E così zitta zitta l’estate è ufficialmente arrivata da qualche settimana. Ho quasi la sensazione che soltanto la scorsa settimana abbiamo stappato le bottiglie di spumante per brindare all’anno nuovo, ed invece siamo già a metà del guado. Leggo che in Italia quest’anno il caldo non vi sta dando tregua. Per rendere il veloce passar del tempo un po’ più dolce, oggi ti propongo una ricetta che qui è molto popolare ai mercatini ed alle sagre organizzate dai comuni in concomitanza della chiusura delle scuole, le zeppole (o zeppoli, come dicono qui). Nei decenni, la preparazione di questi dolcetti sfiziosi è stata adattata ai gusti americani, ed avvicinata a quella delle ciambelle tanto amate da Homer Simpson, i donut. Nell’immaginario culturale del Paese a stelle e strisce sono considerati il dolce per eccellenza da vendere alle fiere di paese. Forse perché era quello che facevano gli italiani emigrati in America quando esportavano queste tradizioni. Leggi il resto di Zeppole allo yogurt
Articoli recenti
La segnaletica stradale americana
Gli americani, si sa, hanno la fissazione di doversi distinguersi dal resto del mondo in ogni aspetto della vita quotidiana. Qui le distanze non si misurano in centimetri e kilometri come nella maggior parte del mondo, ma in pollici e miglia; le date si scrivono la contrario, con il mese prima del giorno (per la felicità di chi deve programmare tutti i sistemi americani); le ore si contano con il suffisso “am” e “pm”, invece che avere un orario fatto di 24 ore come Dio comanda. Potrei continuare quest’elenco ancora per un po’, ma oggi vorrei soffermarmi sulla segnaletica stradale, e scrivere un post che possa essere utile ai turisti che si accingono a noleggiare un’automobile nel Paese a stelle e strisce. Perché a parte lo STOP, la maggior parte degli altri cartelli sono, ancora una volta, completamente diversi dal resto del mondo. Leggi il resto di La segnaletica stradale americana
Sette brutte parole in inglese
L’altro giorno leggevo un articolo su un quotidiano italiano dove l’autore usava la parola “luculliano”, e così mi è venuta in mente l’idea per la curiosità d’inglese di oggi: rovistare tra l’elenco delle parole più strane della lingua a stelle e strisce. Già, perché mica solo in Italia gli zuzzurelloni si comportano in maniera pleonastica mentre s’avviano peripatetici a formulare uno sproloquio astruso 🙂 Dopo aver procrastinato per qualche giorno, ho intrapreso le mie scorribande virtuali a caccia di queste parole, ed ho racimolato un discreto bottino che adesso vorrei condividere con i miei piccoli lettori. Una nota per i più sensibili: alcune di queste parole sono letteralmente orripilanti, e fanno riferimento a concetti non adatti ai deboli di stomaco. Se quindi t’impressioni facilmente, ti suggerirei di fermarti qui per oggi. Non mi assumo la responsabilità di effetti collaterali causati dal resto di questo post. Leggi il resto di Sette brutte parole in inglese
Il gioco del calamaro coreano
Era il 17 settembre 2021 quando usciva in contemporanea su tutti gli schermi del mondo una serie TV che da lì a poco sarebbe stata sulla bocca di tutti: Squid Game. Una produzione che ha squarciato una volta per tutte i canoni delle solite pappette melense a cui eravamo abituati fino a quel momento. Da appassionato di romanzi e racconti distopici, ed avendo recentemente riscoperto la passione per gli anime giapponesi, per me è stata un’esperienza piacevole e diversa. Certo, il livello di violenza rende questa serie non adatta ai deboli di stomaco, ed a coloro che, dopo due anni di pandemia, hanno bisogno di qualcosa di meno deprimente e più positivo. In un certo senso mi ha ricordato una serie d’animazione che guardai l’anno scorso, Hunter x Hunter, in cui un gruppetto di amici deve superare (almeno nella prima stagione) varie prove per potersi fregiare dell’agognato titolo di cacciatori. Leggi il resto di Il gioco del calamaro coreano
Il diritto all’aborto messo in discussione
Oggi qui si festeggia il giorno dell’indipendenza. Ma a dirla tutta, c’è poco da stare allegri: gli Stati Uniti non sono più quelli di Starsky e Hutch o A-Team che abbiamo imparato a conoscere nei ruggenti anni Ottanta. Il Paese di Beverly Hills 90210, pur con le sue contraddizioni, sembra essere definitivamente sulla via del declino e dell’implosione sociale. La colpa, dicono quelli che hanno studiato, è da attribuire al livello di contrapposizione ed ostruzione che i due partiti principali si fanno da un trentennio a questa parte. Se ai tempi di Bush padre ed in parte di Clinton ancora ancora si vedeva un briciolo di collaborazione tra Democratici e Repubblicani, da Bush figlio in poi, non fanno altro che mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda, e smontare e cambiare qualsiasi riforma messa in piedi dal governo precedente. L’ultima notizia, ne avrai sentito parlare anche in Italia, è legata al repentino cambio di direzione sull’aborto da parte della Corte Suprema. Ma dico io, in un Paese civilizzato che si ostina ad esportare la sua famigerata democrazia in giro per il mondo, siamo ancora a discutere dell’aborto? Leggi il resto di Il diritto all’aborto messo in discussione
La barretta di cioccolato infinita
L’appuntamento con la lezione d’inglese di oggi prende spunto da un video curioso che mi è stato girato da un amico qualche settimana fa, in cui un ragazzo dal forte accento russo ci mostra il trucco che si nasconde dietro ad un’affascinante illusione ottica. In breve, spostando i pezzi di una barretta di cioccolato in un certo modo, sembrerebbe che si riesca ad estrarne un quadretto senza cambiare le dimensioni complessive della barretta stessa (da cui il titolo del post). Certo, non mi dispiacerebbe se una cosa analoga si potesse fare con qualche lingotto d’oro 😀 Ti riporto la trascrizione del monologo qui di seguito, così puoi provare a seguire (e capire) quello che dice senza troppa difficoltà. Leggi il resto di La barretta di cioccolato infinita
Costco, il negozio dove tutto è più grande
Ricordo quando abitavamo in Toscana, c’era un mercatone chiamato La Metro, se non erro riservato a coloro che avessero una partita iva, dove era possibile comprare prodotti all’ingrosso. All’epoca non ebbi mai il piacere di visitare quel negozio, ma è quello a cui penso ogni volta che varco la soglia di Costco, il supermercato all’ingrosso americano per eccellenza. Sunshine ci va un paio di volte al mese (specialmente con questo caro prezzi!) a comprare carne e frutta, che onestamente sono di qualità spesso migliore (a parità di prezzo) di quella che trovi allo ShopRite. E così, dopo averti portato a mangiare nei vari fast food del Paese a stelle e strisce, mi è venuta l’idea di tornare ad esplorare altre catene della grande distribuzione. Costco è relativamente giovane, nato soltanto agli inizi degli anni ’80 con il nome Kirkland, il che spiega perché i prodotti “non di marca” che vendono, sono commercializzati sotto questo marchio. Apprendo da Wikipedia che hanno punti vendita persino in Francia e Spagna (chissà perché non in Italia), per un totale di circa 800 sparsi per il resto del mondo. Leggi il resto di Costco, il negozio dove tutto è più grande
Chi si ricorda la mappa della blogosfera?
Oramai da mesi ho finito di fare il grosso della pulizia tra i collegamenti rotti del blog, ma ancora di tanto in tanto ne sbuca qualcuno nell’elenco generato dal plugin che tiene la situazione sotto controllo. L’altro giorno, ad esempio, mi ha segnalato questo post del 2010, in cui parlavo dell’ennesima mappa autoreferenziale della blogosfera italiana, generata da Vincenzo Cosenza. Con mia grande sorpresa, ho scoperto che quel sito è ancora attivo e conserva la versione originale della mappa in questione. Erano i tempi di Blogbabel, delle barrette di Liquida installate in cima ai blog come simbolo di appartenenza ad una tribù elitaria e sofisticata, degli antipixel di Alexa e soci nel piè di pagina, dei Barcamp organizzati in giro per l’Italia da entusiasti di tutte le età. Che ne sanno oggi i giovani inebriati dalle effimere danze di Tik Tok e dai filtri di Snapchat, inondati da un feed disumano creato da algoritmi intelligenti che provano a venderci idee e prodotti di ogni tipo. Quelle mappe, tanto riverite quanto discusse, erano il simbolo di un cambiamento culturale, del web partecipativo duepuntozero, di quell’ingenua esaltazione per la novità che ancora non capivamo. Bei tempi, davvero. Leggi il resto di Chi si ricorda la mappa della blogosfera?