due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 4

I buoni propositi per il 2026

Prima di tutto, tanti auguri per un 2026 pieno di tutto quello che desideri. Oggi mi viene da pensare a Matteo, un mio ex collega italiano con la passione per i blog, che tanto tanto tempo fa scrisse un post che, per un motivo o per un altro, mi è rimasto impresso per la sua semplice genialità di interpretare la realtà intorno a noi con un occhio sagace e spiritoso allo stesso tempo. Da allora, ogni volta che vedo una palla scintillante su un albero di Natale, penso sempre al concetto della palla aruspicina, “come se il futuro possibile fosse interpretabile attraverso l’immagine riflessa e curva della sfera luccicante e stagionale.” Così quand’ho visto una di quelle sfere appese ad un albero durante la mia recente visita al Castello del Buonconsiglio, non ho potuto resistere alla tentazione di farmi una foto. Leggi il resto di I buoni propositi per il 2026

Il mito della principessa nella cultura americana

L’idea del macho americano, armato fino ai denti, che si arrampica a mani nude sul grattacielo per salvare i poveri ostaggi mentre fa piazza pulita dei cattivi di turno, è entrata nei decenni nell’immaginario collettivo occidentale grazie alla propaganda portata avanti subdolamente dal Paese a stelle e strisce, come ha spiegato fin troppo bene Noam Chomsky nel suo libro La fabbrica del consenso (su cui sto scrivendo un post a parte). Uno degli effetti collaterali di quest’approccio è lo sbilanciamento culturale tra quello che la società si aspetta da un uomo, rispetto a quello che invece sono chiamate a fare le donne. Leggi il resto di Il mito della principessa nella cultura americana

Rivedersi in Trentino dopo 13 anni

Concludo oggi questa (lunga) serie di pensieri sparsi raccolti durante la mia recente visita in Italia. Un viaggio inusuale, che mi ha condotto dai piccoli borghi toscani alla capitale dello Stivale, passando dalle valli del Trentino. Qui ho avuto modo di riabbracciare i miei amici Trap e Fly dopo un’assenza di ben 13 anni e passa: l’ultima volta ci eravamo visti quando erano venuti a trovarci per stare con noi tra le colline del New Jersey nel 2012. I pochi giorni in compagnia sono volati in un lampo, ma d’altro canto il tempo sembra sempre scorrere troppo velocemente quando si sta bene insieme. Io mancavo dalle valli del Trentino da quasi vent’anni, ed anche rivedere quei posti è stato quello che io spesso chiamo un massaggio per l’anima. Leggi il resto di Rivedersi in Trentino dopo 13 anni

Domani si rientra all’ovile

E così le mie due settimane in Italia anche per quest’anno volgono al termine. Come sempre, la parte più bella è stata l’indigestione di chiacchiere, tra parenti che sono venuti a trovarmi a Roma, ed amici che mi hanno ospitato tra le valli del bellissimo Trentino (seguirà post a parte, con foto). Il tutto condito con una scorpacciata di bontà culinarie, dalla squisita cacio e pepe mangiata alla Trattoria Cecio alla pizza salata con scarola e uva sultanina che ho assaggiato a casa dei miei amici, di cui presto condividerò la ricetta. Insomma, altro che Olive Garden, signori miei. Roma stavolta non mi è piaciuta come in passato: il Giubileo ha richiamato nella città eterna frotte di pellegrini e turisti vari, che hanno assediato il centro storico manco regalassero lingotti d’oro. Ti dico solo che visitare la Fontana di Trevi di sabato pomeriggio non è stata proprio un’idea geniale (ma questo prevedeva il nostro risicato itinerario romano). Tutta questa confusione di gente ha contribuito a rendere l’esperienza un po’ meno piacevole. Leggi il resto di Domani si rientra all’ovile

Io ci vedo!

Uscendo dall’edificio dove mi avevano appena dato una sistematina agli occhi un paio di giorni fa, ho pensato subito alla scena del film Una poltrona per due in cui Eddie Murphy riacquista magicamente la vista grazie ai due poliziotti che lo aiutano in questo miracolo. Posso confermare che poter finalmente vedere nitidamente senza occhiali è una sensazione indescrivibile. Certo, per qualche giorno dovrò sopportare alcuni fastidi (simile a quello che si prova quando si avverte un granello di sabbia nell’occhio) e stare attento a non strofinare gli occhi, specialmente con le mani sporche, ma sono quisquiglie in confronto alla libertà che ho riacquistato. Ed allora oggi volevo continuare questa mini serie in cui ti sto raccontando la mia avventura italiana, parlandoti della clinica Siena Eye Laser dove ho effettuato l’intervento, e della mia esperienza durante le varie fasi della procedura. Come negli altri casi, ci tengo a precisare che no, questo non è un post sponsorizzato.
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Saluti da Poggibonsi

Oggi è il grande giorno: dopo quarant’anni, fra qualche ora potrò sbarazzarmi dei miei occhiali da vista in maniera definitiva. Ieri ho fatto la visita pre-operatoria, ed ho avuto modo di scambiare due chiacchiere (e ti pareva) con il dottore che effettuerà l’intervento. Mi ha confermato di essere idoneo, e mi ha spiegato un po’ tutto il procedimento, e le due possibilità per chi, come me, soffre sia di miopia che di astigmatismo e presbiopia. In un caso, effettuano la correzione completa della miopia, facendo riacquistare al paziente una vista perfetta da lontano, ma con la necessità di usare occhiali da lettura per il cellulare. Nell’altro caso, lasciano un po’ di miopia in un occhio, e correggono l’altro: in questo modo, chiamato monovisione, il cervello si adeguerà ad usare un occhio per lontano, e l’altro per vicino. La vista da lontano non sarà perfetta, ma si evitano gli occhiali da lettura. Ed è quello che ho deciso di fare, specialmente considerato che passo svariate ore al computer per lavoro. Dopo la visita, ho deciso di fare due passi in centro, approfittando della bella giornata di sole. Leggi il resto di Saluti da Poggibonsi

In volo sull’Atlantico

Breve nota di servizio per avvisare i miei lettori che questo post è pubblicato in modalità scongiuro, ovvero mentre io sono in volo sull’oceano Atlantico per raggiungere Roma, in previsione del mio intervento laser per sistemare questa fastidiosa miopia che mi porto appresso dalle scuole medie. Non vedo l’ora di annusare i profumi e gustare i sapori del Belpaese, a praticamente un anno di distanza dall’ultima volta che calcavo il suolo italico. Questo sarà il terzo anno consecutivo che torno in Italia, dopo tanti anni d’assenza. Forse è il desiderio, come spiegavo nell’altro post, di prendere una pausa dal nonsense che è diventata l’America in questi ultimi anni.

Si, le recenti elezioni nel New Jersey, con la vittoria della candidata democratica, lasciano la porta aperta alla speranza. Il timore che tutto finisca a frisca e pirita, come direbbero in siciliano (fischi e scorregge), ovvero a tarallucci e vino. Come dimenticare l’esperienza di Virginia Raggi con i 5 Stelle a Roma qualche anno fa? All’inizio tanta euforia, odore di cambiamento, speranza di rinnovamento ideologico, tutti gasati… e poi? Già ad un paio d’anni di distanza, se non ricordo male, la volevano cacciare a pedate nel deretano. Un po’ a simboleggiare come la democrazia occidentale sia diventata soltanto un’illusione, e noi siamo come i criceti che corrono sulla ruota: continuiamo a credere nella favoletta di un cambiamento che non avverrà mai.

Allora tanto vale scappare, almeno per qualche giorno, da questa farsa che va in onda ogni giorno. Ci vediamo dall’altra parte 🙂

Anche questa volta ho votato per Xi Jinping

Fra qualche settimana qui nel New Jersey si vota per eleggere il governatore, dopo che per otto anni il signor Murphy, un democratico, ha guidato il nostro stato senza infamia e senza gloria. Il suo livello di gradimento è sprofondato negli ultimi mesi, per via dell’inasprimento di alcune leggi e per non aver completato alcuni punti chiave del piano che aveva presentato agli elettori tanti anni fa. In TV, gli spot elettorali per promuovere i nuovi candidati, hanno raggiunto un livello intollerabile. Specialmente perché non elencano le capacità del proprio candidato, ma si limitano ad attaccare le pecche dell’altro. Un approccio che ho sempre detestato, perché di fatto nasconde le lacune del proprio candidato, ed incita ancora di più quella disgregazione sociale attaccando l’avversario piuttosto che dando il buon esempio su come si dovrebbe fare una buona campagna elettorale. Leggi il resto di Anche questa volta ho votato per Xi Jinping

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