Qualche giorno fa mi hanno segnalato un interessante (si fa per dire) articolo apparso sul Corriere della Sera. Titolo di grande effetto: attenzione allo stress da blog, può uccidere. Ecco come fanno i mezzi di comunicazione ad inculcare nell’uomo di strada, l’idea che uno poveretto che tiene un diario in linea, sia uno psicopatico depresso sull’orlo di una crisi di nervi. O peggio che stia ponendo a repentaglio la propria stessa vita, per il semplice fatto di aggiornare di tanto in tanto il blog in rete. Poi, leggendo tutto l’articolo (non voglio svelarti il finale, quindi non leggere il resto se non vuoi saperlo) si scopre che un tizio è morto di infarto a 60 anni per aver “esagerato” un po’ con il suo lavoro. Che stesse gestendo un blog, scrivendo coccodrilli per i giornali o lavorando ad un caso legale, poco importa. Leggi il resto di I soliti allarmismi italici
Articoli recenti
Sulle strade della California
Ebbene si, ancora una volta ho usato quello che il mio amico Matteo chiama il “plugin scongiuro”: la pubblicazione postdatata degli articoli. In effetti la scorsa settimana non c’ero, sono andato a farmi un giro sull’altra costa degli Stati Uniti. Più esattamente nel cuore tecnologico dell’America, la Silicon Valley. Laddove aziende come Google, Adobe, Oracle, Yahoo e tanti altri, hanno deciso di costruire il proprio quartier generale. Ho già preso appunti su tutti gli articoli che ho in mente di scrivere nei prossimi giorni, per darti un’idea di quello che si prova a trovarsi ai piedi di un palazzone gigantesco con il logo del più famoso motore di ricerca, che si intravede lassù in cima. Oppure ad attraversare il Cancello D’oro (meglio noto come Golden Gate), uno dei ponti più famosi del mondo. Per puro caso, proprio in quei giorni c’era anche la fiaccola olimpica a farci compagnia: passare per il corso e vedere tutti i furgoni “parabolati” delle emittenti americane era uno spettacolo nello spettacolo. Leggi il resto di Sulle strade della California
Il giorno della terra
Più volte ho letto le critiche fatte agli Stati Uniti per aver rifiutato di firmare il protocollo di Kyoto. Peccato che critiche simili non si levino contro la Cina o l’Italia stessa. Quest’ultima pur avendo sottoscritto l’accordo, mi pare essere ancora oggi nel grave ritardo evidenziato dal Presidente della repubblica l’anno scorso. Insomma, alla fine si è capito che gli Stati Uniti, come sempre, sono stati semplicemente realisti: era impossibile rispettare i parametri fissati dall’accordo, sebbene siano quelli più giusti per riportare il mondo sulla retta via. Molto però dipende da tutti noi in prima persona: nell’usare i mezzi pubblici, nel ridurre il termostato del riscaldamento, nello spegnere le luci quando abbiamo finito. Su questo, va ammesso, qui tengono molto all’educazione della gente. La prossima settimana, ad esempio, si svolge proprio a New York il Giorno della Terra 2008. Leggi il resto di Il giorno della terra
The meatrix, due e mezzo
Una cosa che si osserva subito, arrivando in America, è quanto questa nazione sia affamata di carne. Per sfamare più di duecento milioni di persone, di cui buona parte vive sulla costa atlantica, serve un’elevata produzione, che spesso va a discapito della qualità. Per questo ed altri motivi, il sito The Meatrix si impegna da anni ad educare cittadini e consumatori ad un approccio più sostenibile all’alimentazione. La trovata divertente è l’uso di brevi cartoni animati, ispirati alla famosa trilogia di The Matrix. Meatrix infatti è un gioco di parole: la combinazione del titolo del film con “meat”, che vuol dire carne. I protagonisti, Muufeus ed il maialino Leo, ti porteranno a scoprire gli “orrori” che si nascondono dietro la bella facciata dei centri di macellazione. Da poco è uscito il terzo episodio della serie: stavolta i nostri amici concentrano la loro attenzione sull’insicurezza sui luoghi di lavoro e la rinuncia, da parte delle aziende, di seguire gli standard di qualità, pur di ottenere i profitti desiderati.
Il cuore rivelatore
Sto leggendo in questi giorni una raccolta di brevi storie di Edgar Allan Poe. Piccoli racconti dell’orrore, disponibili in formato elettronico e scaricabili gratuitamente da Internet. Uno di questi si intitola, appunto, Il cuore rivelatore: la confessione di un uomo che uccide il suo padrone, per il semplice fatto che non sopporta il suo sguardo “maledetto”, come lui stesso lo definisce. Dopo aver finito La ragazza delle Arance di di Jostein Gaarder, un ritorno alla lettura dei classici mi ci voleva proprio. Ho già in programma, finita la raccolta, di trovare Il fu Mattia Pascal e gli altri che tu e gli altri lettori in passato mi avete suggerito, tramite il mio diario. Un modo come un altro per rimanere attaccato alla cultura italiana che, com’è ovvio che sia, si apprezza molto di più stando all’estero. Qui non si sente più l’influenza della spazzatura televisiva italiana, delle veline e delle tette al vento. Ci si può concentrare sulle cose veramente importanti che il nostro Belpaese ha saputo produrre.
Qui buttano via uno stadio
Ebbene pare che nei primi mesi dell’anno prossimo, il famoso stadio degli Yankee di New York, verrà raso al suolo perché troppo vecchio, e dunque non più adatto agli attuali canoni di sicurezza e flessibilità richiesti dalla legge. Ovviamente gli appassionati di baseball non potevano rimanere a bocca asciutta, quindi prima di buttare giù il vecchio, a poche decine di metri stanno costruendo quello nuovo. La prima volta che ci sono passato davanti, pensavo di avere le allucinazioni: due stadi identici affiancati. Come andare a Milano e vedere due stadi di San Siro vicini! Ma la trovata geniale è un’altra: per ripagare le spese per la costruzione del nuovo edificio, i pezzi del vecchio verranno venduti ai tifosi. Sarebbe come comprare una sedia dell’Olimpico e potersela tenere in camera. Leggi il resto di Qui buttano via uno stadio
Pollo fritto, un’antica tradizione
In America, fino a qualche anno fa, non esisteva ristorante tipico che non servisse il classico pollo fritto. Semplice da cucinare, gustoso da rosicchiare, era un’alternativa stuzzicante al solito panino con hamburger e patatine. Oggi i gusti stanno cambiando, e le contaminazioni delle varie cucine del mondo iniziano a notarsi anche nei ristoranti e nelle nuove catene di “cibo veloce” in giro per la città. Così il buon vecchio pollo fritto non si trova più, anzi sta diventando una specialità riservata a pochi eletti. Non rimane che provare a farmelo da solo. Leggi il resto di Pollo fritto, un’antica tradizione
Agenda setting a New York
Già in passato ho avuto modo di spiegarti cosa sia la teoria dell’agenda setting. Anche qui, nelle mie passeggiate per le vie del cuore economico della City, ne ho trovato un esempio lampante. Gli americani sono famosi in tutto il mondo per la loro efficienza: negli anni Venti un grattacielo si costruiva in pochi anni, e certo i mezzi a disposizione non erano gli stessi di oggi. Ma anche i tempi moderni sono pieni di esempi analoghi: in un mese hanno costruito la nuova sede del Donkin’ Donuts, vicino casa mia, da zero. Eppure al centro del cuore della Grande Mela, dopo 7 anni ancora rimane la voragine delle Torri Gemelle: forse hanno iniziato a lavorare alle fondamenta. Perché tanta lentezza nel completare quest’opera, quando si impiega molto meno tempo in casi analoghi? Leggi il resto di Agenda setting a New York