Quando mi cimento tra i fornelli, mi piace sentirmi per qualche minuto come quei grandi chef che in televisione spiegano come preparare manicaretti prelibati al loro pubblico. Non che le mie doti culinarie siano a quei livelli, ci mancherebbe, ma almeno nel tempo ho imparato ad usare strumenti di qualità. Ad esempio, tutte le padelle che abbiamo sono oramai di marca buona e d’acciaio inossidabile, e solo un paio sono antiaderenti al teflon per fare le frittate e due uova strapazzate la mattina. Anche con i coltelli ho cominciato ad apprezzare la soddisfazione di avere una lama sempre affilata, per tritare quelle cipolle per il soffritto con un gesto leggero e preciso (e senza lasciarci un dito). Peccato che con l’uso, tutti i coltelli, anche quelli giapponesi che costano fantastilioni di dollari, perdono un po’ il filo, e quindi bisogna ripristinare la loro funzione in qualche modo. Per anni ho usato un affilacoltelli di metallo comprato su Amazon per una quindicina di dollari, che faceva il suo mestiere senza infamia e senza gloria. Poi un giorno, ho guardato un video in cui uno chef spiegava come usare la pietra ad acqua, e la mia vita è cambiata per sempre. Leggi il resto di Affilare i coltelli con la pietra ad acqua
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Predicare bene e razzolare… bene
In questi ultimi mesi mi sono proprio divertito ad aggeggiare sotto il cofano del blog: dall’introduzione di SASS per gestire i fogli di stile in maniera modulare all’importazione dei font di Google all’interno del tema, dal sistema di caching casalingo delle pagine agli script che tengono un occhio sulle cartelle, non mi sono proprio fatto mancare nulla. Ora che queste novità hanno passato la fase di rodaggio e stanno funzionando a pieno regime, ero curioso di sapere se avessero contribuito nell’insieme a migliorare l’impronta ecologica di questa casetta virtuale. Lo scorso marzo avevo trovato un sito che calcola questo valore, secondo cui il mio blog era più ecologico del 94% dei siti vagliati dal loro servizio. Ebbene, dopo aver ripetuto quel test, pare che adesso questo sitarello scalcagnato si aggiudichi un rispettabile 97%, consumando in un anno l’equivalente energetico che consentirebbe ad un’auto elettrica di percorrere 58 chilometri. Leggi il resto di Predicare bene e razzolare… bene
E se le aziende bruciassero i rifiuti?
Visto il post in cui condividevo l’incredibile storia della nascita dell’automobile alla fine dell’Ottocento, vorrei continuare sulla stessa falsariga ecologica. In questi mesi in cui la benzina ed il gas sono stati alle stelle, alcuni rispolverano una delle spine nel fianco del Belpaese: la carenza di termovalorizzatori, specialmente al sud. Stando a quanto riporta il Sole 24 Ore, l’Italia ha attualmente 37 impianti, per la maggior parte al nord, che smaltiscono circa 2.8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani all’anno, e producono complessivamente abbastanza energia per soddisfare il fabbisogno medio di circa un milione di famiglie. Dato che lo Stato arranca, non sarebbe bello se le aziende si organizzassero in consorzi per gestire i propri inceneritori e tenere lontano dalle discariche tutti gli scarti che producono ogni giorno? Oggi voglio parlarti di come Amazon, la Subaru ed una compagnia aerea americana bruciano i loro rifiuti commerciali per produrre energia. Chissà che qualche industria del Belpaese non decida di seguire questo esempio. Leggi il resto di E se le aziende bruciassero i rifiuti?
Sex Education ci racconta gli adolescenti inglesi
Un mio ex collega dell’università dove lavoravo prima era un grande appassionato di serie televisive nord-europee, specialmente quelle inglesi e scandinave. Così grazie a lui ho scoperto, ad esempio, The Killing, una vecchia serie danese sulla falsariga del più popolare (almeno in Italia) Ispettore Derrick o del cane più famoso della Germania, Rex. Oggi però voglio parlarti di un’altra produzione, questa volta inglese, decisamente più leggera e divertente delle storie della poliziotta Sarah Lund, in cui sbirciamo dietro le quinte della vita quotidiana di un gruppo di adolescenti delle campagne britanniche, con tutte le loro paure, incertezze e battaglie per ritagliarsi un angolino nella realtà sociale in cui sono immersi: Sex Education. Un racconto in cui l’equilibrio tra il serio ed il faceto viene raccontato con intelligenza, senza mai scadere nel volgare scontato e fine a se stesso. Certo, c’è qualche scena un po’ piccante, se così vogliamo dire, ma ogni dettaglio è raccontato con quel senso di scoperta in cui tutti possiamo riconoscere il nostro cammino interiore durante la nostra adolescenza. In Italia, da quanto leggo, le tre stagioni sono disponibili su Netflix sin dal 2019. La solita nota prima di continuare: nel seguito parlerò della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, puoi pure fermarti qui per oggi. Leggi il resto di Sex Education ci racconta gli adolescenti inglesi
E tu ce l’hai il biglietto?
Il fine settimana è oramai alle porte, e noi stiamo ancora digerendo la cena luculliana del Giorno del Ringraziamento, quindi oggi metto qualcosa di leggerino per condividere un pizzico di buonumore. Questa foto l’ho trovata su Reddit qualche settimana fa, e non potevo non conservarla qui sul blog a futura memoria. Buon weekend a tutti!

Il giorno del ringraziamento
L’usanza di riunirsi in famiglia per celebrare il Giorno del Ringraziamento è una tradizione che, qui in America, accomuna gente di ogni religione, nazione e credo politico. Più che il Natale o il Rosh Hashanah, questo fine settimana di novembre rappresenta l’occasione per rivedere parenti ed amici almeno una volta all’anno, specialmente quelli che abitano in paesini diversi con i quali non ci si vede mai per un motivo o per un altro. Noi trascorreremo questa festa a casa della sorella di Sunshine, come al solito. Divoreremo il tacchino farcito di mollica di pane, olive ed altre verdure, e poi ci sollazzeremo con la selezione enogastronomica messa a disposizione dai commensali: ognuno porterà una pietanza, in genere sempre la stessa, come un rituale che si ripete di anno in anno. Sunshine è l’addetta alle torte e crostate, una di zucca ed una alle noci pecan (a quanto pare si chiamano così anche in italiano). Io intanto mi metto in tasca un paio di Maloox per il dopo cena 😅 Leggi il resto di Il giorno del ringraziamento
Perché Neo vuole scappare da Matrix?
Sembra sia stato ieri, eppure sono già passati cinque mesi da quando ho cambiato lavoro. Mi sono oramai abituato al nuovo ritmo quotidiano: mi sveglio alle 7 (anziché alle 5 come quando ero pendolare a New York), faccio una colazione veloce, accompagno le bimbe a scuola mentre Sunshine si prepara il suo frullato energetico per affrontare la giornata, poi torno a casa e sfrutto le due ore e mezza prima di attaccare a lavorare (viva il fuso orario con la California) per rassettare la cucina e preparare la cena, quando Sunshine rimane a scuola fino a tardi per il tempo prolungato. Poi verso le 15.30 le bimbe tornano a casa e si occupano dei gattini in affidamento, e vanno alle loro varie attività settimanali (calcetto, pianoforte, pallavolo). Verso le 18.30 prendo la mia pausa cena dal lavoro e finalmente ci si rilassa e si chiacchiera della giornata di fronte ad un bel piatto di orecchiette alle cime di rapa di cui la moglie va letteralmente ghiotta. La giornata lavorativa finisce intorno alle 20.30, e vado un po’ a coccolare i mici mentre le bimbe si rilassano davanti alla TV. Dirai, e che c’entra tutto questo con Matrix? Beh, lo sai che a me piace a volte prenderla abbastanza larga. Leggi il resto di Perché Neo vuole scappare da Matrix?
Il futuro che non è arrivato
Correva il 2009 quando PayPal annunciava che avrebbe aperto la propria piattaforma agli sviluppatori di tutto il mondo, immaginando un futuro in cui avremmo potuto pagare il biglietto del cinema toccando un semplice schermo, o in cui avremmo potuto ordinare la spesa direttamente dal frigorifero. Fast forward al giorno d’oggi, nulla di tutto questo è successo veramente: si, abbiamo un rettangolino di vetro e silicio che ci consente di pagare toccando il ricevitore vicino alla cassa (quando tutto va bene), ma per il resto, la grande distribuzione non si è molto impegnata a mettere in campo queste nuove tecnologie per rivoluzionare davvero la vita dei consumatori. Eppure, specialmente in questi tempi in cui l’inflazione continua a sgranocchiare il nostro potere d’acquisto, la digitalizzazione potrebbe offrire tanti vantaggi: economici, ecologici, operativi. Leggi il resto di Il futuro che non è arrivato