Dato che la scorsa settimana abbiamo visitato Walmart, una catena che si rivolge ad una clientela che preferisce prodotti economici (che so, un po’ come la Lidl in Italia?), oggi ti porto a scoprire il supermercato per i clienti più facoltosi e sofisticati: Whole Foods Market. Qui i prodotti costano un tanticchia di più che in altri posti, ma sono generalmente di buona qualità, biologici e spesso di nicchia. La leggenda narra che se stai cercando di acquistare casa, una delle cose che dovresti aggiungere alla tua lista è controllare se c’è un negozio di Whole Foods in zona, per farti un’idea di chi abita in quella città. Forse ne avrai sentito parlare qualche anno fa, quando l’azienda è stata acquisita da Amazon. In molti ci aspettavamo una rivoluzione nella piccola distribuzione alimentare, ma poco è cambiato da allora, se non il fatto che ora i pacchi di Amazon puoi farteli consegnare al supermercato. Rispetto a Walmart, questa catena è un’ordine di grandezza più piccola, con soli 500 negozi sul territorio nazionale. Leggi il resto di Whole Foods, il supermercato d’elite
Articoli recenti
Ho un blog ecologico, e tu?
In tanti ci proclamiamo ecologisti e propugnatori di un futuro più sostenibile, ma in quanti pensiamo seriamente all’impatto quotidiano che le nostre azioni hanno sull’ambiente? Non mi riferisco soltanto alle azioni nel mondo reale, ma principalmente a quelle del mondo digitale in cui siamo immersi 24 ore su 24. Spesso dimentichiamo che ogni post che scriviamo, ogni sito web che apriamo, ogni video che guardiamo, ogni telefonata che facciamo, consumano un po’ di energia. E non voglio neppure pensare alle criptovalute, per le quali alcune stime dicono che per “estrarre” un nuovo Bitcoin serve l’equivalente energetico consumato da una famiglia media in 6 settimane. Persino questo post è fisicamente memorizzato su un disco che ha bisogno di elettricità per funzionare, un disco che è collegato ad un server all’interno di una sala a temperatura controllata da grandi condizionatori d’aria. Tutta roba per la quale è stata spesa energia per essere prodotta, spedita ed installata, tutta roba che non viene facilmente riciclata a fine vita. Leggi il resto di Ho un blog ecologico, e tu?
La giornata internazionale delle donne
Le donne italiane oggi si vedono oggetto di attenzioni particolari, ricoperte di mimose e cioccolatini per la loro “festa”. Qui in America non è una tradizione altrettanto radicata, e molti neppure sanno che oggi si celebra la giornata internazionale della donna. D’altro canto, non sarebbe meglio celebrarle tutti i giorni? Ed in questo mondo dove la distinzione tra sessi diventa sempre più sbiadita, ha ancora senso mantenere questa ricorrenza? Viviamo in un’epoca in cui ogni orientamento sessuale erige fiero la sua bandiera per distinguersi dal resto e proclamare la propria indipendenza dagli stereotipi antiquati, e sono convinto che le donne che oggi escono con le amiche per andarsi a godere uno spogliarellista sul palco, sono complici di questo clima di divisione. Nell’era dell’ultra-individualismo da Covid, non ce n’è proprio bisogno. Leggi il resto di La giornata internazionale delle donne
Il racconto dell’ancella
A volte non capisco quali criteri usino i traduttori per adattare una parola, una frase o una conversazione dall’inglese all’italiano: com’è che handmaid è diventata ancella, quando sarebbe più appropriato domestica o cameriera? Forse perché la parola ancella fa pensare alle vergini vestali di romana memoria, non ad una persona sottomessa ai voleri di gente benestante senza scrupoli? Polemica a parte, prima che Hulu producesse Il racconto dell’ancella (disponibile su Amazon Prime in Italia), mi ero imbattuto nell’omonimo libro di Margaret Atwood.
Già sapevo che quest’autrice scrive proprio il genere di romanzi che piacciono a me, ed anche questa sua opera non mi ha affatto deluso. Così ero curioso di vederne l’addattamento per il piccolo schermo. Avevamo iniziato a guardare le prime puntate insieme a Sunshine, mia moglie, ma era troppo crudo e deprimente, per lei che in genere preferisce Downton Abbey e simili. In effetti la serie tv è alquanto fedele al libro, almeno nella prima stagione. Il solito avviso prima di proseguire è d’obbligo: cercherò di non svelare particolari cruciali della storia, ma se proprio non vuoi sapere di che si tratta, ti consiglio di non continuare la lettura di quest’articolo. Gallo avvisato, mezzo accoppato 😉 Leggi il resto di Il racconto dell’ancella
Schiacciata con patate e cipolle
Sebbene abitiamo negli Stati Uniti da oramai 14 anni, la nostra dieta è rimasta per lo più mediterranea, ed anche le nostre bimbe non sono ghiotte di hamburger, patatine e frullati alla vaniglia, per non parlare delle bibite gassate. Oggi ti propongo una ricetta che abbiamo preparato qualche giorno fa, un ricordo dei nostri anni in Toscana, dove Sunshine ed io ci siamo conosciuti. A quell’epoca andavamo spesso a mangiare in un localino nascosto tra i vicoli della città medievale dove abitavamo. Lì facevano una cecìna spettacolare, e delle schiacciate che ti facevano sentire i cori degli angeli ad ogni morso. Una focaccina di patate e cipolle facile e gustosa, che racchiude tutti i profumi mediterranei che noi esuli in terra straniera ricordiamo con un pizzico di nostalgia. Leggi il resto di Schiacciata con patate e cipolle
Walmart, il negozio del popolo
Continuiamo oggi il viaggio virtuale intrapreso un paio di settimane fa, nel quale ho deciso di portarti alla scoperta di varie catene di negozi americane, e condividere qualche curiosità utile ai turisti che gironzolano per il Paese a stelle e strisce. Dopo il supermercato e la farmacia, ho pensato che potesse essere utile visitare un ipermercato, dove poter acquistare dalle biciclette all’underwear (intimo), dalle aspirine agli zoccoli, dai bicchieri alle zucchine. Il negozio che meglio di tutti rappresenta questo modello di business è sicuramente Walmart: conosciuto in tutto il mondo, presente non solo negli Stati Uniti, ma anche in Canada, Messico e persino in Giappone. Presente in maniera capillare in ogni stato della federazione, conta più di 5.000 punti vendita principalmente distribuiti tra le coste est ed ovest del Paese. Leggi il resto di Walmart, il negozio del popolo
Quando i tuoi amici sono perfetti sconosciuti
Come dicevo qualche settimana fa, ogni tanto ho il desiderio di prendermi una pausa dal machismo cinematografico americano. I supereroi armati fino ai denti che sconfiggono mostri provenienti da altri pianeti saranno pure divertenti, ma sono così superficiali ed asettici. All’altra estremità del ventaglio dei generi americani ci sono i film sentimentali in cui la donzella di turno ha problemi con la famiglia e, dopo essersi cacciata in qualche guaio, viene inesorabilmente salvata dal principe azzurro pieno di soldi e bellezza. Ma in quanti possono davvero immedesimarsi in quei personaggi? Questo mi è sempre piaciuto, al contrario, delle produzioni italiane: che raccontano in maniera genuina e verace della gente comune, dei problemi quotidiani che molti si trovano ad affrontare, dell’agrodolce ragnatela di relazioni che ci rendono chi siamo. Gli americani sembrano aver paura di scavare più di qualche centimetro nella complessità della mente umana, e si limitano spesso a far fare gli straordinari al buon vecchio Cupido, che scocca frecce d’amore a destra e manca. E così, cercando idee su qualcosa di più “profondo” da guardare, qualche anno un amico mi suggerì Perfetti Sconosciuti, con Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Leggi il resto di Quando i tuoi amici sono perfetti sconosciuti
Quattordici anni in America
E così un paio di giorni fa era l’anniversario del mio arrivo sul suolo americano. Non che Sunshine ed io festeggiamo in alcun modo: l’abbiamo fatto per un paio d’anni all’inizio, ma poi tra una cosa e l’altra abbiamo smesso. Per me è sempre l’occasione per fare un po’ il punto della situazione, e riflettere su come sia cambiata la mia percezione del Paese a stelle e strisce in tutto questo tempo. Certo, i ricordi di quel giorno frenetico in cui m’imbarcai sull’aereo della Lufthansa da Francoforte sono sicuramente più sbiaditi rispetto ai primi anni, ma non dimenticherò mai il tassista che mi accompagnava verso l’aeroporto ed il suo pippone contro la fuga dei cervelli, quando gli dissi dove stavo andando giusto per fare due chiacchiere lungo il tragitto: era l’ultima tentazione a cambiare idea che il destino mi metteva davanti prima di varcare la soglia della mia nuova vita. A volte qualcuno mi chiede se ne sia valsa la pena o se abbia dei rimpianti, specialmente visto come stanno andando le cose in America, con Trump prima, Biden adesso, e tutti i problemi strutturali che questo Paese sta affrontando. Leggi il resto di Quattordici anni in America