Uno dei motivi per cui qui in America c’è molto astio nei confronti di coloro che guidano un’auto elettrica è il fatto che, non acquistando carburante, di fatto non pagano l’obolo per la manutenzione delle strade, ovvero le cosiddette accise (ma chi ha coniato questo nome era per caso di Napoli?). Già avevo espresso la mia opinione in merito l’anno scorso, proprio di questi tempi, e continuo ad usare quell’argomento ogni volta che mi prende lo sgiribizzo di trollare qualcuno sui social. Il consenso del governo Meloni, come mi ricorda il mio amico Trap, continua a crescere, cosa mai vista nella recente storia della Repubblica Italiana. Eppure su questo fronte mi pare di capire che continuino a fare orecchie da mercante, e non ci rendiamo conto che servono investimenti pesanti, se vogliamo arrivare al fatidico 2035 preparati. Leggi il resto di Io non pago le accise
Archivio degli articoli in salotto, pagina 5
Le atrocità della tratta degli schiavi
Il mese scorso ho fatto un giro a Washington, dove sono andato ad accompagnare un amico che partiva per una vacanza in Madagascar (beato lui). Piccola blu, la mia fida Tesla Model 3, ha guidato da sola per circa 4 ore e mezza per giungere a destinazione di fronte al terminal dell’aeroporto Dulles alla periferia della capitale, mentre noi chiacchieravamo tranquillamente del più e del meno. Il volo partiva verso le nove del mattino, e volendo sgranchirmi un po’ le gambe prima di farmi altre 4 ore e mezza di guida, ho deciso di parcheggiare l’auto in centro e visitare uno dei tanti musei in città. Per chi non lo sapesse, quasi tutti i musei di Washington sono completamente gratuiti, basta solo dare il proprio nome e numero di telefono, e ti mandano un codice sul cellulare per entrare. Così ho scelto, su suggerimento dell’amico stesso, di andare a visitare il museo di storia afro-americana. Un viaggio nel passato non adatto alle persone troppo sensibili. Leggi il resto di Le atrocità della tratta degli schiavi
Ammazza che stangona
Oggi rispolvero la categoria umorismo sul mio blog, sebbene non ci sia molto da stare allegri di questi tempi, tra il Papa che ci ha lasciati e le notizie dal Paese a stelle e strisce. Anzi, forse questo è proprio il caso di dire che si stava meglio quando si stava peggio. Comunque sia, anche se in maniera più sommessa, buon 25 aprile a tutti!

Perché Trump è un cretino, o forse no?
Se pensavamo che la pandemia fosse stato il flagello peggiore che l’umanità si sia trovata ad affrontare in questo secolo, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, ci siamo tutti un po’ dovuti ricredere. In rete leggo i suoi sostenitori giustificare anche le più assurde mosse degli ultimi giorni: persone che vedono in quell’uomo più un messia da idolatrare a livelli patologici, che un politico sceso in campo per portare un vero cambiamento. L’altro giorno, come tutte le mattine mentre faccio colazione, ascoltavo il podcast di Uno, nessuno, 100Milan, ed hanno chiamato come ospite Stefano Feltri (no, non un parente del Vittorio che tutti conosciamo), giornalista ed economista che qualcosina di come funziona la finanza internazionale penso ci capisca. Ho voluto conservare sul blog un passaggio del suo intervento. Leggi il resto di Perché Trump è un cretino, o forse no?
Le tre i di Trump
Qualcuno forse ricorda i tempi d’oro di Silvio, quando lo vedevamo spesso da Bruno Vespa a perorare la sua causa sulla gestione della cosa pubblica. Ognuno ha la propria opinione su un uomo che, lo si voglia o no, ha influenzato il corso della storia italiana. Quindi non starò qui a dibattere i suoi pregi ed i suoi difetti, anche se penso che se fosse ancora vivo, lui una telefonatina al suo amico Putin l’avrebbe fatta di sicuro, per farlo ragionare un po’. Comunque sia, non è di questo che volevo parlarti oggi. Ho citato Berlusconi perché l’altro giorno pensavo a quando propose la patente della quattro i, un modo semplice per riassumere quali fossero le priorità dell’Italia. Ecco, sono convinto che anche Trump, ed il Progetto 2025 di cui avevo parlato circa un anno fa, abbiano come obiettivo tre i: istituzioni, istruzione, importazioni. Ma non per costruire un Paese migliore come voleva far Silvio, quanto piuttosto per distruggerlo. Leggi il resto di Le tre i di Trump
Il prezzo della sopravvivenza
Negli ultimi anni, sempre più americani si trovano ad affrontare difficoltà economiche e sociali che sembrano non avere soluzione. Ne hanno parlato anche in Italia negli scorsi giorni: il prezzo delle uova è schizzato alle stelle, a causa dell’influenza aviaria che ha scatenato un effetto domino sfuggito di mano a chi controlla la filiera di questo bene così importante nel Paese a stelle e strisce (basti pensare alla colazione a base di uova e pancetta). L’ennesimo incidente che ha messo ancora una volta a dura prova i bilanci della gente. Ma questo fenomeno è il riflesso di un problema più ampio: quando il controllo della produzione alimentare è nelle mani di poche multinazionali, anche i beni di prima necessità possono diventare beni di lusso. Leggi il resto di Il prezzo della sopravvivenza
Guardare la luna, non il dito
La politica oramai è tristemente ridotta ad una gara di slogan e battute, ed ha perso da tempo l’occasione per affrontare le vere sfide. Forse, se il dibattito si fosse concentrato sui modi concreti per realizzare un’Europa più giusta e solidale, l’esito sarebbe stato diverso. Invece di cavalcare la polemica per ottenere un applauso momentaneo, sarebbe più utile puntare a una riflessione profonda sulle scelte da compiere. In questi giorni è stato tirato fuori il Manifesto di Ventotene, di cui, a onor del vero, non conoscevo l’esistenza. Redatto durante la Seconda Guerra Mondiale, questo documento sognava un’Europa unita, federale e democratica. Un continente capace di liberarsi dalle divisioni nazionali e orientato a garantire giustizia sociale ed economica. Un’Unione Europea che tutelasse le classi meno abbienti, contrastasse i monopoli e limitasse il potere finanziario incontrollato. Leggi il resto di Guardare la luna, non il dito
Intervento laser di chirurgia refrattiva
Sin dai tempi della scuola media indosso gli occhiali, che mi aiutano a correggere una miopia che, negli ultimi anni, si è stabilizzata intorno ai 5 gradi. Insomma, le mie lenti non sono proprio fondi di bottiglia, ma senza non riesco a vedere granché. Sfortunatamente, uno dei gentili doni della vecchiaia che avanza è stato l’insorgere della presbiopia, e dunque anche leggere quello che c’è scritto sul cellulare è diventata un’impresa, senza un aiuto visivo di qualche tipo. La presbiopia mi ha costretto ad abbandonare le lenti a contatto, che prima mi consentivano di poter usare gli occhiali da sole in estate al mare ad esempio. Si, lo so, esistono le lenti fotocromatiche che si scuriscono al sole, ed in effetti sono quelle che ho fatto mettere nel mio ultimo paio di occhiali. Ma è sempre una scomodità, dovendo usare occhiali per il computer, occhiali per la guida di sera, ed occhiali per il resto della giornata. Così ho deciso di informarmi per l’intervento laser agli occhi. Leggi il resto di Intervento laser di chirurgia refrattiva