due chiacchiere

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In volo dopo tre anni

Caspita come “vola” il tempo: l’ultima volta che sono salito su un aereo è stato tre anni fa per andare prima a San Francisco e poi in Minnesota qualche settimana dopo, per due corsi di aggiornamento su un prodotto Oracle, che nel frattempo la dirigenza ha deciso di non usare più (evviva lo spreco di denaro pubblico). Fra qualche ora sarò dalle parti di Boston per seguire un workshop in tre puntate su tecniche della comunicazione, gestione di progetti (o project management, come dicono quelli che hanno studiato) e tant’altra bella fuffa che, sono certo, mi annoierà a morte.

Un corso che, ancora adesso che sto per imbarcarmi, non capisco perché non sia stato organizzato online. Nell’era della banda larga, delle teleconferenze, degli smartphone, ancora la gente deve salire su un aereo per fare un corso di aggiornamento? Come forse avrai intuito leggendo tra le righe, non è che sia particolarmente entusiasta di mettermi in viaggio: sarà la pigrizia che con l’età diventa sempre più predominante, sarà che con le mille cose da fare al lavoro, perdere tempo nella sala d’aspetto in aeroporto (dove non c’è neppure il wifi gratuito) non è il massimo. Volendo guardare ai lati positivi, da buon americano adottato quale ormai mi sento, questo viaggetto è stata l’occasione per prendere per la prima volta in assoluto un treno (da Penn Station all’aeroporto di Newark), e poi vedrò Boston che è, dopo San Francisco, la seconda città che amo dell’America. Ed ora vediamo se mi toccherà spogliarmi nudo al check-in. 

Usi alternativi per la birra

Se facessi leggere queste righe a mio cognato, vero intenditore del liquido biondo frizzante, come minimo mi disconoscerebbe come parente 🙂 Ma dato che siamo ancora in clima estivo, dopo banane, cipolle ed altre frivolezze, oggi voglio suggerirti alcuni modi inconsueti per usare una lattina di birra. Già, perché a quanto pare ricercatori ed esperti di mezzo mondo, piuttosto che bersela mentre assaporano una bella pizza, la portano in laboratorio e la sottopongono a singolari analisi chimiche. Si scopre così che gli acidi in essa contenuti sono efficaci contro la ruggine o vari ossidi, mentre gli zuccheri possono ridare nuova vita al tuo prato danneggiato dalla pipì del cane del vicino. Se t’ho incuriosito, non ti rimane che seguirmi in questo singolare viaggio. Leggi il resto di Usi alternativi per la birra

Torri gemelle, dieci anni dopo

Oggi mentre tutto il mondo commemora il decimo anniversario dell’undici settembre, vorrei fare alcune considerazioni in merito. Già in passato ho avuto modo di ripercorrere quei momenti e ciò che stavo facendo intorno alle 3 di pomeriggio, ora italiana.  Inclusa la corsa frenetica a visitare siti d’informazione per conoscere i dettagli: da allora Osama Bin Laden è diventato famoso al grande pubblico, mentre prima era uno “dei tanti” estremisti, ed i Talebani erano noti soltanto per aver deturpato le statue di Buddha da qualche parte nel mondo e per aver combattuto al fianco di Rambo (già, incredibile come la storia cambi le alleanze). Peccato che mentre la collettività piange le vittime delle Torri Gemelle, nessuno si sia ricordato un paio di settimane fa della Strage di Beslan, ad opera dei terroristi ceceni. Per i cui morti mi continuo a chiedere: esistono davvero quelli di serie A e quelli di serie B? Leggi il resto di Torri gemelle, dieci anni dopo

Tophost svela i nuovi pacchetti della sua offerta

Che io avessi scommesso già quasi sei anni fa sul cavallo giusto, me ne sono reso conto con il passare del tempo: dopo un’esperienza deludente su Aruba ed un altro provider fallito nel frattempo, approfittai di un’offerta di Tophost, all’epoca “neonato” provider, che regalava spazio web per un anno. Essendo gratuito, decisi di provarlo, e da allora non ci siamo mai più separati (mi sa che la moglie inizierà ad essere gelosa). È di questi giorni la notizia che la loro offerta commerciale è stata completamente rinnovata, dando ascolto a tutti gli utenti che chiedevano più spazio, più flessibilità, più potenza: 10 giga di spazio a 10 euro, varie estensioni Apache attive, PHP 5, illimitati alias di posta elettronica, dominio senza www, gestione dei DNS, server italiani e disponibilità ad ascoltare i clienti. Incredibile che in un momento di crisi economica globale, quest’azienda italiana abbia il coraggio di alzare la testa e proporre un’offerta così aggressiva ed accattivante. Una mossa che personalmente mi sento di premiare in pieno, e di condividere con i miei lettori. Leggi il resto di Tophost svela i nuovi pacchetti della sua offerta

Le parole chiave dell’estate 2011

Classico appuntamento periodico con la lista delle ricerche più strampalate che hanno portato i visitatori da Google e soci fin su queste pagine. Sarà che oramai Facebook sta fagocitando molta della popolazione blogosferica di un tempo, sarà che giocare a Farmville è più facile che visitare un blog e mettere in funzione il proprio cervello, ma il calo si inizia a sentire in maniera sempre più evidente, ed è sempre più difficile scovare delle vere perle nella marea di ricerche comuni (tipicamente ricette di stagione) che trovo nelle mie statistiche. Ho cercato di fare il possibile per cernere quelle più valide. Tra parentesi quello che ho pensato dopo aver letto la frase. Leggi il resto di Le parole chiave dell’estate 2011

Anche quest’anno ho fatto lo yogurt

Ogni anno, con l’inizio della bella stagione, tiro fuori la mia pentola a “cottura lenta” (non so se in italiano esista un nome più appropriato) per preparare lo yogurt, di cui vado particolarmente ghiotto. D’inverno ho provato più volte, ma non importa quanto tenga al calduccio il prezioso contenuto, non sono riuscito ad ottenere risultati soddisfacenti dai miei amici batteri. Quest’anno, comunque, per non farmi cogliere impreparato a quest’appuntamento, mi sono anche munito di termometro per i cibi. Che mi consente di monitorare la temperatura del latte prima di aggiungervi lo yogurt madre. Stando ai siti del settore, infatti, la temperatura del latte deve salire lentamente da circa zero gradi (frigo) a 58 gradi centigradi, al di sotto del punto di ebollizione. Poi altrettanto lentamente (almeno 2 ore) la si fa scendere fino a 40 gradi, ideale per i batteri che avranno almeno 8 ore per fare il loro lavoro. Un processo che richiede un’intera giornata, ma i cui risultati anche per quest’anno non mi hanno deluso per nulla finora.

Un anno con il nuovo template

Mi facevano notare i miei lettori più attenti che con l’arrivo di Settembre si è concluso il ciclo dei 12 temi (uno al mese) che vanno in onda su questo blog. Il che vuol dire che è già passato un anno da quando annunciai di voler riscrivere da zero il mio template, e rimpiazzare quello che era diventato solo un’accozzaglia di soluzioni e toppe varie accumulatesi nel tempo. Così mi misi al lavoro ed in circa un paio di settimane fui pronto a rilasciare la terza generazione del tema. In questi dodici mesi ho cambiato alcune cose: ho rimosso le icone sociali dalla barra laterale (tanto io Facebook e soci non li uso mai), ho rivisitato le 12 tonalità cromatiche, ho spremuto tutte le ottimizzazioni possibili ed immaginabili, ho aggiunto un archivio completo del blog. Se c’è ancora qualcosa che non ti piace, scrivilo nei commenti, parliamone!

Cosa c’è nel tuo bicchiere di vino

Come forse saprai sono un fedele abbonato a Wired (ho rinnovato fino al 2015, approfittando di una promozione che offriva la sottoscrizione a 4 dollari all’anno). Ogni mese, la redazione indossa il camice del chimico ed analizza un prodotto d’uso comune. Questo mese hanno puntato il loro microscopio su un bicchiere di vino rosso. Dato che noi italiani qui in America siamo “famosi” per pasta, pizza e vino, non potevo esimermi dal tradurre l’articolo per i miei lettori amanti del nettare di Bacco. Tra le altre cose ho avuto modo di confermare la teoria del mio medico curante sul nesso tra il bicchiere di vino che ci facciamo col suocero ed il mal di testa che ogni tanto ne consegue: no, non è il post-sbornia, ma l’azione dei solfiti che i produttori aggiungono al vino. Tant’è che da qualche tempo sto comprando vini che ne dichiarano esplicitamente un basso contenuto, per… vedere l’effetto che fa! Leggi il resto di Cosa c’è nel tuo bicchiere di vino

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