Non è ancora passato un mese dall’insediamento di Trump e già non ne posso più e vorrei scappare da questo Paese pieno di matti in cui la qualità della vita per noi comuni mortali è peggiorata notevolmente negli ultimi vent’anni. E non lo dice un cretino qualsiasi come il sottoscritto, ma fior fiore di ricerche e statistiche che fanno vedere come in America si vive meno e peggio rispetto a tante altre nazioni nel mondo. Ti confesso di sentirmi in trappola, e la sensazione non è certo delle più piacevoli: se non fosse per il lavoro e le figlie, specialmente considerando i recenti cambiamenti nella mia situazione familiare, avrei già fatto i bagagli. Ma non ho le forze per rimettermi in gioco a cinquant’anni suonati, trovare un lavoro da qualche altra parte, e ricominciare da zero. Perché tutto sommato il lavoro che faccio adesso mi piace ed è una di quelle poche certezze che mi sono rimaste, ed a cui non vorrei rinunciare. Oramai per me, come direbbero i nostri cugini francesi, rien ne va plus. Leggi il resto di Dazi allo zero percento
Articoli recenti
Trascrivere registrazioni audio con Python
Di tanto in tanto mi capita di pubblicare sul blog alcuni frammenti audio estratti dai podcast che ascolto durante la settimana. Come sanno i miei lettori di vecchia data, ho sempre avuto un particolare occhio di riguardo per l’accessibilità del web, quella branca dell’informatica che si preoccupa di rendere i contenuti online fruibili a tutte le categorie di visitatori, inclusi i motori di ricerca, che riusciranno a capire meglio di cosa sto parlando, grazie alle informazioni aggiuntive disponibili dietro le quinte.
Per quei file audio che condivido, ad esempio, aggiungo sempre la trascrizione testuale, che può tornare comoda anche in situazioni in cui non sia possibile ascoltare le parole, perché ci si trova ad esempio in un luogo pubblico affollato. Trascrivere quel testo a mano è noioso e richiede un po’ di tempo, e così mi son ingegnato per automatizzare l’operazione. Per un po’ mi ero affidato a servizi online (grazie Trap per aver suggerito whisper, all’epoca), ma nella versione gratuita avevano sempre tante limitazioni. Così mi sono messo a cercare un’alternativa, ed ho scoperto che il buon vecchio linguaggio Python ha in realtà una libreria apposta. Leggi il resto di Trascrivere registrazioni audio con Python
Il dramma delle benzodiazepine
Tre anni fa, accidenti come vola il tempo, scrivevo una recensione su una serie TV italiana che mi aveva abbastanza appassionato: Doc, Nelle tue mani. Mentre la seconda stagione ci raccontava in presa diretta le difficoltà di gestire un ospedale durante la pandemia, la terza, che ho finito di guardare qualche mese fa, ha scelto di analizzare, come tema di fondo, l’abuso di benzodiazepine nell’ambito sanitario. E proprio di questo vorrei parlare oggi, avendo incontrato in Sicilia, durante la mia permanenza estemporanea dello scorso novembre, persone che per anni hanno abusato di questa tipologia di farmaco, e gli effetti devastanti che ho notato sulla loro salute mentale, ed il declino cognitivo che ne consegue. Persone che sono diventate praticamente un guscio vuoto, all’interno del quale non è rimasto praticamente più nulla in termini di carattere e personalità. Sintomi simili a quelli riscontrati in pazienti affetti da Alzheimer, in cui la demenza senile rinchiude per sempre in un angolino nascosto la coscienza di un individuo. Leggi il resto di Il dramma delle benzodiazepine
Si dirà di loro che non hanno più vino
Il post che sto per scrivere oggi è uno che non avrei mai pensato di pubblicare su queste pagine fino a qualche anno fa. Correva il lontanissimo dicembre 2005 quando condividevo una riflessione che avevo letto tempo addietro sugli ormai estinti gruppi di discussione Usenet, in merito al rapporto di coppia. In quella conversazione, si analizzava la famosa storia delle Nozze di Cana in chiave laica, identificando il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino come il senso del matrimonio vero e proprio. Riporto un passaggio per far capire meglio il contesto:
Scrive Giovanni: “Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva da dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”.
Questa frase finale è la chiave di tutto. Il pranzo di nozze è il matrimonio stesso, la vita di coppia, il sodalizio fra un uomo e una donna visto nell’arco di tutta la sua durata. Leggi il resto di Si dirà di loro che non hanno più vino
Badrijani nigvzit, melanzane ripiene dalla Georgia
Esplorare altre culture, specialmente dal punto di vista culinario, è diventata una mia passione ai tempi dell’università. Il primo vero assaggio, si fa per dire, lo ebbi quando uscii dai confini della mia regione sicula, dove ho speso i primi diciottanni della mia vita, in maniera semi-permanente. Avendo deciso di studiare informatica a Pisa, mi ritrovai praticamente da un giorno all’altro a contatto con una cultura (non soltanto culinaria) diversa dalla mia, dal pane sciapo alla cecìna, dal cacciucco alla bistecca alla fiorentina. Per non parlare di tutti i gustosissimi formaggi dell’entroterra toscano che ebbi modo di assaggiare negli anni. Per me fu una vera e propria rivelazione: c’era tutto un mondo culinario là fuori che finora mi era stato negato, e non vedevo l’ora di scoprirlo. Negli anni ho imparato ad apprezzare la cucina internazionale sempre di più. Da buon amante delle melanzane, oggi ti propongo questa ricetta che viene nientepopodimeno che dalla Georgia. Leggi il resto di Badrijani nigvzit, melanzane ripiene dalla Georgia
Questo post mi piace proprio
Qualche settimana fa, Scricciolo ha lasciato un commento suggerendomi di aggiungere un pulsante al mio blog che desse la possibilità agli avventori che si trovano a passare da questo luogo sperduto nella rete, di dire che un determinato post fosse piaciuto, senza necessariamente dover scrivere qualcosa in un commento. Così ne abbiamo parlato con l’omino talebano seduto sulla mia spalla, ed abbiamo deciso che tutto sommato poteva essere un esperimento divertente. Dopo qualche ora passata nel mio laboratorio da scienziato pazzo, ho aggiunto il codice necessario al tema, e dopo varie prove per testare un ventaglio abbastanza articolato di possibili scenari, l’ho pubblicato sul blog. Leggi il resto di Questo post mi piace proprio
Ho donato anche in Italia
Come raccontavo qualche mese fa, da circa un anno e mezzo sono tornato ad essere donatore di sangue, da quando qui in America hanno rimosso la restrizione per noi che abbiamo vissuto in Europa durante il periodo della mucca pazza. Avevo già la prenotazione fatta per metà novembre, ma poi sono dovuto scappare in Italia per la situazione di mia madre, e quindi ho perso l’appuntamento. Ma mica potevo lasciar correre la cosa così, senza far nulla. Ed è lì che l’omino talebano seduto sulla mia spalla mi ha bisbigliato nell’orecchio l’idea d’informarmi se potessi donare al locale centro AVIS del mio paesello. Così mi sono recato nei loro uffici ed ho spiegato la situazione alla segretaria. La quale, naturalmente un po’ sorpresa per questa cosa insolita, è stata gentilissima nello spiegarmi cosa avrei dovuto fare. Leggi il resto di Ho donato anche in Italia
Ciao Daniele, fai buon viaggio
Ho avuto l’onore di incontrare Daniele soltanto virtualmente tramite il suo blog, e ben presto ho imparato ad apprezzare il suo format poetico, con i video in cui leggeva le sue piccole opere ed i commenti sullo stato della società in cui viviamo. Lo avevo persino avuto come ospite su questi schermi quando proposi ai miei lettori di fare gli scambisti della blogosfera e lui decise di partecipare a quest’iniziativa. Ora Daniele non c’è più. Ho ricevuto la notizia (grazie, Giovanni) come un fulmine a ciel sereno, ed ho sentito quella pesantezza nel cuore che si prova quando succedono queste cose inaspettate. Ho già scritto in passato del mio rapporto conflittuale con la morte, che penso sia comune un po’ a tutti in fondo. Specialmente quando ti ricorda che non bisogna mai dare per scontata un’amicizia o una relazione, pensando che tanto durerà per sempre. Al contrario, ogni giorno va assaporato come un qualcosa di speciale, perché alla fine ciò che rimane è, appunto, quello che gli altri ricorderanno di noi. Fai buon viaggio, Daniele, e se puoi, apri un blog da lassù per condividere le tue poesie anche in paradiso.