Lo so, in campagna elettorale Salvini aveva promesso di abolire la legge Fornero e di regalare palate di soldi ai pensionati. Ed ora, arrivato il momento di stilare la prima vera manovra economica di questo governo, si è dovuto rimangiare praticamente tutto. Certo questo non significa che io sia pentito di aver votato Meloni, anzi. La verità è che anche i sassi sanno oramai che il sistema pensionistico italiano si dirige senza se e senza ma verso il baratro. Anche aumentando la natalità in maniera notevole con un colpo di bacchetta magica a partire dal 2024, quei neonati impiegherebbero almeno 18 anni per produrre reddito e quindi versare i tanto agognati contributi che pagherebbero le pensioni dei loro padri e dei loro nonni. Non solo: l’aumento dell’aspettativa di vita fa si che un sistema studiato per pagare pensioni per una quindicina d’anni, non può essere stiracchiato per pagarle per 30 e passa anni senza conseguenze. Leggi il resto di Quota 103 è l’eredità dei nostri padri
Articoli recenti
Vellutata di pomodoro con pane e formaggio
Com’è che diceva quella regola di matematica che abbiamo imparato tutti alle elementari? Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Questo è quello che mi è venuto in mente pensando al piatto che l’altra sera Sunshine ha cucinato per tutti: il famoso grilled cheese americano. Una pietanza semplicissima da preparare, e che fa contenti, almeno in casa Camu, grandi e piccini. Specialmente in questo periodo invernale in cui si ha voglia di quelli che gli americani chiamano comfort food, ovvero cibi che ci fanno stare meglio, un cosiddetto massaggio per l’anima quando il meteo fa aver voglia di rimanere sotto le coperte tutto il fine settimana. Un piatto che adopera gli stessi addendi della pizza, ma in maniera più fantasiosa e, perché no, sfiziosa. Leggi il resto di Vellutata di pomodoro con pane e formaggio
Oops, I did it again…
Il titolo di oggi è ispirato ad una simpatica canzoncina che cantava Britney Spears tanti anni fa, nella quale la poveretta si pentiva di aver spezzato il cuore del malcapitato di turno. Nel nostro caso, invece, siamo cascati nella trappola delle figlie. Dopo settimane di lenta ed inesorabile strategia psicologica, hanno convinto Sunshine ed il sottoscritto a renderci disponibili presso l’associazione che si occupa di salvare cani e gatti randagi da un destino nefasto, specialmente con le temperature rigide di dicembre a cui stiamo assistendo qui nel New Jersey. Come ti raccontavo un paio d’anni fa, per ovviare al problema dello spazio limitato nella struttura dove operano, offrono la possibilità di tenere a casa alcuni di questi mici, fin quando non trovano una sistemazione definitiva in una famiglia che decide di adottarli. Dopo l’ultima esperienza traumatica con mamma e cucciolo infettati dalla tigna della pelle, avevamo deciso di prenderci una pausa. Ma sapevo che prima o poi avrei sentito di nuovo il desiderio di farmi riscaldare le gambe da queste borse dell’acqua calda ambulanti mentre lavoro al computer. E così ci hanno affidato due sorelle di tre mesi, Morgan e Trinity. Leggi il resto di Oops, I did it again…
Due mesi fa, l’attacco di Hamas
Sono già passati due mesi dall’attacco dei terroristi palestinesi di Hamas che ha sconvolto il mondo, e mi pare che oramai i riflettori si siano spostati altrove. Tutti, me compreso, cominciammo a pontificare su chi avesse ragione e chi torto, sulle possibili spiegazioni di questa escalation del conflitto, e su cosa sarebbe successo dopo. Quasi per coincidenza, pochi giorni prima avevo scritto un post in cui farneticavo sugli effetti devastanti che secoli di colonialismo britannico e francese hanno causato in Africa ed in giro per il mondo. Così, quando ho deciso di approfondire la questione tra israeliani e palestinesi, non mi ha stupito scoprire che tutto nasce agli inizi del secolo scorso per mano di, indovina un po’, francesi e britannici. Che si spartirono quelle terre per ricavarne lauti guadagni, anche per via della vicinanza con il canale di Suez e l’accesso a tutto il Medioriente. A dirlo non sono io, che per usare le parole del governatore De Luca, mi ritengo un cialtrone, ma è un reputabile canale YouTube tutto italiano, che ho cominciato a seguire dietro indicazione di un utente su Reddit in calce ad uno dei miei post su quella piattaforma. Leggi il resto di Due mesi fa, l’attacco di Hamas
Le applicazioni che uso giornalmente
Il mese di dicembre, come sappiamo, è tempo di resoconti e liste in cui riassumere quello che s’è fatto durante l’anno appena trascorso. Oggi colgo lo spunto da un recente post di kOoLiNuS, in cui Nicola propone un simpatico esperimento sociale come non si vedevano da tempo nella blogosfera oramai deserta: elencare le applicazioni che usiamo quotidianamente quando ci sediamo davanti a quello che mia nonna chiamava l’aggeggio infernale. Oppure sul nostro inseparabile cellulare. Un esercizio per sbirciare dietro le quinte di un aspetto quanto mai personale dei nostri vicini virtuali, che secondo me cerca di tracciare un profilo di chi siamo e cosa vogliamo dalla vita attraverso le app che usiamo. Qualche complottista potrebbe pensare che grazie a questi elenchi, gli hacker avranno servito su un piatto d’argento le informazioni per violare i nostri account e rubarci tutti i soldi, ma d’altro canto la gente già lo fa sui social rispondendo alle domande apparentemente più assurde, e quelli si che sono tranelli per provare a carpire le tue password. Leggi il resto di Le applicazioni che uso giornalmente
Qualcuno del governo legge il mio blog?
Me lo sono chiesto dopo aver letto questa notizia, secondo cui anche in Italia presto sarà possibile prelevare contante non solo agli sportelli bancomat, ma anche in molti esercizi commerciali. Ne avevo parlato qualche settimana fa in calce ad un mio articolo su una delle catene di negozi per animali che abbiamo nel Paese a stelle e strisce. Una novità davvero conveniente, che secondo me invoglierà ancora di più la gente ad usare la piccola tesserina plastificata per pagare ai negozi, ed allo stesso tempo invoglierà i piccoli negozi di paese a mettersi al passo con i tempi su questo fronte. A dire la verità, quando siamo stati in Italia qualche mese fa, non ho avuto alcun problema a pagare con la mia carta di credito ovunque andassi, anzi in un lido in spiaggia, mi hanno portato la macchinetta wireless per pagare l’ombrellone fino al posto dove eravamo seduti, cosa che qui in America ancora neppure esiste. Qui, per l’orrore di molti europei, il cameriere al ristorante ti chiede di prendersi la tua carta di credito e portarla dietro al bancone per completare la transazione, e poi ti porta il foglietto da firmare.
Zuppa di vongole e patate
Mi sono reso conto solo adesso che era da quest’estate che non scrivevo una ricettina sul blog. Durante il recente cenone del Ringraziamento, di spunti me ne hanno dati parecchi, con tutto il bendidio che era a tavola. Incluse alcune idee per la vigilia di Natale. Devi sapere che qui esiste una tradizione italo-americana alla quale tutti i connazionali tengono tantissimo: la festa dei sette pesci. Della quale a quanto pare nessuno in Italia ha mai sentito parlare. Così alcuni commensali, alcuni di origini polacche e tedesche, mi hanno suggerito la ricetta che ti propongo oggi, che si accompagna bene a gamberoni grigliati, seppioline fritte in pastella, calamari ripieni, insalata di polpo e pesce spada alla cacciatora, che sono alcune tra le idee che negli anni Sunshine ha portato in tavola, visto che il cenone si fa a casa nostra. La zuppa di vongole e patate è un piatto che sposa sapientemente i sapori del mare con quelli della terra, una celebrazione di ingredienti semplici ma gustosi. Leggi il resto di Zuppa di vongole e patate
Quando si facevano i post autoreferenziali
Esattamente 17 anni fa, scrivevo il primo post autoreferenziale della storia di questo blog. Che a giudicare dall’assenza di commenti in calce, non ebbe il successo che avevo sperato. Erano i tempi d’oro della blogosfera nel Belpaese e nel mondo. La gente organizzava Barcamp sparsi per lo Stivale, e l’entusiasmo di aprire uno spazio in rete trasudava da tutti i pori di grandi e piccini. Si producevano mappe della blogosfera, si riempivano i blogroll per segnalare i siti di parenti ed amici, e di tanto in tanto si pubblicavano i cosiddetti post autoreferenziali, ovvero una raccolta del meglio del meglio delle proprie elucubrazioni, a beneficio dei visitatori di passaggio che potessero essersele perse. Poi sono arrivati i social network, e tutti si sono spostati verso quelle piattaforme, lasciandosi dietro città fantasma che hanno causato la chiusura di servizi come Google Reader e Blogbabel. Tutto il resto è storia, come si dice in questi casi. Leggi il resto di Quando si facevano i post autoreferenziali