due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 3

Scegli il pane per il tuo panino

Non che di questi tempi venga proprio voglia di farsi una vacanza qui negli States, per carità. Anzi, sempre più spesso leggo di americani che preferiscono andare a passare qualche settimana all’estero per allontanarsi dal continuo martellamento di notizie deprimenti che arrivano da ogni parte. Però, se ti dovesse capitare un’occasione irrinunciabile tra le mani (ultimamente i prezzi della Norse Airline sono davvero allettanti), e decidi di venir a passare qualche giorno nella terra dello zio Sam, c’è una cosa che dovresti tenere a mente, quando arriverà il momento di addentare un boccone in uno dei tanti diner disponibili nell’interland delle grandi città: le varie tipologie di pane per ordinare il tuo sandwich preferito. Leggi il resto di Scegli il pane per il tuo panino

Ed anche stavolta ho… scrutato

Martedì si sono svolte le primarie qui nel New Jersey, per eleggere i candidati che si sfideranno a novembre per diventare il nuovo governatore dello stato in cui abito. Da anni mi chiamano a fare lo scrutatore elettorale, ed anche nel nuovo comune dove mi sono trasferito, il fabbisogno di personale non manca. Così, ho fatto il corso di aggiornamento un paio di mesi fa, dove ti spiegano come usare (e far usare) le macchine con le quali gli elettori esprimono il proprio voto: una specie di iPad giganti con accanto una macchinetta che stampa e conserva su una striscia di carta il proprio voto, in caso la versione digitale abbia problemi.

Essendomi spostato di provincia (county, come le chiamano qui), l’impostazione è un po’ diversa da dove ero prima, quindi ho imparato un paio di cose che lì non facevo, ma tutto sommato l’idea è la stessa. Martedì mi sono svegliato di buon’ora alle 4 del mattino, per essere al seggio alle 5, avviare tutte le macchine e firmare tutti i fogli, in modo da essere pronti ad accogliere i primi elettori alle 6 in punto. Leggi il resto di Ed anche stavolta ho… scrutato

Immersi in un mare virtuale di dopamina

Da un paio d’anni a questa parte, da quando entrambe le figlie hanno scoperto TikTok e Snapchat (che fino ad allora avevamo cercato in tutti i modi di vietare), è come se le avessi perse in questa lotta impari contro la dipendenza da social. Leggo sui quotidiani italiani che la situazione è drammatica anche in Italia, e nessuno sembra riuscire ad arginare questo fenomeno. Il proibizionismo, è ovvio, non funziona, perché anzi rende l’agognato oggetto del desiderio ancora più forte. In Cina sembrano voler tentare la strada dell’educazione, per incentivare un uso consapevole di queste tecnologie, ma non è chiaro se quell’esperimento funzionerà. Intanto, anche a scuola, almeno qui in America, le maestre sono oramai disperate, trovandosi di fronte ragazzi spesso disconnessi dalla realtà. Ecco una testimonianza che ho trovato l’altro giorno su Reddit. Leggi il resto di Immersi in un mare virtuale di dopamina

Nuovo comune, nuova donazione

Dati i cambiamenti epocali degli ultimi mesi nella mia vita personale, il mio impegno da donatore di sangue era caduto un po’ in secondo piano, dopo l’ultima piacevole esperienza in Italia. Ora che pian piano le cose cominciano a stabilizzarsi, ho finalmente trovato il tempo per prendere un appuntamento presso la Croce Rossa americana, che qui svolge lo stesso compito dell’Avis in Italia. In realtà, quando ripresi a donare nel lontano settembre del 2023, mi ero iscritto ad un’altra associazione, la New York Blood Center. Sfortunatamente, pare che non abbiano eventi o sedi nella zona rurale in cui mi sono trasferito, che invece è coperta appunto dalla Croce Rossa.

E così, dopo aver prenotato il mio appuntamento online, mi sono presentato al palazzo del Comune per la mia quinta donazione. “Al Comune?”, diranno i miei piccoli lettori. Si, devi sapere che qui spesso queste associazioni non hanno una sede propria, e quindi si appoggiano alle istituzioni, che mettono a disposizione le loro sale riunioni in determinati giorni. Stanze che vengono appositamente allestite con macchinette portatili e sedie. Non ho mai capito come mai non si appoggiano all’ospedale di zona. Leggi il resto di Nuovo comune, nuova donazione

Ma dunque, questo referendum sul Jobs Act?

Devo ammettere che quando ho ricevuto le schede elettorali a casa qualche giorno fa, ero completamente impreparato su cosa avrei dovuto votare. Sui giornali online e sui social, a 8000 chilometri di distanza, ho visto davvero poco in merito. Così, anche grazie ai link del mio amico Trap, ho cominciato a documentarmi un po’ meglio, per esprimere un voto un briciolo più consapevole. A dire il vero, non capisco ancora come mai il governo abbia deciso di seguire la strada del silenzio e, da quel poco che ho capito, dell’astensionismo. Mi rendo conto che si tratta di una questione complessa: tutti vogliamo chiaramente più diritti per i lavoratori, ma se poi quei diritti finiscono per mettere troppa pressione sulle spalle delle piccolissime imprese, spingendole a chiudere, allora non va bene. Leggi il resto di Ma dunque, questo referendum sul Jobs Act?

Come mi manca questa spensieratezza

Spulciando nell’archivio del blog, mi è capitato tra le mani l’altro giorno un video che avevo condiviso nel lontano 2009, ben 16 anni fa. In cui un gruppo di attori improvvisa un piccolo musical tra la gente incuriosita all’interno, pensa un po’, di Trump Tower. Era l’America in cui sarei voluto vivere per sempre, un Paese sereno che pian piano avrebbe corretto i suoi errori del passato. Invece quei tempi oggi sembrano così lontani. Immagino già la scena se una cosa del genere venisse tentata ai nostri giorni, e per lo più all’interno del palazzo del Presidente supremo: qualche repubblicano chiamerebbe subito la polizia, che non perderebbe tempo ad arrestare i poveretti senza risparmiare loro un po’ di sana e meritata violenza, per aver turbato la quiete pubblica. Un Paese in cui la gente comune non sorride più in maniera spensierata. Leggi il resto di Come mi manca questa spensieratezza

La pretesa di esportare democrazia

Questo video qui di seguito è apparso qualche giorno fa nel mio feed su Reddit. Mostra un estratto del processo messo in piedi contro Saddam Hussein nel lontano 2003, quando ancora non sapevamo che le armi chimiche erano soltanto una grande bufala, e che pur non essendo stato uno stinco di santo, quest’uomo alla fine rappresentava un punto di equilibro in un Paese flagellato da decenni di imperialismo occidentale, come ci raccontano anche gli autori di Nova Lectio in quest’interessante mini documentario. Le parole pronunciate da Saddam, che all’epoca pensavamo fossero soltanto gli anatemi di un pazzo scriteriato, oggi assumono un significato ed un sapore diverso. In un mondo in cui Netanyahu continua indisturbato a trucidare migliaia di innocenti, mentre Trump pensa soltanto al portafogli facendo accordi con i sauditi, Saddam d’un tratto non sembra più il carnefice che i media occidentali ci avevano presentato. Leggi il resto di La pretesa di esportare democrazia

Una sensazione di pace e tranquillità

Nell’esplorare il circondario del palazzo dove mi sono trasferito, ho scoperto un parco a circa dieci minuti di distanza, dove la mattina vado a fare due passi quando ho bisogno di ricaricare le batterie. E così, l’altra mattina, ho pensato di portarti con me alla scoperta di questa zona rurale del New Jersey, lontano dal caos e dal logorio della vita moderna. Un’oasi naturale dove il tempo sembra essersi fermato.

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