Come forse saprai sono un fedele abbonato a Wired (ho rinnovato fino al 2015, approfittando di una promozione che offriva la sottoscrizione a 4 dollari all’anno). Ogni mese, la redazione indossa il camice del chimico ed analizza un prodotto d’uso comune. Questo mese hanno puntato il loro microscopio su un bicchiere di vino rosso. Dato che noi italiani qui in America siamo “famosi” per pasta, pizza e vino, non potevo esimermi dal tradurre l’articolo per i miei lettori amanti del nettare di Bacco. Tra le altre cose ho avuto modo di confermare la teoria del mio medico curante sul nesso tra il bicchiere di vino che ci facciamo col suocero ed il mal di testa che ogni tanto ne consegue: no, non è il post-sbornia, ma l’azione dei solfiti che i produttori aggiungono al vino. Tant’è che da qualche tempo sto comprando vini che ne dichiarano esplicitamente un basso contenuto, per… vedere l’effetto che fa! Leggi il resto di Cosa c’è nel tuo bicchiere di vino
Articoli recenti
Il mio ricevitore tv usb Hauppage
Pare che in queste settimane le offerte multimediali facciano esattamente al caso mio: dopo aver agguantato un roku ricondizionato a 45 dollari, la scorsa settimana ho trovato un ricevitore tv della Hauppage a 20 dollari, spese di spedizione incluse. Da tempo stavo cercando qualcosa che mi consentisse di trasformare il mio computer in un registratore digitale di programmi televisivi (o DVR, come lo chiamano quelli che hanno studiato). Così finalmente eviterò di perdermi i nuovi episodi del dottor Casa, o i viaggi nell’universo con Morgan Freeman, che vanno in onda alle 10 di sera o il sabato a mezzogiorno in replica. Con la possibilità di trasferire i file sul netbook e guardarli mentre mi reco al lavoro, oppure (dopo un’opportuna conversione) tenerli sul disco di rete e rivederli in salotto quando mi pare grazie al Roku. Leggi il resto di Il mio ricevitore tv usb Hauppage
Quattro settembre duemilaundici
Quando ieri, dall’ufficio, mi sono collegato al sito della compagnia elettrica per avere notizie su quando avrebbero ripristinato la corrente nella zona nord del paesino dove abitiamo, la data che ho letto in principio m’ha fatto pensare “no, deve esserci un errore, non può essere”. Ed invece no, nessun equivoco, pare proprio che staremo al buio per otto giorni di fila. Stamattina, mentre camminavo verso la fermata dell’autobus, mi sembrava quasi di essere finito all’interno del libro di Saramago, Cecità: il piccolo negozio di alimentari solitamente pieno di gente che fa colazione era chiuso, ed il parcheggio antistante completamente deserto; i semafori spenti facevano formare file insolite all’incrocio principale, mentre in sottofondo alcuni generatori a benzina sostituivano le voci di grilli e scoiattoli che solitamente mi accompagnano durante il breve tragitto. La cosa più sorprendente è comunque il modo in cui il vicinato sta affrontando questa nuova sfida: non con la rabbia e le invettive contro la compagnia elettrica che probabilmente questa situazione avrebbe scatenato in Italia, ma con quello spirito positivo ed atteggiamento ottimista che contraddistingue gli americani. Che rende la mancanza di frigo e tv molto più sopportabile.
Mi clicchi sulla freccina per tornare su?
Prove tecniche di trasmissione, in casa due chiacchiere. Già, come scrivevo qualche giorno fa, sto lavorando alla nuova versione del mio plugin per tracciare i visitatori in WordPress, per includere una funzione in grado di monitorare quello che fanno i visitatori mentre gironzolano tra le mie pagine. Così ho messo “sotto osservazione” il pulsante di Google Plus One e la freccetta che appare nell’angolo in alto a destra quando si scorre la pagina, per tornare in cima in un solo colpo. Mi chiedevo se potessi fare qualche click in giro per il blog (quindi non su questa pagina) su questi due elementi, per vedere se tutto va come dovrebbe. Prima però dovresti svuotare la cache del browser per assicurarti di star usando l’ultima versione del tema (e del javascript connesso), che include appunto queste nuove funzioni. Gli utenti di WP SlimStat te ne saranno immensamente grati!
La coda di Irene c’ha fregato
E così siamo riusciti a passare indenni la notte tra Sabato e Domenica, quando l’uragano Irene ha raggiunto la nostra zona, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Per fortuna, come molti hanno capito, la forza del vento è stata ben inferiore di quanto pronosticato da televisioni e fabbricatori di notizie, ma ciò non toglie che si sia fatto più che bene a prepararsi al peggio. Gli alberi hanno retto, la corrente non è andata via, il ruscello a 200 metri da casa nostra è rimasto nei limiti di guardia. Tutto sembrava volgere per il meglio Domenica mattina, s’era persino visto il sole affacciarsi tra le nuvole. Peccato che la coda di Irene sia stata quello che pochi si aspettavano: l’acqua che stava riversando al nord, sta scendendo verso di noi, ingolfando fiumi, buttando a terra alberi e lasciandoci al buio per 24 ore di fila alcuni giorni (qualcuno vuole un po’ di yogurt dal mio frigo?). Beh, asciugare l’acqua infiltratasi nel seminterrato è un modo originale per passare il proprio compleanno, no? Leggi il resto di La coda di Irene c’ha fregato
La calma prima della tempesta
E così stanotte (le 8 di domani mattina in Italia) Irene dovrebbe raggiungere la nostra zona, flagellare New York con venti intorno ai 100 chilometri orari e poi continuare la sua marcia verso il nord degli Stati Uniti. Al momento qui si respira una calma quasi artificiale, e fuori non si vede neppure il classico cane passare per strada: sarà per i messaggi inquietanti che arrivano da ogni canale su cui ci si sintonizza, sarà perché fuori ha già iniziato a piovere, sarà perché i supermercati ed i negozi per la casa sono stati praticamente svuotati di tutti i generi di prima necessità (dall’acqua alle batterie, dai generatori a benzina alle pompe dell’acqua). Avevo pensato di mettere la webcam in diretta, ma dato che il peggio arriverà di notte, non avrebbe avuto alcun senso. Ad ogni modo, noi siamo già pronti ad evacuare, se necessario, ma speriamo proprio non ce ne sia bisogno.
Sono solo molto impegnato
Piccola nota di servizio per tranquillizzare e soddisfare la curiosità di coloro che si stanno chiedendo che fine abbia fatto camu. Con l’imminente inizio del nuovo anno accademico, al lavoro si sono accumulati una serie di progetti che vanno completati entro metà della prossima settimana. Da qui la corsa febbrile per “spremere” ogni minuto delle otto ore lavorative quotidiane per cercare di fare il più possibile 🙂 Come dicono gli americani, siamo in crunch time e quindi non rimane tempo per altro. Arrivato a casa, poi, ho voglia di tutto tranne che sedermi di nuovo davanti ad un computer per curare il blog. E così mentre l’uragano Irene minaccia di portare un’apocalisse nella Grande Mela, ed i terremoti scuotono mezz’America, io non posso far altro che tenere per me tutti i post che ho nella testa. Se a tutto questo s’aggiunge che sto lavorando alla versione 2.5 del mio plugin per le statistiche, per includere il tracking di Google Plus One e di qualsiasi evento ti passi per la testa (heatmaps, anyone?), il quadro della situazione è completo.
Roku, il media player che volevo
Qualche tempo fa dicevo della mia ricerca di un qualcosa in grado di farmi guardare in tv i video che ho sul computer di casa. Alcuni hanno suggerito di installare direttamente un computer touchscreen in salotto, altri consigliavano lo scatolotto della Western Digital, oppure ancora la Apple TV (a me, che l’azienda di Cupertino non la posso vedere manco col binocolo!). Ma nessuna di queste soluzioni soddisfaceva le mie richieste: streaming da Internet (Amazon Video, Hulu Plus, Netflix e via dicendo) e dalla rete locale sulla tv in salotto a prova di moglie 🙂 Un giorno, quasi per caso, inciampo in un’offerta in cui si vende un Roku a 45 dollari, spese di spedizione incluse. La descrizione sembra allettante, così approfondisco l’argomento, informandomi sulle caratteristiche e sulla possibilità di riprodurre i video del PC. Mi sembra troppo bello per essere vero: con meno di 50 dollari posso avere esattamente ciò che cerco, e così lo ordino. Leggi il resto di Roku, il media player che volevo