due chiacchiere

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L’Europa ha illuso l’Ucraina

Chi mi segue da tempo, conosce la mia posizione da euroscettico nei confronti di un’istituzione buona a mettere regole sui prodotti in commercio, ma assolutamente svantaggiata rispetto agli altri grandi del mondo, quando si tratta di avere voce in capitolo ai tavoli internazionali. L’esempio più clamoroso penso sia quello che sta andando in onda in questi giorni tra i leader dei Paesi europei, dove ci si presenta un po’ alla rinfusa e senza un piano concordato, alle conversazioni improvvisate su come procedere in Ucraina. In una recente intervista, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ha affermato: “Qui sta cambiando praticamente tutto, salvo le abitudini europee, cioè arrivare sempre in ritardo e divisi e non saper bene che cosa fare. Quindi, ognuno torna a casa raccontando quello che pensa più interessante e utile per il suo pubblico. Io mi domando che cosa debba accadere perché ci si accorga del fatto che l’Europa non è un soggetto politico, tanto è vero che nessuno pensa che l’Unione Europea sia un soggetto politico con cui trattare di pace e di guerra”. Io sono anni che lo dico. Leggi il resto di L’Europa ha illuso l’Ucraina

Una parola italiana davvero versatile

Senza quasi accorgercene, siamo già alla fine di febbraio di quest’anno che sembra scorrere così in fretta. Così ho pensato di scrivere oggi un post leggero e spensierato, che ricalca le orme di un video che avevo condiviso nientepopodimeno che un anno e mezzo fa. L’idea mi è venuta chiacchierando con un amico americano (di origini polacche), al quale stavo insegnando alcune parole in previsione di un suo viaggio in quel di Roma nei prossimi mesi. Ovviamente mi ha chiesto di spiegargli anche qualche parolaccia, e quella che l’ha incuriosito più di tutte è stata la parola che noi usiamo per definire l’organo sessuale maschile, quella che comincia con la C, tanto per intenderci 🫣. E di come sia versatile ed utile per definire una gran varietà di emozioni e stati d’animo. Allora ho deciso di conservare su queste pagine quella nostra ricerca (per puri scopi accademici, s’intende). Leggi il resto di Una parola italiana davvero versatile

Velocità, intelligenza artificiale ed emozioni

C’è un’Italia che vince, anzi domina, in una delle competizioni più hi-tech del pianeta, l’Indy Autonomous Challenge, il campionato tra auto senza pilota realizzate da atenei di tutto il mondo: l’edizione 2025 è stata conquistata dal team italiano messo insieme dall’Università di Modena e Reggio Emilia, capeggiato dal professor Marko Bertogna del Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche. Una vittoria che premia l’eccellenza, lo studio, l’analisi, la ricerca ed il futuro, in un mondo ancora inesplorato, e non solo dal punto di vista delle competizioni. Qui si sperimenta, in modo estremo, come avviene nelle corse, il comportamento delle auto senza pilota nelle condizioni più difficili. Leggi il resto di Velocità, intelligenza artificiale ed emozioni

Bisogna vivere… nel momento

Oggi ti propongo un guest post del mio amico Trap (forse un giorno si svelerà l’arcano su questo nickname così fantasioso). Lui e la moglie mi sono stati molto vicini in queste settimane di tribolazione, e le nostre sedute psicanalitiche a parlare di Giorgia Meloni e Trump sono sempre una boccata d’aria fresca in questo mondo che continua ad andare a rotoli 😅. La riflessione che Trap ci propone oggi riguarda lo svilupparsi di quel legame quasi molecolare tra un uomo ed una donna. Non a caso gli americani dicono che c’è chemistry tra due persone, quando stanno davvero bene insieme. Parole che mi hanno fatto riflettere, su quello che avrei voluto dal rapporto con Sunshine, e che per un motivo o un altro non siamo riusciti a trovare. Non posso che ringraziarti, amico mio, per essere stato sempre pronto ad offrire un sorriso quando ce n’era bisogno. Leggi il resto di Bisogna vivere… nel momento

Altri falsi amici della lingua inglese

Ho già affrontato questo tema in passato, ma più passa il tempo, e più mi accorgo di quanti “falsi amici” vi siano nella lingua inglese. Ovvero parole americane che assomigliano a quelle italiane, ma che in realtà hanno un significato completamente diverso. Oggi voglio proporti una raccolta che potrà tornarti utile durante il tuo prossimo viaggio all’estero, non solo verso il continente americano, ma ovunque si parli l’inglese. Perché se qualcuno ti dice che sei stato brave nell’attraversare quel ponte sospeso tra le montagne del Nepal, non sta notando la tua agilità e bravura nel superare un’impresa di fronte alla quale molti si sono arresi, ma piuttosto sta osservando il tuo coraggio. Non è terrific? Leggi il resto di Altri falsi amici della lingua inglese

Vabbè no, le cannucce no

Di microplastiche avevo già parlato qualche mese fa, in occasione di uno studio scientifico secondo cui oramai l’inquinamento da polivinilici e polimeri vari è arrivato letteralmente ovunque, persino nei nostri testicoli. Quello delle plastiche che silenziosamente distruggono l’ambiente in cui viviamo è da tempo un tema a me caro, ma ridurre la quantità di plastica che usiamo nella vita quotidiana è una battaglia sempre più difficile da combattere. Specialmente quando hai il Presidente degli Stati Uniti che ti viene a dire “ma si, cosa vuoi che sia una cannuccia di plastica, lo squalo se ne farà una ragione”. La verità è che le plastiche monouso stanno appestando il nostro pianeta, ed il fatto che questi vecchi parrucconi non si preoccupino minimamente del mondo che abbiamo lasciato ai nostri figli, mi fa uscire il fumo dalle orecchie dalla rabbia. Leggi il resto di Vabbè no, le cannucce no

Un tempio induista nel cuore del New Jersey

Venerdì scorso, per San Valentino, non me la sono sentita di scrivere un post, per ovvie ragioni. Sono periodi un po’ concitati, in cui ho bisogno di ritrovare un po’ di serenità ed equilibrio interiore. Il blog mi aiuta a distrarmi, ma ho sempre la sensazione di non avere mai abbastanza tempo, o che il tempo scorra più velocemente del solito (siamo al 17 febbraio e mi pare fosse ieri che guardavamo questo 2025 cominciare a mezzanotte). Poi ci si mette anche il meteo, che puntualmente ogni fine settimana ci ha riservato maltempo, sotto forma di nevicate, temperature ben al di sotto dello zero, e via dicendo, a mettermi i bastoni fra le ruote quando vorrei avere un momento di relax e fare, che so, una passeggiata da qualche parte. Qualche settimana fa, comunque, non mi sono lasciato intimidire dalle temperature gelide, e sono andato a visitare un tempio hindu che hanno aperto da poco ad un’oretta di strada da casa mia: Swaminarayan Akshardham. Leggi il resto di Un tempio induista nel cuore del New Jersey

Mogli e buoi dei paesi tuoi

Gli antichi avevano proprio ragione, quando ammonivano le persone con quel modo di dire. Quello che ho scoperto in questi ultimi anni in cui le cose con Sunshine non andavano proprio bene, è che la differenza culturale tra lei cresciuta nel Paese a stelle e strisce degli anni 80, e me cresciuto in un angolo sperduto e rurale della Sicilia orientale, ha sempre costituito una barriera invisibile che ci impediva di comprendere i rispettivi punti di vista al cento percento. Si andava dalle cose più stupide, come la difficoltà nel farsi due risate insieme guardando un film di Fantozzi (un umorismo amaro che lei non ha mai compreso), fino all’approccio nel crescere le figlie. Quest’ultimo, a dirla tutta, è stato uno dei motivi che lentamente ci ha portato ad allontanarci: il mio punto di vista all’italiana, in cui le regole, le buone maniere e l’educazione erano i pilastri dello sviluppo cognitivo e della formazione di persone indipendenti, si scontrava sempre più spesso con l’intelligenza emotiva di Sunshine, che invece pensava più all’aspetto di integrazione sociale e di libertà tipiche della cultura americana. Abbiamo provato a trovare una quadra in questo contesto, ma finivamo spesso per pestarci i piedi, creando più confusione che altro nella testa delle figlie. Leggi il resto di Mogli e buoi dei paesi tuoi

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