati Uniti. Motivo? Il fatto che l’azienda cinese ByteDance controlla la piattaforma e non è chiaro cosa se ne faccia dell’ingente mole di dati raccolti sugli utenti americani. Leggi il resto di Gli americani vogliono rendere TikTok illegale
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 13
Dollar Store, il tuttomille americano
Accidenti, non riesco a capacitarmi del fatto che siano già passati più di due anni da quando ho scritto il primo post della miniserie sulle catene della grande distribuzione americana, in cui ti parlavo del supermercato che abbiamo a due passi da casa. Oggi vorrei riprendere quel filone raccontandoti del Dollar Store, che in Italia, almeno quando abitavo lì, era popolare come Tutto Mille: un negozio dove acquistare dai piatti di carta a varie cianfrusaglie per le feste di compleanno, dai mestoli per la cucina alla palla per giocare a calcetto (ai miei tempi compravamo il Super Tele rosso). Anche in questo caso, le grandi imprese hanno messo lo zampino in queste catene di negozi, ed al momento ne esistono principalmente cinque: Dollar General, Five Below, Dollar Tree, Family Dollar, Party City. Da anni questi negozi sono sotto osservazione per il modo non proprio trasparente in cui trattano i propri impiegati e gestiscono l’inventario. Ma polemiche a parte, rappresentano una soluzione conveniente per acquistare piccole cianfrusaglie quotidiane. Leggi il resto di Dollar Store, il tuttomille americano
Girare a destra con il rosso
Visto che la scorsa settimana parlavo dell’anniversario del mio arrivo nel Paese dell’aquila calva, oggi volevo condividere una delle tante differenze a cui mi sono dovuto abituare da quando abito qui: il modo in cui si guida, almeno nel New Jersey. Dei cartelli stradali ho scritto qualche tempo fa, ma forme e disegni a parte, è proprio lo stile di guida ad essere diverso. Sarà che le autostrade sono più larghe (eppure le chiamano strit, diceva sempre un mio amico), sarà che le scuole guida spiegano le cose in modo diverso. Fatto sta che qui ad esempio guidare nella corsia più a sinistra a 70 chilometri all’ora è una cosa normalissima. All’inizio, memore dell’abitudine che avevo in Italia, lampeggiavo al conducente per chiedergli gentilmente di spostarsi, ma ho notato subito che in pochissimi capivano quel gesto, mentre se ne stavano comodamente piantati su quella corsia guidando a passo di lumaca. Poi ho visto che molti, in situazioni analoghe, superavano a destra senza molti problemi, e così mi sono adeguato. Leggi il resto di Girare a destra con il rosso
Sedici anni sul suolo americano
Ed eccoci qua, arrivati al secondo appuntamento di questa nuova avventura di audio post che ho deciso di pubblicare sul blog. Ovviamente non potevo scegliere base diversa da quella che stai ascoltando (tipica musica country, nda), perché oggi ricorre il sedicesimo compleanno, il sedicesimo anniversario da quando sono qui negli Stati Uniti. Di acqua sotto i ponti, in questi sedici anni, ne è passata davvero parecchia. Dai primi tempi in cui lavoravo nel Bronx, poi a Manhattan, e adesso lavorando da casa per l’università della California. Abbiamo comprato casa, abbiamo messo su famiglia: di cose ne sono successe davvero tante in tutto questo periodo. E anche l’America certo è cambiata tantissimo in questi sedici anni. Quando sono arrivato io era il 2008, si parlava del Presidente Obama, si parlava di “yes we can”, si parlava di un sistema nazione che vedeva in quella persona una speranza per ricominciare dopo le guerre, l’Iraq, tutte le cose che ci avevano fatto perdere un po’ di fiducia nel mondo intorno a noi.
Una serata per brillare come le stelle
Uno dei primi post che scrissi dopo la ripresa delle trasmissioni su questo blog condivideva la mia esperienza con una comunità religiosa alla quale mi ero avvicinato già prima della pandemia. Come dicevo all’epoca, essendo nato e cresciuto in Sicilia, la religione è sempre stata una parte integrante della mia vita: dalle processioni a seguito del santo di turno, all’esperienze da chierichetto, e con in mezzo un paio di viaggi a Gerusalemme e Lourdes con mia nonna, l’educazione cattolica mi ha accompagnato sin dai primi vagiti e durante tutta l’adolescenza, con l’Azione Cattolica. Poi pian piano, come penso capiti a molti, mi son reso conto che il sermone del prete a ricordarci gli ammonimenti di San Paolo alla comunità di turno non mi bastava più. Uscendo dalla chiesa, sentivo che non mi rimaneva in mano nulla di concreto da portare con me ed applicare nella vita quotidiana. Andare a messa era diventato un semplice rito, ma nulla di più. Poi nel 2019, alcuni amici ci invitarono ad ascoltare uno dei sermoni di questo pastore della chiesa cristiana che avevano iniziato a frequentare. Il contrasto tra la sua energia e quella del parroco cattolico della nostra chiesa era disarmante. Leggi il resto di Una serata per brillare come le stelle
Tredici anni di Amazon Italia
Poco più di 13 anni fa scrissi un post in cui condividevo le mie perplessità sullo sbarco italiano dell’azienda di Jeff Bezos. Un post che raccolse la bellezza di 54 commenti (eh, i tempi d’oro della blogosfera!) e suscitò un interessante dibattito che mi fece parzialmente cambiare idea. I miei dubbi erano per lo più verso lo zoppicante sistema postale italiano. I corrieri privati, cari e con una penetrazione alquanto bassa specialmente al sud e nelle isole, non sembravano fornire un’alternativa rassicurante. Poi però il trascorrere del tempo mi ha dato torto, ed Amazon è riuscita a ritagliarsi la sua fetta di mercato da quasi 9 miliardi di euro (nel 2021) anche nel Belpaese, un’impennata di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, probabilmente anche grazie ai vari lockdown durante la pandemia. Mi è venuto da pensare a tutto ciò dopo aver letto che l’azienda di Seattle ha scelto l’Italia come uno dei Paesi dove sperimentare le consegne via drone. Leggi il resto di Tredici anni di Amazon Italia
Sunshine ti porta al centro commerciale
Correva il lontanissimo giugno del 2009 quando pubblicai un video di un pezzetto del mio percorso mattutino in autobus per recarmi a New York dai sobborghi del New Jersey. A giudicare dai commenti, l’iniziativa ebbe abbastanza successo, eppure di video simili non ne pubblicai praticamente più. All’epoca non avevo ancora uno smartphone 😮 quindi mi toccava portarmi la mia macchina fotografica Canon portatile o usare la webcam del mio portatile, per fare quei video. Oggi invece abbiamo tecnologia ovunque: in macchina, ad esempio, ho montato una dashcam dietro allo specchietto retrovisore, per riprendere automaticamente tutti i nostri tragitti. Una specie di assicurazione in caso qualcuno voglia fare il furbo e tentare di truffare l’assicurazione con un finto incidente. Così m’è venuto in mente di estrarre uno di quei video e condividerlo sul blog: eccoti un pezzetto della tangenziale che Sunshine percorre per andare al centro commerciale. Buona visione. Leggi il resto di Sunshine ti porta al centro commerciale
Come funziona l’assicurazione sanitaria americana?
Visto che qualche settimana fa ti parlavo di come la sanità sia standardizzata nel Paese a stelle e strisce, ho pensato di riprendere l’argomento per approfondire la questione burocratica. Spesso l’argomento è trattato dai media stranieri in maniera superficiale e con molti stereotipi, e c’è tanta disinformazione quando si parla di assicurazioni sanitarie. Per carità, la situazione è lungi dall’essere idilliaca, ma in questo post vorrei concentrarmi sul funzionamento, senza esprimere opinioni su pregi e difetti di un sistema complesso e burocratizzato. L’idea, a dirla tutta, m’è venuta l’altro giorno, quando ho ricevuto un’email dalla mia assicurazione (gentilmente offerta dal mio datore di lavoro), che mi avvisava che uno dei medici che avevo visto nelle scorse settimane, aveva inviato la sua fattura, e che era pronta sul portale per essere pagata. Leggi il resto di Come funziona l’assicurazione sanitaria americana?