due chiacchiere

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Niente male questa Iliad

Quando vengo in Italia, visto il mondo iperconnesso in cui viviamo, la prima cosa che faccio è recarmi presso un punto vendita di telefonia mobile per acquistare una SIM card locale, considerando che altrimenti con il mio operatore americano mi toccherebbe accendere un mutuo per pagare la tariffa in roaming. L’anno scorso avevo preso una scheda Vodafone, che per la modica cifra di 20 euro offriva un piano con 90 giga di dati in 5G. Per me che sono abituato a pagare 20 euro per 15 giga al mese negli States, 90 giga era una cosa mai vista prima. Quindi puoi immaginare la mia sorpresa quando, recandomi al punto vendita qualche settimana fa, dove era possibile scegliere tra vari operatori, la gentile operatrice mi propone un piano Iliad da 250 giga in 5G al solito prezzo di 20 euro (10 di scheda e 10 di piano). Io sono rimasto letteralmente a bocca aperta, e le ho confessato che dall’altra parte dell’oceano queste cose ce le sognamo. E no, questo non è un post sponsorizzato. Leggi il resto di Niente male questa Iliad

Un deja vu del risveglio di 8 anni fa

Visto il risultato delle elezioni americane che ha lasciato tutti a bocca aperta, me compreso, non potevo non scrivere due righe a caldo sull’evento oserei dire dell’anno. Ricordo ancora quando otto anni fa eravamo chiamati a scegliere tra Trump e la signora Clinton: mi svegliai verso le 3 del mattino per andare in bagno, e diedi un’occhiata al cellulare per vedere come procedeva lo spoglio, certo di leggere quello che molti exit poll oramai davano per scontato. Non puoi immaginare lo stupore che ho provato nello scoprire che invece le cose avevano preso una piega completamente diversa. Lo stesso mi è capitato ieri qui in Italia, anche se stavolta in un certo senso me lo aspettavo: mi sono svegliato verso le 10 del mattino (dato che vado a letto alle 2 di notte per lavoro) ed ho acceso il cellulare sicuro di leggere elogi a profusione per la Harris. Invece, ancora una volta, mi si è presentato sullo schermo un risultato del tutto diverso. Risultato che conferma quello che, in fondo, dicevo da tempo: il partito democratico americano ha fatto delle scelte autolesioniste che a confronto Tafazzi sembra una simpatica principessa della Disney. Leggi il resto di Un deja vu del risveglio di 8 anni fa

Il Pentagono ed i vaccini contro il Covid

Premetto che sto scrivendo questo post in un momento di calma serale, prima di conoscere il risultato delle elezioni del 5 novembre. Perché prevedo che sarò, comunque vada, poco soddisfatto dell’esito finale di questo show che saranno le elezioni del Presidente degli Stati Uniti. Ed anche perché, trovandomi ancora in Italia ed avendo altri pensieri per la testa, non vorrei comunque saltare il ritmo dei tre post alla settimana a cui oramai sono abituato dal lontano dicembre del 2022. Perché, come cantava una famosa canzone di Elio e le Storie Tese, sono abitudinario (quanti ricordi dell’adolescenza mi riporta alla memoria questa canzone!). Così mentre tutti saranno a commentare ogni minuscolo dettaglio di un’elezione passata al setaccio, io vorrei parlare di una delle tante magagne del Paese a stelle e strisce che sono passate inosservate nel silenzio della maggior parte della stampa internazionale. Leggi il resto di Il Pentagono ed i vaccini contro il Covid

Ho mantenuto la mia promessa

Il grande giorno è finalmente arrivato: domani si vota per eleggere la nuova presidentessa degli Stati Uniti. Il mio pronostico, visto il martellamento mediatico che abbiamo subìto in queste settimane su questa sponda dell’Atlantico, è che vincerà la Harris, con conseguenti giorni di mal di pancia da parte dei repubblicani. Che si chiederanno se sia il caso di mettere Trump in frigo e scongelare qualche altro candidato. Not so fast, direbbe qualcuno. Il popolo dei suoi seguaci sarà ancora più infervorato, ancora più elettrizzato, ed ancora pronto a combattere per la libertà e per conservare la gloria di quest’impero in declino. Io intanto un paio di settimane fa ho ricevuto la mia scheda elettorale per posta, e l’ho rispedita subito con il nome che avevo promesso di scrivervi sopra. Voto per posta perché domani mi sarei dovuto svegliare alle 4 del mattino per passare tutto il giorno come presidente di seggio in una sezione vicino casa mia (non quella dove voto). Mi dispiace di aver dovuto lasciare i miei colleghi di seggio da soli, essendo io ancora in Italia. So già che sarà una giornata molto lunga per loro. Che Dio gliela mandi buona. Leggi il resto di Ho mantenuto la mia promessa

Progetto Hail Mary

L’ultimo audiolibro che mi ha accompagnato nelle scorse settimane mentre sistemavo le cianfrusaglie in garage e pulivo le erbacce dalle aiuole intorno alla casa per la fine della stagione, si intitola Project Hail Mary. A quanto pare in Italia doveva essere pubblicato da Mondadori, ma hanno cambiato idea all’ultimo minuto, con grande disappunto degli appassionati italiani del genere fantascientifico spaziale. Credo mi sia stato consigliato dall’algoritmo di Audible in base ad altri libri che ho acquistato sulla piattaforma, come ad esempio La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo oppure L’uomo di Marte (scritto, tra l’altro, dallo stesso autore del libro di cui parlo oggi). In effetti ci sono tante similitudini con la storia dell’astronauta abbandonato per sbaglio su Marte, poi raccontata anche in un film del 2015 con Matt Damon. E si parla già di un remake cinematografico pure per questa nuova opera di Andy Weir, che dovrebbe uscire fra un paio d’anni. Leggi il resto di Progetto Hail Mary

Mission Impossible: Dead Reckoning

La serie di film Mission Impossible mi è sempre piaciuta sin dai tempi dell’università, quando andai a vedere la prima puntata al cinema (chissà se c’è ancora il cinema a Pisa dietro la Superal a due passi da Corso Italia). L’iconica scena di Tom Cruise che si cala appeso ad un filo per rubare i dati da un computer supersicuro mentre sullo sfondo suona l’arcinota colonna sonora, fa oramai parte della cultura di massa. Così negli anni mi sono appassionato sempre di più alle avventure di Ethan Hunt, uno dei membri di quest’organizzazione parastatale chiamata ad impelagarsi in avventure proibitive che neppure gli agenti segreti più scafati sanno risolvere. Da poco è uscito l’ultimo episodio della saga, Dead Reckoning, prima parte. Che ho particolarmente apprezzato per due motivi (spoiler!): le scene girate in Italia, e la scelta del nemico di turno, l’intelligenza artificiale e la tecnologia che si rivolta contro l’umanità. Leggi il resto di Mission Impossible: Dead Reckoning

Il fondo sanitario integrativo per le spese mediche

Trovandomi in questi giorni nel profondo sud d’Italia a combattere (quasi letteralmente) con le storture della sanità pubblica di queste terre dimenticate da Dio, non potevo che affrontare l’argomento su queste pagine. Ma non voglio annoiarti con i dettagli di una burocrazia sanitaria che probabilmente conosci molto meglio di me. Piuttosto, vorrei suggerire un’idea per migliorare le cose. Chissà che il governo non sia all’ascolto 🙂 Qualche mese fa ti parlavo di come funziona l’assicurazione sanitaria nel Paese a stelle e strisce. E spiegavo come la deducibilità di certi importi qui è applicata direttamente in busta paga, e non a fine anno quando si compilano le tasse.

Nel mio caso, ad esempio, ho chiesto al mio datore di lavoro di versare in una carta di credito sanitaria circa 200 dollari al mese, decurtati dallo stipendio prima di calcolare le tasse, così che alla fine dell’anno l’importo imponibile sia più facile da calcolare. Quei soldi non devono però necessariamente sedere in quel conto a non far nulla: si possono spostare su un fondo sanitario d’investimento, gestito dalla stessa compagnia che fornisce la carta di credito, che si preoccuperà di investirli e farli crescere secondo le mie indicazioni. Potrò scegliere se usare un approccio aggressivo, investendo in mercati ad alto rischio (ed alto beneficio) oppure uno più conservatore, acquistando titoli di stato e strumenti analoghi. Leggi il resto di Il fondo sanitario integrativo per le spese mediche

Mamma, ho preso l’aereo

Breve nota di servizio. Non c’è nessun refuso nel titolo del post di oggi, che andrà in onda mentre io mi accingo ad atterrare in Italia per un viaggio del tutto inatteso. Mia madre ha avuto un malore ed è stata ricoverata in ospedale, dove al momento la situazione clinica non è chiara e stanno facendo dei test. E così ho deciso di fare un salto in Sicilia per andare a stare con i miei per qualche settimana, ed aiutare mia sorella nelle faccende quotidiane. Grazie al cielo con lo smart working (ma se è davvero così intelligente, perché non lo si incentiva di più?) potrò continuare a lavorare la sera da casa. La differenza di fuso orario con la California è di 9 ore, quindi ho chiesto di essere in ufficio dalle 7.30 alle 16.30 ora californiana, ovvero dalle 16.30 all’1.30 del mattino ora italiana 🥱😴. Poi recupererò un po’ di sonno nel weekend, immagino. Leggi il resto di Mamma, ho preso l’aereo

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