due chiacchiere

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Finalmente qualche giorno di vacanza

Breve comunicazione di servizio per avvisare i naviganti che il sottoscritto e l’allegra camufamiglia hanno deciso d’imbarcarsi su un aereo dopo quattro anni, in direzione Florida. Da quando è cominciata la pandemia, abbiamo fatto soltanto viaggi in auto, perché a me l’idea di stare chiuso per qualche ora in un tubo di metallo pieno di possibili infetti non è che mi sconfinferava più di tanto. Ma ora che il virus è praticamente diventato endemico, abbiamo deciso di farci coraggio e di affrontare quest’avventura. Ci dirigeremo verso la parte dello stato dei raggi di soli chiamata Panhandle, letteralmente manico della padella, al confine con l’Alabama, dove speriamo di poterci crogiolare per qualche giorno sulle sabbie finissime del Golfo del Messico. Ma non preoccuparti, le trasmissioni su queste pagine continueranno ininterrotte, anche grazie alla possibilità di programmare qualche post in anticipo. Buone ferie a tutti!

Gli operatori di telefonia americani

Dopo aver esplorato in lungo e largo le varie catene della distribuzione e della ristorazione americana, vorrei allargare un po’ il raggio d’azione ad altri settori e servizi. L’obiettivo rimane sempre quello di fornire qualche informazione utile a coloro che si accingono a visitare il Paese a stelle e strisce per turismo o per lavoro. Oggigiorno una cosa a cui non si può assolutamente rinunciare è il telefonino. Non so come funzionino le cose con gli operatori italiani quando si viaggia all’estero, ma qui il conto diventa salato molto in fretta se si cerca di fare una telefonata in roaming fuori dal territorio nazionale. Per questo, ogni volta che andiamo in Italia, metto da parte la mia schedina americana e ne compro una locale, giusto per avere la possibilità di usare i dati e fare telefonate con Whatsapp all’occorrenza (in modo che il mio “numero” non cambia). Così, supponendo che se vieni in viaggio a New York tu abbia la stessa esigenza, eccoti un elenco dei principali operatori (carriers) di telefonia mobile nazionali. Leggi il resto di Gli operatori di telefonia americani

La pizza si cuoce nel barbecue

Con questo caldo non c’è nulla di meglio che invitare una manciata di amici a passare una domenica pomeriggio in allegria, tra uno stuzzichino e qualche chiacchiera. E così mentre grigliavo qualche hamburger sul mio fido barbecue della Weber, dicevo quanto mi piacerebbe poter avere un forno a legna dove poter cuocere una pizza come si deve. Già, perché se c’è una cosa che mi manca dell’Italia è il sapore indescrivibile delle pizze cotte a legna. Qui la maggioranza delle pizzerie hanno il forno elettrico, e trovarne una che usi quello a legna è più difficile che trovare il proverbiale ago nel pagliaio. Così uno dei commensali mi ha fatto notare che esistono delle piastre che consentono di trasformare il barbecue in un (quasi) forno per pizze. L’ho ordinata il giorno dopo e l’abbiamo provata lo scorso fine settimana. Devo dire che siamo rimasti positivamente colpiti dal risultato finale (forse anche merito della mia ricetta collaudata?), e dalla semplicità d’uso. Finalmente una pizza come Dio comanda, fatta in casa. Leggi il resto di La pizza si cuoce nel barbecue

Gli uomini d’oro

Tanti, ma tanti anni fa, Sunshine ed io guardammo un film intitolato Crash, contatto fisico, di cui scrissi una breve recensione quando questo blog era ancora in fasce. A parte le vicende narrate in quella pellicola, ciò che mi colpì fu l’espediente narrativo di esplorare i fatti dal punto di vista dei vari personaggi coinvolti. Un approccio simile a quello che Vincenzo Alfieri decide di usare in Gli uomini d’oro, una produzione del 2019 con Edoardo Leo, Fabio De Luigi ed un a me sconosciuto Giampaolo Morelli. La storia racconta, a quanto dichiarano i titoli di coda, gli incredibili eventi di un fatto di cronaca realmente accaduto: una rapina con l’obiettivo di fuggire nei paradisi esotici da parte di un gruppo di uomini che non sono criminali ma hanno l’occasione giusta in virtù del lavoro che fanno. Il risultato finale ha il sapore di un miscuglio tra Pulp Fiction e Leòn, con una spruzzatina di Ocean’s Eleven. Leggi il resto di Gli uomini d’oro

I contrabbandieri di armi ringraziano

Oramai la guerra in Ucraina non fa più notizia, i riflettori si sono spostati altrove, mentre milioni di persone continuano a soffrire dall’altra parte del confine della Nato. La diplomazia internazionale, grande assente in questo conflitto europeo, continua a voler seguire la strada degli armamenti, scaricando vagonate di ogni tipo di arsenale al confine con la Polonia, senza nessun interesse a voler perseguire un approccio diplomatico e a convincere il signor Zelensky che così non si può andare avanti. Quello che mi perplime però, in questa uggiosa giornata d’estate, è che nessuno si preoccupa di cosa ne sia delle carrettate di fucili ed artiglieria varia che stiamo regalando agli ucraini.

Sebbene sia giusto non fare di tutta l’erba un fascio, non dimentichiamo che questi signori non sono proprio dei santi, quando si tratta di raggranellare qualche spicciolo vendendo armi sotto banco a loschi compratori che poi finiscono per usarle in attentati in giro per il mondo. La Nato si lava la coscienza facendo quello che ritiene giusto, ma temo che le conseguenze di come i capoccioni del mondo stiano gestendo questo conflitto le pagheremo per molti anni, non solo a livello economico e finanziario. La situazione è molto più complessa di quello che ci lasciano intravedere le notizie dei giornali. Quando Conti e Salvini ci dicono che sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere prima di approvare decisioni in merito, non hanno tutti i torti. Poi che i pentastellati lo usino come un pretesto per far cadere il governo, quella è un’altra storia da discutere in separata sede.

Sistemi di trasporto urbano intelligenti

Tramite alcuni post che ho scritto in queste ultime settimane (dal litio alla plastica, da Greta all’ecologia digitale), ho cercato di delineare il mio punto di vista sull’argomento ecologico. Forse l’ho fatto in maniera un po’ confusa e frammentata, ma questo è il mio stile e non penso riuscirò mai a renderlo più lineare e diretto. In questi ultimi anni ho cercato di capire meglio la situazione ecologica in cui ci troviamo, leggendo articoli, guardando documentari, ascoltando podcast che affrontano l’argomento da vari punti di vista. L’altro giorno, as esempio, sono incappato in una relazione in cui il servizio di ricerca del Parlamento europeo fa un’analisi su dieci tecnologie che potrebbero cambiarci la vita. Così ho deciso di conservare uno dei capitoli tra le pagine del blog: magari fra qualche anno lo rileggerò sorridendo, pensando a quanto fossimo ingenui all’epoca. Leggi il resto di Sistemi di trasporto urbano intelligenti

Il credit score americano per il mutuo

Già ne avevo parlato nel lontano 2011, ma come dicevano gli antichi romani, repetita iuvant, no? Mi riferisco al concetto del “punteggio del credito” che ogni cittadino americano si ritrova assegnato dagli istituti di credito in una banca dati nazionale. Un numero che rappresenta la capacità di un debitore di far fronte ai propri impegni finanziari, in base alla sua storia creditizia. La banca dati ha una memoria da elefante, e conosce tutto, ma proprio tutto, della tua situazione economica: quante carte di credito hai attive, quanti fidi, l’ammontare del tuo mutuo e del tuo stipendio, quante volte hai fatto domanda per aprire linee di credito, e via dicendo. Il famigerato numerino va da 300 (persona inaffidabile) a 850 (Paperon de’ Paperoni), con la maggior parte degli americani situati intorno ai 600 punti. Leggi il resto di Il credit score americano per il mutuo

Duemila articoli e non sentirli

E così oggi anche questo piccolo traguardo è arrivato zitto zitto, a sedici anni e mezzo dall’apertura della mia piccola casetta virtuale in rete. In queste ultime settimane mi son chiesto se il ritmo da idrante dei pompieri che mi sono autoimposto forse abbia finito per intimorire alcuni dei lettori che ancora passavano da queste parti, dato che non consente loro di tenere il passo con l’inarrestabile valanga di pensieri riversati su queste pagine virtuali. Mi rendo conto di sentirmi, in questa blogosfera oramai ridotta al lumicino, come l’ultimo dei Viet Cong che non sapeva che la guerra fosse finita. Stavo pensando che con il nuovo lavoro e la mole di cose da imparare, vorrei provare a cambiare la cadenza dei post, e pubblicare interventi a giorni alterni. D’altro canto siamo oramai in piena estate, e la gente non segue assiduamente la blogosfera come durante il resto dell’anno, no? Ma non preoccuparti, non ti sbarazzerai così facilmente del sottoscritto. Leggi il resto di Duemila articoli e non sentirli

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