due chiacchiere

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Dimmi cosa vedi e ti dirò chi sei

Mentre i più fortunati si godono gli ultimi scampoli di vacanze prima del rientro definitivo, in molti hanno già ripreso le regolari attività lavorative (e qui in America anche quelle scolastiche). Allora oggi vorrei condividere uno di quei test psicologici che si fanno sotto l’ombrellone, un modo come un altro per dare un sapore meno amaro a quest’estate che se ne va.

Prova ad osservare il disegno qui di seguito per qualche secondo, e fai attenzione alla prima cosa che vedi. Perché svelerà la tua propensione al tradimento. Leggi il resto di Dimmi cosa vedi e ti dirò chi sei

Il frigorifero degli anni Sessanta

Visto che finalmente l’opprimente calura estiva inizia ad allentare la presa, dandoci la possibilità di respirare da entrambi i lati dell’oceano Atlantico, ho pensato di proporti oggi questo video in cui sono inciampato durante le mie scorribande quotidiane nei vicoli meno raccomandabili della rete (meglio noti come Reddit 😅). La signora in questa pubblicità spiega con accuratezza le varie caratteristiche di questa “dispensa fredda” (cold pantry) di quei tempi, e mi ha stupito che il nostro frigo moderno non ha neppure la metà delle funzioni di questo prodigio della tecnologia. Le mensole di vetro del nostro non scorrono mica, e non ci sono tutti questi comodi scomparti che tengono le verdure idratate ed il burro fresco. Riporto qui di seguito la trascrizione del video, così puoi allenarti a capire cosa dice la giovane ragazza. Se hai qualche dubbio specifico su una parola o una frase che non capisci, non ti rimane che lasciare un commento qui di seguito. Leggi il resto di Il frigorifero degli anni Sessanta

Anch’io sto con Sanna Marin

Passano gli anni, ma la mentalità di tante persone non cambia mai. Era l’estate del 2009 quando commentavo la “notizia” (le virgolette sono d’obbligo) apparsa su alcuni quotidiani italiani, secondo cui la gente s’indignava perché l’allora ministra Carfagna aveva osato presentarsi al mare, udite udite, in costume da bagno! Però poi la stessa gente protestava per le piazze a difesa delle donne afgane costrette ad indossare i famigerati burqa dai talebani che erano stati al potere fino a qualche anno prima. La storia sembra ripetersi tredici anni dopo, questa volta a livello europeo, dopo che la stampa ha fatto circolare un video in cui la prima ministra (si dice così?) finlandese, Sanna Marin, balla e si diverte ad una festa con amici. Ma siamo davvero così confusi e bacchettoni, se c’indignamo per qualcosa del genere? Non ci sono droghe, non c’è violenza, non c’è promozione di attività illegali di alcun genere. C’è solo una ragazza che balla, e che trasmette un senso di positività e semplicità alla sua nazione. I politici non vanno giudicati da come ballano, ma da come guidano il proprio Paese. E la Marin, tra politiche per combattere il cambiamento climatico e per rinforzare il sistema pensionistico finlandese, ha fatto meglio di tanti parrucconi mummificati. Leggi il resto di Anch’io sto con Sanna Marin

La legge del biscotto, dieci anni dopo

Qualche settimana fa mi è capitato di rileggere un mio vecchio post del 2012 in cui parlavo della neonata legge del biscotto, ovvero la Cookie Law, come era stata ribattezzata all’epoca. Così mi è venuta in mente di andare a vedere come siamo combinati a dieci anni di distanza da quel fatidico evento. I bene informati si ricorderanno che qualche anno dopo fu il turno della famigerata GDPR, una normativa che sulla carta mira a tutelare i dati personali dei cittadini europei, ma che in pratica ha finito per aggiungere, a mio modesto parere, solo tanta burocrazia per coloro che sono obbligati a seguire i dettami di questa legge, e noiosissimi avvisi per i naviganti che per istinto, diciamoci la verità, accettiamo automaticamente. Sfortunatamente, alla faccia della normativa, tutti sappiamo cosa succede quando chiacchieriamo con i nostri amici dell’ultimo SUV uscito sul mercato mentre Alexa ci ascolta taciturna: non appena apriamo un browser, vediamo le varie réclame che cercano di venderci un’automobile. Alla faccia della privacy. Leggi il resto di La legge del biscotto, dieci anni dopo

Buon compleanno, vecchio bacucco

E così anche per quest’anno il compleanno s’è fatto (ieri, per i pignoli). Per la prima volta ho la percezione che il tempo stia passando e io forse non lo sto sfruttando come vorrei. Sono consapevole del fatto che il fisico sodo senza sforzi ha ceduto un po’ alla forza di gravità, complice anche la sedentarietà di questi ultimi due anni. Qualche capello bianco mi fa sognare di poter diventare, prima o poi, un emulo di Richard Gere. Ma nonostante tutto questo mi sento più maturo. Mi vesto meglio, mi comporto meglio, sono più capace di dire “si” e “no”, sono più sicuro di me, sono riuscito a mettere da parte quella timidezza e pacatezza cronica che mi ha sempre accompagnato. Ho fatto un lungo percorso interno ed esterno che mi ha portato ad essere quello che sono ora. E credo per la prima volta di avere la percezione del futuro non come una cosa che accadrà ma come qualcosa che devo fare accadere in qualche modo. Come qualcosa che man mano si accorcia rispetto al passato. Leggi il resto di Buon compleanno, vecchio bacucco

Due animali di cattivo umore

Il video che ti propongo oggi me l’ha girato un mio amico su WhatsApp qualche settimana fa, ed ogni volta che lo guardo non riesco a fare a meno di ridere. Non tanto per la freddura, che dopo un paio di volte è anche scontata, ma per come la racconta il ragazzo, che deve sforzarsi per non scoppiare a ridere prima del gran finale. In Italiano, la si potrebbe tradurre così: “Cosa ottieni se metti insieme una mucca ed una capra incazzate? Hai due animali di caaaaattivo (mimando il belare della capra) umoooore”. Lo so, non suona bene nella nostra lingua, ma rende l’idea. Per i non anglofoni, il ragazzo dice: “What do you get when you cross an angry sheep and an angry cow? Well, you get two animals that are in a baaaaad mooooood”. Geniale. Leggi il resto di Due animali di cattivo umore

The Good Doctor, un medico autistico in corsia

Il professore del corso del master in disabilità ed inclusione sociale che ho seguito lo scorso semestre, una settimana ci ha dato il compito di recensire un film o serie televisiva che avesse una persona disabile come protagonista. L’obiettivo era analizzare l’uso di stereotipi o l’adozione di concezioni sbagliate che dessero un quadro distorto delle difficoltà che alcune persone si trovano a fronteggiare ogni giorno. Così ho approfittato dell’occasione per parlare di una serie TV che guardai l’anno scorso, ed ho pensato di conservare qui sul blog questa recensione. Come già dicevo a proposito di Doc, Nelle tue mani, per me quella di Gregory House rimane ad oggi l’unica serie impareggiabile, ma visto che l’autore di The Good Doctor era lo stesso, ero curioso di vedere cosa avesse tirato fuori dal suo cappello magico. Senza contare il fatto che il titolo mi ricordava un’altra serie che ho tanto amato, The Good Wife. Leggi il resto di The Good Doctor, un medico autistico in corsia

I bambini ed il falso senso di autostima

Per due bimbe che condividono un bel pezzo di DNA, le nostre figlie non potrebbero essere più differenti nel modo in cui si rapportano con il mondo che le circonda. Alla piccola, che ha compiuto 11 anni da poco, qualche mese fa la maestra ha assegnato un compito per casa abbastanza complesso, che richiedeva di effettuare una ricerca online sulla storia dei dinosauri. Dopo aver tentato di trovare alcune informazioni su Google, ha gettato la spugna disperata ed è venuta in cucina piangendo “non so fare nulla!” Al contrario la grande, che fra qualche mese avrà la veneranda età di 14 anni, si comporta come se la sua intelligenza superasse quella di Einstein. Ogni volta che le facciamo notare qualcosa, non è d’accordo per principio, dalle banalità tipo usare la forchetta in un certo modo, alle relazioni con le proprie compagne di classe (i drammi che si consumano tra quelle mura scolastiche sono peggio delle telenovele sudamericane). Mi ricorda il figlio grande di Elasti. A volte Sunshine ed io ci chiediamo se l’autostima dell’una sia troppo bassa e quella dell’altra troppo alta. Ma esiste davvero un giusto equilibrio? Leggi il resto di I bambini ed il falso senso di autostima

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