due chiacchiere

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Un clima di tensione e malcontento

Non potevo non commentare i fatti che hanno animato il fine settimana americano. La notizia del tentativo maldestro di assassinare un ex presidente è divampata come il fuoco in un pagliaio. I complottisti da entrambe le parti già puntano il dito sugli avversari, ma la vera domanda secondo me è come sia potuto accadere che un tizio qualunque, con in mano un bel fucile, sia riuscito a salire indisturbato sul tetto di un piccolo edificio, abbia avuto tutto il tempo di sistemare l’attrezzatura, e persino sparare ben sette colpi (dicono), prima di essere individuato dai cecchini dei reparti speciali? Ho letto che la gente che stava assistendo al comizio dell’Abbronzato lo aveva segnalato alla polizia, e che questi ultimi hanno sottovalutato l’allarme, supponendo che si trattasse di uno dei cecchini addetti alla protezione dell’evento. Leggi il resto di Un clima di tensione e malcontento

La finale dei mondiali ed il trasporto pubblico

La notizia è finalmente stata resa ufficiale alcune settimane fa: la finale dei mondiali di calcio, che si terranno nel continente nordamericano fra un paio d’anni, sarà giocata a due passi da casa nostra, allo stadio Metlife del New Jersey, dove gioca la squadra di football americano Giants. Al momento non si hanno ancora notizie ufficiali sui biglietti, a parte un modulo da compilare sul sito della Fifa per mettersi in lista, ma c’è una mezza intenzione nella camufamiglia di andare a guardare se non la finale (alcuni dicono che i biglietti costeranno dai 500 dollari in su), almeno una delle altre partite. Pensavamo che sarebbe bello andarci in treno, per non doversi impelagare nel traffico infernale intorno allo stadio. Peccato che lo stato del sistema di trasporto pubblico del New Jersey sia da terzo mondo. Specialmente per quanto riguarda il sistema ferroviario, che per quasi quattordici anni ho usato ogni santa mattina per recarmi dall’interland in pieno centro a Manhattan. Una struttura martoriata da ritardi cronici, infrastrutture fatiscenti (molte stazioni minori non hanno neppure un impiegato a presidiarle) e treni che hanno visto il presidente Kennedy ancora in vita. Leggi il resto di La finale dei mondiali ed il trasporto pubblico

Gli immaturi non hanno un amico

E bravo Spotify che, analizzando la mia attuale selezione di podcast che ascolto quotidianamente, me ne propone di nuovi ed interessanti che riescono a stuzzicare la mia curiosità per il mondo che mi circonda. In questi fine settimana ho lavorato a rinfrescare la stanza della figlia grande: non solo tinteggiando le pareti, ma sostituendo le porte tutte graffiate vecchie di 40 anni, le mensole di truciolato all’interno della cabina armadio con più moderni scaffali a griglia metallica e via dicendo. I podcast mi tengono compagnia mentre eseguo con meticolosità maniacale (forse troppa) tutti questi lavori. Una delle funzioni che ho davvero imparato ad apprezzare in Spotify è che fa partire in automatico il podcast successivo, ordinandoli in base a quelli che ascolto più frequentemente (Uno, nessuno, 100Milan, Focus Economia, 2024), ed inserendo di tanto in tanto un podcast nuovo. Ed è così che ho scoperto quello di Luca Bizzarri: Non hanno un amico. Vorrei condividere un episodio in particolare, che mi trova pienamente d’accordo su vari punti. Leggi il resto di Gli immaturi non hanno un amico

Two font is (not) megl che one

Se hai superato la soglia degli ‘anta come me, probabilmente ricorderai una pubblicità tormentone del Maxibon che andava in onda negli anni 80, in cui un giovanissimo Stefano Accorsi cercava di approcciare, usando il suo inglese maccheronico, due pulzelle al bancone del lido, pensando che si trattasse di due straniere. La frase che tutti ricordiamo di quello spot è che two is megl che one. Tutto questo lungo preambolo per spiegarti a cosa stavo pensando quando ho deciso di apportare una piccola modifica al tema del blog. Quando ho riaperto i battenti, oramai due anni e mezzo fa, ho riscritto il tema di questo blog da zero, con l’intenzione di ereditare alcuni dei tratti della versione precedente. Uno dei quei tratti era l’uso di due caratteri diversi, uno per i titoli ed uno per il corpo dei post e tutto il resto. Leggi il resto di Two font is (not) megl che one

Siamo precipitati in un tempo malvagio

“La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità, non ha alcun rispetto degli anziani. I bambini di oggi sono dei tiranni, non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori. In una parola sono cattivi.” Questa frase sembra essere stata attribuita a Socrate, ma potrebbe benissimo appartenere a qualche nostro contemporaneo. Eh già, periodo storico che vai, lamentela che trovi, si potrebbe dire. In questo fine settimana in cui l’America celebra la propria indipendenza, vorrei fare alcune considerazioni sulla mia esperienza diretta con due figlie adolescenti in questi ultimi due anni. Lasciamo per un attimo da parte la maleducazione, in alcune occasioni persino violenta, che non riesco a capire da dove nasca: chi mi conosce, sa quanto io sia anzi uno che esagera con le buone maniere ed il rispetto di certe norme sociali. Parlo dell’apatia. Leggi il resto di Siamo precipitati in un tempo malvagio

Una ricerca più contestuale

C’era un’idea che mi frullava per la testa da qualche settimana: migliorare un po’ la funzione di ricerca all’interno di questo blog. Non che la usino in tanti, a dir la verità, stando alle statistiche gentilmente offerte dal provider che mi ospita. Più che altro per me stesso, visto che mi capita di tanto in tanto di cercare uno specifico post da citare o semplicemente per ricordarmi come la pensavo in merito ad un dato argomento. Avevo già implementato un primo miglioramento qualche mese fa, escludendo dalla ricerca predefinita di WordPress certi criteri che la rendevano troppo generica, e quindi non in grado di sfoltire il numero di risultati in maniera efficace. Adesso ho aggiunto la contestualizzazione, se così possiamo chiamarla. In altre parole, quando ti trovi all’interno di una delle stanze del blog, ed effettui una ricerca, il sistema andrà a spulciare solo tra gli articoli in quella stanza. Ad esempio, se stai cercando una ricetta e ti ricordi una delle parole al suo interno, ti converrà entrare prima in cucina, e poi digitare quella parola nel campo di ricerca. D’altro canto, non è forse quello che facciamo nella vita reale? Leggi il resto di Una ricerca più contestuale

Un dibattito davvero deprimente

Da qualche giorno anche i più distratti hanno finalmente capito in che situazione si trovano gli Stati Uniti, dopo aver guardato il primo dibattito presidenziale tra i due candidati meno graditi della storia recente della repubblica. Lontanissimi sembrano i tempi in cui Obama e Romney discutevano più o meno amichevolmente del loro programma di governo, mentre oggi i due pretendenti si insultano a colpi di pornostar e ruberie varie, senza dirci nulla di concreto su cosa ci aspetta nei prossimi quattro anni se verranno eletti alla più alta carica del governo a stelle e strisce. Nel fine settimana ho assistito ad un corri corri tra le fila dei democratici, apparentemente scioccati da una performance così deludente e sottotono da parte del loro Addormentato. Ma dove hanno vissuto fino ad oggi, mi chiedo, su Marte? Se la gente è preoccupata da mesi per lo stato di salute mentale del Presidente, un fondo di verità ci sarà pure, no? Eppure continuano a rifilarci questo siparietto patetico noncuranti dei mugugni popolari. Un po’ come in Europa, dove le elezioni della Vonderlien o come caspita si chiama, sono la prova del distacco che esiste tra noi e l’establishment dietro alle istituzioni che ci governano. Leggi il resto di Un dibattito davvero deprimente

Cento domeniche

“Negli ultimi anni decine di miliardi di euro sono andati in fumo nei crac bancari. Pochi privilegiati sono riusciti a mettere al riparo i loro soldi. Centinaia di migliaia di persone non ci sono riuscite. Questo film è dedicato a loro.” Queste sono le frasi che appaiono nei titoli di coda del film Cento Domeniche, che vede Antonio Albanese vestire i panni di un papà di provincia che da sempre sogna di accompagnare all’altare la propria unica figlia. Un uomo che ha sempre tenuto la testa bassa, che ha lavorato per 40 anni per mettere da parte i risparmi per coronare quel sogno. A me Albanese è sempre piaciuto come attore, sia nei ruoli prettamente comici che in quelli dove tira fuori l’unicità del suo modo agrodolce di raccontare una storia. Ma io già lo seguivo ai tempi di Mai Dire Gol, quando si esibiva nei suoi personaggi che ancora oggi sono nella memoria di noi tutti (o almeno di quelli che hanno superato la quarantina come me 😅). Solito annuncio ai naviganti prima di proseguire: nel seguito citerò dettagli della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, fermati pure qui per oggi. Leggi il resto di Cento domeniche

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