Per l’appuntamento culinario di oggi vesto i panni di un piccolo aiutante di Piero Angela, per condividere alcune curiosità di cui leggevo qualche settimana fa sull’alimentazione dei nostri antenati. Grazie alle abbondanti testimonianze preservate in vari manoscritti e scoperte fatte dagli archeologi, oggi è abbastanza facile decifrare quale fosse la tipica dieta degli antichi romani. Nell’immaginario collettivo pensiamo sempre all’imperatore sdraiato sul suo lettino a fagocitare chicchi d’uva mentre davanti a lui giullari di ogni specie si cimentano in acrobazie varie, o regnanti provenienti da terre lontane portano doni suntuosi accerchiati da folti gruppi di seguaci e spettatori. Ma non bisogna dimenticare che l’impero durò per circa mille anni e che l’arco della storia romana abbracciò un’enorme gamma culinaria. Le descrizioni culinarie che leggiamo in opere come il Satiricon di Petronio ed i libri di Plinio il Vecchio sono supportate da prove tangibili associate ai resti di cibo rinvenuti e alle latrine scavate dagli archeologi. Ad Ercolano e Pompei, ad esempio, sono stati rinvenuti i reperti più attendibili, preservati quasi intatti dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, che ci aiutano anche a capire come riuscissero a conservare i loro alimenti quando ancora i frigoriferi non erano stati inventati. Leggi il resto di Cosa mangiavano gli antichi romani?
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Un atteggiamento passivo nei confronti del presente
L’altro giorno, mentre davo un’occhiata a LinkedIn per vedere chi avesse trovato un nuovo lavoro, mi è capitato di ascoltare un passaggio estratto da un intervento di Sergio Marchionne del 2018, in cui riassume più o meno quello che penso della società contemporanea in cui viviamo. Una società che continua a produrre, da un paio di decenni oramai, una classe politica inetta e miope, che guarda soltanto al domani, ma raramente al dopodomani. Una società ossessionata soltanto dal proteggere il proprio portafogli, accartocciata su se stessa, non più in grado di produrre le grandi rivoluzioni che i nostri nonni ed i nostri padri hanno visto con i loro occhi. Una società in putrefazione, per usare le parole del Censis di qualche anno fa. E non parlo solo dell’Italia, anzi: le parole di Marchionne che riporto qui sotto si possono applicare benissimo a Stati Uniti ed occidente in genere. In cui tutti reclamiamo i nostri diritti, mentre accolliamo i doveri a quelli che ci stanno intorno. Leggi il resto di Un atteggiamento passivo nei confronti del presente
Rendere WordPress piu sicuro
All’università dove lavoro, tra le altre cose gestisco il sito di un centro di ricerca realizzato con WordPress. Circa un anno fa, il nostro “uomo della sicurezza” dell’ufficio informatico del rettorato mi comunicò che i suoi sistemi avevano rilevato attività anomala da quel sito, e che serviva investigare immediatamente cosa fosse successo. Long story short, come direbbero gli americani, qualcuno era riuscito ad usare una vulnerabilità sconosciuta per infilare alcuni file HTML nella cartella in cui il sistema salva immagini e documenti. Con l’aiuto degli esperti del rettorato, concludemmo che non erano riusciti ad entrare nel pannello di controllo, o che avessero trafugato altri dati dal sito, e che quelle pagine erano solo piene di pubblicità che traeva in inganno il malcapitato di turno, invitandolo a scaricare da un altro sito uno di quei programmi che promettono di aggiustare tutti i problemi del tuo computer. Dato che recentemente ho riattivato il sito del mio plugin su un nuovo hosting, ho deciso di riciclare sul mio spazio personal molti degli stratagemmi adottati al lavoro, per tenere i miei dati al sicuro. E così ho pensato di condividere quegli appunti in una miniserie, sperando che possano tornare utili a qualcuno. Leggi il resto di Rendere WordPress piu sicuro
Ed oggi sono 100 articoli dalla riapertura
Da settimane sto pensando a cosa mi sarebbe piaciuto scrivere per celebrare questo piccolo traguardo che si avvicinava imperterrito ed inarrestabile. Che poi, tra l’altro, è a due passi da un’altra meta, essendo questo il 1959° articolo da quando questa casetta virtuale sperduta nella rete ha cominciato le trasmissioni circa 16 anni fa. All’inizio mi era venuto in mente di raccontarti cosa ho fatto in questi anni di assenza dal piccolo schermo, e colmare quella lacuna che non ho sviscerato con il post della ripresa delle trasmissioni. Ma so che in fondo a pochi interesserebbe conoscere fatti personali senza nessun contesto, specialmente considerando che in tanti anni di onorato servizio, ho sempre tenuto un certo riserbo sulla mia vita privata. D’altro canto, il filo conduttore di questo blog è sempre stato quello dell’utilità sociale: dalle ricette all’accessibilità, dalle riflessioni sulla società italiana ai consigli sull’inglese, ho sempre cercato di usare questo spazietto per dare un contributo costruttivo, che aggiungesse valore alla massa sterminata di informazione disponibile in rete. Leggi il resto di Ed oggi sono 100 articoli dalla riapertura
Due chiacchiere con la cameriera americana
Come forse ricorderai, qualche settimana fa siamo andati a passare qualche giorno di vacanza vicino a casa di Biden. Per darti un’idea della distanza in auto, è come andare da Bologna a Roma sull’Autosole. Una sera siamo andati a cena in un ristorantino ad Alexandria, una cittadina della Virginia subito fuori dal raccordo anulare che circonda la capitale. E mentre la cameriera ci chiedeva di dove eravamo (deve aver sentito il mio inconfondibile accento del New Jersey, che fa molto I Soprano, da quello che mi dicono), mi è venuta l’ispirazione per il post di oggi. Se stai programmando una vacanza nel Paese a stelle e strisce, prima o poi ti capiterà di sicuro di visitare un ristorante, e così ho pensato di darti qualche dritta, per non farti cogliere impreparata davanti alla persona che ti porterà da mangiare. Leggi il resto di Due chiacchiere con la cameriera americana
Siamo preoccupati soltanto per il portafogli
Già undici anni fa facevo il punto della situazione su come l’adozione delle energie rinnovabili si era rivelata un fallimento sotto vari punti di vista. Da allora sono stati firmati protocolli d’intesa, e sono stati versati fiumi d’inchiostro sulle tante buone intenzioni contenute in quei voluminosi documenti. Eppure proprio in questi giorni si discute di piani a lungo termine per il potenziamento di impianti per la gestione del gas. Ma non dovevamo pian piano svezzarci dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili? La verità è che, a parte le belle intenzioni, ai potenti del mondo poco o nulla interessa agire concretamente per salvare il pianeta. Anzi, dato che il cambiamento climatico potrebbe decimare la popolazione mondiale, sarà proprio quell’un percento dell’umanità a beneficiarne: dall’alto delle loro torri d’avorio, protetti dalle loro ingenti risorse economiche, guarderanno il resto del genere umano autodistruggersi per quella fame insaziabile di energia che ha sviluppato negli ultimi cento anni. Si è già visto con il COVID, quando i ricchi sono andati a rintanarsi nelle loro isole sperdute nell’oceano, mentre il resto della gente era allo sbando nel tentare di capire come reagire alla pandemia. Leggi il resto di Siamo preoccupati soltanto per il portafogli
Starbucks, il caffè aristocratico parla italiano
In questi tre mesi ti ho portato a scoprire varie catene della grande distribuzione americana, ma solo adesso mi son reso conto di aver tralasciato alcune tra le più utili ad un turista italiano in gita nel Paese a stelle e strisce: quelle relative alla ristorazione. All’inizio abbiamo visitato alcuni supermercati, ma è pur vero che una persona in vacanza vuole degustare le specialità locali senza doversi affannare ai fornelli 🧑🍳 Allora oggi partiamo da alcuni posti dove potrai addentare una colazione decente ed energetica per cominciare bene la giornata. Di Starbucks avrai certamente sentito parlare, visto che avevano tentato di aprirne alcuni anche in Italia, con scarsi risultati, a quanto ho letto. La particolarità di questa catena sono i nomi delle bevande caffeinate: dal latte, che corrisponde più o meno al nostro caffè macchiato, all’americano, dal veranda blend al frappuccino, il loro ufficio marketing ha deciso che usare nomi italiani contribuisce a dare un tocco sofisticato e più aristocratico ai loro prodotti. E con quella scusa hanno pensato bene di gonfiare un po’ i loro prezzi, come se quelle bevande venissero direttamente dall’Italia. Leggi il resto di Starbucks, il caffè aristocratico parla italiano
James prende le richieste alla lettera
Qualche anno fa mi è capitato di scoprire il sito di James Fridman, un artista inglese che ha saputo mettere insieme la sua passione per Photoshop con il tipico senso dell’umorisomo che contraddistingue i sudditi della regina, che trascende lingue e culture diverse. A tutti noi è capitato di avere una bellissima foto scattata durante le vacanze o un evento speciale, rovinata da un piccolo dettaglio sullo sfondo, o da una mano fuori posto. Questo è proprio il servizio offerto da James ai suoi clienti: applicare il suo tocco magico per eliminare quelle imperfezioni. Solo che, di tanto in tanto, il dispettoso artista decide di seguire le indicazioni dei suoi clienti alla lettera, o di interpretarle in maniera diversa da quello che aveva in mente chi ha inviato la richiesta. Il risultato finale, come puoi già immaginare, è davvero spassoso e sagace. Leggi il resto di James prende le richieste alla lettera