Anche se si avvicina carnevale, oggi vorrei parlare di un diverso tipo di mascherine: quelle che da oramai due anni indossiamo volenti o nolenti per proteggerci dal Covid. Era la fine di aprile del 2020 quando, superato lo shock iniziale dei lockdown e di quest’atmosfera surreale nella quale ci siamo visti catapultati da un giorno all’altro, ci venne l’idea di farci delle maschere per poter uscire. Ovviamente di quelle commerciali non se ne vedeva neppure l’ombra, ed ognuno si arrangiava in modi fantasiosi pur di poter andare al supermercato a prendere qualcosa da mangiare. Così, sfruttando la macchina da cucire di mia figlia, trovammo dei cartamodelli, un po’ di stoffa su Amazon e cominciammo una produzione artigianale per amici e parenti, usando vecchie magliette di cotone per gli elastici, e gancetti che avevo trovato in garage. Dopo qualche giorno, i nostri amici ci chiesero se potevano averne altre per i loro amici, così decidemmo di lanciare una piccola iniziativa sulla pagina Facebook del nostro comune: le mascherine della speranza. Leggi il resto di Milleduecento mascherine fatte in casa
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 25
Cosa avere nel kit di emergenza
Ogni anno, puntuale, alla fine dell’estate arriva la stagione degli uragani a flagellare la costa orientale degli Stati Uniti. Molti si fermano giù in Florida o si infilano nel golfo del Messico, ma ogni tanto uno riesce ad arrivare fino alle ridenti colline del New Jersey dove abitiamo. Qualche mese fa una forte tempesta ha causato allagamenti con conseguenti disagi per la popolazione, incluso il rimanere senza elettricità per qualche giorno. Noi ce la siamo cavati, abitando sul cucuzzolo di una di queste ridenti colline, ma la mia manager ha addirittura perso la casa giù a valle dove abita. Puoi immaginare come la sua vita sia stata sconvolta da un giorno all’altro. A quanto pare l’Italia sta prendendo esempio dall’America anche su questo. Ed è in situazioni del genere che ci rendiamo conto di quanto siamo impreparati per una situazione di emergenza. Oggi vorrei condividere la breve lista di quello che teniamo nel nostro kit di emergenza. Leggi il resto di Cosa avere nel kit di emergenza
Forza Gigi, non mollare
In genere la mattina, mentre faccio colazione, do una lettura veloce ai siti dei quotidiani italiani per tenermi aggiornato su quello che succede dall’altro lato del laghetto (altrimenti noto come oceano Atlantico), come direbbero da queste parti. L’altro giorno, un nome che mi è stato molto a cuore a tempi dell’università, ha colto la mia attenzione in un trafiletto: Gigi D’Agostino. Un noto deejay della fine degli anni Novanta, che ha accompagnato tante mie biciclettate mattutine mentre mi recavo a lezione ascoltando le sue creazioni sul mio piccolo lettore MP3 tascabile, o in macchina il pomeriggio sulla stazione radio M2O (chissà se ancora raccoglie il consenso popolare che aveva in quegli anni), mentre andavo alla piscina comunale a farmi una nuotatina. Quanti bei ricordi! Peccato che, dopo essermi trasferito in America, ho perso le tracce di quest’eccentrico artista torinese. Il trafiletto in questione racconta della sua malattia, di cui non sapevo nulla, e mostra una foto recente in cui Gigi cammina verso la macchina fotografica appoggiato ad una specie di girello. Gigi, noi che ti abbiamo seguito nel tuo cammino, ti siamo vicini in questo momento difficile! Leggi il resto di Forza Gigi, non mollare
La tradizione delle case addobbate a festa
Le feste sono ormai finite, ma non è ancora troppo tardi per parlarti di un’usanza tipica americana: addobbare la propria casa con luci, pupazzi gonfiabili e quant’altro per celebrare il Natale. Nel paesino in collina dove abitiamo da circa cinque anni a questa parte, ci sono alcune famiglie che fanno le cose davvero in grande. Tanto in grande che iniziano le “manovre” ad Ottobre, a quanto ho sentito, per controllare che tutte le luci funzionino e pianificare come devono metterle (ogni anno s’inventano una disposizione diversa, ed aggiungono qualcosa di nuovo). A casa camu facciamo le cose in maniera ben più sobria, anche perché non ho lo spazio in soffitta o in garage per conservare tutto quest’armamentario. Ma mi piacerebbe un giorno espandere la mia installazione con qualche luce da mettere sul prato. Intanto ti propongo un video girato l’anno scorso che rende giustizia al lavoro fatto da questa famiglia. Che diventa meta di pellegrinaggio per grandi e piccini della zona, per vedere questo spettacolo di luci e suoni che riempie il cuore di gioia. Leggi il resto di La tradizione delle case addobbate a festa
I gattini in affidamento temporaneo
Da anni il nostro canile municipale offre la possibilità a famiglie che non vogliono impegnarsi con un animale domestico a lunga scadenza, di tenerne uno o più in affidamento temporaneo (fostering, in inglese) finché non trovano chi li adotta in maniera permanente. Di tanto in tanto vedevamo i loro annunci sul sito, e così un giorno abbiamo deciso di farci avanti anche noi, anche per far contente le figlie che da tempo insistevano per aggiungere un cagnolino al nucleo familiare. Un compromesso che fa contenti un po’ tutti: il canile che può far posto a nuovi arrivati, l’animale che non deve passare l’intera giornata chiuso in una gabbietta, la famiglia che può godersi il nuovo inquilino senza impegnarsi per sempre, e la comunità che vede ridurre il numero di animali randagi per le strade. La nostra prima esperienza è stata con una cucciolata di quattro mici di circa un mese di età: trovati abbandonati ed infreddoliti per le strade di Newark (una delle poche grandi città del New Jersey), sono stati svezzati in canile e subito messi a disposizione di famiglie che volessero occuparsene. Leggi il resto di I gattini in affidamento temporaneo
Ricominciare dopo sette anni di silenzio
Immagino di pronunciare queste parole all’interno di un’immensa sala vuota, con il rimbombo della voce tra le pareti a rendere più drammatica quest’introduzione. L’ultima volta che mi ero fatto sentire su questi schermi era il lontano 2015: Obama era ancora Presidente degli Stati Uniti, in Italia si parlava di legge elettorale Italicum, ed alcuni superstiti lettori ancora speravano che prima o poi avrei ripreso la mia produzione stabile di articoli. L’illusione durò solo pochi mesi, poi di nuovo il nulla. Intanto, anno dopo anno, qualche settimana prima di Natale, il provider che ospita questo sito mi inviava la puntuale comunicazione chiedendomi se volessi rinnovare il dominio. Puntualmente ogni anno, mentre guardavo sconsolato il terreno incolto infestato di gramigne virtuali che era divantato questo blog, mi chiedevo se fosse il caso di staccare la spina definitivamente. Leggi il resto di Ricominciare dopo sette anni di silenzio
Un’attesa lunga dieci anni
Se sei un lettore di vecchia data di questo blog, saprai che una cosa che non ho mai rivelato in quasi dieci anni di onorato servizio, è la mia vera identità. Un modo come un altro per andare controcorrente, in un’epoca in cui tutti tendono a pubblicare persino i dettagli più intimi della propria vita su qualsiasi rete sociale capiti a tiro. Il ragazzo con il mento appoggiato sulle braccia è stata finora l’unica effige che ha contraddistinto, in lungo e largo per il mezzo digitale, il mio alter ego fatto di bit. Leggi il resto di Un’attesa lunga dieci anni
Come far passare il singhiozzo
Stamattina ci siamo svegliati alle nove e mezza, dopo una serata in famiglia a base di piatti sudamericani, prosciutto di Parma, e cosciotto di maiale arrosto che ti si scioglieva in bocca. Il tutto innaffiato con birra, vino e liquori vari. Durante la serata ho imparato un nuovo trucco per far passare il singhiozzo, dato che quelli noti stentavano a funzionare. Si sa che la tradizione popolare è piena di stratagemmi per risolvere questo secolare problema che affligge l’uomo dai tempi della preistoria. Tra i rimedi a me noti ricordo quello di bere sette sorsi d’acqua, o mangiare un cucchiaino di zucchero, o trattenere il respiro per sette secondi, o prendersi uno spavento. Il nuovo trucco per il 2015 è quello di mettersi una cannuccia tra i denti (orizzontale, facendo in modo di mordere il centro della stessa) e poi tentare di bere un bicchiere d’acqua. Il metodo sembra aver sortito l’effetto desiderato, così ho deciso di annotarlo qui su questo diario come riferimento futuro. E tu quali altri sistemi conosci?