Ogni anno, puntuale, alla fine dell’estate arriva la stagione degli uragani a flagellare la costa orientale degli Stati Uniti. Molti si fermano giù in Florida o si infilano nel golfo del Messico, ma ogni tanto uno riesce ad arrivare fino alle ridenti colline del New Jersey dove abitiamo. Qualche mese fa una forte tempesta ha causato allagamenti con conseguenti disagi per la popolazione, incluso il rimanere senza elettricità per qualche giorno. Noi ce la siamo cavati, abitando sul cucuzzolo di una di queste ridenti colline, ma la mia manager ha addirittura perso la casa giù a valle dove abita. Puoi immaginare come la sua vita sia stata sconvolta da un giorno all’altro. A quanto pare l’Italia sta prendendo esempio dall’America anche su questo. Ed è in situazioni del genere che ci rendiamo conto di quanto siamo impreparati per una situazione di emergenza. Oggi vorrei condividere la breve lista di quello che teniamo nel nostro kit di emergenza. Leggi il resto di Cosa avere nel kit di emergenza
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WordPress è il padrone assoluto del web
Correva l’anno 2011 quando scrivevo di come WordPress avesse sorpassato Joomla nel numero di installazioni in giro per il mondo. Gli ultimi dieci anni hanno confermato che, una volta tanto nella vita, all’epoca ho fatto una mossa azzeccata scegliendo questo sistema per la gestione dei contenuti. Non solo per la mia piccola casetta virtuale, ma anche al lavoro, con grande soddisfazione di tutti i collaboratori a cui tocca aggiornare il sito istituzionale. La conferma di questo successo mondiale è arrivata lo scorso Dicembre durante l’annuale conferenza stampa tenuta da Matt Mullenweg, il papà di WordPress, in cui il simpatico Texano tira le somme di quello che è stato fatto durante l’anno appena trascorso, ed annuncia quello che bolle in pentola per il futuro. E quando sullo schermo è apparsa la grafica sulla crescita di questa piattaforma rispetto alla concorrenza, ammetto di aver avuto un piccolo sussulto di stupore, subito seguito da un senso di soddisfazione personale: stando ad un popolare portale di censimenti online, nientepopodimeno che il 43% dei siti in giro per il web userebbe il prodotto di casa Automattic per gestire la propria presenza online. Mica noccioline. Leggi il resto di WordPress è il padrone assoluto del web
Questa macchina qua devi metterla là…
Come sappiamo, le reti social dei nostri tempi hanno di fatto dato un megafono ai tanti tipi strani che popolano questo pianeta, che fino a quel momento non avevo altro pubblico che i loro compagni di classe ed amici del quartiere. E dato che la stragrande maggioranza della comunicazione, almeno fino all’avvento di Instagram e TikTok, è avvenuta dando forma scritta ai propri pensieri, si è alzato il velo sul basso livello culturale di queste persone, principalmente nel corretto uso della sintassi e della grammatica nella propria lingua madre. E se in itaGliano si vedono spesso verbi possessivi senz’acca, in inglese è principalmente la pronuncia di parole simili, anche note come omofone, a trarre in inganno i poveri analfabeti digitali. Sfortunatamente, queste parole a volte mettono il bastone tra le ruote anche a quelli come me che hanno un accento. Ricordo sempre quella volta quando con i miei colleghi si parlava dei fratelli Koch (pronunciato più o meno co-uq), miliardari americani che da sempre sovvenzionano il partito repubblicano. Beh, ti lascio immaginare come ho pronunciato il loro cognome (un po’ come se uno straniero sbagliasse a pronunciare una vocale nominando il Signor Cozzo 😯), e le risate di tutti intorno al tavolo. Leggi il resto di Questa macchina qua devi metterla là…
Andrea, un dottor House tutto italiano
Di tanto in tanto mi piace prendere una pausa dalle serie tv distopiche che solitamente guardo, sebbene non mi mettano ansia come capita ad alcuni miei lettori (ahò, che te devo di’, so’ strano). Qualche settimana fa mi hanno consigliato Doc – Nelle tue mani, una produzione italiana che sembra stia riscuotendo un discreto successo nel Belpaese, con il Luca Argentero di grandefratelliana memoria (lo ammetto, mi sento proprio vecchio al solo pensiero che io, quella edizione del Grande Fratello, l’ho vista in diretta). E così l’altra sera, grazie all’app RaiPlay, ho cominciato a guardare il primo episodio.
Per me che all’epoca ho amato il Dottor House, sin dalla scena d’apertura è stato come fare un piacevole tuffo nel passato: forse è solo la mia impressione, ma persino la grande sala d’attesa aperta sembra richiamare quella del Princeton Hospital dove lavorava il burbero dottore zoppicante. Come pure la fotografia e le inquadrature “in stile americano”, in cui la telecamera spesso non guarda la scena dall’altezza uomo, o mostra gli esterni dall’alto. Le analogie con House, in verità, mi pare abbondino: il fatto che i medici vanno a curiosare a casa del paziente, la ex moglie del protagonista che è dirigente sanitaria, gli specializzandi. Fino alla lavagna bianca che elenca i sintomi, nell’ufficio in cui fanno l’anamnesi. Leggi il resto di Andrea, un dottor House tutto italiano
Carciofi ripieni con mozzarella e pangrattato
Essendo io nato e cresciuto in un angolino sperduto della Sicilia, i carciofi, in salamoia, arrostiti sulla brace viva in un pomeriggio d’estate, sott’olio o sottaceti nell’insalata di riso, o preparati in tanti altri modi, hanno sempre fatto parte della mia dieta. Sfortunatamente, trovare quest’ortaggio nei supermercati americani è tutt’altro che facile. E quando li trovo, costano un’occhio della testa, in media due o tre dollari ciascuno. Ciascuno, hai letto bene. Da piccolo ricordo che un mazzo da 25 carciofi il tizio con l’ape lo vendeva a circa cinquemila lire. Ma una volta tanto, crepi l’avarizia, no? E così Sunshine, mia moglie, li ha visti al supermercato e ne ha presi un paio, per farli ripieni. Ma non temere, la sua ricetta è davvero semplice, ed il risultato finale davvero saporito. Se vuoi preparare un secondo sfizioso per rompere la monotonia della fettina di carne alla griglia, hai trovato l’idea giusta. Leggi il resto di Carciofi ripieni con mozzarella e pangrattato
Un bel taglio di capelli dopo tanti anni
La bella strigliata che sto dando ai contenuti stagionati di questo blog mi ha fatto venire in mente un video che era apparso nel mio feed qualche tempo fa. L’autore raccontava la bella storia di un senzatetto di Maiorca, in Spagna, a cui il barbiere del quartiere in cui mendicava offre un makeover: un bel taglio di capelli e colore e qualche vestito nuovo. Come un Cenerentolo dei nostri giorni, il pover’uomo si trasforma sotto i nostri occhi in un attraente fustaccio degno di una pubblicità di liquori pregiati. Ecco, lo stesso spero di poter fare con le pagine di questo blog un po’ alla volta: una sforbiciatina qui, una coloratina lì, e tutto sarà bello e moderno come piace a me. E quando mi capitano tra le mani articoli che recensiscono servizi che non esistono più, ho l’arduo compito di decidere se tenerli (quando rappresentano per me una memoria storica della rete), o di cestinarli. Per esempio, non potevo disfarmi del mio post su Volunia (qualcuno ancora se lo ricorda?), ma altri non sono stati così fortunati. Sono certo che i motori di ricerca apprezzeranno questo rinnovamento contenutistico. Leggi il resto di Un bel taglio di capelli dopo tanti anni
Un algoritmo per comprare criptovalute
Sebbene la mia educazione universitaria sia passata tra le classi del corso di laurea in Informatica, mi è sempre piaciuto curiosare tra le altre discipline, specialmente quelle di carattere economico-aziendale e finanziario. Con l’avvento delle criptovalute, di cui già parlavo in tempi non sospetti e delle piattaforme per l’acquisto e la vendita online di queste merci virtuali, ho deciso l’anno scorso di unire le due passioni, e con la scusa di voler imparare il linguaggio di programmazione Python, mi sono messo a scrivere un piccolo algoritmo che si collega ad uno dei mercati di criptovalute disponibili qui in America, analizza l’andamento del mercato, ed in base alle osservazioni della sua rudimentale analisi tecnica, decide di comprare o vendere predefinite quantità di monete virtuali. Certo, non è ai livelli dei sistemi di intelligenza artificiale che macinano milioni di transazioni al secondo, analizzando le notizie, i social e quant’altro per capire se è il caso di vendere o comprare, ma qualche spicciolo me l’ha fatto guadagnare. Leggi il resto di Un algoritmo per comprare criptovalute
Forza Gigi, non mollare
In genere la mattina, mentre faccio colazione, do una lettura veloce ai siti dei quotidiani italiani per tenermi aggiornato su quello che succede dall’altro lato del laghetto (altrimenti noto come oceano Atlantico), come direbbero da queste parti. L’altro giorno, un nome che mi è stato molto a cuore a tempi dell’università, ha colto la mia attenzione in un trafiletto: Gigi D’Agostino. Un noto deejay della fine degli anni Novanta, che ha accompagnato tante mie biciclettate mattutine mentre mi recavo a lezione ascoltando le sue creazioni sul mio piccolo lettore MP3 tascabile, o in macchina il pomeriggio sulla stazione radio M2O (chissà se ancora raccoglie il consenso popolare che aveva in quegli anni), mentre andavo alla piscina comunale a farmi una nuotatina. Quanti bei ricordi! Peccato che, dopo essermi trasferito in America, ho perso le tracce di quest’eccentrico artista torinese. Il trafiletto in questione racconta della sua malattia, di cui non sapevo nulla, e mostra una foto recente in cui Gigi cammina verso la macchina fotografica appoggiato ad una specie di girello. Gigi, noi che ti abbiamo seguito nel tuo cammino, ti siamo vicini in questo momento difficile! Leggi il resto di Forza Gigi, non mollare