due chiacchiere

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E se l’intelligenza artificiale ci governasse?

Ultimamente, l’avrai intuito, non ho avuto moltissimo tempo da dedicare alla lettura (o meglio, agli audiolibri). Prima di partire per l’Italia, la figlia piccola mi aveva suggerito un romanzo distopico per giovani adulti che la maestra le aveva assegnato come compito per casa: Falce. Così ho approfittato delle otto ore di volo per intraprendere questo viaggio in compagnia di Citra e Rowan, due ragazzi nati in un futuro in cui non esistono più fame, guerre, povertà e malattie. Un futuro in cui non si muore più, in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. Ad occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale che non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Leggi il resto di E se l’intelligenza artificiale ci governasse?

Un livello minimo di forza fisica

Le montagne russe a cui è stato sottoposto il mio ritmo quotidiano in questi ultimi mesi, mi hanno allontanato un po’ dalla lettura di quello che raccontano i miei vicini di casa virtuali sui propri blog. Così, quando l’altro giorno ho riaperto Feedly dopo una lunga assenza, ho trovato la bellezza di 170 post ad aspettarmi. Che in un’epoca in cui la blogosfera è oramai poco prolissa, sono davvero tanti. Così inizio a scorrere l’elenco, e l’occhio mi cade subito su Il momento della verità di Luca Conti. Ho cominciato a leggere i primi paragrafi, e già intuivo che c’era qualcosa che non andava. Iniziando a spulciare tra gli altri suoi post recenti, per recuperare il terreno perduto, faccio difficoltà ad accettare ed assimilare quello che Luca ci racconta tra quelle righe: non solo la comparsa di una malattia, ma la dolorosa introspezione che ne consegue. Ho avuto difficoltà a proseguire la lettura: sebbene non abbia mai incontrato Luca di persona, dopo 20 anni che frequento la blogosfera, è come se lo conoscessi da sempre. Leggi il resto di Un livello minimo di forza fisica

Rivedersi in Trentino dopo 13 anni

Concludo oggi questa (lunga) serie di pensieri sparsi raccolti durante la mia recente visita in Italia. Un viaggio inusuale, che mi ha condotto dai piccoli borghi toscani alla capitale dello Stivale, passando dalle valli del Trentino. Qui ho avuto modo di riabbracciare i miei amici Trap e Fly dopo un’assenza di ben 13 anni e passa: l’ultima volta ci eravamo visti quando erano venuti a trovarci per stare con noi tra le colline del New Jersey nel 2012. I pochi giorni in compagnia sono volati in un lampo, ma d’altro canto il tempo sembra sempre scorrere troppo velocemente quando si sta bene insieme. Io mancavo dalle valli del Trentino da quasi vent’anni, ed anche rivedere quei posti è stato quello che io spesso chiamo un massaggio per l’anima. Leggi il resto di Rivedersi in Trentino dopo 13 anni

La gelatina alcolica americana

Ricordo sempre quand’ero piccolo, a casa mia si cucinavano i cosiddetti messicani in gelatina, una ricetta tipica del ragusano a base di maionese, giardiniera, prosciutto cotto e… gelatina. Quella che ti propongo oggi, invece, è un’invenzione tutta americana, molto popolare tra i giovani degli anni Ottanta, stando a quello che mi spiegava Campanellino una delle prime sere dopo che ci siamo conosciuti: i Jell-O shots. Il concetto è molto semplice, e prende spunto dai cubetti di gelatina colorata che qui vanno tanto di moda tra i bambini: sostituire con alcol parte dell’acqua necessaria a preparare quei piccoli spuntini. Et voilà, ecco pronto un curioso dolcetto da servire agli amici dopo cena. Leggi il resto di La gelatina alcolica americana

Domani si rientra all’ovile

E così le mie due settimane in Italia anche per quest’anno volgono al termine. Come sempre, la parte più bella è stata l’indigestione di chiacchiere, tra parenti che sono venuti a trovarmi a Roma, ed amici che mi hanno ospitato tra le valli del bellissimo Trentino (seguirà post a parte, con foto). Il tutto condito con una scorpacciata di bontà culinarie, dalla squisita cacio e pepe mangiata alla Trattoria Cecio alla pizza salata con scarola e uva sultanina che ho assaggiato a casa dei miei amici, di cui presto condividerò la ricetta. Insomma, altro che Olive Garden, signori miei. Roma stavolta non mi è piaciuta come in passato: il Giubileo ha richiamato nella città eterna frotte di pellegrini e turisti vari, che hanno assediato il centro storico manco regalassero lingotti d’oro. Ti dico solo che visitare la Fontana di Trevi di sabato pomeriggio non è stata proprio un’idea geniale (ma questo prevedeva il nostro risicato itinerario romano). Tutta questa confusione di gente ha contribuito a rendere l’esperienza un po’ meno piacevole. Leggi il resto di Domani si rientra all’ovile

L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia

Qualcuno dei miei lettori probabilmente si sarà stupito della mancanza di post politici in questi giorni in cui mi trovo in Italia. Confesso che in effetti la mia permanenza romana, e la vicinanza fisica al nostro Presidente del Consiglio, mi avevano ispirato a scrivere due righe in merito. Lo spunto, in realtà, mi è venuto da un articolo apparso un paio di settimane fa non sul giornale di partito della Meloni, ma nientepopodimeno che sul Financial Times (il link aggira il paywall, ma non dirlo a nessuno 🤫). In cui si dice proprio quello che ho scritto nel titolo del post qui sopra, ovvero che l’Europa dovrebbe prendere esempio dall’Italia. Leggi il resto di L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia

Ritorno all’Olive Garden

Sfilza di post pubblicati con il plugin scongiuro, in questi giorni. Già, perché mentre tu leggi queste righe, io sono su un treno per salire in Trentino dopo la parentesi romana, come ti dicevo qualche settimana fa. Lì incontrerò due amici che non vedo da quasi 14 anni. Insomma, una cosa alla Maria De Filippi. Ma oggi volevo parlarti della mia ultima visita all’Olive Garden, il ristorante “italiano” più odiato da noi italiani in America 😂. Il cibo che servono sarà pure commestibile, ed immagino soddisfi i gusti degli italo-americani, ma per noi “purosangue” quelle paste stracotte affogate in salsine dal gusto indecifrabile sono peggio di una bestemmia. Leggi il resto di Ritorno all’Olive Garden

Bed and breakfast Poggio Bonizio

Oggi vorrei continuare questa mini serie toscana parlandoti del posto dove ho alloggiato durante la mia permanenza a Poggibonsi, il bed and breakfast Poggio Bonizio. Ho deciso di lasciare una recensione sulle principali piattaforme, un po’ per contrastare quei guerrieri da tastiera che sono subito pronti a scrivere quando si devono sfogare per qualcosa andata male, ma che puntualmente dimenticano di condividere quando invece qualcosa va bene. E come ho ripetuto in altri casi, no, questo non è un post sponsorizzato (se vuoi ti mostro la fattura), ma un modo per ringraziare il proprietario, il signor Simone, per la sua gentilezza ed affabilità in quei giorni. Si è persino offerto di venirmi a prendere in clinica dopo l’intervento, se ce ne fosse stato bisogno. Ad avercene, di gente così! Leggi il resto di Bed and breakfast Poggio Bonizio

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